Le agevolazioni fiscali spettanti ai contribuenti italiani, secondo quanto previsto dal TUIR, riguardano anche le spese di istruzione e universitarie detraibili nel 730 e sostenute dagli studenti che frequentano le scuole e le università. E’ possibile fruire di una detrazione d’imposta del 19% sulla spesa annuale sostenuta per l’iscrizione all’università, la frequentazione di master, scuole di specializzazione, ma anche le spese di iscrizione alle scuole dell'infanzia e scuole superiori. Il tutto attraverso il quadro E del modello 730 o anche attraverso il modello Unico PF. In alcuni casi, la spesa sostenuta è tra l'altro detraibile dai genitori.

L'art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986,  n. 917, prevede la possibilità per i contribuenti di detrarre nella misura del 19 per cento:

"le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca)”.

Il legislatore ha previsto quindi la possibilità di usufruire di due detrazioni per le spese di istruzione degli studenti (e loro genitori)

  • La detrazione per "Spese per istruzione diverse da quelle universitarie";
  • La detrazione per "Spese per istruzione universitaria".

Approfondiamo tutta la normativa, le istruzioni del modello 730 e della circolare Agenzia delle Entrate n. 7/E del 4 aprile 2017 relativamente a queste due detrazioni del 19%. Vediamo quindi tutte le informazioni in merito alla detrazione del 19% per le spese scolastiche, la detrazione delle tasse universitarie, nonché le spese per la frequenza di scuole di specializzazione, master, conservatori, ecc.

Quali sono le spese di istruzione e universitarie detraibili nel 730.

In base all’art. 15 del TUIR, modificato dalla Legge di Stabilità, riguardo le spese di istruzione sia scolastiche che universitarie, i contribuenti possono usufruire di una detrazione dall'imposta Irpef lorda dovuta indicando nel modello di dichiarazione dei redditi, 730 o Unico PF

  • le spese di iscrizione alle scuole dell'infanzia e scuole superiori (fino a 564 euro all'anno per alunno o studente);
  • le spese relative all’iscrizione all'università (tasse universitarie);
  • le spese di istruzione relative ai corsi universitari post-laurea (specializzazione e master).

Approfondiamo quindi tali detrazioni.

La detrazione delle spese per la scuola

Una delle due detrazioni fiscali fruibili nel 730 è quella relativa alle Spese di istruzione non universitarie dichiarabili nel rigo E8/E10 del quadro E – Oneri e spese del modello 730, con il codice 12. Vediamo tutti gli aspetti di questa detrazione, prima di affrontare la detrazione per le spese universitarie.

Con la legge n. 107/2015 è stato aggiunto anche una lettera e-bis) al comma 1 dell’art. 15 del TUIR. Viene introdotta una ulteriore detrazione per “le spese per la frequenza di scuole dell'infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all'articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente”.

Dall'anno d'imposta 2016, il limite di detraibilità di tali spese è stato elevato a 564 euro all'anno.

Quindi è possibile portare in detrazione fino a 564 euro e quindi detrarre un massimo del 19% di questa cifra, quindi il risparmio Irpef sulle spese di istruzione non universitarie è pari a 107,16 euro.

Sono detraibili nella misura del 19 per cento le spese di istruzione non universitaria. L’art. 1, comma 151, della legge n. 107 del 2015 (c.d. legge della “buona scuola”) ha modificato la detrazione delle spese per la frequenza scolastica che, a partire dal 2015, sono state distinte da quelle universitarie.

La detrazione spetta sia per le spese di frequenza della scuola secondaria di secondo grado sia per quelle delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione di cui all’art. 1 della legge n. 62 del 2000, costituito da scuole statali e da scuole paritarie private e degli enti locali.

Quali sono le scuole per le quali spetta la detrazione. La detrazione spetta in relazione alle spese per la frequenza di

  • scuole dell’infanzia (scuole materne);
  • scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
  • scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore);

sia statali sia paritarie private e degli enti locali.

La scuola dell’infanzia è aperta a tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano un'età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre. Ha durata triennale e non è obbligatoria.

Il primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori:
1. la scuola primaria, della durata di cinque anni;
2. la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni.

Quale è la scuola secondaria di primo e secondo grado? La scuola secondaria di primo grado, comunemente denominata scuola media o scuola media inferiore, è nell'ordinamento italiano un percorso scolastico obbligatorio di durata triennale e accoglie i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che costituisce insieme alla scuola primaria il primo ciclo di studio dell'ordinamento scolastico italiano. La scuola secondaria di primo grado segue la scuola primaria (che deve essere conclusa per poter accedere al percorso scolastico successivo); per poter successivamente accedere alla scuola secondaria di secondo grado è necessario superare l'esame di stato del primo ciclo di studio.

La scuola secondaria di secondo grado, colloquialmente scuola superiore, comprende le istituzioni scolastiche della seconda parte del secondo ciclo di istruzione in Italia per i ragazzi dai 14 ai 18-19 anni. La scuola secondaria precede il terzo ciclo di istruzione, a cui appartengono le istituzioni universitarie e quelle artistiche. Alla scuola secondaria di secondo grado si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado. La scuola secondaria di secondo grado precede l'Università.

