Con la presentazione del modello 730, i lavoratori, i pensionati, i contribuenti italiani possono fruire di alcune agevolazioni fiscali, che consentono di ridurre l’imposta Irpef da pagare. Nel quadro E – Oneri e spese del modello 730 possono essere indicate le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento. Le spese veterinarie detraibili nel 730 sono quelle sostenute per propri animali, domestici e non, per le quali spetta una detrazione d'imposta che consente al contribuente di recuperare fino a 49 euro.

Con il modello 730 2017 è possibile quindi  scaricare tra le varie spese veterinarie detraibili sostenute nel 2016, anche quelle per gli animali per le prestazioni del veterinario e per i medicinali a loro destinati. Da quest'anno ci sono novità anche in materia di detraibilità delle spese sanitarie nel 730 precompilato, o per meglio dire nella dichiarazione precompilata che il Fisco invia ai contribuenti.

Spese veterinarie detraibili: la normativa.

La detrazione fiscale abbatte l’imposta lorda calcolata sul reddito complessivo posseduto dal contribuente. Il Testo unico delle imposte sui redditi elenca quali sono le detrazioni d’imposta e le condizioni per fruirne. L'art.15 comma 1 lettera c bis del TUIR, il D.P.R. 917/1986, ha incluso tra le spese detraibili al 19% anche le spese veterinarie sostenute per gli animali.

Lo stesso articolo introduce una franchigia di spesa non detraibile di 129,11 euro e un importo massimo di spesa detraibile pari a 387,34 euro. Tali limiti sono unici per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti, quindi per ogni contribuente c’è una sola detrazione spettante.

Detrazione fiscale di 49 euro massimo

E' questo l'importo recuperabile sulle spese veterinarie detraibili, su ogni farmaco veterinario detraibile. Facendo due conti sulla base di quanto disposto dall’art. 15 comma 1 lettera c bis del TUIR, queste limitazioni portano l’ammontare massimo di detrazione a 49 euro. Ossia rientrando tra le detrazioni d’imposta del 19% la spesa sostenuta oltre la cifra di 129,11 euro di franchigia e fino a 387,34 euro massimo, in sostanza  è detraibile il 19% della differenza, ossia calcolato su 258 euro (387 meno 129). E questo importo è pari a 49 euro.

Quindi riepilogando abbiamo

  • Spese veterinarie detraibili fino a 387,34 euro annui;
  • Una franchigia per le spese veterinarie detraibili nel 730 di 129,11 euro;
  • Una detrazione fino a 49 euro all'anno.

Vediamo per farmaci veterinari detraibili le limitazioni sulle tipologie di animali e spese.

Per quali animali spetta la detrazione per spese veterinarie

Il D.M. 6 giugno 2001, n. 289 del Ministero delle Finanze disciplina il “Regolamento per l'individuazione delle tipologie di animali per le quali le spese veterinarie danno diritto ad una detrazione d'imposta”. In tale regolamento viene specificato che la detrazione d’imposta del 19% spetta per le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

Quindi sono detraibili le spese veterinarie sostenute gli animali domestici come per cani, gatti, conigli, volatili in gabbia ma anche cavalli da corsa. Quindi anche le spese veterinarie sostenute per il cavallo sono detraibili nel 730 o nel modello Unico PF.

Lo stesso D. M. n. 289 del 2001 stabilisce che “La detrazione d'imposta non compete, in ogni caso, per le spese veterinarie sostenute per la cura di  animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite”.

Tra le spese detraibili rientrano

  • Spese per prestazioni professionali del veterinario (circolare n. 207/E/2000 dell’Agenzia delle Entrate);
  • spese per l’acquisto dei farmaci per gli animali prescritti dal veterinario (circolare n. 55/E/2001), ivi compreso i medicinali ad uso umano oppure i medicinali veterinari commercializzati in altri Stati Ue o preparati dal farmacista;
  • spese per analisi di laboratorio ed interventi presso cliniche veterinarie.

Quando la detrazione non spetta.

Non sono detraibili invece le spese per l’acquisto di mangimi speciali, così come risultano non ufficialmente detraibili i medicinali veterinari vendibili senza ricetta e quelli acquistati presso negozi di animali, come ad esempio i disinfestanti per uso esterno o gli antiparassitari in quanto non considerati farmaci veterinari dal ministero della salute.

Sono infatti detraibili i medicinali veterinari ricompresi all'art. 1 del D.lgs. n. 193 del 2006.

A chi spetta la detrazione.

La circolare dell'Agenzia delle Entrate n.55/E del 2001 ha specificato che la spesa può essere detratta anche da colui che sostiene la spesa per un animale, anche se non ne è il diretto proprietario.

La detrazione spetta alla persona fisica che ha effettivamente sostenuto la spesa, anche se non è il proprietario legittimo dell’animale.

Spese veterinarie sostenute da familiare a carico. Non è prevista la possibilità di detrarre le spese veterinarie sostenute dal familiare fiscalmente a carico.

