ferie part time commercio

Nel settore commercio spesso i lavoratori sono chiamati a svolgere turni di lavoro che comprendono il lavoro supplementare, il lavoro straordinario oppure il lavoro domenicale, anche notturno. Il contratto collettivo prevede un orario di lavoro articolato su 40 ore settimanali, tranne che per il settore della distribuzione dei carburanti. Ebbene, lo stesso CCNL prevede l’elenco completo delle festività spettanti ai lavoratori ed anche la disciplina del lavoro festivo nel commercio. Molti lavoratori si chiedono se è obbligatorio lavorare di domenica o durante i festivi e quali sono in generale i loro diritti, anche rispetto al loro stipendio.

Occorre quindi affrontare il lavoro festivo nel commercio, dalla normativa al diritto al riposo compensativo, dalla maggiorazione per lavoro festivo spettante in busta paga ai diritti dei lavoratori che hanno un contratto di lavoro part-time.

Lavoro festivo commercio: la normativa e il diritto al riposo compensativo

Chiariamo prima di tutto cosa significa il lavoro festivo nel commercio. E’ bene distinguere il lavoro festivo dal lavoro domenicale, fino a distinguere anche il lavoro prestato nella giornata di riposo settimanale.

Il lavoro domenicale è ovviamente il lavoro prestato durante la giornata di domenica. Ma la domenica può essere anche prevista nell’orario di lavoro del lavoratore.

Il lavoro prestato durante la giornata di riposo settimanale è invece riferibile al caso in cui il lavoratore viene chiamato a lavorare durante il riposo di almeno 24 ore consecutive che spetta per legge al lavoratore ogni 7 giorni e che di regola coincide con la domenica. Come meglio precisato nell’articolo sul riposo settimanale nel commercio, se la prestazione lavorativa avviene durante tale giorno il lavoratore ha diritto ad una giornata di riposo compensativo più la retribuzione maggiorata del 30% per le ore di lavoro effettuate durante la giornata di riposo settimanale.

Il lavoro festivo è invece il lavoro prestato durante una delle giornate indicate dalla legge e dal contratto commercio, ossia il CCNL Terziario Confcommercio, come giornate di festività nazionale e infrasettimanale.

Quali sono le festività nel CCNL Commercio. Le giornate di festività sono indicate dall’art. 142 del contratto commercio e sono le seguenti:

Festività nazionali

1) 25 aprile – Ricorrenza della Liberazione

2) l° maggio – Festa dei lavoratori

3) 2 giugno – Festa della Repubblica (tale festività è stata rispristinata dalla legge 29 novembre 2000, n. 336. La modifica decorre dal 1° giugno 2001)

Festività infrasettimanali

1) il 1° giorno dell'anno

2) l'Epifania

3) il giorno di lunedì dopo Pasqua

4) il 15 agosto – Festa dell'Assunzione

5) il 1° novembre – Ognissanti

6) l'8 dicembre – Immacolata Concezione

7) il 25 dicembre – Natale

8) il 26 dicembre – S. Stefano

9) la solennità del Patrono del luogo ove si svolge il lavoro.

Ebbene, in caso di lavoro svolto durante una di queste festività, al lavoratore spetta la retribuzione per lavoro festivo. Vediamo nel dettaglio, chiarendo prima di tutto se il lavoro festivo è obbligatorio oppure il lavoratore può rifiutarsi.

Obbligo lavoro festivo nel commercio

 

La prima cosa da chiarire è la domanda: “è obbligatorio lavorare nei giorni festivi?”.

La risposta è che il lavoratore per non rischiare la perdita del posto di lavoro o comunque per non intaccare il rapporto di fiducia e collaborazione con il datore di lavoro, tende ad accettare il lavoro festivo, soprattutto nel settore commercio.

Ma occorre sapere che il lavoro festivo non è obbligatorio. Per il lavoro festivo, infatti, è sempre necessario il consenso del lavoratore, il quale ha un diritto assoluto di astensione al lavoro durante le festività. Lo ha stabilito la Cassazione che ha condannato un datore di lavoro che aveva irrogato una sanzione disciplinare ad una lavoratrice che si era rifiutata di lavorare durante le festività natalizie. Per maggiori informazioni ecco la sentenza sul lavoro festivo non obbligatorio.

Lavoro festivo commercio: la retribuzione

Chiarito quali sono le giornate di festività previste dal contratto commercio, chiarito inoltre che il lavoro prestato durante le festività non sarebbe obbligatorio, ma è necessario il consenso del lavoratore, è bene precisare che come ben sottolineato nell’articolo che riguarda le festività nel commercio, in caso di assenza da lavoro del lavoratore durante tali festività, il lavoratore ha diritto alla normale retribuzione, quindi alla giornata normalmente pagata anche se si è assentato da lavoro.

