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Bonus mobili ed elettrodomestici 2013: la detrazione al 50% sugli acquisti

Con un Decreto Legge è stata introdotta una detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici fino al 31 dicembre 2013. La misura del bonus arredi è pari al 50% della spesa sostenuta, da detrarre sull’imposta Irpef lorda pagata annualmente dal contribuente. Possibile fruire dell’agevolazione fiscale solo per gli acquisti destinati ad immobili oggetto di ristrutturazione, destinatari della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia. Vediamo tutti gli aspetti.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2013: la detrazione al 50% sugli acquisti.

Il Decreto Legge n. 63 del 2013, entrato in vigore il 6 giugno, ha disposto la proroga delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia e, contestualmente, ha introdotto una nuova detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. L’agevolazione fiscale è valida per gli acquisti effettuati dal 6 giugno al 31 dicembre 2013. Ma essi devono essere collegati ad immobili oggetto di ristrutturazione.  L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013 ha chiarito tutti gli aspetti relativi a questo bonus arredi concesso ai contribuenti italiani.

L’articolo del Decreto Legge che introduce questo bonus è l’art. 16. Tale articolo, al comma 2, prevede che “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 (la detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia) è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate e sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto (6 giugno 2013) per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.

Alcuni esempi di acquisto di mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni anche in parquet, tende e tendaggi ed altri complementi di arredo.

Alcuni esempi di acquisto di grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, condizionatori ed altri apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese agevolate anche quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. In ogni caso, il 31 dicembre 2013 è la data ultima entro cui devono essere sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per poter fruire della detrazione. Si precisa, inoltre, che possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.

L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se detti beni siano destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.

Soggetti che possono beneficiare della detrazione. Quindi un primo chiarimento è che la misura della detrazione è del 50% della spesa documentata ed il secondo aspetto è che i soggetti che possono avvalersi del beneficio fiscale sono individuati indirettamente dal comma 2, mediante riconoscimento della detrazione “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1”, ossia ai contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui 16 all’art. 16-bis del TUIR con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili.

La ripartizione in 10 anni della detrazione. Il medesimo comma 2 che introduce il bonus arredi stabilisce che la detrazione “da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro”. Questo limite di 10.000 euro è riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto sia di mobili che di grandi elettrodomestici.

Per il meccanismo di calcolo dell’Irpef, che viene calcolata nel suo ammontare lordo in base alle aliquote sugli scaglioni di reddito, la detrazione fiscale opera fino ad abbattimento dell’Irpef lorda, quindi se quest’ultima è di importo inferiore alla detrazione, il contribuente non matura un credito nei confronti dell’Erario. Dato il possibile azzeramento dell’imposta da pagare annualmente, il legislatore ha previsto che è possibile fruire della detrazione in 10 quote annuali di pari importo, pertanto il contribuente può abbattere l’Irpef da pagare per 10 anni consecutivi con la quota annuale pari ad un decimo del 50% del costo di acquisto del mobile o grande elettrodomestico oggetto di agevolazione fiscale.

Un ulteriore indicazione della norma riguarda il limite a 10.000 euro di spesa ammessa in detrazione. Pertanto il massimo ottenibile è 5.000 euro (il 50%). Questo limite è riferibile alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Ne consegue che il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Interventi edilizi che costituiscono il presupposto per la detrazione. Il comma 2 richiede, tuttavia, anche altri requisiti, in quanto i contribuenti in questione devono sostenere “ulteriori spese documentate”, rispetto a quelle sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per “l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.

Quindi per avere la detrazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Quindi c’è una stretta correlazione tra l’incentivo a favore del settore del mobile e quello a favore del settore edile. Per parti comuni, come espressamente indicato dall’Agenzia delle Entrante, si intende ad esempio anche le guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc..

Lavori di ristrutturazione condominiale e bonus arredi. Tuttavia, l’effettuazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente ai singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare. Quindi il bonus è riservato ai condomini solo se acquistano bene destinati all’arredamento della guardiola del portiere o l’appartamento, ma non per la propria abitazione.

