Le agevolazioni fiscali spettanti ai contribuenti italiani, secondo quanto previsto dal TUIR, riguardano anche le spese di istruzione e universitarie detraibili nel 730 e sostenute dagli studenti che frequentano le scuole e le università. E’ possibile fruire di una detrazione d’imposta del 19% sulla spesa annuale sostenuta per l’iscrizione all’università, la frequentazione di master, scuole di specializzazione. Il tutto attraverso il quadro E del modello 730 2016 o anche attraverso il modello Unico PF. In alcuni casi, la spesa sostenuta è tra l'altro detraibile dai genitori.

L'art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986,  n. 917, prevede la possibilità per i contribuenti di detrarre nella misura del 19 per cento "le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) da emanarsi entro il 31 gennaio 2016”.

La detrazione per le spese per la scuola. Con la legge n. 107/2015 è stato aggiunto anche una lettera e-bis) al comma 1 dell’art. 15 del TUIR. Viene introdotta una ulteriore detrazione per “le spese per la frequenza di scuole dell'infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all'articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente”. Per maggiori informazioni vediamo le spese scolastiche detraibili.

La scuola dell’infanzia è aperta a tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano un'età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre. Ha durata triennale e non è obbligatoria.

Il primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori:
1. la scuola primaria, della durata di cinque anni;
2. la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni.

Quale è la scuola secondaria di primo e secondo grado? La scuola secondaria di primo grado, comunemente denominata scuola media o scuola media inferiore, è nell'ordinamento italiano un percorso scolastico obbligatorio di durata triennale e accoglie i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che costituisce insieme alla scuola primaria il primo ciclo di studio dell'ordinamento scolastico italiano. La scuola secondaria di primo grado segue la scuola primaria (che deve essere conclusa per poter accedere al percorso scolastico successivo); per poter successivamente accedere alla scuola secondaria di secondo grado è necessario superare l'esame di stato del primo ciclo di studio.

La scuola secondaria di secondo grado, colloquialmente scuola superiore, comprende le istituzioni scolastiche della seconda parte del secondo ciclo di istruzione in Italia per i ragazzi dai 14 ai 18-19 anni. La scuola secondaria precede il terzo ciclo di istruzione, a cui appartengono le istituzioni universitarie e quelle artistiche. Alla scuola secondaria di secondo grado si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado. La scuola secondaria di secondo grado precede l'Università.

In base all’art. 15 del TUIR, recentemente modificato dalla Legge di Stabilità 2016, riguardo le spese di istruzione sia scolastiche che universitarie, i contribuenti possono usufruire di una detrazione dall'imposta Irpef lorda dovuta indicando nel modello di dichiarazione dei redditi, 730 o Unico PF:

  • le spese di iscrizione alle scuole dell'infanzia e scuole superiori (fino a 400 euro all'anno per alunno o studente);
  • le spese relative all’iscrizione all'università (tasse universitarie);
  • le spese di istruzione relative ai corsi universitari post-laurea (specializzazione e master).

Vediamo tutte le informazioni in merito alla detrazione del 19% per le spese scolastiche, la detrazione delle tasse universitarie, nonché le spese per la frequenza di scuole di specializzazione, master, conservatori, ecc.

SOMMARIO:
Le novità del 2016
A chi spetta la detrazione
Spese di istruzione nel 730
Università private e telematiche
730 precompilato
Spese universitarie detraibili

Le novità nel 730 del 2016.

La Legge di Stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha apportato alcune importanti semplificazioni in merito alle detrazioni fiscali per tasse e contributi dovuti per la frequenza di corsi di istruzione. I commi 954 e 955 dell’art. 1 della Legge di Stabilità hanno riscritto l’art. 15, comma 1, lettera e) del TUIR, ossia la norma che disciplina le detrazioni per spese di istruzione e universitarie. Sono previste detrazioni per “le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali".

In precedenza, l’art. 15, comma 1, lettera e) del TUIR, modificato dalla legge n. 107 del 2015, faceva riferimento alla possibilità di detrarre “le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in  misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali". Dal 2015 invece conta, per gli studenti iscritti ad università non statali, il Decreto del MUIR.

