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Dal Cud al modello 730 2014, quali dati sono da indicare in dichiarazione

Entro il 28 febbraio i lavoratori ed i pensionati italiani hanno ricevuto il CUD 2014 dal proprio datore di lavoro o dall’Inps. Entro il 31 maggio va presentato il modello 730. Vediamo quali punti del CUD sono importanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi, il quadro C del modello 730 2014: Dal reddito imponibile, alle ritenute Irpef, alle addizionali, passando per la detassazione per incrementi di produttività.

Dal Cud al modello 730 2014, quali dati sono da indicare in dichiarazione.

Nel mese di febbraio di ogni anno i lavoratori dipendenti italiani ricevono dal proprio datore di lavoro il modello CUD, la certificazione dei redditi prodotti nell’anno precedente nell’esercizio della propria attività lavorativa. Redditi che si evincono dalle buste paga di tutto l’anno. Analogamente, i pensionati ricevono lo stesso modello dall’Inps o altro ente pensionistico, che certifica quanto ricevuto nella totalità delle rate di pensione percepite.

Puntualmente, da mese di marzo e fino al 31 maggio, data ultima per la presentazione del modello 730, tali lavoratori e pensionati si chiedono quali cifre indicate nel modello CUD sono utili, o determinanti, per la compilazione del modello 730, nonché per il calcolo delle imposte dovute eventualmente a conguaglio. E in acconto per l’anno in corso. E’ bene quindi fare una panoramica sul rapporto tra il modello Cud 2014 ed il modello 730 2014.

SOMMARIO:
Cud e 730 2014
Redditi percepiti nel 2013
Periodi di lavoro
La detassazione
Irpef e addizionali

Dal Cud 2014 al modello 730 2014

Il modello CUD 2014, sia rilasciato dai datori di lavoro che dall’Inps o altre ente pensionistico, è determinante per la compilazione del quadro C del modello 730 2014. In questo quadro vanno infatti indicati tutti i redditi di lavoro dipendente, i redditi di pensione e assimilati prodotti dal contribuente nell’anno 2012 e che sono oggetto di ricalcolo delle imposte a seguito della presentazione del modello 730 2014.

Nel caso di più di un modello Cud 2014 posseduti dal contribuente, per effetto della percezione di più di un reddito (si pensi a chi ha cambiato lavoro), nel quadro C del modello 730 2014 andranno indicati i redditi nei vari righi predisposti (C1, C2 e C3 della sezione I). In questi casi il contribuente potrebbe dover versare maggiori imposte per effetto del meccanismo di calcolo dell’Irpef. Se il contribuente nel corso dell’anno ha avuto più rapporti di lavoro dipendente o assimilati e ha chiesto all’ultimo datore di lavoro di tener conto degli altri redditi percepiti, deve indicare in questo quadro i dati presenti nel CUD rilasciato da quest’ultimo.

Se il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione, questi redditi devono essere indicati nel quadro anche se il datore di lavoro o ente pensionistico ha prestato l’assistenza fiscale. In questo caso i dati da riportare nel quadro sono quelli indicati nel CUD.

Le detrazioni fiscali applicate in busta paga o nelle rate di pensione. Per i contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente, pensione ed assimilati sono previste delle detrazioni d’imposta. Il calcolo della detrazione spettante è effettuato da chi presta l’assistenza fiscale tenendo conto oltre che del reddito di lavoro anche del reddito complessivo. La detrazione può spettare per intero, solo in parte o non spettare a seconda della situazione reddituale del contribuente. Per maggiori informazioni vediamo le detrazioni per lavoro dipendente e le detrazioni per redditi da pensione.

Nel modello Cud 2014 le detrazioni sono indicate nella sezione “altri dati” e vanno dal punto 102 al punto 113, che contiene il totale delle detrazioni considerate dal sostituto d’imposta, datore di lavoro o ente pensionistico. Nel caso al contribuente spettino altre detrazioni fiscali, ovviamente la presentazione del modello 730 consentirà un recupero d’imposta per effetto del ricalcolo dell’Irpef tenendo conto delle nuove detrazioni (si pensi alle detrazioni per oneri e spese).