Detrazione spese per Conservatori di musica. La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente il DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati. I nuovi corsi di formazione istituiti ai sensi del citato DPR n. 212 del 2005 possono, invece, considerarsi equiparabili alle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari (rigo E8/E10, codice 13). Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano, in quanto connesse alla frequenza scolastica, le tasse (a titolo di iscrizione e di frequenza) e i contributi obbligatori.

Donazioni alla scuola detraibili. Vi rientrano, inoltre, in quanto connesse alla frequenza scolastica, i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica. Tali contributi ed erogazioni, anche se versati volontariamente, in quanto deliberati dagli istituti scolastici, non rientrano tra quelli che costituiscono erogazioni liberali finalizzati all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa che danno diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i-octies) del TUIR.

Detrazione per la mensa scolastica. Sono detraibili nella misura del 19% anche le spese per la mensa scolastica (Circolare 02.03.2016 n. 3/E risposta 1.15) e per i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola (Risoluzione 4.08.2016, n. 68). Per tali spese la detrazione spetta anche quando il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola e anche se non è stato deliberato dagli organi di istituto essendo tale servizio istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado (Circolare 06.05.2016 n. 18/E risposta 2.1).

Detrazione per le gite scolastiche, corsi di lingua, teatro. Analogamente sono detraibili le spese per le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l’assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti. La delibera va richiesta, invece, nel caso in cui la spesa per il servizio scolastico integrativo non sia sostenuta per il tramite della scuola, ma sia pagata a soggetti terzi (ad es: all’agenzia di viaggio).

Niente detrazione per acquisto libri e cancelleria. La detrazione non spetta per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado (Circolare 02.03.2016 n. 3/E, risposta 1.15).

Niente detrazione per il trasporto scolastico. La detrazione non spetta per le spese relativa al servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è attualmente prevista alcuna agevolazione (Risoluzione 04.08.2016 n. 68/E).

Spese scolastiche detraibili fino a 564 euro.

La detrazione per le spese di frequenza sopra indicate è calcolata su un importo massimo di euro 564 per l’anno 2016 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto.

La detrazione non è cumulabile con quella prevista dall’art. 15, comma 1, lett. i-octies) del TUIR per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici. Tale incumulabilità va riferita al singolo alunno. Pertanto, ad esempio, il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione in esame non può fruire anche di quella prevista per le erogazioni liberali. Il contribuente con due figli se per uno di essi non si avvale della detrazione per le spese di frequenza scolastica può avvalersi della detrazione per le erogazioni liberali di cui al citato art. 15, comma 1, lett. i-octies) del TUIR.

Devono essere comprese nell’importo anche le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 12.

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2017 (punti da 701 a 706) con il codice 12. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Documentazione necessaria. Al fine del riconoscimento dell’onere il contribuente deve esibire e conservare le ricevute oquietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2016.

Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere documentate mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento – sia esso la scuola, il Comune o altro fornitore del servizio – e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Se per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

L’attestazione e la relativa istanza sono esenti dall’imposta di bollo, purché indichino l’uso per il quale sono destinati.

A partire dall’anno 2016 non è possibile integrare il documento di spesa con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola così come era consentito per le spese sostenute nell’anno 2015 in sede di prima applicazione della norma (Circolare 06.05.2016 n. 18/E, risposta 2.1).

La detrazione per spese universitarie.

La Legge di Stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha apportato alcune importanti semplificazioni in merito alle detrazioni fiscali per tasse e contributi dovuti per la frequenza di corsi di istruzione. I commi 954 e 955 dell’art. 1 della Legge di Stabilità hanno riscritto l’art. 15, comma 1, lettera e) del TUIR, ossia la norma che disciplina le detrazioni per spese di istruzione e universitarie.

Sono previste detrazioni per “le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali".

La detrazione spetta, nella misura del 19 per cento, delle spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

La detrazione spetta, in particolare, per le spese sostenute per la frequenza di

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.5);
  • master universitari. Un master erogato da un consorzio al quale una università statale partecipa con una quota non di maggioranza è equiparato a un master di università privata;
  • corsi di dottorato di ricerca. Ai sensi del D.M. n. 270 del 2004 e della legge n. 210 del 1998, il dottorato di ricerca rappresenta un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere l’attività di ricerca di alta qualificazione (Risoluzione 17.02.2010 n. 11);
  • Istituti tecnici superiori (ITS) in quanto equiparati alle spese universitarie (nota MIUR DGOSV prot. 13.06.2016, n. 6578). Devono, quindi, ritenersi superati i chiarimenti resi con Circolare 24.05.2015, n. 17, risposta 2.1, che collocava i corsi degli ITS nel segmento della formazione terziaria non universitaria;
  • nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati. I corsi di formazione relativi al precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili ai corsi di formazione scolastica secondaria, per i quali spetta la detrazione come spese di istruzione secondaria di secondo grado (rigo E8/E10, cod 12).

Non sono, invece, detraibili le spese di iscrizione presso istituti musicali privati (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.3).