Pertanto, ai fini fiscali, gli studenti devono verificare l’entità degli importi detraibili in relazione a quanto indicato annualmente dal decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La modifica normativa si applica a partire dall’anno d’imposta 2015 e quindi sarà possibile portare in detrazione nel modello 730/2016

  • l’intera spesa sostenuta nell’anno 2015 per la frequenza di università statali;
  • per le università non statali, la spesa detraibile (la detrazione per spese universitaria massima) è determinata in misura non superiore a quella stabilità annualmente da ciascuna facoltà con specifico decreto che per l’anno 2015 dovrà essere emanato entro il 31 gennaio 2016.

Quindi per quanto riguarda le spese universitarie detraibili del 2015, l'importo massimo per le tasse universitarie private o non statali dipende dal decreto del MIUR.

La detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto l’onere e le ricevute dei pagamenti sono quietanze liberatorie e possono essere utilizzate come documenti legali nelle dichiarazioni dei redditi. Le ricevute da utilizzare sono tutte quelle pagate nel corso dell’anno di riferimento dei redditi da dichiarare, anche se relative a due anni accademici distinti.

Un ulteriore novità, che riguarda le spese di istruzione non universitaria è stata quella dell’introduzione della detrazione del 19% delle spese sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria del sistema nazionale di istruzione, nel limite di 400 euro annui.

Chi fruisce della detrazione del 19% per spese di istruzione.

Se lo studente è percettore di un reddito superiore a 2.840,51 euro (ad esempio perché abbina allo status di studente un’attività lavorativa), non è più fiscalmente a carico dei genitori e quindi potrà fruire in prima persona delle detrazioni. Se lo studente invece non è percettore di un reddito imponibile ai fini Irpef, ed è quindi a carico di altri soggetti (i genitori), la detrazione fiscale del 19% può essere richiesta dal genitore contribuente.

Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l'onere è sostenuto nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Quindi possono fruirne anche i genitori per le spese di istruzione di figli studenti che non hanno percepito nell’anno di riferimento un reddito superiore a 2.840,51 euro, al netto degli oneri deducibili. Nel caso di presentazione del modello 730 2016, l’anno di riferimento sia per le spese che per il reddito è il 2015. Per maggiori informazioni vediamo lo status di familiare a carico.

Ovviamente valgono in caso di studente fiscalmente a carico dei genitori, le regole relative alla ripartizione delle detrazione fiscale tra i genitori, con riferimento all’effettivo sostenimento delle spese da parte del genitore. Nel caso ci fosse una ripartizione differente da quella normale del 50% per genitore prevista dal TUIR, nel documento andrà annotata la percentuale ed il genitore a cui spetta il 100% della detrazione potrà considerare per intero la spesa sostenuta per il figlio, ai fini della fruizione della detrazione d’imposta Irpef del 19%.

Le spese di istruzione nel modello 730/2016.

Nel quadro E – Oneri e spese del modello 730 è possibile indicare tutte le spese per le quali fruire delle detrazioni fiscali. La sezione I tratta le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%.

Nel modello 730 2016 relativo ai redditi del 2015 (e alle spese d’istruzione e tasse universitarie sostenute nell’anno 2015) le spese di istruzione andranno indicate in uno dei righi da E8 a E 12 – Altre spese del Quadro E – Oneri e Spese. Accanto al rigo c’è una casella quadrata dove indicare il Codice spesa.

Le istruzioni del modello dicono che in tale rigo bisogna indicare le “le spese di istruzione sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri. Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, e, per le università non statali italiane e straniere, non devono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali. L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica con il codice onere 13.

Sostanzialmente, non è cambiato nulla rispetto al passato. La Certificazione Unica è l’ex modello CUD che i lavoratori hanno ricevuto entro il 28 febbraio 2016.

Vale il principio di cassa. In termini fiscali non ha importanza l’anno (accademico ad esempio) a cui si riferisce la spesa. Come per gli altri oneri e spese del quadro E del modello 730, vale il principio di cassa, ossia è importante la data in cui è stata sostenuta la spesa. Se la spesa è sostenuta nell’anno 2015, andrà considerata,  ai fini della fruizione della detrazione d’imposta del 19%, nel modello 730 2016, che è riferito ai redditi ed alle spese sostenute nell’anno 2015.