Il quadro C del modello 730 2014 è diviso in sei sezioni nelle quali vanno indicati i dati presenti nel modello Cud 2014. Il modello prestampato del 730 2014 indica tra parentesi a quali punti dei Cud si riferiscono le caselle del quadro C. Vediamo i punti più importanti.

Il reddito percepito nei punti del modello CUD e del 730 2014 

La sezione I del quadro C del modello 730 2014 riguarda i redditi di lavoro dipendente e assimilati e ci sono tre righi, da C1 a C3. Questi righi permettono al contribuente di indicare tutti i redditi prodotti nell’anno 2013. Ed i dati sono recuperabili nel punto 1 della parte B del CUD 2014 che indica i “Redditi per i quali è possibile fruire della detrazione di cui all’art. 13, commi 1, 2, 3 e 4 del Tuir”. Il reddito va indicato nella colonna 3 “Reddito” dei righi da C1 a C3, righi utilizzabili per ogni reddito da modello Cud percepito. Quindi se si hanno più Cud, sarà possibile inserire più righi.

La colonna 1 tipologia di reddito dei righi da C1 a C3 va compilata obbligatoriamente. Bisogna indicare di che tipo è il reddito certificato nel modello CUD 2014:

  • “1” se si tratta di redditi di pensione;
  • “2” se si tratta di redditi di lavoro dipendente o assimilati, nonché trattamenti pensionistici integrativi (ad es. quelli corrisposti dai fondi pensione previsti dal D.Lgs. n. 252 del 2005),
    ‘3’ compensi percepiti per lavori socialmente utili in regime agevolato;
  • ‘4’ redditi di lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da persone residenti nel territorio dello Stato. 

Quali sono i redditi. I redditi di lavoro dipendente e assimilati che vanno considerati per la compilazione dei righi C1-C3, comprendono, tra gli altri, anche:

  • I redditi da pensione;
  • Le indennità e le somme da assoggettare a tassazione corrisposte ai lavoratori dipendenti da parte dell’INPS o di altri Enti. Ad esempio: cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione ordinaria e speciale (nell’edilizia, nell’agricoltura, ecc.), indennità di malattia, maternità ed allattamento, TBC e post-tubercolare, donazione di sangue, congedo matrimoniale;
  • le indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa non assoggettabili a tassazione separata;
  • le remunerazioni dei sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • compensi per cariche di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, ecc. 

Colonna 2 (Indeterminato/Determinato): Se il CUD certifica un reddito di lavoro dipendente, o compensi per lavori socialmente utili, come da annotazioni presenti nel modello CUD, va indicato il codice ‘1’ se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato oppure ‘2’ se il contratto di lavoro è a tempo determinato. 

Colonna 3 (Reddito), come già detto, bisogna riportare l’importo dei redditi percepiti indicato nel punto 1 della parte B del CUD 2014. Chi presta l’assistenza fiscale terrà conto, per l’anno 2013, della sola parte di reddito eccedente 6.700 euro, mente per il calcolo dell’acconto Irpef dovuto per il 2014 verrà considerato l’intero ammontare del reddito percepito.

In presenza di un CUD 2014 che certifichi un reddito di lavoro dipendente e un reddito di pensione per cui è stato effettuato il conguaglio,  occorre compilare due distinti righi, individuando i relativi importi dalle annotazioni del CUD 2014. In questo caso, nel rigo C4 riportare nella colonna 1 il numero dei giorni di lavoro dipendente indicato nel punto 3 del CUD 2014 e nella colonna 2 il numero dei giorni di pensione indicato nel punto 4 del CUD 2014.