Quali spese universitarie sono detraibili.

Ecco quando spetta la detrazione per spese universitarie nel 730. Le spese sostenute per la frequentazione dell’università, sostenute da parte dello studente contribuente, oppure dai familiari nel caso lo studente sia a carico dei genitori, ammesse alla detrazione d’imposta del 19% sono le seguenti (secondo quanto elencato dalla circolare n. 7/E dell'Agenzia delle Entrate)

  • tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria (Risoluzione 11.03.2008 n. 87);
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti, ai sensi del DM del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 249 del 10 settembre 2010, presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Studenti fuori corso. Il corso legale di laurea non incide sulla possibilità di fruire della detrazione, la quale è legata al sostenimento della spesa relativa all’istruzione. Sono quindi detraibili le spese di istruzione sostenute dai studenti fuori corso per gli anni oltre il corso legale di laurea.

La detrazione spetta per le spese sostenute nel 2016, anche se riferite a più anni.

La detrazione non spetta per:

  • i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero, in quanto la spesa indicata non rientra nel concetto di “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria” (Circolare 1.07.2010 n. 39, risposta 2.1);
  • le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola.

Non sono detraibili inoltre le spese sostenute per le vacanze studio, per i corsi su singoli materie (es. corso per la patente europea del computer), le spese per l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio di una professione e le spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento professionale.

E’ prevista invece la detrazione del 19% per le spese per i canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede. Si tratta delle spese sostenute da studenti che studiano in università situate in un comune diverso distante almeno 100 km dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa.

La detrazione spetta per i canoni di locazione da contratti stipulati o rinnovati in base alla legge 9 dicembre 1998, n. 431 (locazioni a canone libero), per i canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università o collegi universitari legalmente riconosciuti. Per maggiori informazioni vediamo la detrazione per studenti fuori sede.

Bonus di 500 euro docenti: le spese di istruzione non sono detraibili nel 730. Il bonus di 500 euro per i docenti di ruolo non è detraibile nel 730. Se il docente ha pagato delle spese di perfezionamento ed istruzione utilizzando il bonus docenti di ruolo di 500 euro le spese non sono detraibili perché la spesa non è sostenuta realmente dal contribuente. Quindi vanno considerate solo le spese di istruzioni extra bonus di 500 euro.

Contributi per la prova di selezione per università a numero chiuso. La risoluzione n. 87/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate ha che il contributo per la partecipazione alla prova di selezione per l’accesso delle università a numero chiuso rientra tra le spese di istruzione detraibili al 19%. Quindi il test diretto ad accertare il livello di preparazione su determinate materie e le strutture logiche di pensiero è incluso tra le spese, ma a condizione che il test sia richiesto dall'ordinamento universitario, e lo svolgimento della prova di preselezione, costituisca una condizione indispensabile per l'accesso a corsi di istruzione universitaria.

Master, scuole di specializzazione, dottorato di ricerca. Rientrano nella detrazione d’imposta del 19%  anche le spese per la frequenza dei master universitari qualora, per durata e struttura d’insegnamento, siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Lo ha stabilito la circolare n. 101 del 2000. Anche in questo caso, per i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani. Sono altresì detraibili le spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali riconosciuti in base all’ordinamento universitario. A stabilirlo è la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7 del 2003. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle per i corsi perfezionamento e le spese di iscrizione al corso di dottorato di ricerca.

Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario. La risoluzione n. 77 del 2008 ha stabilito che sono altresì detraibili le spese per la frequenza della SSIS (Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario). La detrazione del 19% spetta se la SIS può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. 

Frequenza dei conservatori musicali. Le spese per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del D.P.R. 212 del 2005 presso i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari, quindi sono detraibili.

La circolare n. 20/E del 13 maggio 2011 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che “le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati risultano detraibili al pari delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari”. Gli istituti musicali privati non rientrano nel novero dei conservatori pareggiati. La stessa circolare ha chiarito inoltre che “le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al  precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle  sostenute per la formazione scolastica secondaria”.

Quali documenti sono da considerare e conservare. Andranno inclusi nella detrazione tutti i documenti giustificativi di spese rilasciate dall’ente a cui si riferisce la spesa per l’istruzione. Cioè le quietanze, i bollettini, le fatture, le ricevute dell’università o della scuola, che attestano il pagamento delle spese nell’anno d'imposta. Quindi tutte le tasse ed i contributi versati. Il documento che attesta l’importo delle tasse e contributi può essere anche scaricato dal sito dell’università, per gli studenti universitari. Nel caso di istituti privati è necessario un documento che attesi l’importo delle tasse e contributi previsti per analogo corso di studi frequentato presso l’università pubblica documento, anche prelevato dal sito dell’università pubblica/privata, che indica l’equiparazione del corso a quello dell’università pubblica.

Chi fruisce della detrazione del 19% per spese di istruzione.

La detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto l’onere e le ricevute dei pagamenti sono quietanze liberatorie e possono essere utilizzate come documenti legali nelle dichiarazioni dei redditi. Le ricevute da utilizzare sono tutte quelle pagate nel corso dell’anno di riferimento dei redditi da dichiarare, anche se relative a due anni accademici distinti.

