Nuove professioni: il “cool hunter”
Il cacciatore di tendenze gira per le strade o naviga sulla rete per capire i gusti della gente anticipare i loro desideri.
Il termine cool hunter si riferisce al cosiddetto cacciatore di tendenze. È nato agli inizi del nuovo secolo per indicare quella figura che si occupa di osservare la realtà per individuare i cambiamenti nei gusti delle persone. Il termine “cool” è usato in questo caso secondo l’accezione utilizzata negli anni ’60 per indicare qualcosa di nuovo.
Come si può intuire è un tipo di lavoro strettamente inerente al marketing. Il cool hunter può essere un libero professionista o lavorare all’interno di società come anello di congiunzione tra l’area marketing e quella di produzione. I suoi metodi di indagine sono molteplici: dalla classica ricerca di mercato all’osservazione sul campo. Il cool hunter può infatti agire in proprio analizzando, tramite la rete o andando in giro per negozi e locali, quelle che sono le tendenze dominanti per anticiparne di nuove. Ma può anche fare ricorso a sondaggi o addirittura a “infiltrati” che si insinuino in gruppi di persone per individuare quelli che sono considerati dei leader nell’imposizione di trend, riferendo poi le loro osservazioni.
Parlando di trend, è chiaro che il lavoro principale del cool hunter si svolge nell’ambito fashion&design; ma in realtà si estende anche a realtà quale quella dei media, dello spettacolo, della comunicazione, dei consumi culturali. Tutto può essere oggetto della sua indagine, perché il suo compito è proprio quello di individuare i desideri dei consumatori per poi offrire alle aziende le informazioni tali a imporre le tendenze in linea con quei desideri e anticipare la domanda.
Gli strumenti del cool hunter sono, oltre a un buon spirito di osservazione e di analisi, una macchina fotografica e un blocco per appunti. Sia che giri per le strade o che navighi sul web il professionista deve saper sintetizzare in uno scatto o in poche parole le sue impressioni. La figura si sta imponendo sul mercato del grande consumo, tanto che ci sono già corsi di formazione, come quello organizzato dalla Polimoda srl, che aiutano a sviluppare le attitudini personali e forniscono gli strumenti cognitivi per la professione.
Giuseppe A. D’Angelo