Festività retribuita in busta paga

Il 2 giugno 2018 è la Festa della Fondazione della Repubblica Italiana e quest’anno capita di sabato. Non si tratta di un bel ponte come lo scorso anno ma comunque in un periodo di sole è da sfruttare per una mini vacanza. Ma come viene retribuita la Festività del 2 giugno in busta paga?

Approfondiamo gli aspetti relativi alla retribuzione per questo giorno di festività, visto che trattasi di una festività coincidente con il sabato. E per molti lavoratori, sia impiegati che operai, il sabato non è lavorativo, perché osservano la settimana corta (orario di lavoro dal lunedì al venerdì).

La Festa della Repubblica Italiana è una delle festività nazionali retribuite ed è segnata in rosso sul calendario.

Le altre due sono la Festa della Liberazione del 25 aprile e la Festa del Lavoro del 1 maggio. A reinserire tra le festività nazionali la Festa della Repubblica del 2 giugno è stata la legge n. 336 del 2000.

Per quanto riguarda il diritto alla retribuzione per la giornata festiva del 2 giugno, premettendo che è sempre bene controllare il proprio CCNL in quanto è il contratto collettivo che disciplina la retribuzione delle festività e del lavoro festivo, il pagamento della Festività del 2 giugno 2018, secondo la legge italiana, funziona nel modo descritto di seguito.

Festività del 2 giugno nella busta paga degli operai

Festività del 2 giugno non lavorata: agli operai spetta una giornata pagata in più. Se la festività del 2 giugno non viene lavorata, ossia la Festività viene regolarmente goduta dal lavoratore, e quindi non c’è prestazione lavorativa, ai lavoratori non retribuiti in misura fissa mensile che hanno un orario di lavoro su sei giorni lavorativi, spetta, secondo la Legge n. 260/1949, un trattamento economico pari ad 1/6 della retribuzione settimanale (più precisamente una retribuzione pari ad un numero di ore pari ad 1/6 dell'orario di lavoro settimanale).

Detto in altre parole, ai lavoratori retribuiti ad ore, ossia agli operai, spetta una giornata pagata in più. Quante ore pagate? Quante sono le ore giornaliere previste dal contratto. Quindi ad esempio, se un operaio lavora 40 ore settimanali su 5 giorni lavorativi, gli spetterà una giornata pagata di 8 ore. Se lavora su sei giorni lavorativi, una giornata pagata pari a 6 ore e 40 minuti.

Per gli operai che osservano la settimana corta, ossia orario di lavoro su cinque giorni settimanali, laddove non siano tenuti a lavorare il sabato (es. settimana corta da lunedì al venerdì) e laddove il sabato non è un giorno di riposo settimanale, la festività cadente di sabato non dà diritto ad una giornata pagata in più, essendo il sabato non lavorativo considerato un giorno feriale a zero ore. Questo sempre che il contratto collettivo non preveda la retribuzione per le festività cadenti di sabato.

Per maggiori informazioni vediamo la festività coincidente con il sabato.

Festività del 2 giugno nella busta paga degli impiegati

Festività del 2 giugno 2018 non lavorata: agli impiegati non spetta la retribuzione, se il sabato non è incluso nell'orario lavorativo. Se invece il sabato è incluso nell'orario di lavoro (si pensi a chi lavora dal lunedì al sabato in un orario di lavoro distribuito sui 6 giorni settimanali), agli operai spetta la normale retribuzione, anche in caso di assenza da lavoro.

In ogni caso, a tutti gli impiegati, non spetta una giornata pagata in più (così come avviene per le festività cadenti dal lunedì al sabato) in quanto spetta loro la normale retribuzione. Come per la festività 1 maggio che è capitata di martedì e che quindi essendo infrasettimanale non ha dato diritto ad una giornata pagata in più, la festività del 2 giugno 2018 capita di sabato e quindi per gli impiegati, o per meglio dire, per tutti i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile, non spetta alcun trattamento economico aggiuntivo in quanto tale festività è già compresa nello stipendio.

Detto in altre parole, gli impiegati generalmente prendono lo stipendio fisso mensile (stipendio base, indennità contingenza, eventuale EDR, superminimo, ecc. tutti indicati nella parte alta del cedolino tra gli elementi fissi e continuativi della retribuzione) pagato per 26 giornate al mese (alcuni ricevono 30 giornate al mese) e sempre 26 (0 30) giornate pagate percepiranno, compreso il 2 giugno.

Cosa succederà nella busta paga di giugno 2018 degli impiegati? Che la festività del 2 giugno sarà considerata come pagata e inclusa nelle 26 o 30 giornate retribuite, solo per coloro che lavorano normalmente di sabato. In sostanza non viene pagata una giornata in più, ma viene considerato il 2 giugno come se fosse uno dei 26 o 30 giorni già normalmente retribuiti in busta paga. Alcuni tra l'altro troveranno evidenziata la festività pagata, ma nel seguente modo: 25 giorni pagati più la festività, per un totale sempre di 26 giornate pagate che sono pari allo stipendio mensile normale. Questo perché la festività non è coincidente con la domenica.