Discorso completamente diverso è quando il lavoratore presta la propria opera lavorativa durante la festività e quindi si configura il diritto alla retribuzione maggiorata per delle ore di lavoro festivo svolte.

Il lavoratore che decide di accettare volontariamente di svolgere del lavoro festivo, ha quindi diritto ad una retribuzione oraria più alta per le ore di lavoro prestate durante la festività.

A chiarire quale è la maggiorazione spettante per lavoro festivo è l’art. 143 del CCNL Commercio che stabilisce la retribuzione prestazioni festive:

 

Le ore di lavoro, a qualsiasi titolo richieste, prestate nei giorni festivi indicati nel precedente art. 142, dovranno essere compensate come lavoro straordinario festivo nella misura e con le modalità previste dagli artt. 137 e 198 di questo stesso contratto”.

Quando il CCNL parla di art. 142, si riferisce all’elenco delle festività che sopra abbiamo riportato. Per tali festività spetta quindi il compenso per lavoro straordinario festivo e per definirne l’entità il CCNL rimanda all’art. 137. Tale articolo disciplina la maggiorazione per lavoro straordinario, chiarendo prima di tutto che al lavoratore, spettano le maggiorazioni del 15% per le eventuali prestazioni di lavoro straordinario dalla 41a alla 48a ora settimanale e del 20% (venti per cento) per le prestazioni di lavoro straordinario eccedenti la 48a ora settimanale, poi stabilendo che “le ore straordinarie di lavoro prestato nei giorni festivi o la domenica verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 195 e con la maggiorazione del 30% (trenta per cento) sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 193”.

Al lavoratore quindi spetta la maggiorazione del 30% per il lavoro festivo che viene considerato equiparato al lavoro straordinario festivo.

Calcolo maggiorazione per lavoro festivo

L’art. 195 citato per il calcolo della retribuzione della maggiorazione per la festività lavorata fa riferimento alla retribuzione di fatto, che “è costituita dalle voci di cui al precedente art. 193 nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge”.

L’art. 193 stabilisce invece la normale retribuzione del lavoratore che è costituita dalle seguenti voci:

a) paga base nazionale conglobata;

b) indennità di contingenza;

c) terzi elementi nazionali o provinciali ove esistenti;

d) eventuali scatti di anzianità per gli aventi diritto ai sensi del precedente art.192;

e) altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva.

Quindi per calcolare a quanto ammonta la retribuzione per una giornata di festività lavorata nel commercio, bisogna prendere il normale stipendio che si trova nella parte alta del cedolino paga (la sommatoria di paga base, contingenza, scatti di anzianità e tutti gli elementi fissi e continuativi della retribuzione), dividerlo per il divisore orario che è 168 per chi ha un orario di lavoro di 40 ore settimanali e si ottiene così la retribuzione oraria spettante, che andrà maggiorata del 30%.

Il calcolo della maggiorazione oraria per lavoro festivo per ogni livello del CCNL, tenendo conto di un lavoratore full-time senza scatti di anzianità (primi 3 anni di attività) e altri elementi è il seguente:

  • 3,9661 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 17,18623 euro all’ora di lavoro festivo per I livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 2.220,99 euro, di cui 1.683,47 euro come paga base, 537,52 euro come contingenza + EDR per il I livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 2.220,99 euro diviso 168 = 13,22018 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al primo livello);
  • 3,5513 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 15,38898 euro all’ora di lavoro festivo per II livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 1.988,73 euro, di cui 1.456,19 euro come paga base, 532,54 euro come contingenza + EDR per il II livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.998,73 euro diviso 168 = 11,83768 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al secondo livello);
  • 3,16525 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 13,71608 euro all’ora di lavoro festivo per III livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 772,54 euro, di cui 1.244,64 euro come paga base, 527,90 euro come contingenza + EDR per il III livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.772,54 euro diviso 168 = 10,55083 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al terzo livello);
  • 2,858357 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 12,38621 euro all’ora di lavoro festivo per IV livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 600,68 euro, di cui 1.076,46 euro come paga base, 524,22 euro come contingenza + EDR per il IV livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.600,68 euro diviso 168 = 9,527857 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al quarto livello);
  • 2,668714 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 11,56443 euro all’ora di lavoro festivo per V livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 494,48 euro, di cui 972,54 euro come paga base, 521,94 euro come contingenza + EDR per il V livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.494,48 euro diviso 168 = 8,895714 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al quinto livello);
  • 2,487339 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 10,77847 euro all’ora di lavoro festivo per VI livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 392,91 euro, di cui 873,15 euro come paga base, 519,76 euro come contingenza + EDR per il VI livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.392,91 euro diviso 168 = 8,291131 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al sesto livello);
  • 2,268214 euro di maggiorazione oraria per lavoro festivo e 9,828929 euro all’ora di lavoro festivo per VII livello, in quanto lo stipendio totale mensile è di 270,20 euro, di cui 747,53 euro come paga base, 517,51 euro come contingenza + EDR, 5,16 euro come altri elementi per il VII livello, e pertanto la retribuzione oraria è pari a 1.270,20 euro diviso 168 = 7,560714 euro e su di essa va calcolato il 30% di maggiorazione (lavoratori inquadrati al settimo livello).