Se lo studente è percettore di un reddito superiore a 2.840,51 euro (ad esempio perché abbina allo status di studente un’attività lavorativa), non è più fiscalmente a carico dei genitori e quindi potrà fruire in prima persona delle detrazioni. Se lo studente invece non è percettore di un reddito imponibile ai fini Irpef, ed è quindi a carico di altri soggetti (i genitori), la detrazione fiscale del 19% può essere richiesta dal genitore contribuente.

Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l'onere è sostenuto nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Quindi possono fruirne anche i genitori per le spese di istruzione di figli studenti che non hanno percepito nell’anno di riferimento un reddito superiore a 2.840,51 euro, al netto degli oneri deducibili. Nel caso di presentazione del modello 730 2016, l’anno di riferimento sia per le spese che per il reddito è il 2015. Per maggiori informazioni vediamo lo status di familiare a carico.

Ovviamente valgono in caso di studente fiscalmente a carico dei genitori, le regole relative alla ripartizione delle detrazione fiscale tra i genitori, con riferimento all’effettivo sostenimento delle spese da parte del genitore. Nel caso ci fosse una ripartizione differente da quella normale del 50% per genitore prevista dal TUIR, nel documento andrà annotata la percentuale ed il genitore a cui spetta il 100% della detrazione potrà considerare per intero la spesa sostenuta per il figlio, ai fini della fruizione della detrazione d’imposta Irpef del 19%.

Università private e telematiche: limiti di spesa detraibile.

Come abbiamo visto l'art. 15 del TUIR in merito alla detraibilità delle spese universitarie è stato modificato.

In precedenza, l’art. 15, comma 1, lettera e) del TUIR, modificato dalla legge n. 107 del 2015, faceva riferimento alla possibilità di detrarre “le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in  misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali". Dal 2015 invece conta, per gli studenti iscritti ad università non statali, il Decreto del MUIR.

Pertanto, ai fini fiscali, gli studenti devono verificare l’entità degli importi detraibili in relazione a quanto indicato annualmente dal decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La modifica normativa è operativa e quindi sarà possibile portare in detrazione nel modello 730/2017

  • l’intera spesa sostenuta nell’anno 2016 per la frequenza di università statali;
  • per le università non statali, la spesa detraibile (la detrazione per spese universitaria massima) è determinata in misura non superiore a quella stabilità annualmente da ciascuna facoltà con specifico decreto che per l’anno 2016 dovrà essere emanato entro il 31 gennaio 2017.

Quindi per quanto riguarda le spese universitarie detraibili del 2016, l'importo massimo per le tasse universitarie private o non statali dipende dal decreto del MIUR.

Le spese per le università private e le rette sostenute per le università telematiche rientrano spese detraibili. E’ possibile fruire della detrazione Irpef del 19% per le spese di istruzione anche per gli oneri sostenuti per l’iscrizione ad università telematiche, ossia le università dove c’è la frequenza dei corsi online. Si tratta di istituti d’istruzione superiore di livello universitario abilitati a rilasciare lauree, dottorati di ricerca, con modalità a distanza basate sulle nuove tecnologie. La condizione per la fruizione è che l’università sia riconosciuta con decreto dal Muir.

Le spese per i corsi di laurea svolti dalle università telematiche possono essere detratte, al pari di quelle per la frequenza di altre università non statali, facendo riferimento all’area tematica del corso e, per l’individuazione dell’area geografica, alla regione in cui ha sede legale l’università (Circolare 06.05.2016 n. 18/E, risposta 2.3).

Per i corsi di studio tenuti presso sedi ubicate in regioni diverse rispetto a quella in cui l’Università ha la sede legale, ai fini della detrazione occorre fare riferimento all’area geografica in cui si svolge il corso.

Università private e telematiche: Limiti di spesa detraibile. Per le università private l’importo detraibile, quindi, è costituito dalla tassa di iscrizione richiesta, per lo stesso corso di laurea, dall’università pubblica ubicata nella località più vicina. Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 2017 viene richiamato il DM indicante il limite di spesa detraibile.

Con DM 23 dicembre 2016 n. 993, è stato individuato l’importo massimo della spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle università non statali, detraibile per l’anno 2016 ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e), del TUIR. Gli importi sono distinti per area disciplinare e in base alla regione in cui ha sede l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio.

Gli importi determinati dal Miur per l’anno di imposta 2015 sono i seguenti (in base all'area disciplinare)

  • Medica: € 3.700 per il Nord, € 2.900 per il Centro, € 1.800 per il Sud;
  • Sanitaria: € 2.600 per il Nord, € 2.200 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Scientifico-Tecnologica: € 3.500 per il Nord, € 2.400 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Umanistico-sociale; € 2.800 per il Nord, € 2.300 per il Centro, € 1.500 per il Sud.

Con il Nord si intende le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle D'Aosta e Veneto.

Con il Centro si intende le regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

Con il Sud e Isole si intende le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Quali sono le università sanitarie e mediche.

Ai fini della detrazione fiscale, nei limiti imposti dal legislatore, vediamo quali sono le università sanitarie e mediche per le quali spetta la detrazione per spese universitarie statali e non statali (secondo i limiti del DM).

