Le giovani famiglie italiane, quelle che si sono formate negli anni della crisi e del precariato, sono sempre più composte da genitori entrambi con lo status di lavoratori. Le difficoltà economiche, e i rincari del costo della vita, portano le giovani coppie alla creazione di un nucleo familiare, con nascita di un figlio, nonostante la permanenza a lavoro della madre. In questa ottica il ricorso all’asilo nido, visti gli impegni di lavoro, è d’obbligo. E le spese sostenute sono rilevanti, soprattutto per chi è costretto a lavorare per consentire alla famiglia un incasso mensile adeguato alle spese familiari. Ai fini fiscali, da un po’ di anni, c’è un’agevolazione fruibile nei primi anni di vita del bambino, consistente nella possibilità di detrarre il 19% della spesa sostenuta per l’asilo nido.

Detrazione del 19% su massimo 632 euro. E’ dal periodo d’imposta 2005 che è possibile detrarre il 19% di spese per l’asilo nido, per un massimo di spesa di 632 euro annui. Fu la legge Finanziaria 2006 a prevedere all’art. 1 comma 335 l’introduzione di questa agevolazione fiscale: “…per le spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio ospitato negli stessi, spetta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento”. La legge finanziaria 2009 poi ha reso definitiva questa detrazione destinata ai genitori che hanno la necessità di ricorrere all’asilo nido per i propri figli, soprattutto per coloro che lavorano entrambi.

Quindi il costo dell’asilo nido rientra tra le detrazioni fiscali del 19%. E c’è il limite di spesa detraibile di 632 euro. Ne consegue che si ha diritto ad un risparmio di imposta Irpef di massimo 120,08 euro per ogni figlio. Le detrazioni fiscali abbattono l’imposta lorda calcolata sul reddito complessivo.

Con la circolare n. 6/E del 2006 dell’Agenzia delle Entrate è stato precisato che è possibile fruire del beneficio fiscale in relazione alle somme versate a qualsiasi asilo nido, sia pubblico che privato, sulla base della definizione di asilo fornita dall'articolo 70 della legge n. 488 del 2001, secondo cui costituiscono asili nido le strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi ed i tre anni ed a sostenere le famiglie e i genitori.

Oltre alla detraibilità delle spese per l'asilo nido, ricordiamo che dall'anno d'imposta 2015, c'è la possibilità di usufruire di una detrazione fiscale anche per le “le spese per la frequenza di scuole dell'infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all'articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente”. Per maggiori informazioni vediamo tutte le spese scolastiche detraibili.

La detrazione per asilo nido nel 730 2016. Nel modello 730 tale agevolazione fiscale va indicata, come per le altre detrazioni d’imposta del 19% nel quadro E – Oneri e spese, più precisamente nei righi da E8 a E12 – Altre spese. Il codice da utilizzare, e da indicare nella riquadro Codice Spesa, è il codice numero 33, mentre nella colonna 2 va indicato l’ammontare della spesa annua sostenuta per ogni figlio. L’importo deve comprendere le somme indicate nella sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica (CU 2016 ex modello CUD) con il codice onere 33.

La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Se il documento di spesa è intestato al bambino, o ad uno solo dei coniugi, è comunque possibile annotare sullo stesso la percentuale di ripartizione.

Per quanto riguarda la ripartizione tra genitori, vale la regola generale della ripartizione al 50% oppure in base alla percentuale di spesa effettivamente sostenuta, che va però indicata sulla documentazione comprovante la spesa con un’annotazione.

Per quanto riguarda la documentazione utile per fruire della detrazione per asili nido, è richiesta la fattura o il bollettino di versamento (postale, bancario) o una quietanza di pagamento dell’asilo nido, sia pubblico che privato.

La detrazione va fruita in base al principio di cassa, quindi sulla base della data di sostenimento della spesa. Se è stato effettuato un versamento nell’anno 2015, sarà da dichiarare nel modello 730 2016. Cioè vale l’anno di pagamento e prescinde dal diverso periodo scolastico cui si riferisce la retta. Quindi vale l’anno di pagamento e non l’anno scolastico, se questi due non coincidono.

Per quanto riguarda l’asilo nido, esso può essere sia pubblico che privato. La circolare n. 6 del 2006 dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che “non è richiesto che l’asilo nido abbia una specifica struttura organizzativa e pertanto il suo assetto può essere di natura pubblica che privata”.

Detraibilità spese per tagemutter o mamma di giorno.

Nella circolare n. 11/E del 21 maggio 2014 è stato trattato il caso delle figure professionali iscritte in apposito albo provinciale che, nell’ambito di cooperative sociali, regolarmente convenzionate con i Comuni, offrono presso il loro domicilio servizi di cura ed educazione all'infanzia. Tali soggetti sono definiti "Tagesmutter" (c.d. mamma di giorno). Anche per le mamme di giorno il contribuente provvede al pagamento della “retta” direttamente nei confronti della cooperativa sociale che rilascia quietanza. E quindi questa spesa si chiede se è detraibile.

L’Agenzia delle Entrate ha risposto al quesito: “se queste strutture possono essere assimilate agli asili nido privati, estendendo la risposta fornita dall'Agenzia delle Entrate con circolare n. 6/E del 2006, par. 2.1” ossia la detrazione fiscale per asilo nido.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate: “In risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-07001 del 2012 il Ministero dell’economia e delle finanze ha affermato che nel caso dell’assistenza domiciliare all’infanzia, esclusa la natura pubblica del servizio prestato, occorre verificare se il servizio fornito dagli assistenti domiciliari all’infanzia abbia le caratteristiche di una prestazione erogata presso un asilo nido privato. Tali asili, al pari di quelli pubblici, sono caratterizzati dalla presenza di una struttura organizzativa idonea a garantire l’educazione e l’assistenza alla prima infanzia con carattere di continuità e per un periodo di tempo almeno pari a quello delle strutture pubbliche.

Deve, quindi, essere in concreto verificata l’affinità dei presupposti e delle finalità servizio di assistenza domiciliare all’infanzia a quelle degli asili nido, nonché la conformità dello svolgimento delle attività, quanto a modalità gestionali e caratteristiche strutturali. In presenza delle suddette condizioni di assimilabilità, le spese sostenute dai genitori per tali prestazioni possono essere ammesse in detrazione”. Nella provincia autonoma di Bolzano la detrazione in questi casi è ammessa.

Nella Provincia di Bolzano questa detrazione è ammessa in quanto la stessa provincia assimila il servizio di assistenza domiciliare dell'infanzia a quello degli asili nido e l’Agenzia delle Entrate conferma l’ammissione alla detrazione fiscale.

Rimane ferma negli altri casi la necessità di verificare in concreto l’affinità dei presupposti e delle finalità del servizio di assistenza domiciliare all’infanzia a quelle degli asili nido, nonché la conformità dello svolgimento delle attività, quanto a modalità gestionali e caratteristiche strutturali.