Nel modello 730/2017 è prevista un’apposita sezione per il credito d’imposta relativo alle spese di videosorveglianza. Si tratta di un’agevolazione fiscale che spetta alle persone fisiche per le spese di installazione di sistemi di sorveglianza digitale, sistemi di allarme e anche per le spese riguardanti i contratti con istituiti di vigilanza. Per poterne beneficiare nel modello 730 è necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta per le spese di videosorveglianza è stato previsto dalla precedente legge di Stabilità, al comma 982 dell’articolo 1.

Il credito d’imposta per spese di videosorveglianza fa riferimento alle spese legate a impianti d’allarme o di videosorveglianza e alle attività di vigilanza svolte da appositi istituti. Il limite massimo complessivo del credito è pari a 15 milioni di euro. Tale somma sarà ripartita tra tutti coloro che chiederanno di usufruirne, ma il credito d’imposta per spese di videosorveglianza non sarà cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese.

Il credito spetta solo ed esclusivamente alle persone fisiche ed è riferito alle spese sostenute nel 2016 per immobili utilizzati ad uso personale o familiare. Il credito non spetta per gli immobili utilizzati nell’ambito nell’attività di impresa o di lavoro autonomo.

Soggetti beneficiari.

Il credito d'imposta per spese di videosorveglianza spetta solamente alle persone fisiche per le spese sostenute per gli immobili non utilizzati nell’attività di impresa o di lavoro autonomo.  Si considerano spese di videosorveglianza quelle relative

  • all’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale;
  • all’installazione di sistemi di allarme,
  • alle spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali.

Tali spese

  • devono essere state sostenute nel 2016;
  • non devono essere state sostenute nell’ambito di attività di lavoro autonomo o d’impresa.

Se l’immobile per il quale vengono sostenute le spese è utilizzato in modo promiscuo, cioè il contribuente ne fa sia uso personale/familiare che nell’ambito di attività di lavoro autonomo o d’impresa, il credito d’imposta viene ridotto al 50%.

Coloro i quali ne vogliano beneficiare del credito per spese di videosorveglianza, se in condizione per farlo, devono presentare un apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Condizioni da rispettare.

Quindi, al fine di poter beneficiare del credito d’imposta per spese di videosorveglianza è necessario

  • essere una persona fisica;
  • aver sostenuto nel 2016 spese legate a impianti d’allarme o di videosorveglianza, ovvero ad attività di vigilanza;
  • che l’immobile interessato alla sorveglianza sia utilizzato per uso personale o familiare, se l’immobile è utilizzato in maniera promiscua il credito si riduce nella misura del 50%;
  • che si presenti richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Come richiedere il credito d’imposta.

I contribuenti che vorranno usufruire del credito d’imposta per le spese relative alla videosorveglianza dovranno inviare telematicamente la domanda attraverso il software «Comunicazione VDS» disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il servizio è disponibile dal 20 febbraio e fino al 20 marzo. Al canale telematico predisposto appositamente per il credito videosorveglianza possono accedere tutte le persone fisiche che nel 2016 abbiano sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme oppure spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza a protezione di immobili non adibiti ad attività d’impresa o lavoro autonomo.

Per poter fruire dell’agevolazione è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia e inviare la richiesta, autonomamente oppure tramite intermediario, con il software “Creditovideosorverglianza”.

Nella domanda vanno indicati

  • il codice fiscale del beneficiario;
  • il codice fiscale del fornitore del bene o servizio;
  • numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto;
  • se la fattura è relativa ad un immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente. In questo caso il credito d’imposta spetterà nella misura del 50%.

I contribuenti possono comunque presentare un’unica richiesta qualora lo stesso soggetto presenti più istanze sarà ritenuta valida l’ultima istanza presentata che sostituisce e annulla le precedenti domande.

La domanda va trasmessa esclusivamente in via telematica

  • direttamente, se il soggetto è in possesso delle credenziali per accedere a Fisconline o Entratel;
  • tramite un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (per esempio, Caf e professionisti).

Misura del credito.

Il credito d’imposta per spese di videosorveglianza è riconosciuto nella misura percentuale che sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017.

L’Agenzia delle Entrate stabilirà la percentuale massima del credito d’imposta che spetta a ciascun richiedente, calcolata come rapporto tra l’ammontare delle risorse disponibili e l’ammontare del credito d’imposta complessivamente richiesto dai contribuenti.

Utilizzo del credito.

Il contribuente potrà utilizzare il credito per spese di videosorveglianza solo in compensazione nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. n. 241/1997.

Per i soggetti non titolari di reddito d’impresa o di reddito da lavoro autonomo sarà possibile usufruire del credito portandolo in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi da presentare per l’anno 2016, quindi

  • al rigo G12 del modello 730/2017;
  • al rigo CR17 del modello Redditi Persone fisiche 2017.

Credito d’imposta per videosorveglianza nel 730/2017.

Nella sezione X del 730/2017 va indicato il credito d’imposta per le spese di videosorveglianza, sostenute appunto per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché relative a contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali.

Il credito d’imposta sarà determinato applicando la percentuale resa nota dall’Agenzia delle Entrate tramite provvedimento, da emanarsi entro il 31 marzo 2017, all’importo delle spese indicate nell’istanza presentata all’Agenzia delle Entrate.

La sezione X del 730/2017 si compone di un solo rigo, il rigo G12.

Nella colonna 1 del rigo G12 è riportato il credito spettante, cioè l’importo del credito d’imposta relativo al 2016.

Nella colonna 2 del rigo G12 è riportato il credito compensato in F24, cioè il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di presentazione della dichiarazione.

L’eventuale ammontare del credito d’imposta non utilizzato potrà essere usato nei periodi d’imposta successivi senza alcun limite temporale.