Nel mese di dicembre ci sono tre importanti festività segnate in rosso sul calendario: il giorno dell’immacolata concezione, che sarebbe l’8 dicembre, che quest’anno è capitato di giovedì, e poi i giorni di Natale e Santo Stefano, 25 e 26 dicembre, che quest’anno sono capitati il Natale di domenica e Santo Stefano di lunedì. Ma come funzionano le Festività di Natale e Santo Stefano in busta paga? Per Natale arriva una giornata pagata per tutti, per Santo Stefano solo per gli operai. E quanti euro in più spettano in busta paga? Proviamo a fare chiarezza su tutti questi aspetti.

La normativa italiana, Legge n. 260/1949 e Legge n. 90/1954, prevede delle festività nazionali e infrasettimanali durante le quali si ha diritto ad assentarsi da lavoro con diritto alla retribuzione. Tra queste festività, segnate in rosso sul calendario, ci sono anche il 25 dicembre (Natale) e il 26 dicembre (Santo Stefano).

Per verificare i propri diritti, la cosa migliore da fare è consultare il proprio CCNL di settore applicato al rapporto di lavoro, in quanto nello stesso c’è scritto il trattamento economico delle festività.

Non solo, è bene controllare il proprio contratto collettivo perché in alcuni CCNL ci sono anche delle ulteriori giornate semifestive con diritto alla retribuzione. E’ l’esempio di alcuni CCNL come il CCNL Assicurazioni che prevede come semifestive le giornate del 24 dicembre e del 31 dicembre.

Natale 2016 di domenica: come funziona in busta paga?

Come già detto, per conoscere i dettagli dei propri diritti retribuitivi, è necessario comunque consultare il proprio contratto collettivo di settore e poi la propria busta paga, ma la prima cosa da dire è che il trattamento economico di tutte le festività è calcolato in maniera diversa per i lavoratori retribuiti in maniera fissa con paga mensile (impiegati) rispetto ai lavoratori retribuiti con paga oraria (operai).

In ogni caso le giornate festive cadenti dal lunedì al sabato (Santo Stefano quest’anno capita di lunedì) non devono comunque comportare alcuna riduzione della normale retribuzione cui il dipendente ha diritto.

Quando la festività è cadente di domenica, come nel caso di Natale di quest’anno che cade nel giorno di domenica 25 dicembre 2016, è stesso l’art. 5, comma 3, secondo periodo della Legge n. 260 del 1949, modificato dalla legge n. 90 del 1954, a stabilire che “Qualora la festività ricorra nel giorno di domenica, spetterà ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota giornaliera”.

La legge in sostanza dice che siccome il lavoratore ha diritto al riposo di domenica, se la festività coincide con la domenica, il dipendente gode di un giorno di riposo in meno. E per tale motivo deve ricevere il pagamento di una giornata retribuita in più.

Cosa significa la normale retribuzione globale di fatto giornaliera? Si tratta di tutti quegli elementi della retribuzione, ossia del proprio stipendio, che sono riconosciuti secondo CCNL e quindi pagati ogni mese dal datore di lavoro nella busta paga. Si tratta della paga base, dell’indennità di contingenza, degli scatti di anzianità, dell’eventuale superminimo e di tutti quegli elementi che il lavoratore trova in busta paga nella parte alta del cedolino dove ci sono gli elementi fissi e continuativi della retribuzione. Ebbene, tali elementi sono a base di calcolo della giornata retribuita in più di cui si ha diritto per il Natale di quest’anno che cade di domenica.

E ora vediamo quanti euro spettano per la giornata pagata in più.

Quanto spetta in busta paga per Natale 2016. Siccome abbiamo premesso che il trattamento retributivo, ossia quanto si percepisce in busta paga effettivamente, è diverso tra operai e impiegati, è bene chiarire che siccome il giorno di Natale 2016 è coincidente con la domenica

  • Agli impiegati, in qualità di lavoratori con paga mensile, spetta una giornata pagata in più, ossia 1/26 della retribuzione mensile, che, come abbiamo visto, è da intendersi la retribuzione globale di fatto giornaliera;
  • Agli operai, che sono i lavoratori pagati ad ore, spetta invece il trattamento retributivo corrispondente ad 1/6 dell’orario settimanale.

Detto in altre parole, sia gli impiegati che gli operai devono ricevere un giorno intero pagato in più. Se un lavoratore lavora full-time a 40 ore settimanali, ha diritto rispettivamente ad una giornata pagata in più per gli impiegati e/o 8 ore pagate in più per gli operai se lavorano la settimana corta (dal lunedì al venerdì). Se invece l’operaio lavora su sei giorni settimanali, sempre 40 ore, gli spetterà 40 diviso 6, ossia 6,667 ore. Ossia 6 ore e 40 minuti retribuiti.

Altro esempio: Se un lavoratore ha un contratto part-time al 50% di 20 ore settimanali dal lunedì al venerdì, gli spetteranno 20 diviso 5, ossia 4 ore di retribuzione pagata per il Natale.

Santo Stefano in busta paga: una giornata pagata in più agli operai.

Il giorno del 26 dicembre Santo Stefano quest’anno capita di lunedì, quindi è una festività infrasettimanale. Anche in questo caso il trattamento retributivo è diverso tra operai e impiegati.

Quanto spetta agli impiegati. Ai lavoratori retribuiti con paga mensile, ossia gli impiegati, spetta per il giorno di lunedì 26 dicembre 2016, la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, che forma la retribuzione fissa. Ma è bene precisare che ciò vuol dire che agli impiegati non spetta una giornata pagata in più, ma semplicemente una giornata di festività pagata pur non avendo lavorato.

