730 congiunto marito e moglie

Ogni anno i contribuenti che posseggono dei redditi devono presentare la dichiarazione dei redditi (tranne per i casi di esonero). La più diffusa delle dichiarazioni fiscali è il modello 730. La presentazione può essere effettuata anche con un 730 congiunto, cioè in una unica dichiarazione presentata da marito e moglie. Analizziamo nel dettaglio quando è possibile presentare il modello 730 2015 congiunto ed i vantaggi del 730 congiunto ossia quando conviene ai coniugi utilizzare questa facoltà.

Il modello 730 congiunto può essere presentato dai coniugi che possiedono i seguenti redditi: da lavoro dipendente, assimilati a quelli di lavoro dipendente, redditi dei terreni e fabbricati, redditi di capitale, di lavoro autonomo ed alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata. E la condizione è che almeno uno dei due coniugi sia nella condizione di poter utilizzare il modello 730. In seguito indichiamo l’elenco completo di chi può presentare il modello 730 e quindi anche la dichiarazione congiunta spuntando l’apposita casella nel frontespizio relativo al contribuente.

La dichiarazione non può essere presentata in forma congiunta, se si presenta per conto di persone incapaci, compreso i minori, e nel caso di decesso di uno di coniugi. Inoltre la dichiarazione congiunta non è consentita ai conviventi, perché è rivolta esclusivamente ai coniugi.

La dichiarazione congiunta di marito e moglie non è un obbligo ma una facoltà che il Fisco concede ai coniugi. Di fatto permette ai due coniugi di presentare un unico modello 730, cioè due dichiarazioni dei redditi in una. Si tratta però di due dichiarazioni distinte, nel senso che i redditi dei due coniugi non si sommano.  Inoltre ai fini della presentazione della dichiarazione congiunta non è vincolante la comunione o la separazione dei beni.

Non c’è alcuna differenza economica nel presentare la dichiarazione in maniera congiunta, però tra i vantaggi della dichiarazione congiunta c’è la possibilità di avvalersi di una sola consulenza fiscale da parte del CAF o professionista abilitato a cui si ci è rivolti per la compilazione del modello 730 congiunto e pertanto c’è il vantaggio economico di pagare una sola consulenza fiscale al CAF o professionista. Nel caso in cui il modello 730 congiunto viene presentato al CAF o professionista abilitato già compilato, non bisogna pagare alcun compenso.

730 congiunto o singolo? Il vantaggio principale della dichiarazione congiunta, del modello 730 congiunto è la possibilità per il coniuge che non abbia il sostituto d’imposta (datore di lavoro) di avvalersi del sostituto d’imposta dell’altro coniuge. Ciò consente di recuperare gli eventuali rimborsi di imposte a credito o di pagare le imposte a debito direttamente nella busta paga del proprio coniuge.

Si tratta di una presentazione del modello 730 in un solo modello, ma con all’interno due dichiarazioni, una per coniuge in maniera disgiunta, con i calcoli dell’Irpef e delle altre imposte separati per ognuno dei coniugi. I risultati della dichiarazione dei redditi del marito e della moglie, distinti tra di loro, confluiranno poi in una unica compensazione tra debiti o crediti dell’uno e dell’altro coniuge.

La convenienza nel presentare il modello 730 congiunto sta nell’utilizzare appunto un solo sostituto d’imposta di marito o moglie attraverso il quale compensare le imposte di entrambi e recuperare i rimborsi o pagare le imposte ancora dovute nella busta paga del coniuge scelto come dichiarante.

Per quanto riguarda le modalità di compilazione del modello 730, per presentare la dichiarazione congiunta è necessario che il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure il coniuge che viene scelto per effettuare i conguagli d’imposta, sia indicato come dichiarante.

Quindi nel modello 730, nella prima pagina relativa ai dati del contribuente, dovrà essere spuntato “dichiarante” e “dichiarazione congiunta” nella dichiarazione del coniuge che ha il datore di lavoro attraverso il quale si vuole effettuare il conguaglio (o recuperare i rimborsi d’imposta o pagare le ulteriori imposte in busta paga). Mentre nella dichiarazione dell’altro coniuge, che non si avvale del sostituto d’imposta o sul quale non si vuole far transitare il conguaglio, dovrà essere spuntato “coniuge dichiarante”.

730 congiunto: quale è la scadenza di presentazione? Il 730 precompilato o ordinario congiunto deve essere presentato entro il 7 luglio, sia nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle entrate sia nel caso di presentazione al sostituto d’imposta oppure al Caf o al professionista. I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

Il 730 congiunto è online nel 2016, infatti è possibile presentarlo anche per il tramite del servizio offerto dall'Agenzia delle Entrate del 730 precompilato in forma congiunta.

Le istruzioni sulla dichiarazione congiunta nel modello 730 2016

Nelle istruzioni del modello 730 2016 relativo ai redditi 2015 sulla dichiarazione congiunta è precisato che "Se entrambi i coniugi possiedono solo redditi indicati nel precedente paragrafo “Chi può presentare il modello 730” e almeno uno dei due può utilizzare il modello 730, i coniugi possono presentare il modello 730 in forma congiunta.

