Modello Cud

(UPDATE – Aggiornamento 16 aprile 2014) – Il datore di lavoro o l'ente previdenziale, ai sensi dell’art. 4 comma 6 quater del D.P.R. 332/98 è tenuto a consegnare il modello CUD, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti (es. Modello Cud 2014 relativo ai redditi del 2013). Sulla base di questa disposizione, il datore di lavoro entro tale data è anche tenuto ad effettuare il conguaglio fiscale, che normalmente viene effettuato a fine anno, tenuto conto della comunicazione relativa alle detrazioni fiscali.

L’importanza dei dati nel modello Cud. Il modello CUD è un documento fondamentale per il lavoratore dipendente o parasubordinato che lo riceve. Contiene tutta la situazione fiscale e previdenziale del lavoratore, relativamente all’anno appena concluso e relativamente al rapporto di lavoro con la società che lo rilascia. Riveste particolare importanza sia perché nel CUD è indicato il reddito imponibile fiscale, sul quale sono state calcolate le imposte, ed il reddito imponibile previdenziale, sul quale sono state calcolati i contributi poi versati, sia perché sono indicate nel modello CUD le cifre relative alle imposte trattenute e versate dal datore di lavoro (Irpef e addizionali regionali e comunali) ed anche le cifre relative ai contributi previdenziali a carico del lavoratore. E’ inoltre indicato anche il trattamento di fine rapporto (TFR) maturato fino a quel momento.

Il  modello CUD può essere consegnato in formato cartaceo ma anche in formato elettronico, ed in questo ultimo caso il datore di lavoro deve accertarsi della possibilità di ricezione e stampa del CUD da parte del lavoratore.

Mancata consegna del modello CUD. In caso di mancata consegna del modello CUD da parte del datore di lavoro al proprio dipendente, ai sensi dell’art. 11 comma 1 del D. Lgs. 471/97, il sostituto di imposta viene punito con una sanzione amministrativa da €258,23 a € 2.065,83. E tale sanzione viene applicata anche nel caso di una certificazione incompleta o con dati non veritieri.

Richiedete il modello Cud al datore di lavoro. Essendo la certificazione CUD un documento necessario anche per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno, nel caso vi sia un notevole ritardo, è consigliabile spedire una raccomandata al datore di lavoro per richiedere la consegna del modello CUD facendo presente che nel caso la richiesta non sia evasa, si provvederà a denunciare la violazione all’Agenzia delle Entrate competente territorialmente.

Va inteso che il dipendente (o assimilato al dipendente o pensionato) che nell’anno ha percepito soltanto i redditi riportati nel modello CUD, è esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico), a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte. Vediamo nei dettagli i casi in cui vi è l’esonero.

Ma essendo determinante la  condizione posta dall’Agenzia delle entrate relativa al “corretto conguaglio delle imposte” da parte del datore di lavoro, va controllato il rispetto della normativa fiscale da parte del datore di lavoro, facendosi consegnare il modello CUD che appunto certifica l’applicazione corretta delle aliquote fiscali in base al reddito imponibile annuo, l’applicazione delle detrazioni ed il versamento all’Agenzia delle Entrate delle ritenute irpef trattenute dal datore in busta paga. E’ sempre bene controllare le voci più importanti del modello CUD, vediamo l’approfondimento relativo a cosa contiene il CUD.