Nel Testo unico sulle imposte sui redditi ci sono una serie di detrazioni fiscali, che consentono al contribuente di ridurre l’imposta Irpef da pagare. All’art. 13 del TUIR, tra le altre detrazioni, c’è la detrazione per redditi di lavoro autonomo. E’ una detrazione fiscale per professionisti, titolari di partita IVA e anche chi svolge lavoro autonomo non occasionale e prestazioni occasionali.

E’ prevista quindi un’agevolazione fiscale sul reddito anche per i lavoratori autonomi, oltre che la detrazione fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti.

L’ammontare massimo detraibile come detrazioni per redditi da lavoro autonomo, come vedremo, è pari a 1.104 euro, ma l’ammontare effettivo dipende dal reddito dichiarato dal lavoratore autonomo.

Quindi tutti i titolari di partita Iva, i professionisti con e senza cassa, i titolari di impresa individuale, ma anche coloro che svolgono un’attività di lavoro autonomo non occasionale, così come coloro che effettuano prestazioni occasionali (si intende chi svolge lavoro autonomo occasionale, non chi effettua collaborazioni occasionali mini co.co.co. o chi presta lavoro occasionale di tipo accessorio), hanno diritto ad una detrazione fiscale che riduce l’Irpef da pagare, calcolata sul reddito annuale (ricavi meno costi), il tutto dichiarato nel modello Unico PF.

E’ infatti in sede di presentazione dei redditi, presentando l’Unico PF sui redditi dell’anno precedente, che il titolare di un reddito di lavoro autonomo può calcolare l’imposta Irpef annuale da pagare, tenendo conto non solo del calcolo della detrazione per redditi di lavoro autonomo spettante, ma anche delle ritenute d’acconto che sono state versate sulle fatture emesse.

Vediamo ora nel dettaglio importi e calcolo della detrazione.

La detrazione è quella prevista dall’art. 13, comma 5 del TUIR, il cui testo è il seguente: “Altre detrazioni. 5. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), h) e i), ad esclusione di quelli derivanti dagli assegni periodici indicati nell'articolo 10, comma 1, lettera c), fra gli oneri deducibili, 53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quelle previste ai commi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo, pari a:
a) 1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;
b) 1.104 euro, se il reddito complessivo è superiore a 4.800 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 50.200 euro”.

Il richiamo espresso al lavoro autonomo è l’inclusione tra i redditi per i quali spetta la detrazione appena descritta dell’art. 53 del TUIR. Questo articolo tratta infatti i redditi da lavoro autonomo, definendoli così al comma 1: “Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorche' non esclusiva, di attivita' di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l'esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5”.

Il comma 2 dello stesso articolo 53 poi prevede altri redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo, quali tra gli altri le partecipazioni agli utili, i redditi da prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo.

Pertanto, non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi esiste una detrazione fiscale sul loro reddito che riduce l’imposta lorda Irpef da pagare.

Lavoratori autonomi: fino a 4.800 euro non si paga l’imposta Irpef. La detrazione spetta in misura piena, ed è pari a 1.104 euro annui, per chi non supera i 4.800 euro di reddito da lavoro autonomo. La logica conseguenza è che i lavoratori autonomi che non superano i 4.800 euro non pagheranno Irpef. L’aliquota Irpef fino a 15.000 euro è infatti del 23%, quindi l’imposta lorda calcolata sarebbe appunto pari a 1.104 euro, completamente azzerata dalla detrazione.

Al superamento dei 4.800 euro, rileggendo la disposizione dell’art. 13, comma 5 del TUIR di cui sopra, abbiamo un calcolo diverso, ossia spetta 1.104 euro, se il reddito non supera i 55.000 euro, ma spetta per la parte corrispondente tra l’importo di 55.000 euro e 50.2000 euro.

Calcolo detrazione su 15.000 euro di reddito. Ponendo che il lavoratore autonomo sommando i propri ricavi e sottraendo i propri costi ha un reddito di 15.000 euro, l’imposta lorda calcolata è il 23% di 15.000 euro, ossia 3.450 euro. A questa imposta Irpef va sottratta la detrazione. Essendo il reddito di 15.000 euro, il calcolo è 55.000-15.000 euro = 40.000 euro, poi 40.000 euro diviso 50.200 = 0,7968127490039841, che va moltiplicato 1.104 euro. Il risultato finale è una detrazione spettante di 879,68 euro. L’imposta Irpef da pagare è pari a 3.450 euro meno 879,68 euro.

Il lavoratore autonomo dovrà tenere conto anche degli acconti Irpef già versati, ossia le ritenute d’acconto del 20% sulle fatture emesse. E quindi potrebbe comunque aver diritto ad un rimborso Irpef.

In generale, il calcolo è lo stesso fino a 55.000 euro di reddito. Oltre tale reddito la detrazione fiscale per redditi di lavoro autonomo non spetta.