I periodi di lavoro: numero di giorni per i quali spettano le detrazioni 

Per quanto riguarda i periodi di lavoro, i punti 3 e 4 parte B del modello Cud 2014 vanno indicati nel rigo C5 del quadro C del modello 730 2014. Nella colonna 1 vanno indicati il numero dei giorni relativi al periodo di lavoro dipendente o assimilato, il cui reddito è stato riportato in questa sezione (365 per l’intero anno). Se è stato indicato un solo reddito di lavoro dipendente o assimilato per cui il datore di lavoro ha rilasciato il CUD, riportare il numero dei giorni indicato nel punto 3 del CUD 2014.

Mancata consegna modello Cud. Se invece il datore di lavoro non ha rilasciato il CUD è necessario determinare il numero di giorni tenendo conto che vanno in ogni caso compresi le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e che vanno sottratti i giorni per cui non spetta alcuna retribuzione, neanche differita (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni). Riguardo al recupero del Cud e le sanzioni per il datore di lavoro, vediamo la mancata consegna del CUD.

Cud relativo a contratti part-time. Se il rapporto di lavoro è part-time (nel senso che la prestazione lavorativa viene resa per un orario ridotto) i giorni possono essere considerati per l’intero periodo di lavoro. Quindi nel rigo C5 vanno indicati i giorni come se fosse un full time. Se sono stati indicati più redditi di lavoro dipendente o assimilati, indicare il numero totale dei giorni compresi nei vari periodi, tenendo conto che quelli compresi in periodi contemporanei devono essere considerati una volta sola. 

Nella colonna 2 del rigo C5 vanno invece indicati i periodi relativi alla pensione, quindi il numero dei giorni per cui è prevista la detrazione per pensionati (365 per l’intero anno). Se è stato indicato un solo reddito di pensione, riportare il numero dei giorni segnalato nel punto 4 del CUD 2014. Se sono stati indicati più redditi di pensione, riportare il numero totale dei giorni tenendo conto che i giorni compresi in periodi contemporanei devono essere considerati una volta sola.

Redditi di lavoro dipendente e di pensione. Se sono stati indicati oltre a redditi di lavoro dipendente anche redditi di pensione, la somma dei giorni riportati in colonna 1 e in colonna 2 non può superare 365, tenendo conto che quelli compresi in periodi contemporanei vanno considerati una volta sola.

In caso di indennità o somme erogate dall’INPS o da altri Enti le detrazioni per lavoro dipendente spettano nell’anno in cui si dichiarano i relativi redditi. In tali casi nel rigo C5 colonna 1 vanno indicati i giorni (la cui somma non può essere superiore a 365) che hanno dato diritto a tali indennità, anche se relativi ad anni precedenti.

Periodo di lavoro per chi lavora a giornata. Nei casi di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato che prevedono prestazioni “a giornata” (ad es. per i lavoratori edili e i braccianti agricoli) le festività, i giorni di riposo settimanale e i giorni non lavorativi compresi nel periodo che intercorre tra la data di inizio e quella di fine di tali rapporti di lavoro devono essere determinati proporzionalmente al rapporto esistente tra le giornate effettivamente lavorate e quelle previste come lavorative dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti integrativi territoriali applicabili per i contratti a tempo indeterminato delle medesime categorie. Il risultato del rapporto, se decimale, va arrotondato alla unità successiva.

Periodi di lavoro nel caso di borse di studio. Per le borse di studio il numero dei giorni da indicare nel rigo C5 colonna 1 è quello compreso nel periodo dedicato allo studio (anche se relativo ad anni precedenti) per il quale è stata concessa la borsa di studio. Pertanto, se la borsa di studio è stata erogata per il rendimento scolastico o accademico, la detrazione spetta per l’intero anno; se, invece, è stata corrisposta in relazione alla frequenza di un particolare corso, spetta per il periodo di frequenza obbligatoria prevista.