Le università sanitarie sono i seguenti corsi di laurea

  • LM/SNT1 Scienze infermieristiche e ostetriche
  • LM/SNT2 Scienze riabilitative delle professioni sanitarie
  • LM/SNT3 Scienze delle professioni sanitarie tecniche
  • LM/SNT4 Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione

Ed i seguenti corsi di laurea magistrale (sempre sanitarie):

  • LM/SNT1 Scienze infermieristiche e ostetriche
  • LM/SNT2 Scienze riabilitative delle professioni sanitarie
  • LM/SNT3 Scienze delle professioni sanitarie tecniche
  • LM/SNT4 Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione

Nell'ambito dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, le università dell'area medica sono

  • LM-46 Odontoiatra e protesi dentaria
  • LM-41 Medicina e chirurgia
  • LM-42 Medicina veterinaria

Quali sono le università scientifico-tecnologiche.

Ai fini della detrazione fiscale, nei limiti imposti dal legislatore, vediamo quali sono le università scientifico-tecnologiche per le quali spetta la detrazione per spese universitarie statali e non statali (secondo i limiti del DM).

Le università scientifico-Tecnologica sono

  • L-13 Scienze biologiche
  • L-17 Scienze dell’architettura
  • L-2 Biotecnologie
  • L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale
  • L-22 Scienze delle attività motorie e sportive
  • L-23 Scienze e tecniche dell’ edilizia
  • L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
  • L-26 Scienze e tecnologie alimentari
  • L-27 Scienze e tecnologie chimiche
  • L-28 Scienze e tecnologie della navigazione
  • L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
  • L-30 Scienze e tecnologie fisiche
  • L-31 Scienze e tecnologie informatiche
  • L-32 Scienze e tecnologie per l’ ambiente e la natura
  • L-34 Scienze geologiche
  • L-35 Scienze matematiche
  • L-38 Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali
  • L-4 Disegno industriale
  • L-41 Statistica
  • L-43 Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
  • L-7 Ingegneria civile e ambientale
  • L-8 Ingegneria dell’informazione
  • L-9 Ingegneria industriale

E i seguenti corsi di laurea magistrale (sempre scientifico – tecnologica):

  • LM-3 Architettura del paesaggio
  • LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura
  • LM-6 Biologia
  • LM-7 Biotecnologie agrarie
  • LM-8 Biotecnologie industriali
  • LM-9 Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
  • LM-10 Conservazione dei beni architettonici e ambientali
  • LM-11 Conservazione e restauro dei beni culturali
  • LM-12 Design
  • LM-17 Fisica
  • LM-18 Informatica
  • LM-20 Ingegneria aerospaziale e astronautica
  • LM-21 Ingegneria biomedica
  • LM-22 Ingegneria chimica
  • LM-23 Ingegneria civile
  • LM-24 Ingegneria dei sistemi edili
  • LM-25 Ingegneria dell’automazione
  • LM-26 Ingegneria della sicurezza
  • LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni
  • LM-28 Ingegneria elettrica
  • LM-29 Ingegneria elettronica
  • LM-30 Ingegneria energetica e nucleare
  • LM-31 Ingegneria gestionale
  • LM-32 Ingegneria informatica
  • LM-33 Ingegneria meccanica
  • LM-34 Ingegneria navale
  • LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio
  • LM-40 Matematica
  • LM-44 Modellistica matematica-fisica per l’ingegneria
  • LM-47 Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie
  • LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
  • LM-53 Scienza e ingegneria dei materiali
  • LM-54 Scienze chimiche
  • LM-58 Scienze dell’universo
  • LM-60 Scienze della natura
  • LM-61 Scienze della nutrizione umana
  • LM-66 Sicurezza informatica
  • LM-67 Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate
  • LM-68 Scienze e tecniche dello sport
  • LM-69 Scienze e tecnologie agrarie
  • LM-70 Scienze e tecnologie alimentari
  • LM-71 Scienze e tecnologie della chimica industriale
  • LM-72 Scienze e tecnologie della navigazione
  • LM-73 Scienze e tecnologie forestali ed ambientali
  • LM-74 Scienze e tecnologie geologiche
  • LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio
  • LM-79 Scienze geofisiche
  • LM-82 Scienze statistiche
  • LM-83 Scienze statistiche attuariali e finanziarie
  • LM-86 Scienze zootecniche e tecnologie animali
  • LM-91 Tecniche e metodi per la società dell’informazione.

Nell'ambito dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, le università dell'area scientifico tecnologica sono

  • LM-R/02 Conservazione e restauro dei beni culturali
  • LM-4 C.U. Architettura e ingegneria edile-architettura (quinquennale)
  • LM-13 Farmacie e farmacia industriale.

Quali sono le università umanistico sociali.

Ai fini della detrazione fiscale, nei limiti imposti dal legislatore, vediamo quali sono le università umanistico sociali per le quali spetta la detrazione per spese universitarie statali e non statali (secondo i limiti del DM).

