L’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) è un’imposta diretta, progressiva e proporzionale al reddito. Per calcolare l’Irpef dovuta è necessario applicare al proprio reddito le aliquote e scaglioni Irpef per scaglioni di reddito, che sono stabilite in misura percentuale dal TUIR, il Testo Unico sulle imposte sui redditi. Le aliquote vanno dal 23% al 43%.

Le aliquote Irpef e scaglioni per l’anno 2016 e 2017 sono le stesse in vigore negli anni 2014 e 2015, non vi sono state infatti variazioni dovute alla Legge di Bilancio 2017, così come con la Legge di Stabilità 2016. Vediamo le percentuali e gli scaglioni di reddito, nonché tutte le informazioni per calcolare l’imposta Irpef sulla base del proprio reddito.

Le aliquote e scaglioni Irpef 2016 – 2017 in vigore.

Ad indicare le aliquote Irpef è l’art. 11 del TUIR in materia di determinazione dell’imposta. Tale articolo recita: “L'imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili indicati nell'articolo 10, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:

a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;

b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento (quindi 3.450 euro più il 27% calcolato sulla parte eccedente i 15.000 euro);

c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento (quindi 6.960 euro più il 38% calcolato sulla parte eccedente i 28.000 euro);

d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento (quindi 17.220 euro più il 41% calcolato sulla parte eccedente i 55.000 euro);

e) oltre 75.000 euro, 43 per cento (quindi 25.420 euro più il 43% calcolato sulla parte eccedente i 75.000 euro).

E' questo l'ammontare lordo delle "tasse" pagate ogni anno dai lavoratori ed in generale sui propri redditi da tutti i contribuenti. Ovviamente nel calcolo della tassazione bisogna tener conto anche delle detrazioni fiscali (una su tutte la detrazione per lavoro dipendente), che riducono l'imposta da pagare, calcolata appunto sul reddito e applicando le aliquote di cui sopra.

E’ importante sapere che per il calcolo della tassazione in base alle aliquote Irpef,  il reddito da considerare è il reddito complessivo, ossia la somma di tutti i propri redditi (redditi da lavoro dipendente e assimilati come ad esempio i redditi da collaborazioni, i redditi da lavoro autonomo, i redditi di impresa, i redditi fondiari, redditi di capitali, redditi diversi). Per quanto riguarda i lavoratori, il reddito da dipendente da considerare in busta paga quello imponibile ai fini fiscali in busta paga e non il reddito imponibile previdenziale (quindi non in lordo in busta, ma il lordo in busta meno contributi a proprio carico. Generalmente in busta paga viene indicato, ed è l'imponibile fiscale). Sul reddito complessivo vanno sottratti gli oneri deducibili dal reddito. Il risultato ottenuto è quello sul quale calcolare le aliquote Irpef per determinare l’imposta lorda.

Quando non si paga l’Irpef. Lo stesso articolo stabilisce che se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l'intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e il reddito dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, l'imposta non è dovuta. Analogamente non è dovuta se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi fondiari di importo complessivo non superiore a 500 euro.

Come si calcola l’Irpef.

Applicando al reddito complessivo, come sopra determinato, le aliquote Irpef per scaglioni di reddito sopra indicate, si ottiene l’imposta lorda.

L'imposta netta è determinata operando sull'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, tutte le detrazioni fiscali, quali sono le detrazioni per lavoro dipendente, per lavoro autonomo, le detrazioni per figli a carico, mogli a carico, per altri familiari a carico. Queste detrazioni possono essere inserite in busta paga. L’imposta lorda è altresì ridotta dalle altre detrazioni fiscali come quelle per spese sanitarie, interessi passivi su mutuo, detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus e le altre detrazioni fiscali.

Dall'imposta netta si detrae anche l'ammontare dei crediti d'imposta spettanti al contribuente. E se l'ammontare dei crediti d'imposta è superiore a quello dell'imposta netta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al periodo d'imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

Tornando al calcolo dell’imposta Irpef, vediamo come si calcola l’imposta applicando le aliquote per scaglioni Irpef.

