Uno dei settori italiani con più lavoratori è il settore del commercio. Al momento dell’arrivo del mese di giugno per i dipendenti di tale settore arriva la quattordicesima mensilità in busta paga. La quattordicesima nel contratto commercio deve essere pagata dai datori di lavoro entro il 1 luglio di ogni anno e matura nei dodici mesi precedenti. Essa si calcola sulla retribuzione di fatto ed il CCNL prevede particolarità inerenti al calcolo della quattordicesima in caso di part-time.

La quattordicesima mensilità non è prevista in tutti i contratti collettivi, in molti CCNL infatti è erogata solo la tredicesima o gratifica natalizia. Nel settore del commercio tale ulteriore mensilità invece spetta ed è un diritto di tutti i lavoratori del settore Commercio ai quali viene applicato il CCNL Terziario Confcommercio. Pertanto se qualche lavoratore non riceve il pagamento della quattordicesima, ha diritto a differenze retributive nei confronti del datore di lavoro, da rivendicarsi.

Prima di passare a quanto prevede il CCNL del Commercio in termini di maturazione, termini e modalità di pagamento e calcolo della quattordicesima, è bene che il lavoratore del settore commercio abbia ben in mente che la quattordicesima mensilità porta con sé alcune particolarità, che riguardano tutti i lavoratori italiani che percepiscono la quattordicesima, non solo i lavoratori del commercio. Per una rapida consultazione è bene leggere le 7 cose da sapere sulla quattordicesima.

Da segnalare in particolare il sistema di tassazione della quattordicesima mensilità. Se nella busta paga della quattordicesima nel commercio qualche lavoratore lamenta una tassazione elevata è perché la quattordicesima, come la tredicesima mensilità, è imponibile dal punto di vista fiscale e non dà diritto alle detrazioni fiscali (detrazioni per lavoro dipendente e le detrazioni per coniuge e figli a carico.

 

 

Quando spetta la quattordicesima nel Commercio: ecco la data di pagamento.

 

Il contratto di lavoro nel settore commercio più utilizzato prevede l’erogazione, come mensilità aggiuntive, non solo della tredicesima ma anche della quattordicesima mensilità. A prevedere tale istituto è l’art. 208 del CCNL. Analizziamolo nel dettaglio.

L’art. 208 stabilisce che “Al personale compreso nella sfera di applicazione del presente contratto sarà corrisposto, il 1° luglio di ogni anno, un importo pari ad una mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 195 in atto al 30 giugno immediatamente precedente (quattordicesima mensilità), esclusi gli assegni familiari”.

Pertanto il lavoratore ha diritto al pagamento della quattordicesima mensilità il giorno 1 luglio di ogni anno. E quindi alla domanda “quattordicesima nel commercio quando spetta?” la risposta è che la quattordicesima mensilità spetta al lavoratore in occasione dell’elaborazione della busta paga del mese di giugno. E più precisamente, il datore di lavoro può scegliere di erogare la quattordicesima mensilità in una busta paga a parte rispetto alla busta paga di giugno, oppure all’interno della busta paga di giugno. In ogni caso, il lavoratore deve percepire la quattordicesima il giorno 1 luglio di ogni anno.

Come si calcola la quattordicesima nel commercio.

Il contratto collettivo indica anche quale è la retribuzione a base di calcolo della quattordicesima nel contratto commercio. E il riferimento è alla “retribuzione di fatto di cui all’art. 195 in atto al 30 giugno immediatamente precedente”. Cosa vuol dire? Che la quattordicesima va pagata sulle retribuzioni fisse e continuative percepite dal lavoratore nel tempo e comunque nel mese di giugno dell’anno in corso. Per capire quali sono queste retribuzioni sulle quali si calcola la quattordicesima mensilità in busta paga bisogna andare a guardare l’art. 195 del CCNL, che tra l’altro rimanda all’art. 193.

L’art. 195 citato recita: “La retribuzione di fatto è costituita dalle voci di cui al precedente art. 193 nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge”.

Fanno parte della retribuzione sulla quale va calcolata la quattordicesima tutti gli elementi previsti dall’art. 193 che tratta la normale retribuzione spettante al lavoratore del settore commercio: La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:

  1. paga base nazionale conglobata;
  2. indennità di contingenza;
  3. terzi elementi nazionali o provinciali ove esistenti;
  4. eventuali scatti di anzianità per gli aventi diritto ai sensi del precedente art.192;
  5. altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva (come ad esempio un superminimo assorbibile).

Retribuzione esclusa dalla quattordicesima nel commercio. Il contratto collettivo indica chiaramente cosa non va inserito nel calcolo della quattordicesima. Si tratta dei

  • rimborsi spese;
  • compensi per lavoro straordinario;
  • gratificazioni straordinarie (come i premi);
  • compensi una tantum.

Come controllare la propria quattordicesima nella busta paga.

Il lavoratore che intende controllare la propria busta paga della quattordicesima nel commercio, deve verificare nella busta paga di giugno dell’anno in corso, quali sono gli elementi fissi e continuativi erogati dal datore di lavoro. Tali elementi (paga base, contingenza, edr ecc.) si trovano nella parte alta del cedolino paga. In tale parte si trova anche il totale degli elementi e questa cifra è quella sulla quale vanno calcolati i ratei di quattordicesima.

I ratei di quattordicesima spettanti si calcolano tenendo conto dei periodi di lavoro, e più precisamente dei mesi di lavoro, che vanno da luglio dell’anno precedente a giugno dell’anno in corso. E’ questo infatti il periodo di maturazione della quattordicesima nel commercio ma anche negli altri contratti collettivi.

