Lavori usuranti nel ddl lavoro 2010: Confartigianato lamenta discriminazioni
Secondo il presidente di Confartigianato nel ddl "non si capisce perché alcune attività vengono definite usuranti se sono svolte da lavoratori dipendenti mentre tali non vengono considerate se ad esercitarle è un lavoratore autonomo''.
Tra le diverse disposizioni previste dal ddl lavoro approvato in settimana dal Senato, un’ampia sezione è stata dedicata ai lavori usuranti. Proprio rispetto a questa, il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, ha espresso le proprie perplessità, ravvisando un’ingiustificata differenza di trattamento tra i lavoratori dipendenti e quelli autonomi.
Infatti, sebbene il ddl possa definirsi ”Un provvedimento che tende alla modernizzazione e alla semplificazione delle norme in materia di lavoro“, appare “incomprensibile, però, la discriminazione tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi nelle disposizioni sui lavori usuranti”.
Secondo Guerrini dal testo legislativo emergerebbe ”un’inaccettabile disparità di trattamento”, laddove si prevede “l’esclusione dei lavoratori autonomi dai benefici previdenziali previsti per i lavori usuranti. Non si capisce perché alcune attività vengono definite usuranti se sono svolte da lavoratori dipendenti mentre tali non vengono considerate se ad esercitarle è un lavoratore autonomo”.
Peraltro, la discriminazione ravvisata dal presidente di Confartigianato si inserisce in un giudizio complessivamente positivo sul ddl, nel quale la parte che prevede la possibilità di concludere l’ultimo anno di obbligo scolastico con l’apprendistato costituisce “un’importante opportunità per contrastare il fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico, che riguarda 126.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni, e per consentire ai giovani il conseguimento di una qualifica professionale, riconoscendo il valore educativo dell’impresa come luogo formativo e di trasmissione di saperi”.