Per l’indennità speciale in agricoltura i giorni da indicare nel rigo C5 colonna 1 sono quelli risultanti dalla relativa certificazione e per i quali il contribuente ha percepito l’indennità di disoccupazione. Tra i giorni relativi ad anni precedenti, per i quali spetta il diritto alle detrazioni, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali già si è fruito in precedenza delle deduzioni o delle detrazioni.

La detassazione per incrementi di produttività nel CUD e nel 730 2014

Il datore di lavoro è tenuto a certificare nel modello CUD l’eventuale detassazione per incrementi di produttività applicata al lavoratore in busta paga. Si tratta dell’agevolazione fiscale riguardante gli emolumenti pagati a titolo di lavoro straordinario, notturno o festivo, o altri emolumenti legati ad incrementi di produttività aziendali stabiliti con apposito accordo.

A quel punto il lavoratore ha diritto, come contribuente, all’applicazione di un’imposta sostitutiva del 10%, che viene pagata dal lavoratore durante l’anno e viene applicata sulle voci di lavoro straordinario, notturno e festivo, e poi viene certificata nel modello CUD. Per la detassazione relativa all’anno 2013 il modello CUD 2014 certifica a pagina 2 le “somme erogate per incremento della produttività del lavoro”. Viene indicato sia il totale redditi che le ritenute operate. Per maggiori informazioni vediamo la detassazione nel modello CUD 2014.

Le indicazioni nel modello CUD non sono di poco conto, come abbiamo visto. Certificano ciò che ha applicato il datore di lavoro. Anche in questo caso la compilazione corretta o sbagliata della parte relativa alla detassazione del modello CUD influenza la compilazione de modello 730. Nel quadro C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati c’è la sezione “Somme per incremento della produttività” e appunto tra parentesi c’è scritto “compilare solo nei casi previsti dalle istruzioni”.

Il rigo C4 del quadro C del modello 730 2014 va compilato solo in presenza di somme percepite per incremento della produttività. I lavoratori dipendenti del settore privato, titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato che nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2013 hanno percepito compensi per incrementi della produttività e il datore di lavoro ha assoggettato questi compensi ad imposta sostitutiva dell’Irpef del 10%, entro i limiti di 2.500 euro, (in questo caso risultano compilati i punti 251 e 252 del CUD 2013) oppure ha assoggettato gli stessi a tassazione ordinaria (in tal caso risultano compilati i punti 251 e 254 del CUD 2013). In quest’ultimo caso il sostituto non ha applicato la tassazione agevolata a seguito di espressa richiesta da parte del lavoratore oppure perché ha verificato che la tassazione ordinaria è più favorevole.

In generale l’imposta sostitutiva è applicata direttamente dal sostituto d’imposta, tranne nei casi di espressa rinuncia in forma scritta da parte del lavoratore. Il rigo C4, pertanto, deve essere compilato solo in presenza di una delle specifiche ipotesi. La compilazione può essere obbligatoria o facoltativa a seconda delle particolari situazioni in cui si trova il lavoratore dipendente:

  • La compilazione obbligatoria. Il rigo C4 va compilato obbligatoriamente quando c’è la percezione di compensi da più datori di lavoro, quindi il possesso di più CUD 2014, per i quali non è stato chiesto il conguaglio. Oppure se il datore di lavoro ha assoggettato ad imposta sostitutiva compensi superiori a 2.500 euro. Oppure nel caso di uno o più CUD, quindi uno o più redditi, ma il datore ha assoggettato ad imposta sostitutiva in mancanza dei requisiti previsti.
  • La compilazione facoltativa. I lavoratori dipendenti che hanno percepito i sopraindicati compensi per incremento della produttività, pur non essendo obbligati alla compilazione del rigo, possono optare per una modalità di tassazione differente da quella applicata dal datore di lavoro se ritengono quest’ultima meno vantaggiosa. Oppure nel caso in cui vogliono recuperare la detassazione a cui avevano diritto ma che non gli è stata applicata. 

