
Lunedì 19 aprile 2010 sarà scaduta la data limite entro cui poter presentare gli emendamenti per la riforma lavoro. Dopo il rinvio del ddl lavoro alle camere da parte del Presidente Napolitano, istituzioni e organizzazioni di categoria sono tornate sul merito del disegno di legge. Come noto, le motivazioni che hanno spinto il Quirinale a rinviare il testo legislativo risiedono in gran parte nell’arbitrato e nella clausola compromissoria che le parti contraenti possono includere nel contratto.
La Cgil è stata il sindacato che, della Triplice, ha rappresentato decisamente la parte più intransigente sul ddl lavoro. Cisl e Uil, viceversa, avevano firmato con il Ministero del Lavoro un accordo sul ddl, prima che questi venisse rinviato dal Presidente della Repubblica. Ora che la riforma torna ad essere discussa nelle aule parlamentari, le posizioni dei sindacati appaiono solo parzialmente diverse da come palesatesi prima del rinvio.
Mentre le Pmi si dicono concordi con il testo, ferma restando la necessità di garantire condizioni democratiche, la Cisl presenta un pacchetto di emendamenti volto a correggere il ddl lavoro, perché le clausola compromissoria possa essere inserita solo dopo il periodo di prova e ad esclusione del licenziamento.
La Cgil, mantenendo ferma la propria posizione iniziale, vuole escludere la clausola compromissoria al momento della siglazione del contratto. La possibilità di ricorrere all’arbitrato, inoltre, potrà essere decisa – questa la proposta del sindacato di Epifani – solo nel caso in cui il lavoratore sia impiegato con contratto a tempo indeterminato.