Quindi praticamente, quest'anno gli impiegati dovrebbero trovare in busta paga 25 giornate retribuite più due festività per un totale di 27 giornate pagate (26 giornate normali più una in più che è il Natale).

Agli operai spetta una giornata pagata in più. La differenza tra operai e impiegati, fondamentale, è che gli operai non sono retribuiti in misura fissa mensile ma sono retribuiti in base alle ore di lavoro effettuate nel mese. Partendo da questa base, il ragionamento è semplice: per il giorno di lunedì 26 dicembre 2016, Santo Stefano, gli operai hanno diritto ad una giornata pagata in più in quanto secondo la legge hanno diritto, nonostante l’assenza da lavoro, al pagamento di un 1/6 dell’orario settimanale. In altre parole, hanno diritto ad un giorno, pari al numero di ore normalmente lavorate alla settimana, retribuito anche se hanno goduto di una assenza giustificata da lavoro.

Quindi gli operai dovrebbero trovare in busta paga tutte le ore lavorate del mese di dicembre più due festività pagate pari a due giornate intere di lavoro (Natale e Santo Stefano).

Operai che lavorano 5 giorni a settimana: come funziona? Sia per il giorno di Natale che per il giorno di Santo Stefano, il calcolo cambia. Hanno sempre diritto ad una giornata pagata, ma in questo caso pari ad 1/5 della retribuzione settimanale. Nel caso di adozione della c.d. settimana corta (per esempio quando l’orario di lavoro è distribuito nelle giornate dal lunedì al venerdì) il compenso spettante può essere determinato dividendo il valore pecuniario dell’orario settimanale per 5 giorni effettivi di lavoro, atteso che il ragguaglio ad un sesto è – dalla legge n. 260/1949 – previsto sul presupposto che l’orario settimanale sia distribuito in sei giorni (lo ha stabilito la Cassazione Sezione Lavoro n. 10132/1993).

Quindi sia per il giorno di Natale che per il giorno di Santo Stefano del 2016 sarà corrisposta agli operai la normale retribuzione, intendendosi per tale quella che avrebbero percepito se avessero lavorato secondo l’orario normale giornaliero.

Lavoro durante il giorno di Natale o Santo Stefano.

Se durante le giornate festive viene svolta attività lavorativa, oltre al trattamento economico che sopra abbiamo descritto (e che riguarda i lavoratori che godono della festività assentandosi da lavoro), in questo caso si configura un giorno di lavoro festivo, che nel caso del Natale di domenica è anche un giorno di lavoro festivo domenicale.

Per il lavoro festivo e domenicale, al lavoratore compete quindi, oltre alla retribuzione (la giornata pagata come sopra descritto), anche la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, integrata dell’eventuale maggiorazione prevista dalla contrattazione collettiva per lavoro svolto in giornata festiva (festivo o straordinario festivo).

Festività di Natale e Santo Stefano e assenza del lavoratore per malattia, ferie, permessi, infortunio.

Il diritto al pagamento della retribuzione durante una giornata di festività, secondo quando sopra descritto (una giornata pagata in più per il giorno di Natale per gli impiegati e gli operai; e una giornata pagata in più per gli operai per il giorno di Santo Stefano), spetta, secondo quanto previsto dalla legge n. 90/1954, anche nelle seguenti ipotesi di assenza dal lavoro

  • Infortunio;
  • Malattia;
  • Congedo di maternità e paternità (ex astensione obbligatoria);
  • Congedo parentale (ex astensione facoltativa);
  • Congedo matrimoniale;
  • Ferie;
  • Permessi;
  • Assenze per giustificati motivi;
  • Riduzione dell’orario normale giornaliero o settimanale di lavoro (ROL);
  • Sospensione dal lavoro, a qualunque causa dovuta, indipendente dalla volontà del lavoratore;
  • Sospensione dal lavoro dovuta a riposo compensativo di lavoro domenicale;
  • Sospensione dal lavoro dovuta a coincidenza della festività con la domenica od altro giorno festivo considerato tale dai contratti collettivi, compresa la celebrazione del Santo Patrono della località ove si svolge il lavoro.

La contrattazione collettiva può integrare le suddette causali di assenza, prevedendone ulteriori casi di diritto alla retribuzione della festività.

Festività coincidente con giornata di riposo diversa dalla domenica

E’ il caso dei lavoratori che hanno la giornata di riposo che coincide con il giorno di lunedì 26 dicembre 2016. In questo caso, si tratta di una festività che coincide con un giorno di riposo compensativo diverso dalla domenica. In questo caso al lavoratore non spetta alcuna retribuzione aggiuntiva (lo stabilisce la Cassazione Sezione Lavoro n. 16234/2002).

Tale riposo, infatti, essendo qualificabile come una giornata lavorativa a zero ore, non è assimilabile alla giornata di riposo settimanale e non dà quindi diritto, salvo diverse disposizioni di legge o contrattuali, ad alcuna erogazione retributiva aggiuntiva nell’ipotesi in cui esso venga a coincidere con una festività infrasettimanale, ferma restando la possibilità di un risarcimento nel caso in cui il suddetto riposo compensativo coincidente con la festività non sia stato trasferito ad altra data. Condizione più favorevole rispetto alla regola sopraddetta si può rinvenire in alcuni contratti collettivi, i quali dispongono che nel caso la festività coincida con la domenica o col giorno destinato al riposto compensativo è dovuto, in aggiunta alla retribuzione mensile, l’importo di una giornata di retribuzione.