Due anni accademici nel 730. Come già detto, le ricevute da utilizzare nella dichiarazione dei redditi sono tutte quelle pagate nel corso dell’anno di riferimento dei redditi da dichiarare, anche se relative a due anni accademici distinti. Quindi ad esempio se nel 2015 sono state pagate le tasse universitarie relativamente all'anno accademico 2014-2015 e anche relativo all'anno accademico 2015-2016, vanno tutte inserite nel 730 del 2016, se la spesa è stata sostenuta nell'anno 2015, che è l'anno d'imposta per il quale si presenta il modello 730/2016.

Università private e telematiche detraibili e i limiti di spesa.

Per le università non statali è prevista la detraibilità delle spese nella misura stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) da emanare entro il 31 dicembre di ogni anno, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

Le spese per le università private e le rette sostenute per le università telematiche rientrano spese detraibili. E’ possibile fruire della detrazione Irpef del 19% per le spese di istruzione anche per gli oneri sostenuti per l’iscrizione ad università telematiche, ossia le università dove c’è la frequenza dei corsi online. Si tratta di istituti d’istruzione superiore di livello universitario abilitati a rilasciare lauree, dottorati di ricerca, con modalità a distanza basate sulle nuove tecnologie. La condizione per la fruizione è che l’università sia riconosciuta con decreto dal Muir.

Università private e telematiche: Limiti di spesa detraibile. Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18 del 6 maggio 2016 ad apposito quesito “Corsi di laurea presso università telematiche (esempio la Pegaso). “Si chiede in che misura possono essere detratte le spese sostenute per i corsi di laurea svolti dalle Università Telematiche, alla luce delle disposizioni dettate dal decreto ministeriale 29 aprile 2016 n. 288, che individuano l’importo massimo della spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali”, la risposta è stata: “Le spese per i corsi di laurea svolti dalle Università telematiche possono essere detratte, al pari di quelle per la frequenza di altre università non statali, sulla base dei criteri dettati dal decreto ministeriale 29 aprile 2016 n. 288 facendo riferimento all’area tematica del corso e, per l’individuazione dell’area geografica, alla regione in cui ha sede legale l’università”.

Il limite di spesa è quello della “misura non superiore a quella stabilita per tasse e i contributi degli istituti statali italiani”. Questo vale per gli istituti privati, quindi per i corsi privati, il massimo di spesa di riferimento è quello degli istituti pubblici. Ovviamente per quest’ultimi non sono indicati limiti di spesa. Per le università private l’importo detraibile, quindi, è costituito dalla tassa di iscrizione richiesta, per lo stesso corso di laurea, dall’università pubblica ubicata nella località più vicina.

Il Miur, con decreto 29 aprile 2016, n. 288, ha fissato, al suo comma 1, gli importi massimi detraibili per l’anno 2015 (modello 730 o Unico 2016) della spesa sostenuta per le tasse e i contributi versati per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle università non statali.

Gli importi indicati dal Miur sono stati determinati in base all’area disciplinare di afferenza dei corsi (medica, sanitaria, scientifico – tecnologica e umanistico – sociale) e in base alla sede territoriale (regioni del Nord, Centro e Sud).

Il Ministero, nel calcolare i predetti limiti, ha preso a riferimento gli importi delle tasse e dei contributi dovuti dagli iscritti alle università statali senza tuttavia tenere conto delle riduzioni della contribuzione determinata dalle differenti condizioni economiche degli studenti.

Gli importi determinati dal Miur per l’anno di imposta 2015 sono i seguenti (in base all'area disciplinare)

  • Medica: € 3.700 per il Nord, € 2.900 per il Centro, € 1.800 per il Sud;
  • Sanitaria: € 2.600 per il Nord, € 2.200 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Scientifico-Tecnologica: € 3.500 per il Nord, € 2.400 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Umanistico-sociale; € 2.800 per il Nord, € 2.300 per il Centro, € 1.500 per il Sud.

