stipendio base o retribuzione tabellare

Nella busta paga del lavoratore ci sono una serie di voci fisse della retribuzione, indicate nella parte alta del cedolino, che spettano ogni mese in maniera continuativa e che sono determinanti per il calcolo dello stipendio spettante. Si tratta della paga base o minimo tabellare, dell’indennità di contingenza, dell’E.D.R. Sono utili ai fini del computo della paga oraria, dello stipendio giornaliero, del netto in busta paga mensile ed incidono sul calcolo della tredicesima mensilità, della quattordicesima, ma anche sulle maggiorazioni per lavoro notturno, straordinario e festivo.

E’ importante quindi leggere la busta paga e comprendere il funzionamento di queste voci, confrontando le stesse con quanto previsto dal contratto collettivo (CCNL) applicato dal datore di lavoro. Questo per controllare che quanto ricevuto in busta paga sia contrattualmente corretto. Vediamo tutte le informazioni sulla paga base, sull’indennità di contingenza, l’E.D.R., l’E.A.D.R., il terzo elemento e l’E.D.A.R.

Paga base o minimo tabellare

Prima di tutto spieghiamo cosa è la paga base. Si tratta del trattamento minimo spettante al lavoratore, il compenso minimo o la retribuzione spettante sulla base del proprio livello di inquadramento, e la propria mansione. Viene chiamata paga base o minimo tabellare o retribuzione tabellare o stipendio base, ma può essere chiamato anche minimo di retribuzione base, salario o stipendio unico nazionale. E’ la retribuzione di base spettante al lavoratore sulla base del suo livello di inquadramento secondo il CCNL.

L’importo della paga base, infatti, è fissato nei contratti collettivi ed è generalmente stabilito in misura fissa mensile e viene rapportata a giornata o ad ora secondo le norme dei CCNL stessi.

La paga base viene indicata nella parte alta del cedolino tra le gli elementi fissi della retribuzione. E’ infatti una voce retributiva presente in tutte le buste paga del lavoratore. La paga base è lorda non è netta.

Incidenza della paga base sullo stipendio netto. Il minimo tabellare indicato nei CCNL è importante per il calcolo di tutti gli istituti contrattuali collegati alla prestazione lavorativa, ed è base di calcolo per determinare molte voci della retribuzione. La paga base, infatti, è il “compenso” minimo spettante al lavoratore ma è anche l’importo mensile, insieme alle altre voci fisse della retribuzione come l’indennità di contingenza, l’E.D.R., gli eventuali scatti di anzianità, ecc., che determina il valore della retribuzione oraria e giornaliera spettante al lavoratore. Inoltre sulla paga base, e le altre voci fisse, si calcola anche la tredicesima o la quattordicesima mensilità, e la maggiorazione per lavoro notturno, straordinario o festivo. La paga base pertanto è molto importante per il calcolo del netto in busta paga spettante al lavoratore.

Paga base di un impiegato. L’importo indicato in busta paga generalmente nella parte alta del cedolino viene poi parametrato in base all’inquadramento del lavoratore. Nel caso di un impiegato, essendo questi retribuito in maniera fissa per 26 giornate, la paga base mensile viene divisa per il divisore giornaliero 26 per ottenere la retribuzione giornaliera, che viene indicata nella parte centrale del cedolino. L’impiegato infatti riceverà 26 giornate pagate per un importo pari proprio alla paga base.

Paga base oraria di un operaio. Nel caso di un operaio, essendo quest’ultimo retribuito ad ore di lavoro prestate, la paga base può essere anche espressa con un importo di  retribuzione oraria nella parte alta del cedolino. Il datore di lavoro nell’indicare nel libro unico tra le voci fisse questo importo della paga base oraria (e non quella mensile indicata nel CCNL) effettua questa operazione: divide la paga base o trattamento minimo indicato nel CCNL in riferimento al livello di inquadramento del lavoratore (es. operaio 4 livello, operaio 5 livello, ecc.) per il divisore orario, che è sempre indicato nel CCNL (es. paga base operaio metalmeccanico ha un divisore orario di 173).

Paga base dell’apprendista. Il contratto di apprendistato prevede la possibilità di una progressione dell’apprendista su più livelli di inquadramento. Esso può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla figura corrispondente alla qualifica da conseguire al termine del periodo di apprendistato. Ne consegue che la paga base è inferiore e cresce durante lo svolgimento dell’apprendistato. A stabilire la paga base dell’apprendista è il CCNL.

Paga base conglobata. In alcuni contratti collettivi la paga base è conglobata con l’indennità di contingenza, di cui parleremo in seguito.

Paga base nel contratto part-time. Nel contratto a tempo parziale il lavoratore viene inquadrato con un numero di ore settimanali lavorate inferiori alle ore di lavoro a tempo pieno previste dal CCNL (normalmente 40 ore). La paga base del lavoratore è la stessa degli altri lavoratori, ma nel cedolino il lavoratore troverà la paga base nazionale spettante per il suo livello indicata in misura piena, mentre nella parte centrale del cedolino troverà la retribuzione oraria o giornaliera spettante parametrata alla percentuale del part-time che svolge secondo contratto (Es. un contratto part-time di 20 ore, il lavoratore troverà tra gli elementi fissi della retribuzione la paga base nazionale prevista per 40 ore, ma riceverà la retribuzione su una paga oraria o giornaliera calcolata al 50% della paga base, essendo 20 su 40 ore il suo orario settimanale).