Redditi fino a 15.000 euro, si applica il 23%. Come abbiamo visto per i redditi fino a 15.000 euro va calcolato il 23% per determinare l’imposta lorda. La tassazione massima è quindi di 3.450 euro (il 23% di 15.000 euro). Ovviamente in caso di reddito da lavoro dipendente o autonomo vanno considerate in successiva fase, le detrazioni per lavoro dipendente o le detrazioni per lavoro autonomo.

Redditi fino a 28.000 euro. In questo caso si applica prima il 23% poi il 27%. Per coloro che percepiscono un reddito complessivo superiore a 15.000 euro e non superiore a 28.000 euro, la tassazione Irpef applicando le aliquote è del 23% fino a 15.000 euro (3.450 euro) e poi sulla restante parte del 27%. Esempio: colui che ha un reddito di 20.000 avrà un’imposta lorda pari al 23% di 15.000 euro (3.450 euro) più il 27% sulle restanti 5.000 euro. Con 28.000 euro di reddito complessivo, l’imposta Irpef sarà pari a 6.960 euro.

Redditi da 28.000,01 fino a 55.000 euro. Si applica prima il 23%, poi il 27%, poi il 38%. Il calcolo dell’Irpef per coloro che superano i 28.000,01 euro di reddito, viene effettuato applicando il 23% su 15.000 euro, il 27% su 13.000 euro (28.000 euro meno 15.000 euro), per un totale di 6.960 euro come abbiamo visto, e il 38% su quanto eccede i 28.000 euro e fino a 55.000 euro. Esempio: colui che ha un reddito di 40.000 euro avrà un’imposta lorda pari a 6.960 euro più il 38% su 12.000 euro (40.000 meno 28.000 euro). Per coloro che hanno 55.000 euro di reddito, l’imposta Irpef sarà di 17.220 euro.

Redditi da 55.000,01 fino a 75.000 euro. In questo caso si applica prima il 23%, poi il 27%, poi il 38% ed infine il 41% su quanto eccede i 55.000 euro. La conseguenza è che l’imposta si calcola aggiungendo ai 17.220 euro che l’Irpef fino a 55.000 euro, il 41% di quanto eccede i 55.000 euro. Esempio: colui che ha un reddito di 70.000 euro, avrà un’imposta lorda pari a 17.220 euro più il 41% di 15.000 euro (70.000 meno 55.000 euro). Per coloro che hanno un reddito di 75.000 euro, l’imposta Irpef sarà di 25.420 euro.

Redditi oltre 75.000 euro. Per coloro che superano i 75.000 euro si applica il 43% per la parte di reddito oltre i 75.000 euro. Quindi fino a 75.000 euro è dovuta un’imposta lorda di 25.420 euro, poi il 43%. Esempio: colui che ha un reddito di 100.000 euro, avrà un’imposta lorda pari a 25.420 euro più il 43% di 25.000 euro.

Tassazione in busta paga.

Conoscere il sistema di calcolo dell'Irpef per scaglioni di reddito descritto sopra è importante per capire come vengono calcolate le "tasse in busta paga".

La tassazione in busta paga è determinata da un complesso sistema di calcolo, che tiene conto delle detrazioni fiscali richieste dal lavoratore, quali le detrazioni per coniuge, figli e familiari a carico nonché delle ulteriori detrazioni fiscali. Una su tutte: la detrazione per lavoro dipendente.

Se in precedenza abbiamo descritto il sistema di calcolo dell'Irpef dovuta dal contribuente per l'anno d'imposta (ossia ad esempio le tasse dovute per l'anno 2016 da dichiarare nel 730 del 2017 o nell'ex Unico 2017 che ora si chiama Modello Redditi 2017), nel caso della tassazione in busta paga, si fa riferimento al sistema di calcolo della tassazione effettuato dal datore di lavoro in qualità di sostituto d'imposta.

Il datore di lavoro calcola la tassazione sulla base di un reddito presunto o sulla base del reddito indicato dal lavoratore nel modello detrazioni, presentato dal lavoratore stesso per comunicare appunto sia le detrazioni che i redditi per i quali viene richiesta l'applicazione della tassazione in busta paga.