Questo incentivo è del tutto simile a quello del 2009 e la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013 dell’Agenzia delle Entrate lo conferma. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono presupposto del beneficio in esame non sono limitati alla “ristrutturazione edilizia” in senso tecnico, ma comprendono anche la manutenzione straordinaria, e il restauro e risanamento conservativo, di singole unità immobiliari residenziali, come chiarito dalla circolare n. 35/e del 2009.

Ulteriori interventi edilizi che consentono la detrazione per mobili ed elettrodomestici. Tra gli interventi edilizi agevolabili anche gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza, nonché nei casi di interventi di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie. In questo specifico secondo caso, la detrazione per gli interventi edilizi, calcolata su un importo pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare, compete al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari. Al medesimo contribuente compete anche la detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013.

Elenco degli interventi di ristrutturazione edile collegati al bonus arredi

La circolare n. 29/E dell’Agenzia delle Entrate fornisce un elenco sintetico di interventi edilizi ai quali è collegata la possibilità di fruire della detrazione d’imposta del 50% per bonus arredi ed elettrodomestici. Sono i seguenti interventi:

  • di manutenzione ordinaria, di cui alla lett. a) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;
  • di manutenzione straordinaria, di cui alla lett. b) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • di restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lett. c) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • di ristrutturazione edilizia, di cui alla lett. d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere c) e d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. 

Data di avvio degli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Il comma 2 dell’art. 16 del decreto, a differenza dell’analoga agevolazione operante nel 2009, non individua espressamente la data a decorrere dalla quale devono essere iniziati gli interventi di ristrutturazione, né quella a decorrere dalla quale devono essere sostenute le spese per detti interventi.

In ogni caso per ottenere il bonus arredi è necessario che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quello in cui si acquistano i beni. La circolare chiarisce però che i i contribuenti ammessi a beneficiare della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono i medesimi contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% per aver sostenuto spese, riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in precedenza indicati, dal 26 giugno 2012.

Quindi l’Agenzia delle Entrate ritiene, quindi, che il legislatore abbia considerato il sostenimento di spese dal 26 giugno 2012 per gli interventi edilizi, come presupposto cui collegare la possibilità di avvalersi della detrazione, essendo rappresentativo di lavori in corso di esecuzione o comunque terminati da un lasso di tempo sufficientemente contenuto, tale da presumere che l’acquisto sia diretto al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati.

In ogni caso la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.

La prova della data di avvio. La data di avvio potrà essere comprovata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare, dalla Comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria, ovvero, in caso si tratti di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi dovrà essere oggetto di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà , resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445.

Adempimenti e modalità di pagamento del mobile o elettrodomestico

Come più volte ribadito dall’Agenzia delle Entrate, il beneficio fiscale in esame è ancorato a quello per il recupero del patrimonio edilizio. Ciò comporta che il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve fruire della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio rispettando i presupposti e gli adempimenti previsti dall’art. 16-bis del TUIR, dal regolamento adottato con decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministro dei Lavori pubblici del 18 febbraio 1998, n. 41, nonché dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.

A tal riguardo si ricorda che dal 2011 non è più necessaria la comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate, in quanto detto adempimento è stato sostituito dall’indicazione di alcuni dati nella dichiarazione dei redditi e dall’obbligo della conservazione della documentazione individuata dal citato provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.

Rimane fermo, invece, l’obbligo di pagare il corrispettivo degli interventi di recupero del patrimonio edilizio mediante l’apposito bonifico bancario o postale, salve talune specificate eccezioni, tra le quali il pagamento relativo all’acquisto degli immobili da imprese che hanno eseguito la ristrutturazione di un intero fabbricato.

Pagamento tramite bonifico. Per quanto attiene agli adempimenti da seguire per la fruizione della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:

  • la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

I documenti da conservare. Le spese sostenute, inoltre, devono essere “documentate”, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.

Consulente del lavoro in Napoli. Esperto di diritto del lavoro e previdenza, di buste paga e vertenze di lavoro. Ama districarsi nell’area fiscale. E risolvere problemi dei lavoratori, delle imprese e dei contribuenti. Email: abarbato@fanpage.it.

Approfondimenti: detrazione 55%, detrazioni fiscali, irpef, Modello 730

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