Chiarito che le spese veterinarie sono detraibili, vediamo come le spese veterinarie si possono scaricare sul 730.

Detrazione spese veterinarie nel 730 precompilato 2017.

L’Agenzia delle Entrate attraverso il sistema Tessera Sanitaria ha a disposizione tutte le informazioni relative alle spese sanitarie sostenute dai cittadini, così da rendere possibile la compilazione della dichiarazione dei redditi precompilata. Dal 2016 la platea di soggetti obbligati alla trasmissione telematica dei dati relativi alle spese sanitarie dei contribuenti si è ampliata.

Ma cosa accade per le spese veterinarie? La normativa sanitaria veterinaria prevede che i grossisti di farmaci veterinari possono vendere medicinali per animali da compagnia, agli utilizzatori finali senza che siano ulteriormente autorizzati ai sensi dell'art. 70 del D.lgs. n. 193 del 2006.

Secondo quanto previsto dalla presse contenute nel decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 2 agosto è previsto che le strutture autorizzate alla «vendita al dettaglio dei medicinali veterinari» così come previsto dal comma 2 dell'art. 70 del D.lgs. n. 193 del 2006, devono provvedere alla trasmissione telematica delle spese sanitarie sostenute dai cittadini a fini veterinari, per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Quindi a partire dal 2017, le spese veterinarie compariranno per la prima volta nel modello 730 precompilato, in quanto rientrano nelle nuove spese ammesse nel modello dichiarativo precompilato 730/2017.

Spese veterinarie detraibili con lo scontrino parlante.

L’Agenzia delle Entrate con risoluzione n.24 del 27 febbraio 2017, fornisce indicazioni circa la disciplina applicabile per le detrazioni delle spese sostenute per gli animali domestici.

Come specificato nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, per usufruire della detraibilità delle spese veterinarie non è più necessario conservare la prescrizione (ricetta) del veterinario, ma sarà sufficiente conservare lo scontrino parlante che dimostra la spesa sostenuta.

Inoltre viene chiarito che non è rilevante il luogo in cui tali medicinali sono acquistati. Le spese per medicinali di tipo veterinario sono detraibili anche se i medicinali non sono acquistati in farmacia e quindi acquistati ad esempio al supermercato, purché si tratti di strutture autorizzate dal ministro della salute.

Qualora dallo scontrino parlante dovesse risultate un bene non considerato come farmaco, la spesa relativa a tale acquisto non è detraibile.

La risoluzione n. 27 del 27 febbraio 2017, ribadisce che il limite di detrazione delle spese veterinarie dall’IRPEF è del 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno fino ad un importo massimo di 387,34 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro.

Indipendentemente da quanti animali si posseggano, il limite di detraibilità è unico e relativo alle spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

Inoltre, la risoluzione specifica che, oltre alle spese non detraibili già elencate in precedenza, non sono detraibili le spese relative all’acquisto di mangimi speciali anche se prescritti dal veterinario e relativi agli animali da compagnia. Tale scelta dipende dalla circostanza secondo la quale i mangimi speciali non sono considerati farmaci veterinari, ma prodotti alimentari, così come  accade per gli integratori alimentari umani (Cfr. Risoluzione n.396 del 2008).

Detrazione spese veterinarie: come compilare il modello 730.

Chiariamo ora dove inserire le spese veterinarie del 2016 nel modello 730/2017, quindi quale è il rigo da compilare nel quadro E – Oneri e Spese del modello 730.

Nel modello 730 del 2017, la detrazione va indicata nei righi da E8 a E10 – Altre Spese,  che trattano appunto le altre spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%. E va indicata la cifra di spesa sostenuta, aldilà della franchigia e per un massimo di 387,34 euro, come previsto dal TUIR. Il codice da utilizzare è il numero 29.

Le istruzioni del modello 730 dicono che con tale codice vanno indicate le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia o per pratica sportiva. L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 387,34 euro. La detrazione per le spese veterinarie relative all'anno d'imposta 2016 sarà calcolata sulla parte che supera l’importo di 129,11 euro.

Ad esempio, per spese veterinarie sostenute per un totale di 400 euro, nel rigo andranno indicati 387 euro e la detrazione del 19 per cento sarà calcolata poi su un importo di 258 euro. L’importo deve comprendere le erogazioni indicate con il codice 29 nelle annotazioni della Certificazione Unica CU 2017 (ex modello CUD).

Le spese veterinarie non sono invece inserite automaticamente nel 730 precompilato 2017 rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

I documenti giustificativi della detrazione, da presentare al Caf in caso di assistenza nella presentazione del modello 730, sono rappresentati dalle fatture fiscali rilasciate dal professionista ai sensi dell'articolo 21 del DPR n. 633 del 1972, quindi le fatture e le ricevute del veterinario. Per i medicinali prescritti dal veterinario è ammissibile lo scontrino parlante, non è più necessario conservare la copia della ricetta del veterinario con la prescrizione del farmaco.