
Il “Corriere della sera” non ha aggiornato il suo sito internet e non è uscito in edicola per due giorni a causa dello sciopero dei giornalisti.
La causa che ha scatenato la protesta dei giornalisti del “Corriere della Sera” è da attribuire alla lettera, scritta il 30 Settembre 2010, dal direttore Ferruccio De Bortoli, nella quale si annunciava la necessità di un cambio radicale della figura professionale del giornalista, costretto ad adeguarsi all’evolversi dei nuovi mezzi d’informazione che hanno pressoché soppiantato la carta stampata.
Il “Corriere della Sera” ha un’edizione on-line, consultabile anche attraverso iPhone e iPad, ma non vi è alcun legame o interazione tra l’edizione cartacea e quella web; anzi, esiste un certo rapporto di diffidenza tra i giornalisti che si occupano del primo settore e gli altri.
Secondo il direttore del Corriere è proprio questa distanza che deve essere abbattuta, modificando sostanzialmente il ruolo del giornalista vecchio stampo, che deve muoversi soprattutto sui nuovi mezzi di comunicazione, senza porsi limiti e preconcetti; ed è proprio per questo che si promuovono iniziative come l’assunzione di dieci giovani ogni anno.
Il comitato di redazione risponde a De Bortoli, affermando che ogni sforzo attuato per la ristrutturazione del giornale, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, non è stato adeguatamente riconosciuto e ricompensato e, addirittura, il lavoro svolto non sembra agire nell’interesse del lettore. Si invoca, da entrambe le parti, un tavolo delle trattative in cui discutere sul cambiamento che il web e le sue applicazioni stanno apportando, nello specifico, al “Corriere della Sera”, ma in generale a tutto il sistema dell’informazione.
Barbara Vittoriosi