Non è possibile utilizzare la forma congiunta se si presenta la dichiarazione per conto di persone incapaci, compresi i minori e nel casodi decesso di uno dei coniugi avvenuto prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nella dichiarazione congiunta va indicato come “dichiarante” il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure quello scelto per effettuare i conguagli d’imposta negli altri casi".

Chi può presentare il modello 730: “Possono utilizzare il Mod. 730 i contribuenti che nel 2015 sono:

  • pensionati o lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori italiani che operano all'estero per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale definita annualmente con apposito decreto ministeriale);
  • persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (es. integrazioni salariali, indennità di mobilità);
  • soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);
  • persone impegnate in lavori socialmente utili;lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno. Questi contribuenti possono rivolgersi: al sostituto d’imposta, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio 2015; a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio 2015 e si conoscono i dati del sostituto d’imposta che dovrà effettuare il conguaglio;
  • personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato, che si può rivolgere al sostituto d’imposta o a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell’anno 2014 al mese di giugno dell’anno 2015;
  • lavoratori che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa (art. 50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR) almeno nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio 2015 e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, presentando il Mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato;
  • produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), IRAP e IVA.

Possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario i contribuenti che nel 2015 hanno percepito:

  • redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (es. co.co.co. e contratti di lavoro a progetto);
  • redditi dei terreni e dei fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
  • redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata, indicati nella sezione II del quadro D.

La dichiarazione può essere presentata in forma congiunta, si ripete, quando entrambi i coniugi possiedono esclusivamente redditi indicati e almeno uno dei due può utilizzare il Mod. 730.

Mod. 730 dipendenti senza sostituto. La presentazione del modello 730 è stata consentita anche ai disoccupati, quindi i lavoratori che sono in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, i contribuenti che nel 2014 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2016 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio. Anche questi contribuenti possono presentare un modello 730 congiunto con quello del coniuge, se ovviamente il coniuge possiede uno dei redditi sopra elencati.

Niente 730 congiunto per chi è obbligato a presentare il modello Unico PF Persone fisiche. Coloro che sono obbligati a presentare il modello Unico PF 2016 e non possono utilizzare il modello 730, non possono di conseguenza presentare il modello 730 congiunto. Si tratta tra gli altri di coloro che nel 2015 hanno posseduto redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione, sono titolari di partita Iva con redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta appunto  la partita IVA, oppure che devono devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, Mod. 770 ordinario e semplificato (sostituti d’imposta) oppure che nel 2015 e/o nel 2016 non sono residenti in Italia.

Come dichiarare le spese sanitarie nel 730 congiunto

I coniugi, marito e moglie, possono presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta ma è bene chiarire in alcuni casi, come le spese sanitarie o spese mediche detraibili come comportarsi, soprattutto se la spesa riguarda i figli.
Per quanto riguarda il 730 congiunto e le spese mediche, va detto che la spesa medica sostenuta in favore dei figli spetta in misura percentuale del 50% per ogni coniuge. Questo a meno che una diversa percentuale non è annotata sul documento di spesa (la fattura del medico). Se invece la fattura medica è intestata ad un solo genitore, la detrazione spetta al solo genitore intestatario.

Nel caso di 730 congiunto può essere una buona operazione riportare per intero le spese sanitarie in capo al coniuge con il reddito più alto oppure con una maggiore Irpef da detrarre, soprattutto se l’altro coniuge rischia di essere incapiente.

Va comunque ribadito che tutte le spese detraibili sostenute dai coniugi vengono trattate nel 730 congiunto in base alla singola posizione fiscale.

Rimborsi, trattenute e pagamenti con il 730 congiunto

Come già precisato, nella dichiarazione congiunta va indicato come “dichiarante” il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure quello scelto per effettuare i conguagli d’imposta negli altri casi".

Quindi il saldo e gli acconti del coniuge, nonché tutti i calcoli relativi alla posizione fiscale dei due coniugi viene elaborata in maniera separata (ossia ognuno ha la propria posizione fiscale) ma liquidazione delle imposte è unica. Quindi anche il credito o debito Irpef ed addizionali.

730 congiunto: a chi va il rimborso?

A partire dalla retribuzione di competenza del mese di luglio (busta paga di luglio), il datore di lavoro o l’ente pensionistico (del coniuge scelto dichiarante nel 730 precompilato) deve effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca o trattenere le somme o le rate (se è stata richiesta la rateizzazione), dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all’Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20 per cento su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef.

Il sostituto d’imposta non esegue il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l’importo che risulta dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.

Per i pensionati queste operazioni sono effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre (anche se è stata richiesta la rateizzazione). Se la retribuzione erogata nel mese è insufficiente, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza, sarà trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo d’imposta.

Nel caso di presentazione del modello 730 direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza

rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate oppure determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal 7 luglio (oppure entro quattro mesi dalla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio).

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate (con le stesse modalità, di seguito descritte, previste nel caso di 730 presentato dai contribuenti privi di sostituto d’imposta) entro il sesto mese successivo al 7 luglio (oppure entro il sesto mese successivo alla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio).

I controlli preventivi non vengono effettuati se il modello 730 è stato presentato tramite un Caf o un professionista abilitato, tenuto all’apposizione del visto di conformità, oppure se il 730 precompilato è stato presentato senza modifiche, direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta.

A novembre  viene effettuata la trattenuta delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto relativo all’Irpef e alla cedolare secca.