Aumenti della paga base per rinnovo CCNL. In tutti i settori e per tutti i contratti collettivi periodicamente ci sono dei rinnovi contrattuali con variazioni in aumento della paga base spettante ai lavoratori.  Al lavoratore spetta sempre l’aumento dello stipendio base, un incremento del minimo tabellare secondo quanto indicato nel rinnovo CCNL. Salvo che le parti, datore di lavoro e lavoratore, non abbiano manifestato una diversa volontà nel contratto individuale di lavoro sottoscritto, l’incremento del trattamento minimo non può determinare assorbimenti di altre voci retributive spettanti. L’incremento della paga base deve spettare in aggiunta alla retribuzione già percepita dal lavoratore.

Quando il rinnovo del CCNL tarda ad arrivare, ai lavoratori in caso di futuro rinnovo, per compensare i mancati aumenti della paga base e non solo, può essere riconosciuta una indennità di vacanza contrattuale.

Paga base e superminimo. In alcuni casi il datore di lavoro e il lavoratore si accordano individualmente per riconoscere una retribuzione superiore al lavoratore rispetto alla paga base indicata nel CCNL in riferimento al livello di inquadramento del lavoratore. Si parla in questo caso del riconoscimento di una somma di denaro fissa a titolo di superminimo individuale. Esso può essere assorbibile, ossia che viene assorbito da futuri aumenti del CCNL.

Pagamento di una retribuzione maggiore rispetto alla paga base. Dal punto di vista giurisprudenziale se un datore di lavoro pretende di ripetere, quindi di chiedere in restituzione, una somma erogata al lavoratore in misura superiore rispetto alle retribuzioni minime previste dal contratto collettivo deve dimostrare che la corresponsione della maggiore retribuzione è frutto di un errore essenziale e riconoscibile dal dipendente stesso. Lo ha stabilito la Cassazione.

Paga base in caso di mansioni superiori. Se il lavoratore viene assegnato temporaneamente a mansioni superiori (ad esempio per sostituzione di un lavoratore assente), al lavoratore compente la differenza tra la paga base del suo livello e quella del lavoratore che ha sostituito. Questo a meno che le mansioni proprie della qualifica del lavoratore sostituto non comprendano anche lo svolgimento di compiti di sostituzione di dipendenti di grado più elevato. Lo stabilisce la Cassazione.

Indennità di contingenza, l’E.D.R. e il terzo elemento

Sull’indennità di contingenza è bene precisare cosa è: trattasi di una voce retributiva che aveva lo scopo di adeguare la retribuzione al costo della vita e il suo importo veniva aggiornato ogni tre mesi. Questo fino a 1991. Da allora, esattamente da 1 novembre 1991, l’indennità di contingenza o scala mobile, è stata congelata ossia viene riconosciuta ai lavoratori ma l’importo è fisso da tanti anni, non viene più incrementato. Questo è frutto di un accordo tra Governo e parti sociali.

Molti contratti collettivi prevedono l’indennità di contingenza indicata nella parte alta della busta paga accanto alla paga base, ma alcuni CCNL, come l’industria metalmeccanica, hanno invece conglobato l’indennità di contingenza, divenuta ormai un importo fisso, nella paga base. Come abbiamo già visto, si tratta a quel punto della paga base conglobata. Per tutto il resto segue tutte le indicazioni già descritte per la paga base in termini di frazionabilità oraria e giornaliera, nonché di incidenza del suo importo nel calcolo della retribuzione oraria, giornaliera e delle maggiorazioni spettanti.

E.D.R. di 10,33 euro. A seguito del congelamento dell’indennità di contingenza, con il Protocollo del 31/7/92, a livello interconfederale, è stato stabilito che ai lavoratori, escluso i dirigenti, spetta l’elemento distinto della retribuzione (E.D.R.)., pari ad un importo di 10,33 euro mensili. Anche l’E.D.R. in alcuni CCNL,, vedi il CCNL commercio, è stato conglobato nella paga base o nell’indennità di contingenza. Per maggiori informazioni vediamo l’EDR in busta paga e il terzo elemento.

Alcuni contratti collettivi aggiungono alle voci fisse della retribuzione anche altri elementi della retribuzione come il terzo elemento, l’E.A.D.R. e l’E.D.A.R.. Si tratta di elementi aggiuntivi dello stipendio fisso spettante che hanno gli stessi riflessi della paga base e dell’indennità di contingenza.

Il terzo elemento è un componente mensile del settore terziario ed è stabilito a livello provinciale e regionale per quanto riguarda l’importo.

L’elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.D.R.) viene erogato al personale non medico delle case di cura (CCNL AIOP ad esempio).

L’elemento distinto e aggiuntivo della retribuzione (E.D.A.R.) viene erogato ai dipendenti delle imprese di pulizia.

Per maggiori informazioni vediamo l’EDR in busta paga e il terzo elemento.