Le spese sostenute durante l’anno per la frequentazione dell’università possono essere oggetto di agevolazioni fiscali. E’ possibile fruire della detrazione per le spese di istruzione, con la quale si detrae il 19% dei costi di immatricolazione. E’ possibile altresì, per gli studenti fuori sede, la detrazione del 19% delle spese sostenute per l’affitto pagato nella città in cui è ubicata l’università presso la quale studiano.

Oltre alla detrazione del 19% delle spese legate alle tasse universitarie, da dichiarare nel modello 730 2016 nei righi da E8 a E12 – Altre spese del quadro E – Oneri e spese con il codice n. 13, è possibile fruire di una ulteriore detrazione, da dichiarare sempre nei righi da E8 a E12 – Altre Spese ma con il codice spesa n. 18 , relativa alle spese sostenute dagli studenti universitari e più precisamente le "spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede". Vediamo tutti gli aspetti relativi a questa importante detrazione per le famiglie italiane.

L’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies), del TUIR, riconosce, a determinate condizioni, agli studenti iscritti ad un corso di laurea, la detrazione del 19 per cento dall’imposta Irpef lorda, dei canoni di locazione derivanti da

  • contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni;
  • contratti di ospitalità, nonché dagli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

La condizione di studente fuori sede: 100 km dal comune di residenza. Per fruire della detrazione l’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente e comunque in una Provincia diversa, oppure nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni.

Calcolo della distanza di 100 km. Per poter fruire della detrazione di cui all'art. 15 comma 1, lett. i sexies, è necessario quindi che l'università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza almeno 100 km e che il comune di residenza dello studente appartenga in ogni caso ad una provincia diversa da quella in cui è situata l'università.

Al fine di verificare il rispetto del primo requisito è possibile fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l'università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione sussiste se almeno uno dei suddetti collegamenti risulti pari o superiore a cento chilometri.

L’art. 15, comma 1, lett. i-sexies) del TUIR stabilisce che la detrazione per canoni di locazione pagati da studenti fuori sede che si trovano in determinate condizioni, spetta per un importo di spesa non superiore a 2.633 euro. La detrazione spetta in relazione ai canoni effettivamente pagati, nel limite indicato, e, pertanto il beneficio è subordinato all’effettivo pagamento dei canoni (che pertanto andrà verificato in sede di assistenza fiscale).

Detrazione affitto studenti a carico. La detrazione spetta allo studente, se possiede un reddito, oppure in caso di figlio fiscalmente a carico dei genitori, spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50%. Una diversa ripartizione della spesa è possibile tra i genitori, infatti ciò che conta è la ripartizione sulla base dell’effettivo sostenimento della spesa detraibile.

In caso di separazione o divorzio, è previsto dalla legge che la detrazione per i canoni di locazione degli studenti fuori sede sia fruibile anche da un singolo genitore, a condizione che abbia fiscalmente a carico il figlio studentie.

Va precisato, in caso di detrazione fruibile dai genitori, che il limite annuo di 2.633 euro va considerato come sogna massima complessiva detraibile che ciasciun genitore può “scaricare” nel modello 730. In sostanza, anche se il limite è applicabile ad ogni signolo figlio, la detrazione massima fruibile è su 2.633 euro anni, anche se ad esempio il genitore ha speso come canoni di locazione 2.000 euro per un figlio e altri 2.000 euro un secondo figlio.

Detrazione affitto studenti fuori sede e cedolare secca. La detrazione spetta al verificarsi dei requisiti richiesti, ossia che l’immobile locato sia nello stesso comune dove ha sede l’università frequentata dallo studente o almeno in un comune limitrofo, che l’immobile sia distante almeno 100 km dal comune di residenza o si trova comunque in una provincia diversa. In presenza di tali requisiti, la detrazione spetta, anche se il canone di locazione è stato concordato sotto il regime fiscale della cedolare secca.

Detrazione affitto studente all’estero o in erasmus.

La detrazione spetta anche per l’affitto per studenti fuori sede all’estero, anche in erasmus. Ad estendere il diritto alla detrazione è stato il Governo monti che nella legge n. 217/2011 ha stabilito appunto che “a partire dal 2012, la detrazione spetta anche per i canoni derivanti da contratti stipulati dagli studenti fuori sede iscritti a corsi di laurea presso università estere, con sede presso uno Stato dell’Unione Europea o in uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo”.

Per quanto riguarda la detrazione dell’affitto degli studenti in erasmus, è consentita la detrazione se sono rispettati i requisti richiesti e sopra descritti.