In mancanza di una comunicazione inerente al reddito da applicare nelle buste paga, il datore di lavoro applicherà la tassazione sulla base di un reddito presunto. E più precisamente nei mesi da gennaio a novembre, ivi compreso la tredicesima. Nel mese di dicembre di ogni anno, invece, il datore di lavoro effettuerà un conguaglio fiscale di fine anno con il quale, conoscendo a quel punto il reddito da lavoro dipendente annuale del lavoratore (in quanto ha erogato anche la busta paga di dicembre), potrà calcolare la tassazione dovuta, tenendo conto sia del reddito da lavoro dipendente prodotto dal lavoratore nell'anno, che delle detrazioni fiscali spettanti. La detrazione fiscale per lavoro dipendente dipende dal reddito da lavoro dipendente e quindi anch'essa sarà conguagliata nella busta paga di dicembre.

E' quindi importante sapere che il datore di lavoro applica sul reddito da lavoro dipendente (e non sul reddito complessivo) la tassazione in busta paga sulla base delle aliquote e scaglioni Irpef di cui sopra. Ed effettua tale calcolo sul reddito imponibile Irpef e non sul reddito imponibile Inps indicato in busta paga. In altre parole, applica la tassazione sulla RAL (Retribuzione annua lorda) del lavoratore al netto dei contributi previdenziali a carico del lavoratore trattenuti nelle buste paga da gennaio a dicembre.

La tassazione applicata in busta paga è ovviamente calcolata, in termini di imposta lorda, secondo le aliquote e scaglioni Irpef sopra descritti, ma a tale imposta lorda vanno poi sottratte le detrazioni fiscali (generalmente per reddito da lavoro dipendente e per coniuge, figli e familiari a carico per coloro che ne hanno fatto richiesta nel modulo detrazioni). Ovviamente l'imposta Irpef netta trattenuta in busta paga durante l'anno si evince nella busta paga di dicembre, dove con il conguaglio fiscale di fine anno il datore di lavoro effettua tutti i calcoli, ma basati sul reddito da lavoro dipendente o sul reddito richiesto dal lavoratore nel modulo detrazioni, e non sul reddito complessivo ai fini Irpef.

Nella maggior parte dei casi è necessario presentare poi la dichiarazione dei redditi (quasi sempre il modello 730) per effettuare un ricalcolo definitivo della tassazione Irpef, aldilà di quanto già trattenuto dal datore di lavoro in busta paga. Nella maggior parte dei casi, infatti la determinazione del reddito complessivo comprende anche altre tipologie di redditi rispetto al reddito da lavoro dipendente (si pensi a chi ha più di un contratto di lavoro nell'anno oppure due part-time, oppure si pensi a chi ha ulteriori redditi quali redditi fondiari o da fabbricati o redditi da capitale) oppure il lavoratore contribuente ha diritto ad ulteriori detrazioni fiscali, una su tutte quella per spese sanitarie.

I casi sono molteplici e pertanto in generale coloro che hanno interesse a verificare la propria tassazione in busta paga e le aliquote e scaglioni Irpef per l'anno d'imposta devono considerare in generale tutti i propri redditi imponibili Irpef (non solo quello per lavoro dipendente) e tutte le detrazioni fiscali loro spettanti per quell'anno (oltre all detrazione per lavoro dipendente o per coniuge o figli a carico indicata in busta paga). Ed in generale considerare che il complesso calcolo dell'imposta Irpef secondo il TUIR tiene conto del calcolo della tassazione secondo le aliquote Irpef per scaglioni di reddito sopra indicate, ma che tali aliquote sono necessarie per calcolare l'imposta lorda e non quella netta dovuta. Il calcolo dell'Irpef infatti parte dalla determinazione del reddito complessivo (tenendo conto di tutti i redditi imponibili), passa per l'applicazione al reddito complessivo delle aliquote e scaglioni Irpef e, una volta ottenuta l'imposta lorda, da essa vanno sottratte tutte le detrazioni fiscali, aldilà di quelle provvisoriamente calcolate in busta paga. E' bene quindi, nella maggior parte dei casi, presentare la dichiarazione dei redditi, per un definitivo calcolo delle "tasse" dovute.

E' infatti possibile che il lavoratore in qualità di contribuente, presentando il 730, abbia diritto ad un credito Irpef da recuperare in busta paga. O in qualche caso, debba effettuare il pagamento di un Irpef a saldo a debito.