Sole 24 ore: il suggerimento per il Sud passerebbe per la borsa e le Spa
Secondo il noto quotidiano economico, una possibile soluzione per le aziende meridionali in cerca di capitali potrebbe essere la quotazione in borsa.
Alessandro Merli, curatore per il Sole 24 ore della rubrica “Mercati e mercanti”, ha prospettato una suggestiva soluzione per parte dei problemi economici del Sud. Il giornalista ha preso spunto, in verità, dalle ricerche condotte da tre professori di economia dell’Università di Bologna, riguardante la mappatura delle società italiane quotate in borsa. Il risultato ha rilevato una fortissima concentrazione a Nord, poi al centro e, infine, una bassissima incidenza, quasi nulla, delle spa nel Sud.
Anche rapportando questi rilievi con i dati relativi alle ricchezze locali, la sproporzione tra le Spa del nord e del sud risulta essere eccessiva. Merli, dunque, rifacendosi alla teoria del “local bias”, ovvero della tendenza dei risparmiatori a preferire le azioni delle società locali su quelle nazionali o estere, suppone la presenza di un terreno fertile, nel sud, per le quotazioni in borsa delle aziende meridionali.
Attraverso le quotazioni, dunque, l’economia meridionale potrebbe sopperire a quella assenza sempre più marcata di capitale, senza il quale sembra impossibile valorizzare il lavoro. Accanto alle valide considerazioni riportate dal Sole 24 ore, tuttavia, andrebbe anche approfondita l’esistenza di eventuali soglie di reddito oltre le quali i consumatori sono effettivamente disposti ad investire, nonché la percezione che essi hanno del senso di responsabilità dei propri imprenditori. Variabile che potrebbe seriamente limitare il vantaggio del “local bias”. Infine il solito interrogativo: giocando sul libero mercato della finanza (limitazioni territoriali a parte, tipiche del credito cooperativo per il quale vagono altri pericoli), il Sud non rischierebbe di perdere anche il controllo delle proprie imprese?
Danilo M.