
In attesa che la riforma, rivisto il ddl lavoro 2010 dalla Commissione dopo il rinvio di Napolitano, venga votato dal Parlamento, si accende la discussione intorno alle modifiche apportate al testo legislativo. La richiesta di parte dei sindacati (Cils e Uil, ma ad eccezione della Cgil attestatasi su posizioni più nette) è stata sostanzialmente accolta dalla maggioranza parlamentare, che ha inserito alcuni correttivi inerenti la clausola compromissoria. In particolare, sarà possibile inserire il rinvio al collegio arbitrale solo successivamente al periodo di prova del lavoratore presso un azienda, e comunque mai nei casi riguardanti la risoluzione del contratto di lavoro.
L’emendamento di Giuliano Cazzola (Pdl) inserisce inoltre il potere di surroga del ministro del lavoro sulla clausola compromissoria, nel caso in cui vengano a mancare accordi interconfederali o contratti collettivi nei 12 mesi successivi l’entrata in vigore della legge. Dopo tale periodo il ministro “convoca le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, al fine di promuovere l’accordo”. Se dopo ulteriori 6 mesi dalla convocazione delle associazioni di categoria non si giunge ad accordo, il ministro “individua in via sperimentale, con proprio decreto, tenuto conto delle risultanze istruttorie del confronto tra le parti sociali stesse, le modalità di attuazione e di piena operatività delle disposizioni”.