Il calcolo di cui sopra cambia al momento in cui al lavoratore spettano gli scatti di anzianità o altri elementi retributivi tipo il superminimo assorbibile. Basterà aggiungere allo stipendio totale mensile l’ammontare degli scatti di anzianità o altri elementi aggiuntivi e poi dividere per 168 per ottenere la retribuzione oraria alla quale poi applicare una maggiorazione del 30%.

 

 

 

 

 

Lavoro supplementare festivo contratto part-time commercio

E’ ora il caso di parlare del calcolo della maggiorazione lavoro festivo in caso di contratto part-time commercio. Molti lavoratori sono inquadrati con un contratto a tempo parziale, quindi con un orario di lavoro ridotto rispetto all’orario normale di lavoro che nel settore commercio è di 40 ore settimanali. Occorre quindi capire come funziona per il lavoro supplementare festivo nel commercio.

Occorre innanzitutto precisare la differenza tra lavoro straordinario, lavoro festivo e lavoro supplementare, lo facciamo con un esempio. In caso di part-time a 20 ore settimanali, si parla di lavoro supplementare quando il datore di lavoro chiama al lavoro il lavoratore a tempo parziale dalla 21esima alla 40esima ora settimanale. Si parla di lavoro straordinario quando il lavoratore svolge prestazioni lavorative oltre la 40esima ora settimanale. Si parla di lavoro festivo quando tali ore sono prestate durante una festività.

Ora occorre risolvere un problema, visto che le maggiorazioni sono le seguenti:

  • Lavoro supplementare – maggiorazione del 35%;
  • Lavoro straordinario da 41esima a alla 48esima ora – maggiorazione del 15%;
  • Lavoro straordinario oltre la 48esima ora – maggiorazione del 20%;
  • Lavoro festivo – maggiorazione del 30%.

Trascurando l’ipotesi residuale che il lavoratore part-time svolge un lavoro straordinario (oltre la 40esima ora), ma ipotizzando molto più semplicemente un lavoratore a 20 ore settimanali chiamato a lavorare durante una festività per 4 ore e quindi che lavora in quella settimana 24 ore settimanali e non 20 ore settimanali. Cosa spetta, lavoro festivo con maggiorazione al 30% o lavoro supplementare con maggiorazione al 35%? La risposta è che nel caso in questione è consigliabile erogare la maggiorazione più alta, per lavoro supplementare.

A proposito di calcolo della maggiorazione per lavoro supplementare al 35%, l’articolo 84 del CCNL stabilisce che “Le ore di lavoro supplementare verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 195, secondo le modalità previste dall'art. 198, lettera a), e la maggiorazione forfettariamente e convenzionalmente determinata nella misura del 35%, comprensiva di tutti gli istituti differiti, ivi compreso il trattamento di fine rapporto, da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 195”.

L’articolo 198 lettera a) stabilisce che il divisore orario è 168 e quindi il calcolo va impostato come sopra previsto per la maggiorazione del 30% per lavoro festivo, ovviamente tenendo conto che la percentuale di maggiorazione è del 35%.

 

 

 

Lavoro festivo notturno nel commercio

Un altro caso particolare si configura quando il lavoro festivo è prestato nelle ore notturne. Anche in questo caso c’è da verificare se si applica la maggiorazione per lavoro festivo al 30% oppure la maggiorazione per lavoro straordinario notturno, che ai sensi dell’art. 137 del contratto commercio è del 50%:

Le ore straordinarie di lavoro prestate per la notte – intendendosi per tali quelle effettuate dalle ore 22 alle 6 del mattino, sempre che non si tratti di turni regolari di servizio – verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 195 e con la maggiorazione del 50% (cinquanta per cento) sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 193”.

Ebbene, se il lavoratore svolge prestazioni di lavoro festivo notturno che eccedono l’orario di lavoro normale (per intenderci se il lavoratore full-time svolte lavoro festivo notturno in aggiunta alle 40 ore settimanali) a quel punto scatta il diritto allo straordinario notturno che è da preferire al diritto alla maggiorazione per lavoro festivo. Pertanto al lavoratore spetta una maggiorazione del 50% per le ore notturne (dalle 22 alle ore 6), anziché la maggiorazione per lavoro festivo del 30%.