Un lavoratore che è in forza per tutto il periodo luglio anno precedente – giugno anno corrente avrà diritto a 12 ratei di quattordicesima e, quindi di fatto, ad una cifra pari al totale degli elementi indicato nella parte alta del cedolino (paga base, contingenza, superminimo, edr, ecc.).

Esempi di calcolo della quattordicesima mensilità nel commercio.

Esempio. Una commessa addetta alla vendita al pubblico, che va inquadrata al livello 4 del CCNL, ha diritto ad una retribuzione fissa e continuativa di 1.578,75 euro (di cui paga base di 1.216,89 euro, contingenza di 527,90 euro e altri elementi di 2,07 euro). Se tale commessa è inquadrata full-time presso il datore di lavoro già da luglio dello scorso anno, avrà diritto a 12 ratei di quattordicesima mensilità per un totale di 1.578,75 euro.

 

Esempio. Una commessa inquadrata part-time. Se la lavoratrice è inquadrata con un contratto di lavoro a tempo parziale, ossia è una commessa part-time, poniamo il caso al 50% (20 ore settimanali), ella avrà diritto ad una retribuzione fissa e continuativa, ogni mese, pari al 50% di 1.578,75 euro, ossia 789,37 euro mensili. Se tale commessa ha lavorato da luglio dello scorso anno a giugno di quest’anno avrà diritto a 12 ratei di quattordicesima per un totale di 789,37 euro.

Analogo discorso per chi è inquadrato ad esempio come aiuto commesso al livello 5 del CCNL, in questo caso la retribuzione fissa e continuativa è di 1.474,84 euro. In caso di part-time al 50% la retribuzione è la metà, ossia 737,42 euro. Analogamente, se l’aiuto commesso ha lavorato per tutto il periodo da luglio dello scorso anno a giugno di quest’anno, avrà diritto a 12 ratei di quattordicesima per un totale di 1.474,84 euro in caso di full-time o 737,42 euro in caso di part-time.

Quattordicesima contratti a termine nel Ccnl commercio.

Può capitare che il lavoratore o la lavoratrice inquadrato/a nel CCNL commercio abbia svolto attività lavorativa inquadrata nei mesi successivi a luglio dello scorso anno. Si pensi all’esempio di chi è stato assunto a dicembre scorso o gennaio di quest’anno. In questi casi i lavoratori non maturano la quattordicesima per intero, quindi non hanno diritto a 12 ratei su 12, ma ad un numero inferiore di ratei. Si pone il problema quindi di verificare come si calcola la quattordicesima nel CCNL commercio in caso di contratto a termine o di contratto a tempo indeterminato di durate inferiore all’anno, oppure di part-time a tempo determinato.

L’art. 208 del CCNL prevede che “In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 12 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti dodicesimi dell'ammontare della 14a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato”. E il riferimento è al computo dell’anzianità frazione annua di cui all’art. 191 del CCNL che prevede “Ad eccezione degli effetti derivanti dalla normativa sugli scatti di anzianità, le frazioni di anno saranno computate, a tutti gli effetti contrattuali, per dodicesimi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni. Per mesi si intendono quelli del calendario civile (gennaio, febbraio, marzo, ecc.)”.

Esempio. Lavoratore assunto il 1 dicembre dello scorso anno. Tale lavoratore avrà diritto a 7 ratei di quattordicesima su 12, in quanto ha maturato la quattordicesima nei 7 mesi che vanno da dicembre dello scorso anno (compreso) a giugno di quest’anno.

Esempio. Lavoratore assunto il 28 dicembre dello scorso anno. Tale lavoratore, siccome nel mese di dicembre ha lavorato solo 3 giorni (quindi meno di 15 giorni nel mese) percepirà 6 ratei su 12 di quattordicesima, in quanto dicembre dello scorso anno non si computa.

Esempio. Lavoratore part-time al 50% assunto dal 1 novembre dello scorso anno al 20 marzo di quest’anno. Tale lavoratore stagionale ha diritto a 5 ratei su 12 di quattordicesima, sempre calcolati sulla retribuzione fissa e continuativa. In questo specifico caso, siccome supera i 15 giorni di lavoro nel mese, ha diritto ai ratei di quattordicesima anche per i mesi di novembre dello scorso anno e marzo dell’anno in corso.

A chi si applica il contratto del commercio.

Uno dei dubbi che può venire al lavoratore è se egli è un lavoratore al quale viene applicato il contratto commercio oppure no. Giustamente nel controllare la propria busta paga, può essere complicato tra le varie voci capire se il cedolino è calcolato secondo il contratto commercio.

Il contratto del settore commercio, più precisamente il CCNL Terziario Confcommercio, è un contratto ampiamente utilizzato. Dal settore alimentare ai negozi fino ai supermercati. E’ il CCNL di tanti commessi e commesse del settore vendita in Italia, come i negozi.

Il lavoratore può verificarlo controllando la parte alta del cedolino paga dove, oltre ai dati anagrafici personali, troverà anche il livello di inquadramento e in molti casi l’indicazione del CCNL applicato. Se tale dato non è indicato, in base al livello spettante, egli può controllare il minimo (paga base), la contingenza, l’EDR e il totale degli elementi della retribuzione nella parte alta del cedolino paga. Se questi coincidono con le tabelle retributive del settore commercio, allora siamo di fronte all’elaborazione di una busta paga del settore commercio, con applicazione del CCNL Terziario Confcommercio.