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Ferie e cassa integrazione: la CIG a zero ore rinvia la fruizione

Le aziende con lavoratori in cassa integrazione possono rinviare le ferie in caso di CIG a zero ore lavorate, con la CIG con orario di lavoro parziale invece no. A sancirlo è il Ministero del Lavoro in un recente interpello.

Ferie e cassa integrazione: la CIG a zero ore rinvia la fruizione.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  ha recentemente risposto ad una richiesta di interpello presentata dal Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro in materia di ferie annuali e cassa integrazione. Esattamente la domanda era volta ad avere un chiarimento sull’ammissibilità alla fruizione immediata degli ammortizzatori sociali (cioè ammissione al trattamento della cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga) da parte delle aziende, anche in presenza di ferie non godute da parte dei lavoratori dell’azienda, e sulla possibilità di posticipare la fruizione delle ferie stesse.

E l’attenzione è focalizzata sulle ferie “obbligatorie”, quelle previste dall’art. 10 del Decreto legislativo n. 66 del 2003. E soprattutto sulla possibilità di posticipare il periodo di ferie di due settimane da fruire entro l’anno. Ed anche sulla possibilità di posticipare di conseguenza il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi alle ferie non godute nei 18 mesi.

L’art. 10 del D. Lgs. 66/2003 stabilisce che, “fermo restando quanto previsto dall’art.2109 c.c., il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva () va goduto per almeno due settimane consecutive, in caso di richiesta del lavoratore nel corso dell’anno di maturazione e per le restanti due settimane, nei diciotto mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

La risposta del Ministero del Lavoro con l’interpello n. 19/2011

Il Ministero del Lavoro ha risposto facendo una distinzione tra CIG a zero ore, quindi senza alcuna prestazione lavorativa da parte dei lavoratori, e CIG parziale, quindi con ore lavorate da parte dei lavoratori.

CIG ZERO ORE RINVIA LE FERIE. Il Ministero sulla sospensione dell’attività o CIG a zero ore: “in caso di sospensione totale dell’attività lavorativa, ovvero nell’ipotesi di CIG a zero ore, non sembra sussistere il presupposto della necessità di recuperare le energie psicofisiche cui è preordinato il diritto alle ferie. Si può sostenere, pertanto… che l’esercizio del diritto in questione, sia con riferimento alle ferie già maturate sia riguardo a quelle infra – annuali in corso di maturazione, possa essere posticipato al momento della cessazione dell’evento sospensivo coincidente con la ripresa dell’attività produttiva”.

Questa interpretazione è in linea con la circolare n. 8/2005 dello stesso Ministero dove si precisava che “costituiscono ipotesi oggettive derogatorie all’ordinaria modalità di fruizione delle ferie i casi di sospensione del rapporto di lavoro, ovvero forme di protratta inattività quali ad esempio la maternità obbligatoria e facoltativa, l’infortunio, l’aspettativa, gli interventi a sostegno del reddito ordinari e straordinari”.

Quindi il Ministero ritiene l’ammissione alla cassa integrazione a zero ore una delle ipotesi oggettive che autorizzano la deroga in materia di fruizione delle ferie. Si ricorda che, fermo restano gli obblighi di comunicazione ai lavoratori, il datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2109 del codice civile, ha il potere di stabilire il momento di godimento delle ferie, tenendo conto sia degli interessi del lavoratore, sia delle esigenze dell’impresa. Per maggiori dettagli, vi rimandiamo all’approfondimento su chi decide la fruizione delle ferie.

CIG PARZIALE NESSUN RINVIO DELLE FERIE. Il Ministero, invece, risponde negativamente sulla CIG parziale (cioè quando  i lavoratori effettuano delle ore di lavoro): “Si ritiene, altresì, che le necessità imprenditoriali potrebbero non giustificare, invece, un eventuale differimento di concessione delle ferie, residue ed infra-annuali, nelle ipotesi di CIG parziale. Ciò in quanto, in tali circostanze, deve comunque essere garantito al lavoratore il ristoro psico-fisico correlato all’attività svolta, anche in misura ridotta. Il rispetto del sopra indicato principio costituisce, infatti, presupposto imprescindibile di ogni eventuale accordo contrattuale e/o sindacale finalizzato alla richiesta di forme di sostegno del reddito, pena l’applicazione del regime sanzionatorio previsto dalle norme vigenti”.

RINVIO CONTRIBUZIONE INPS. Il Ministero del lavoro sul quesito relativo alla possibilità di posticipare il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi alle ferie non godute nei 18 mesi, in caso di intervenuta Cassa Integrazione nei 18 mesi, risponde positivamente: “Come chiarito dall’INPS con messaggio n. 18850/2006, che possono verificare ipotesi peculiari di interruzione temporanea della prestazione di lavoro per cause previste da norme di legge, ad esempio la malattia, la maternità, nonché la concessione di CIGO, CIGS e CIG in deroga.

In questi casi, qualora l’evento sospensivo intervenga nel corso dei diciotto mesi di cui sopra, il termine per l’adempimento dell’obbligazione contributiva è da ritenersi sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento, tornando a decorrere dal giorno in cui il lavoratore riprende l’ordinaria attività lavorativa”.

Consulente del lavoro in Napoli. Esperto di diritto del lavoro e previdenza, di buste paga e vertenze di lavoro. Ama districarsi nell’area fiscale e occuparsi di lavoratori, imprese e contribuenti. Email: abarbato@fanpage.it.

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