I limiti massimi delle spese sostenute dagli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello sono pari all'importo massimo della predetta tabella, vale a dire € 3.700 per i corsi e ai master aventi sede nelle regioni del Nord, € 2.900 per quelli delle regioni del  Centro ed € 1.800 per le regioni del Sud ed Isole.

Dagli importi determinati dal Ministero deriva che la detrazione d’imposta, da scomputarsi dall’IRPEF dovuta, è pari, con riferimento ad esempio all’area umanistico-sociale, per le università situate nel Centro Italia, ad € 437 (€ 2.300 x 19/100).

Ad esempio, uno studente universitario iscritto all’Università Telematica (es. Pegaso) alla Facoltà di Economia e residente in Campania, potrà detrarre un totale di 1.600 euro per l’anno 2015.

Corsi di laurea in teologia presso il Vaticano. Ai fini della detrazione delle spese per frequenza all’estero di corsi universitari, occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare e alla zona geografica in cui ricade il domicilio fiscale del contribuente; le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le università Pontificie sono detraibili nella misura stabilita per corsi di istruzione appartenenti all’area disciplinare “Umanistico – sociale”.

Per quanto concerne la zona geografica di riferimento si ritiene, per motivi di semplificazione, che questa debba essere individuata nella regione in cui si svolge il corso di studi anche nel caso in cui il corso sia tenuto presso lo Stato Città del Vaticano.

Tasse universitarie ridotte in base al valore ISEEU. L’attuale sistema di determinazione delle tasse previste dalla maggior parte delle università pubbliche offre la possibilità per gli studenti di ottenere delle  condizioni di riduzione della rata in relazione al valore ISEEU del proprio nucleo  familiare prevedendo, in assenza di presentazione di detta certificazione,  l’applicazione della tariffa più elevata. La presentazione della certificazione  ISEEU non è obbligatoria ma rappresenta una opportunità per lo studente finalizzata ad ottenere condizioni agevolate. L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18 del 2009 ha chiarito che “l’art. 15 del Tuir prevede la detrazione delle spese per la frequenza di  corsi di istruzione secondaria e universitaria in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi per gli istituti statali. In base alla circolare 11 del 1987, le spese per la frequenza presso istituti o università private danno diritto alla detrazione in misura non superiore a quella stabilita per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani”.

Spese di istruzione nel 730 precompilato 2016.

A partire dall’anno d’imposta 2015, nel 730 precompilato 2016 ci sono anche le spese di istruzione. Ricordiamo che il 730 precompilato è il modello 730 che il contribuente riceve dal Fisco ed è consultabile, oltre che accettabile o modificabile direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate tramite il codice PIN.

L’Agenzia delle Entrate non ha inserito nel 730 precompilato 2016 tutte le spese di istruzione universitarie. Sono infatti riportate in maniera integrale nella dichiarazione dei redditi precompilata (consultabile dal contribuente online, per maggiori informazioni ecco la guida al 730 precompilato) solo le spese comunicate all’Agenzia delle Entrate dalle Università Statali mentre quelle comunicate dalle Università non Statali potranno essere trovate dai contribuenti nel foglio riepilogativo ma non saranno utilizzate dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato.

La motivazione di questa scelta dell’Agenzia delle Entrate sta nel fatto che a stabilire la detrazione per le spese di università non statali, come detto, sarà il Decreto del MIUR che fisserà l’ammontare della detrazione massima per le rette universitarie non statali. Il decreto del MIUR al momento ancora non risulta emanato, quindi per inserire tali spese nel 730 precompilato 2016 bisognerà attendere l’emanazione.

Quali spese di istruzione universitaria sono nel 730 precompilato. Sul modello 730 precompilato 2016 sono inserite le seguenti voci

  • corsi di istruzione universitaria;
  • quelli universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento;
  • master che per durata e insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione;
  • corsi di dottorato di ricerca.

Ovviamente, il contribuente prima di accettare il 730 precompilato dovrà controllare quali spese universitarie sono state inserite, soprattutto dovrà controllare se nel 730 precompilato sono indicate voci per le quali si abbia fruito di rimborsi da parti di Enti diversi dall’Università.

