Uil lavoro: per Luigi Angeletti crisi ancora da superare
Al XV congresso nazionale della Uil, il segretario avverte: bisogna confermare gli ammortizzatori sociali. Anche Napolitano sull'argomento: "è necessaria una particolare attenzione alle generazioni più giovani".
È passata, deve arrivare, c’è e ci sarà ancora. Generalmente sono questi gli schieramenti che dividono politici e persone comuni sullo stato attuale della crisi economica. Chi voleva sostenere i consumi affermava, secondo l’inconsistenza tutta finanziaria e moderna, che il peggio era passato. Eppure, oltre un anno dopo l’Italia sente nelle proteste di disoccupati e cassintegrati le spine di ciò che non dovrebbe essere già più.
Che la crisi continui, perché “epocale”, lo crede invece il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, secondo il quale per il 2010 “sono ancora a rischio più di 200 mila posti di lavoro”. Sulla base di una tale considerazione, nella relazione al XV congresso nazionale del sindacato, Angeletti rivolge l’invito “al governo di proseguire nella politica sin qui realizzata e di mettere in campo tutte le risorse necessarie per governare le crisi aziendali ed evitare un disastro economico e sociale”.
Proprio la presenza economica dello stato avrebbe reso finora il percorso della crisi meno drammatico di quanto invece si poteva rivelare, poiché, “grazie al complesso degli ammortizzatori sociali messi in campo, sono stati evitati circa 400 mila licenziamenti“.
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intevenuto sul tema, registrando le difficoltà incontrate in questi anni nel mondo del lavoro. Proprio a tale proposito “è necessaria una particolare attenzione alle generazioni più giovani che ne sono particolarmente colpite”, nonché “a tutti coloro che si trovano in condizioni di precarietà e di assenza di tutele. Nello stesso tempo si impone uno sforzo straordinario di formazione e riqualificazione professionale e di investimenti pubblici e privati che sostengano efficacemente la ricerca ed i processi di innovazione”.
Danilo Massa