Per maggiori informazioni sulla corretta compilazione, sia quando è obbligatoria, sia quanto è facoltativa, ma altrettanto importante perché riguarda i casi in cui al contribuente conviene fiscalmente compilare il rigo C4 relativo alla detassazione (es. rinuncia o recupero), vediamo la detassazione nel 730: come recuperarla o rinunciare.

Le ritenute Irpef e addizionali regionali e comunali

Oltre ai dati relativi ai redditi percepiti, ai periodi di lavoro o di pensione per i quali è possibile fruire delle detrazioni fiscali e la sezione relativa alle somme per incremento della produttività, il quadro C  – Redditi di lavoro dipendente e assimilati, contiene anche le sezioni relative alle “Ritenute Irpef, le addizionali regionali e comunali” già pagate dal contribuente, trattenute in busta paga dal datore di lavoro o nella rata di pensione dall’ente pensionistico, che operano come sostituti d’imposta. Queste cifre ovviamente sono certificate nel modello Cud 2014 e sono da indicare nelle sezioni III e IV del quadro C del modello 730 del 2014. Vediamo i punti interessati.

Punto 5 parte B del Cud 2014 e rigo C9 sezione III del quadro B del modello 730 2014. Un altro punto molto importante del modello Cud è il punto 5, che indica le ritenute Irpef subite, al netto delle detrazioni fiscali, ossia quanto è stato versato di imposta Irpef nelle buste paga o nella rata di pensione (inteso nelle 12 mensilità più le mensilità aggiuntive, tredicesima ed eventuale quattordicesima mensilità). Questa cifra contenuta nel Cud al punto 5 nel modello 730 2014 va indicata nel rigo C9, nel quale appunto vanno indicate il totale delle ritenute IRPEF relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati riportati nelle Sezioni I e II.

Queste ritenute d’acconto Irpef subite, risultanti dal conguaglio fiscale di fine anno operato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, possono essere portate a scomputo dell’Irpef complessivamente dovuta per effetto del calcolo delle imposte a seguito della compilazione del modello 730 2014. Il contribuente con la presentazione del modello 730, infatti, recupera le eventuali imposte in eccesso pagate nelle buste paga (per effetto delle ulteriori detrazioni fiscali spettanti, soprattutto quelle per oneri e spese) oppure è tenuto a versare le ulteriori imposte dovute, nel caso di cumulo di più redditi (si pensi al reddito per le case di proprietà dichiarate nel 730).

Punto 6 parte B del Cud 2014 e rigo C10 sezione III del quadro B del modello 730 2014. Un altro punto importante è quello relativo al totale delle addizionali regionali all’Irpef trattenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati riportati nelle Sezioni I e II. L’importo è indicato nel punto 6 del CUD 2014 e va indicato nel rigo C10.

Ritenute addizionale comunale Irpef. Nei righi da C11 a C13, che riguarda la sezione IV del quadro B del modello 730 vanno indicate invece vanno indicate le ritenute addizionale comunale all’Irpef pagate. Nel rigo C11 vanno indicate le ritenute di acconto 2013 dell’addizionale comunale sui redditi di lavoro dipendente e assimilati riportati nelle Sezioni I e II. L’importo è indicato nel punto 10 del CUD 2014. Nel rigo C12 vanno indicate le  ritenute del saldo 2013 dell’addizionale comunale sui redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati nelle Sezioni I e II. L’importo è indicato nel punto 11 del CUD 2014. Nel rigo C13 vanno indicate le ritenute di acconto 2014 dell’addizionale comunale sui redditi di lavoro dipendente e assimilati. L’importo è indicato nel punto 13 del CUD 2014.

Consulente del lavoro in Napoli. Esperto di diritto del lavoro e previdenza, di buste paga e vertenze di lavoro. Ama districarsi nell’area fiscale. E risolvere problemi dei lavoratori, delle imprese e dei contribuenti. Email: abarbato@fanpage.it.

Approfondimenti: irpef, Modello 730, modello cud

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