Se invece la festività del 2 giugno fosse capitata in coincidenza con la domenica, gli impiegati avrebbero ricevuto una giornata retribuita in più in aggiunta allo stipendio mensile di 26 o 30 giorni retribuiti. E a quanto sarebbe ammontata tale giornata retribuita? Ad 1/26 della retribuzione mensile.

Mentre per gli impiegati che lavorano con la settimana corta, il sabato non è lavorativo e viene considerato un giorno feriale a zero ore (secondo una pronuncia del Ministero del Lavoro del 20 febbraio 2006). E non c'è diritto alla retribuzione, in quanto la retribuzione per la festività è già inclusa nella retribuzione fissa mensile percepita dal lavoratore.

Ovviamente, lo ribadiamo, è sempre bene controllare il proprio CCNL perché potrebbe prevedere una diversa retribuzione delle festività.

Trattamento fiscale e previdenziale

La retribuzione ricevuta per la festività del 2 giugno viene considerata una normale retribuzione sulla quale il lavoratore, nella sua quota a carico del 9,19% trattenuta in busta paga, e il datore di lavoro sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali. Al netto di tali contributi a carico lavoratore, la retribuzione per la Festività del 2 giugno rientra anche nell’imponibile fiscale e quindi viene tassata normalmente come tutti gli altri elementi retributivi percepiti nella busta paga di giugno 2018.

Festività del 2 giugno e assegni familiari

La retribuzione delle festività dà diritto anche agli assegni per il nucleo familiare. Per coloro che lavorano part-time, con un orario inferiore alle 24 ore settimanali, spettano tanti assegni giornalieri per quante sono le giornate lavorate. In ogni caso non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Lavoro festivo: quando la Festività del 2 giugno è lavorata

Affrontiamo ora tutti quei casi in cui il lavoratore è tenuto a lavorare durante la giornata di sabato 2 giugno 2018. Cosa succede in busta paga? Quali sono i suoi diritti?

Quando c’è la prestazione lavorativa durante la festività nazionale, al lavoratore va riconosciuto oltre al compenso spettante sopra descritto, quindi al pagamento delle 26 o 30 giornate per gli impiegati, o al pagamento della giornata in più (1/6 della retribuzione settimanale per gli operai), spetta anche il compenso per le ore lavorate, che è quello previsto dal CCNL per il lavoro festivo. Generalmente spetta un compenso orario incrementato delle maggiorazioni percentuali per lavoro festivo.

Se la prestazione lavorativa è però resa da un impiegato che osserva la settimana corta (lavoro dal lunedì al venerdì, sabato escluso), siccome il sabato non è compreso nell'orario di lavoro, il lavoratore ha diritto alla maggiorazione per lavoro straordinario festivo.

Festività del 2 giugno per i lavoratori in cassa integrazione

Se la Festività del 2 giugno capita durante un periodo di cassa integrazione guadagni, il compenso previsto per tale festività non rientra fra gli elementi integrabili da parte della Cassa perché a carico dell'azienda. E ciò accade per i lavoratori che sono in cassa integrazione guadagni con orario ridotto, cioè quelli che comunque lavorano alcune ore durante la settimana.

Se invece il lavoratore è sospeso perché è in cassa integrazione guadagni a zero ore, la famosa CIG a zero ore, allora il compenso previsto per tale festività non rientra fra gli elementi integrabili da parte della Cassa perché a carico dell’azienda ma solo se si tratta di lavoratori non retribuiti in misura fissa mensile ma in rapporto alle ore (ossia gli operai). E questo se sono sospesi da non più di due settimane.

Questi sopra descritti sono tutti i casi in cui la Festività del 2 giugno, quale festività infrasettimanale, deve essere pagata dall’azienda ai lavoratori in cassa integrazione.

Vediamo ora quando la Festività del 2 giugno è pagata dall’Inps ai lavoratori cassaintegrati.

Il trattamento economico per la Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno è a carico della Cassa e quindi dell’Inps quando i lavoratori sono sospesi a zero ore settimanali (CIG a zero ore), se si tratta di lavoratori retribuiti non in misura fissa mensile ma in rapporto alle ore (ossia gli operai), sospesi da oltre due settimane.

E’ sempre a carico dell’Inps il trattamento economico della Festività del 2 giugno per i lavoratori in cassa integrazione sospesi a zero ore settimanali (CIG a zero ore), se si tratta di lavoratori retribuiti in misura fissa mensile (impiegati) sospesi anche da non più di due settimane.