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Occupazione scuola: aggiornamenti sulle proteste degli studenti e conseguenze

Con l'avvicinarsi del Natale, comincia la stagione delle occupazioni nelle scuole. I primi a cominciare sono stati gli studenti di un liceo artistico di Bologna.

Occupazione scuola: aggiornamenti sulle proteste degli studenti e conseguenze.

Si avvicina Natale… e prende quindi il via la stagione dell’occupazione delle scuole da parte di tanti studenti italiani imbufaliti per i tagli all’istruzione e le riforme di turno, ma anche un po’ contenti di anticipare di qualche settimana le tanto attese vacanze natalizie.

In base alle ultime notizie pare che i primi a dare inizio alle danze siano stati i ragazzi di un  liceo artistico di Bologna. In questo caso però l’occupazione è durata poco, solo due notti. I ragazzi sono stati giustamente costretti ad abbandonare  l’istituto dopo che si sono lasciati andare a veri e propri atti di vandalismo: estintori aperti, macchinette danneggiate e soprattutto furto di un portatile e di un computer da tavolo della scuola. Si tratta certamente di episodi gravissimi che meritano di essere condannati, perché se è vero che in Italia vige la libertà di espressione, è necessario che le proteste avvengano nei limiti della regole imposte dalla nostra civiltà.

La critica situazione in cui versa la bistrattata scuola italiana a causa dei recenti tagli imposti dalla manovra finanziaria e della nuove misure adottate dalla riforma Gelmini, darà sicuramente adito nelle prossime giornate a nuove occupazioni nelle scuole e a nuovi scioperi da parte di studenti, insegnanti e personale ATA degli istituti scolastici.

Ma vediamo ora più nel dettaglio in cosa consiste questa forma di protesta che ha luogo all’interno delle mura della scuola e che è diventata ormai comune a partire dalla celebre contestazione studentesca del Sessantotto. L’occupazione di un istituto consiste nell’interruzione delle lezioni scolastiche, dopo che un gruppo di studenti è riuscito a farsi consigliare le famosi chiavi della scuola da parte del preside. Successivamente i responsabili dell’occupazione indicono un’assemblea con tutti gli studenti e si discutono con il preside e i professori i punti focali della protesta.

Se i motivi che hanno portato all’occupazione sono davvero seri e si vuol conferire risalto all’evento si possono anche contattare i giornali e invitarli a trattare l’argomento sui loro quotidiani.

Chiaramente l’occupazione costituisce un’azione illegale e le autorità sono libere di sciogliere la manifestazione qualora scatti la denuncia.

Solitamente, dopo l’occupazione  (soprattutto se questa non si è ispirata a motivi seri) i professori diventano più esigenti con i ragazzi, trovandosi a dover recuperare le lezioni perse durante il periodo della protesta.

Di seguito vi riportiamo gli aggiornamenti sulle proteste portate avanti dai movimenti studenteschi.

Occupazione scuole a Palermo

A Palermo il movimento studentesco lotta contro i tagli previsti dal ddl Gelmini: numerose  scuole del capoluogo siciliano sono state occupate o autogestite dagli studenti perché venga riconosciuto loro il diritto all’istruzione. Per avere maggiore informazioni sulla protesta palermitana, vi consigliamo di leggere Occupazione scuole Palermo.

Approfondimenti: Sciopero dei trasporti, scuola

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