Le università umanistico – sociale sono

  • L-1 Beni Culturali
  • L-10 Lettere
  • L-11 Lingue e culture moderne
  • L-12 Mediazione linguistica
  • L-14 Scienze dei servizi giuridici
  • L-15 Scienze del turismo
  • L-16 Scienze dell’ amministrazione e dell’ organizzazione
  • L-18 Scienze dell’ economia e della gestione aziendale
  • L-19 Scienze dell’ educazione e della formazione
  • L-20 Scienze della comunicazione
  • L-24 Scienze e tecniche psicologiche
  • L-3 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
  • L-33 Scienze economiche
  • L-36 Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  • L-37 Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace
  • L-39 Servizio sociale
  • L-40 Sociologia
  • L-42 Storia
  • L-5 Filosofia
  • L-6 Geografia
  • DS/1 Scienze della difesa e della sicurezza.

E i seguenti corsi di laurea magistrale (sempre umanistico sociale):

  • LM-1 Antropologia culturale ed etnologia
  • LM-2 Archeologia
  • LM-5 Archivista e biblioteconomia
  • LM-14 Filologia moderna
  • LM-15 Filologia, letterature e storia dell’ antichità
  • LM-16 Finanza
  • LM-19 Informazione e sistemi editoriali
  • LM-36 Lingue e letterature dell’ Africa e dell’ Asia
  • LM-37 Lingue e letterature moderne europee e americane
  • LM-38 Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale
  • LM-39 Linguistica
  • LM-43 Metodologie informatiche per le discipline umanistiche
  • LM-45 Musicologia e beni musicali
  • LM-49 Progettazione e gestione dei sistemi turistici
  • LM-50 Programmazione e gestione dei sistemi educativi
  • LM-51 Psicologia
  • LM-52 Relazioni internazionali
  • LM-55 Scienze cognitive
  • LM-56 Scienze dell’ economia
  • LM-57 Scienze dell’ educazione degli adulti e della formazione continua
  • LM-59 Scienze della comunicazione pubblica, d’ impresa e pubblicità
  • LM-62 Scienze della politica
  • LM-63 Scienze delle pubbliche amministrazioni
  • LM-64 Scienze delle religioni
  • LM-65 Scienze dello spettacolo e produzione multimediale
  • LM-76 Scienze economiche per l’ ambiente e la cultura
  • LM-77 Scienze economico-aziendali
  • LM-78 Scienze filosofiche
  • LM-80 Scienze geografiche
  • LM-81 Scienze per la cooperazione allo sviluppo
  • LM-84 Scienze storiche
  • LM-85 Scienze pedagogiche
  • LM-87 Servizio sociale e politiche sociali
  • LM-88 Sociologia e ricerca sociale
  • LM-89 Storia dell’ arte
  • LM-90 Studi europei
  • LM-92 Teorie della comunicazione
  • LM-93 Teorie metodologiche dell’ e-learning e della media education
  • LM-94 Traduzione specialistica e interpretariato
  • DS/S Scienze della difesa e della sicurezza.

Nell'ambito dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, le università dell'area umanistico sociale sono

  • LM-85 bis Scienze della formazione primaria
  • LMG/01 Classe delle lauree magistrali in giurisprudenza.

Cambio università: come funziona la detrazione

Nell’ipotesi in cui uno studente, nel medesimo periodo di imposta, a causa di un cambiamento di facoltà di studi o di corso di studio, si trovasse nella situazione di sostenere le spese presso università site in aree geografiche diverse o per corsi appartenenti ad aree tematiche diverse, il limite di spesa detraibile sarà il più alto tra quelli applicabili previsti dal decreto.

Nel caso in cui le spese siano sostenute per la frequenza di corsi istituiti sia presso università statali sia università non statali, la detrazione per le spese sostenute per la frequenza presso le università statali potrà essere calcolata sull’intero importo mentre quelle sostenute presso università non statali saranno ricondotte nei limiti previsti dal decreto MIUR con le modalità sopra descritte.

Dottorato di ricerca, specializzazione e master: limite di spesa detraibile.

I limiti massimi delle spese sostenute dagli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello sono pari all'importo massimo di cui in precedenza,  quindvale a dire

  • € 3.700 per i corsi e ai master aventi sede nelle regioni del Nord,
  • € 2.900 per quelli delle regioni del  Centro
  • ed € 1.800 per le regioni del Sud ed Isole.

Dagli importi determinati dal Ministero deriva che la detrazione d’imposta, da scomputarsi dall’IRPEF dovuta, è pari, con riferimento ad esempio all’area umanistico-sociale, per le università situate nel Centro Italia, ad € 437 (€ 2.300 x 19/100).

Ad esempio, uno studente universitario iscritto all’Università Telematica (es. Pegaso) alla Facoltà di Economia e residente in Campania, potrà detrarre un totale di 1.600 euro per l’anno 2016.

Nel caso di sostenimento di più prove di ammissione in università non statali situate in aree geografiche diverse o di sostenimento di più prove di ammissione per corsi di laurea in università non statali appartenenti a diverse aree tematiche, occorre distinguere a seconda che lo studente proceda o meno ad iscriversi ad una delle facoltà o corso per cui ha sostenuto il test.