Tra le spese universitarie non presenti nel 730 precompilato 2016 ci sono quelle sostenute per i test di ammissione e per le prove di preselezioni, spese che il contribuente dovrà integrare autonomamente nella dichiarazione precompilata.

Quali sono le spese universitarie detraibili.

Ecco quando spetta la detrazione per spese universitarie nel 730. Le spese sostenute per la frequentazione dell’università, sostenute da parte dello studente contribuente, oppure dai familiari nel caso lo studente sia a carico dei genitori, ammesse alla detrazione d’imposta del 19% sono le seguenti

  • spese di immatricolazione ed iscrizione all’anno accademico (tasse universitarie pagate nell'anno 2015);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • spese relative alla frequenza;
  • spese relative ai corsi di specializzazione ed ai master universitari.

E’ quindi del 19% il rimborso delle tasse universitarie nel 730. Quindi è possibile scaricare tasse universitarie per 19 euro ogni 100 euro di spesa. Sono agevolate con la detrazione le tasse pagate sia ad università pubbliche che private.

Studenti fuori corso. Il corso legale di laurea non incide sulla possibilità di fruire della detrazione, la quale è legata al sostenimento della spesa relativa all’istruzione. Sono quindi detraibili le spese di istruzione sostenute dai studenti fuori corso per gli anni oltre il corso legale di laurea.

Non sono detraibili le seguenti spese inerenti all’istruzione

  • Le spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali e materiali di cancelleria;
  • I viaggi ferroviari;
  • Le spese di vitto e alloggio necessarie per la frequenza della scuola;
  • I contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento della laurea conseguita all’estero. 

Non sono detraibili inoltre le spese sostenute per le vacanze studio, per i corsi su singoli materie (es. corso per la patente europea del computer), le spese per l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio di una professione e le spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento professionale.

E’ prevista invece la detrazione del 19% per le spese per i canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede. Si tratta delle spese sostenute da studenti che studiano in università situate in un comune diverso distante almeno 100 km dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa.

La detrazione spetta per i canoni di locazione da contratti stipulati o rinnovati in base alla legge 9 dicembre 1998, n. 431 (locazioni a canone libero), per i canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università o collegi universitari legalmente riconosciuti. Per maggiori informazioni vediamo la detrazione per studenti fuori sede.

Bonus di 500 euro docenti: le spese di istruzione non sono detraibili nel 730. Il bonus di 500 euro per i docenti di ruolo non è detraibile nel 730 del 2016. Prima di tutto perché la carta del docente riguarda gli acquisti del 2016. In ogni caso se il docente ha pagato delle spese di perfezionamento ed istruzione utilizzando il bonus docenti di ruolo di 500 euro le spese non sono detraibili perché la spesa non è sostenuta realmente dal contribuente. Quindi vanno considerate solo le spese di istruzioni extra bonus di 500 euro.

Contributi per la prova di selezione per università a numero chiuso. La risoluzione n. 87/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate ha che il contributo per la partecipazione alla prova di selezione per l’accesso delle università a numero chiuso rientra tra le spese di istruzione detraibili al 19%. Quindi il test diretto ad accertare il livello di preparazione su determinate materie e le strutture logiche di pensiero è incluso tra le spese, ma a condizione che il test sia richiesto dall'ordinamento universitario, e lo svolgimento della prova di preselezione, costituisca una condizione indispensabile per l'accesso a corsi di istruzione universitaria.

Master, scuole di specializzazione, dottorato di ricerca. Rientrano nella detrazione d’imposta del 19% da dichiarare nei righi da E8 a E12 – Altre spese con il Codice spesa n. 13 anche le spese per la frequenza dei master universitari qualora, per durata e struttura d’insegnamento, siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Lo ha stabilito la circolare n. 101 del 2000. Anche in questo caso, per i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani. Sono altresì detraibili le spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali riconosciuti in base all’ordinamento universitario. A stabilirlo è la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7 del 2003. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle per i corsi perfezionamento e le spese di iscrizione al corso di dottorato di ricerca.

Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario. La risoluzione n. 77 del 2008 ha stabilito che sono altresì detraibili le spese per la frequenza della SSIS (Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario). La detrazione del 19% spetta se la SIS può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. 