La detrazione spettante è la stessa che è prevista per i contratti di locazione stipulati in Italia, quindi ci sarà sempre una detrazione del 19% fino ad un massimo di 2.633 euro annui e spetterà quindi allo studente (se sostiene egli la spesa ed è titolare di un reddito che consente la detrazione fiscale) oppure ai genitori nella misura del 50%. Ovviamente, in alternativa, la detrazione può essere fruita dal singolo genitore che abbia fiscalmente a carico il figlio.

La compilazione del modello 730 2016.

Nel modello 730 2016, relativa ai redditi percepiti ed alle spese sostenute nell’anno 2015, la detrazione del 19% per le spese sostenute da studenti universitari iscritti a un corso di laurea di un’università situata in un Comune diverso da quello di residenza  va inserita nel quadro E – Oneri e spese, righi da E8 a E12, sempre con i codice 18 già previsto anche nel 730 dell’anno precedente. Quindi il codice da indicare nei riquadri Codici spesa, accanto al rigo E8 o E9 o E10 o E11 o E12, e  relativo alle spese per gli studenti fuori sede, è il numero 18 – "Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede".

Subaffitto, la detrazione non spetta. La circolare n. 21/E del 2010 ha chiarito che “l’ipotesi del “subcontratto” non è contemplata tra gli schemi contrattuali indicati nell’art. 15, comma 1, lett. i-sexies), del TUIR. In assenza di tale previsione, poiché la norma agevolativa non è suscettibile di  interpretazione estensiva, la detrazione in argomento non è fruibile per i contratti di sublocazione”.

Il codice ‘18’ per le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti a un corso di laurea di un’università situata in un Comune diverso da quello di residenza per canoni di locazione derivanti da contratti stipulati o rinnovati in base alla legge che disciplina le locazioni di immobili ad uso abitativo (legge 9 dicembre 1998, n. 431), o per canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.

Detraibile una spesa massima di 2.633 euro. L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 2.633 euro, essendo questo il limite previsto dal TUIR. L’importo deve comprendere le spese indicate con il codice 18 nelle annotazioni della Certificazione unica  (ex modello CUD).

Questo significa che è possibile detrarre dall’Irpef lorda, un importo massimo di 500,27 euro (19% di 2.633 euro).

La ripartizione tra genitori della detrazione.

La detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico. Quindi se il padre dello studente intesta su sé stesso il contratto di locazione del figlio universitario, può fruire della detrazione purché, ovviamente, il figlio si trovi nella condizione di studente fuori sede (quindi con l’università ad oltre 100 km dal comune di residenza). Lo status di familiare a carico è fino al limite di 2.840,51 euro di reddito.

L’importo di 2.633 euro costituisce però il limite complessivo di spesa di cui può beneficiare un contribuente. Quindi nell’ipotesi di un genitore che ha due figli iscritti all’università, entrambi studenti fuori sede, e per i quali sostiene più di una spesa relativa a canoni di locazione, il limite massimo non si raddoppia ma è sempre 2.633 euro per entrambi figli.

Se i genitori hanno a carico due figli universitari titolari di due distinti contratti di locazione (magari in due città diverse), la detrazione prevista per tali contratti può essere fruita per intero da ciascun genitore. Nell’ipotesi prospettata, essendo i due figli titolari ciascuno di un distinto contratto di locazione e a carico di entrambi i genitori, ognuno di questi ultimi potrà beneficiare della detrazione del 19% sull’importo massimo di 2.633 euro. Lo precisa la circolare n. 20/e del 2011 dell’Agenzia delle Entrate.

La ripartizione tra i due genitori della detrazione per spese sostenute da studenti universitari. Chiarito che è possibile detrarre un massimo di 2.633 euro per ogni contribuente dichiarante, nell’ipotesi di un contratto stipulato da entrambi i genitori la spesa verrà ripartita tra i due coniugi, quindi 1.316,50 euro ciascuno come importo massimo sul quale calcolare il 19% di detrazione d’imposta. Se l’intestatario del contratto è invece il figlio, fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione andrà ripartita secondo le regole generali di ripartizione del TUIR, ossia con riferimento all’effettivo sostenimento della spesa. Nel caso la spesa fosse stata sostenuta in una misura diversa dal 50%, tale percentuale  di ripartizione andrà annotata sul documento di spesa. Ovviamente, nel caso in cui un coniuge sia fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo potrà fruire della detrazione nella misura del 100%.

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