Ogni anno nel mese di dicembre i lavoratori, impiegati o operai che siano, con contratto a tempo determinato o indeterminato, attendono prima di Natale il pagamento della tredicesima o gratifica natalizia. E puntualmente, si spera, si trovano in busta paga l’importo pagato della tredicesima mensilità. Esclusi dal pagamento di questa mensilità i collaboratori con contratto a progetto e in generale tutti coloro che non hanno un contratto di lavoro subordinato con applicazione di un CCNL. Ma quanto ne sanno i lavoratori su questa mensilità aggiuntiva?

Ecco 5 cose base da sapere sulla tredicesima mensilità in busta paga.

1 –  Tredicesima quando viene pagata?

Si chiama tredicesima o gratifica natalizia ed è nata come mensilità da erogare prima di Natale, quindi prima del 25 dicembre di ogni anno. A stabilire quando viene pagata la tredicesima, o per meglio dire a stabilire il periodo o la data entro la quale deve essere pagata la tredicesima è il contratto collettivo nazionale di lavoro. Il lavoratore deve quindi consultare il proprio CCNL per avere questa informazione su quando si prende la tredicesima. E’ prassi di molti datori di lavoro erogare la tredicesima ai lavoratori prima del 20 dicembre, per permettere loro l’incasso della mensilità aggiuntiva prima delle feste natalizie e quindi per le spese natalizie.

2 – La tredicesima matura per tutto l’anno.

La tredicesima mensilità, anche se è pagata a dicembre, si differenzia dalle altre mensilità: è infatti una mensilità aggiuntiva che non matura nel mese di riferimento (a dicembre stesso), ma matura durante e per tutto l’anno in tanti ratei mensili per quanti sono i mesi lavorati (quindi da gennaio a dicembre). I ratei massimi spettanti sono quindi 12, quanti sono i mesi nell’anno. Se un lavoratore ha iniziato a lavorare durante l’anno, gli spetteranno tanti ratei per quanti sono i mesi lavorati (es. se sono assunto il 1 giugno avrò diritto a 7 ratei su 12). Normalmente viene pagato un rateo completo (un mese intero), se nel mese il lavoratore ha lavorato almeno 15 giorni (es. se sono assunto il 10 giugno, avrò diritto sempre a 7 ratei su 12). Anche in quest’ultimo caso, è necessario consultare il CCNL di riferimento. Per maggiori informazioni può essere interessante anche leggere l’approfondimento sulla tredicesima.

3– Come viene calcolata la tredicesima in busta paga.

Vediamo ora quanto spetta di tredicesima. Prima di tutto va precisato che generalmente la tredicesima mensilità è pagata con una busta paga in più e a parte, ma in alcuni casi i ratei di tredicesima sono inseriti nella busta paga di dicembre. In ogni caso nel cedolino paga c’è indicato l’importo spettante che deve essere pari alla retribuzione globale di fatto. Sarebbe la normale retribuzione, il cui importo generalmente è indicato nella parte alta del cedolino ed è la somma della paga base, l’eventuale indennità di contingenza, l’E.D.R., gli scatti di anzianità e tutte le voci fisse e continuative normalmente pagate ogni mese dal datore di lavoro al lavoratore.

I ratei di tredicesima pagati sono indicati nel corpo centrale del cedolino. Per molti lavoratori i ratei di tredicesima sono indicati in mesi, risulteranno tanti ratei pagati per quanti sono i mesi lavorati nell’anno. Il totale pagato e indicato nelle competenze per chi ha lavorato tutto l’anno riceverà 12 ratei che fanno un totale pari alla retribuzione globale di fatto.

Per alcuni lavoratori la tredicesima è pagata ad ore, si tratta generalmente degli operai e della loro gratifica natalizia. L’importo totale deve essere sempre pari alla retribuzione globale di fatto. E il numero di ore pagate deve essere pari al divisore orario stabilito dal CCNL (per molti è 168 o 173 ore), tranne che per coloro che hanno lavorato meno di 12 mesi nell’anno. In quest’ultimo caso il datore di lavoro pagherà per quanti mesi sono lavorati nell’anno, e nel caso di tredicesima pagata ad ore sarà pari al divisore orario ma rapportato al numero di mesi (se il lavoratore ha lavorato 6 mesi nell’anno, bisogna dividere il divisore orario per 12 e moltiplicarlo per 6).

4 – Quando la tredicesima non spetta.

La tredicesima spetta a tutti i lavoratori con contratto subordinato, quindi anche a coloro che sono titolari di contratto a tempo determinato. Ci sono però alcuni periodi esclusi dal diritto e sono quelli per i quali non spetta la retribuzione o spetta in parte. Si tratta dei congedi parentali e per la malattia del bambino, dei  periodi di aspettativa per i lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o ricoprire cariche sindacali, provinciali e nazionali, ed infine dei permessi non retribuiti, le assenze ingiustificate e le assenze per sciopero.

5- Tredicesima sulla pensione o ai cassaintegrati.

Oltre ai lavoratori dipendenti, anche per i pensionati la tredicesima è in pagamento da parte dell’Inps  nel mese di dicembre. Infatti la pensione è pagata in tredici mensilità e quindi il mese di dicembre arriva un doppio pagamento del rateo di pensione. Si parla di pensione Inps e per i dipendenti pubblici ex Inpdap, gli invalidi civili invece, non percepiscono la tredicesima pensione perché già titolari di assegni di accompagnamento e indennità pagate già per dodici mensilità. Ad alcuni pensionati con reddito basso viene riconosciuta anche la tredicesima pesante di 155 euro.

I cassaintegrati, ossia chi ha percepito la cassa integrazione guadagni ordinaria (CIG) e straordinaria (CIGS) hanno diritto alla tredicesima. L’Inps nel pagare la cassa integrazione comprende nell’importo versato ogni mese al lavoratore anche la quota di retribuzione relativa alla tredicesima. Ne consegue che il datore di lavoro per i periodi del lavoratore in CIG e CIGS non deve pagare la tredicesima in busta paga. Quindi il lavoratore potrebbe trovarsi pagata la tredicesima per un numero di ore o ratei corrispondenti ai periodi dell’anno in cui non è stato in cassa integrazione. Per maggiori informazioni vediamo la tredicesima durante la cassa integrazione.