Frequenza dei conservatori musicali. Le spese per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del D.P.R. 212 del 2005 presso i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari, quindi sono detraibili e possono essere incluse nel rigo E13 del quadro E – Oneri e spese del modello 730.

La circolare n. 20/E del 13 maggio 2011 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che “le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati risultano detraibili al pari delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari”. Gli istituti musicali privati non rientrano nel novero dei conservatori pareggiati. La stessa circolare ha chiarito inoltre che “le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al  precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle  sostenute per la formazione scolastica secondaria”.

Quali documenti sono da considerare e conservare. Andranno inclusi nella detrazione tutti i documenti giustificativi di spese rilasciate dall’ente a cui si riferisce la spesa per l’istruzione. Cioè le quietanze, i bollettini, le fatture, le ricevute dell’università o della scuola, che attestano il pagamento delle spese nell’anno 2013. Quindi tutte le tasse ed i contributi versati. Il documento che attesta l’importo delle tasse e contributi può essere anche scaricato dal sito dell’università, per gli studenti universitari. Nel caso di istituti privati è necessario un documento che attesi l’importo delle tasse e contributi previsti per analogo corso di studi frequentato presso l’università pubblica documento, anche prelevato dal sito dell’università pubblica/privata, che indica l’equiparazione del corso a quello dell’università pubblica.

Studenti fuori sede: c’è anche la detrazione sugli affitti. E’ possibile fruire di una detrazione fiscale per le spese sostenute dagli studenti universitari fuori sede, ossia ad almeno 100 chilometri dal comune di residenza. La detrazione è del 19%. Per maggiori informazioni vediamo la detrazioni per studenti fuori sede.

Frequenza di asili nido. Oltre alle spese di istruzione, per scuola e università, da indicare nei righi da E8 a E12 – Altre spese con il Codice spesa n. 33, sono oggetto di agevolazione fiscale anche le spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio. La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Se il documento di spesa è intestato al bambino, o ad uno solo dei coniugi, è comunque possibile annotare sullo stesso la percentuale di ripartizione. L’importo deve comprendere le somme indicate con il codice 33 nelle annotazioni della Certificazione unica (ex modello CUD). Per maggiori informazioni vediamo le detrazioni fiscali per asilo nido.

Altre spese di istruzione da dichiarare nel 730.

Istituti tecnici superiori: Le tasse pagate per l’iscrizione sono detraibili e rientrano tra le spese di istruzione. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha precisato che i percorsi realizzati dagli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) rientrano nel segmento dell’istruzione superiore non universitaria e presentano una fisionomia autonoma e distinta dai corsi di istruzione secondaria e universitaria. Ma secondo il Fisco, su parere del MUIR, gli I.T.S. si collocano nell’ambito del segmento di istruzione superiore del sistema italiano di istruzione e formazione e quindi rientrano nella lettera e) dell’art. 15 del TUIR, la quale stabilisce che la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19 per cento delle “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali.”. Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l’onere è sostenuto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

Per la determinazione dell’importo ammissibile alla detrazione, si richiama quanto previsto nell’allegato A, punto 5, del decreto interministeriale 7 febbraio 2013, in cui è previsto che “Le Regioni stabiliscono i criteri per la determinazione dell’importo delle rette di frequenza per gli studenti da parte delle Fondazioni I.T.S.. Gli studenti degli I.T.S. versano la tassa regionale per il diritto allo studio sulla base del medesimo importo previsto per gli studenti universitari ed accedono ai medesimi benefici.”.

Istituti tecnici superiori. Nessuna detrazione sui canoni di locazione. Non è possibile fruire della detrazione prevista per i contratti di locazione stipulati da studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università, anche per gli studenti iscritti a corsi presso gli Istituti Tecnici Superiori.
 L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione connessa al pagamento del canone di locazione prevista dalla lett. i –sexies), comma 1, dell’art. 15 del TUIR, riguarda esclusivamente gli studenti “iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso” da quello di residenza.
In tal senso non è possibile equiparare i corsi seguiti presso gli ITS a corsi di laurea universitari (parere del MUIR) e pertanto la frequenza di tali corsi non consenta di fruire della detrazione per canoni di locazione.