In caso di iscrizione occorrerà far rientrare le spese sostenute per i test di ammissione nel limite proprio del corso a cui lo studente si andrà ad iscrivere.

Nel caso invece in cui lo studente abbia sostenuto più test di ammissione ad università non statali senza, tuttavia, iscriversi ad alcun corso, ai fini della detraibilità deve fare riferimento al limite di spesa più elevato tra quelli stabiliti per i corsi e per le facoltà per le quali ha svolto il test.

Nel limite di spesa individuato dal decreto del MIUR è compresa anche l’imposta di bollo. Per tale imposta, infatti, non è prevista esplicitamente la possibilità di sommare l’importo a quello già ricondotto nei suddetti limiti come, invece, disposto per la tassa regionale per il diritto allo studio di cui all’art. 3 della legge n. 549 del 1995 e successive modificazioni (vedi art. 1, comma 4, del decreto MIUR).

Corsi di laurea in teologia presso il Vaticano. le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le università Pontificie sono detraibili nella misura stabilita per corsi di istruzione appartenenti all’area disciplinare “Umanistico – sociale”.

Per quanto concerne la zona geografica di riferimento si ritiene, per motivi di semplificazione, che questa debba essere individuata nella regione in cui si svolge il corso di studi anche nel caso in cui il corso sia tenuto presso lo Stato Città del Vaticano.

Tasse universitarie ridotte in base al valore ISEEU. L’attuale sistema di determinazione delle tasse previste dalla maggior parte delle università pubbliche offre la possibilità per gli studenti di ottenere delle  condizioni di riduzione della rata in relazione al valore ISEEU del proprio nucleo  familiare prevedendo, in assenza di presentazione di detta certificazione,  l’applicazione della tariffa più elevata. La presentazione della certificazione  ISEEU non è obbligatoria ma rappresenta una opportunità per lo studente finalizzata ad ottenere condizioni agevolate. L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18 del 2009 ha chiarito che “l’art. 15 del Tuir prevede la detrazione delle spese per la frequenza di  corsi di istruzione secondaria e universitaria in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi per gli istituti statali. In base alla circolare 11 del 1987, le spese per la frequenza presso istituti o università private danno diritto alla detrazione in misura non superiore a quella stabilita per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani”.

Spese universitarie all'estero: limite di detrazione.

Ai fini della detrazione delle spese per frequenza all’estero di corsi universitari, occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare e alla zona geografica in cui ricade il domicilio fiscale del contribuente.

Quindi pertanto in base al domicilio del contribuente, quindi dello studente, il corso di laurea all'estero sarà detraibile secondo gli importi

Gli importi determinati dal Miur per l’anno di imposta 2015 sono i seguenti (in base all'area disciplinare)

  • Medica: € 3.700 per il Nord, € 2.900 per il Centro, € 1.800 per il Sud;
  • Sanitaria: € 2.600 per il Nord, € 2.200 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Scientifico-Tecnologica: € 3.500 per il Nord, € 2.400 per il Centro, € 1.600 per il Sud;
  • Umanistico-sociale; € 2.800 per il Nord, € 2.300 per il Centro, € 1.500 per il Sud.

Le spese di istruzione nel modello 730/2017.

Nel quadro E – Oneri e spese del modello 730 è possibile indicare tutte le spese per le quali fruire delle detrazioni fiscali. La sezione I tratta le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%.

Nel modello 730 2017 relativo ai redditi del 2016 (e alle spese d’istruzione e tasse universitarie sostenute nell’anno 2016) le spese di istruzione andranno indicate in uno dei righi da E8 a E 10 – Altre spese del Quadro E – Oneri e Spese. Accanto al rigo c’è una casella quadrata dove indicare il Codice spesa.

Le spese di istruzione scolastiche non universitarie, quindi per le spese di istruzione  sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione (articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62), per un importo annuo non superiore a 564 euro per ciascun alunno o studente, va dichiarata la spesa sostenuta in uno dei righi da E8 a E10 con il codice 12.

La detrazione spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso.

Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 12. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 12.

Le spese di istruzione universitarie invece bisogna dichiarare la spesa sostenuta in uno dei righi da E8 a E10 con il codice 13.

Le istruzioni del modello 730 stabiliscono che "per le spese di istruzione  sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri. Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, e, per le università non statali italiane e straniere, non devono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 13. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 13.

Vale il principio di cassa. In termini fiscali non ha importanza l’anno (accademico ad esempio) a cui si riferisce la spesa. Come per gli altri oneri e spese del quadro E del modello 730, vale il principio di cassa, ossia è importante la data in cui è stata sostenuta la spesa. Se la spesa è sostenuta nell’anno 2015, andrà considerata,  ai fini della fruizione della detrazione d’imposta del 19%, nel modello 730 2017, che è riferito ai redditi ed alle spese sostenute nell’anno 2016.

Due anni accademici nel 730. Come già detto, le ricevute da utilizzare nella dichiarazione dei redditi sono tutte quelle pagate nel corso dell’anno di riferimento dei redditi da dichiarare, anche se relative a due anni accademici distinti. Quindi ad esempio se nel 2016 sono state pagate le tasse universitarie relativamente all'anno accademico 2015-2016 e anche relativo all'anno accademico 2016-2017, vanno tutte inserite nel 730 del 2017, se la spesa è stata sostenuta nell'anno 2016, che è l'anno d'imposta per il quale si presenta il modello 730/2017.

Spese di istruzione nel 730 precompilato.

A partire dall’anno d’imposta 2015, nel 730 precompilato ci sono anche le spese di istruzione. Ricordiamo che il 730 precompilato è il modello 730 che il contribuente riceve dal Fisco ed è consultabile, oltre che accettabile o modificabile direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate tramite il codice PIN.

L’Agenzia delle Entrate non ha inserito nel 730 precompilato tutte le spese di istruzione universitarie. Sono infatti riportate in maniera integrale nella dichiarazione dei redditi precompilata (consultabile dal contribuente online, per maggiori informazioni ecco la guida al 730 precompilato) solo le spese comunicate all’Agenzia delle Entrate dalle Università Statali mentre quelle comunicate dalle Università non Statali potranno essere trovate dai contribuenti nel foglio riepilogativo ma non saranno utilizzate dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato.

La motivazione di questa scelta dell’Agenzia delle Entrate sta nel fatto che a stabilire la detrazione per le spese di università non statali, come detto, sarà il Decreto del MIUR che fisserà l’ammontare della detrazione massima per le rette universitarie non statali. Il decreto del MIUR al momento ancora non risulta emanato, quindi per inserire tali spese nel 730 precompilato 2016 bisognerà attendere l’emanazione.

Quali spese di istruzione universitaria sono nel 730 precompilato. Sul modello 730 precompilato 2016 sono inserite le seguenti voci

  • corsi di istruzione universitaria;
  • quelli universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento;
  • master che per durata e insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione;
  • corsi di dottorato di ricerca.

Ovviamente, il contribuente prima di accettare il 730 precompilato dovrà controllare quali spese universitarie sono state inserite, soprattutto dovrà controllare se nel 730 precompilato sono indicate voci per le quali si abbia fruito di rimborsi da parti di Enti diversi dall’Università.

Tra le spese universitarie non presenti nel 730 precompilato 2016 ci sono quelle sostenute per i test di ammissione e per le prove di preselezioni, spese che il contribuente dovrà integrare autonomamente nella dichiarazione precompilata.

Altre spese di istruzione da dichiarare nel 730.

Istituti tecnici superiori: Le tasse pagate per l’iscrizione sono detraibili e rientrano tra le spese di istruzione. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha precisato che i percorsi realizzati dagli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) rientrano nel segmento dell’istruzione superiore non universitaria e presentano una fisionomia autonoma e distinta dai corsi di istruzione secondaria e universitaria. Ma secondo il Fisco, su parere del MUIR, gli I.T.S. si collocano nell’ambito del segmento di istruzione superiore del sistema italiano di istruzione e formazione e quindi rientrano nella lettera e) dell’art. 15 del TUIR, la quale stabilisce che la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19 per cento delle “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali.”. Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l’onere è sostenuto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

Per la determinazione dell’importo ammissibile alla detrazione, si richiama quanto previsto nell’allegato A, punto 5, del decreto interministeriale 7 febbraio 2013, in cui è previsto che “Le Regioni stabiliscono i criteri per la determinazione dell’importo delle rette di frequenza per gli studenti da parte delle Fondazioni I.T.S.. Gli studenti degli I.T.S. versano la tassa regionale per il diritto allo studio sulla base del medesimo importo previsto per gli studenti universitari ed accedono ai medesimi benefici.”.

Istituti tecnici superiori. Nessuna detrazione sui canoni di locazione. Non è possibile fruire della detrazione prevista per i contratti di locazione stipulati da studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università, anche per gli studenti iscritti a corsi presso gli Istituti Tecnici Superiori.
 L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione connessa al pagamento del canone di locazione prevista dalla lett. i –sexies), comma 1, dell’art. 15 del TUIR, riguarda esclusivamente gli studenti “iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso” da quello di residenza.
In tal senso non è possibile equiparare i corsi seguiti presso gli ITS a corsi di laurea universitari (parere del MUIR) e pertanto la frequenza di tali corsi non consenta di fruire della detrazione per canoni di locazione.

Studenti fuori sede: c’è anche la detrazione sugli affitti. E’ possibile fruire di una detrazione fiscale per le spese sostenute dagli studenti universitari fuori sede, ossia ad almeno 100 chilometri dal comune di residenza. La detrazione è del 19%. Per maggiori informazioni vediamo la detrazioni per studenti fuori sede.

Frequenza di asili nido. Oltre alle spese di istruzione, per scuola e università, da indicare nei righi da E8 a E10 – Altre spese con il Codice spesa n. 33, sono oggetto di agevolazione fiscale anche le spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio. La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Se il documento di spesa è intestato al bambino, o ad uno solo dei coniugi, è comunque possibile annotare sullo stesso la percentuale di ripartizione. L’importo deve comprendere le somme indicate con il codice 33 nelle annotazioni della Certificazione unica (ex modello CUD).