Periodo di prova contratto telecomunicazioni

Il periodo di prova nel contratto Telecomunicazioni può avere una durata massima da tre mesi a sei mesi, in base al livello di inquadramento del lavoratore. Il CCNL Telecomunicazioni all'art. 15 prevede infatti la definizione del periodo di prova e dei diritti retribuitivi ed in termini di preavviso di azienda e lavoratori.

L'art. 15 del contratto Telecomunicazioni, conosciuto anche come CCNL TLC, stabilisce il periodo di prova in questo modo:

"Il lavoratore assunto in servizio può essere soggetto ad un periodo di prova non superiore a mesi sei per i lavoratori dei livelli di classificazione 7°, 6° e 5° ed a mesi tre per i lavoratori degli altri livelli.

Non sono ammesse né la protrazione né la rinnovazione del periodo di prova, salvo giustificata assenza dovuta a malattia o infortunio, nei quali casi il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova stesso, qualora sia in grado di riprendere il servizio entro tre mesi.

Nel corso del periodo di prova la risoluzione del rapporto di lavoro può aver luogo in qualsiasi momento ad iniziativa di ciascuna delle due parti e non fa ricorrere il reciproco obbligo del preavviso né della relativa indennità sostitutiva.

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova, la retribuzione verrà corrisposta per il solo periodo di servizio prestato".

Periodo di prova CCNL TLC

Sulla base di quanto previsto dal CCNL i periodi di prova possono avere una durata massima di:

  • tre mesi per il primo, secondo, terzo e quarto livello CCNL Telecomunicazioni;
  • sei mesi per il quinto, sesto e settimo livello CCNL Telecomunicazioni.

Il periodo di prova decorre dalla data di assunzione ed è pari al periodo indicato nel contratto individuale di lavoro stipulato dal lavoratore ed il datore di lavoro. Il CCNL, infatti, definisce, il periodo massimo del periodo di prova che può essere inserito, ma quel che conta è il patto di prova tra le parti, che può prevede un periodo di prova inferiore al periodo massimo stabilito dal contratto Telecomunicazioni. Non è possibile, invece, indicare un patto di prova superiore.

O per meglio dire, la clausola del contratto individuale che preveda un periodo di prova più lungo rispetto al CCNL, fermo il limite massimo di 6 mesi ai sensi dell'arti colo 1 della Legge 604/1966, è legittima solo per mansioni di particolare complessità. E l'onere della prova è in capo al datore di lavoro, riguardo all'esigenza di indicare un periodo di prova maggiore.

Il periodo di prova nel CCNL Telecomunicazioni è da ritenersi in giorni di calendario, non essendo stata indicata dalle parti una modalità di calcolo differente (esempio giorni retribuiti).

Periodo di prova prolungato solo per malattia o infortunio

Il periodo di prova è un patto tra le parti con il quale lavoratore e datore di lavoro volontariamente concordano che la definitiva instaurazione del rapporto di lavoro sia condizionata ad un periodo di prova nelle mansioni oggetto del contratto. Laddove il lavoratore sia adibito a mansioni ulteriori, soprattutto se mansioni superiori, il recesso datoriale durante il periodo di prova può essere illegittimo.

Il periodo di prova per il lavoratore ha lo scopo di valutare l'esperienza lavorativa offerta, mentre per il datore di lavoro di valutare le competenze e le effettive capacità del lavoratore, la sua attitudine a ben integrarsi nel contesto produttivo aziendale e con gli altri lavoratori. Pertanto, il periodo di prova deve essere espletato sulla mansione indicata nel contratto di lavoro.

Il contratto collettivo del settore telecomunicazioni, in tal senso, prevede un divieto specifico alla protrazione e rinnovazione del periodo di prova, ritenendo legittimo un prolungamento del periodo di prova solo in caso di giustificata assenza dovuta a malattia o infortunio.

Il contratto collettivo indica poi un termine di tre mesi per rientrare in servizio per completare il periodo di prova.

Le altre assenze da lavoro non interrompono il periodo di prova, in quanto il periodo di prova nel CCNL Telecomunicazioni non è specificamente parametrato su di un computo in base al periodo di servizio effettivo. Pertanto, il decorso del periodo di prova avviene anche quando non vi è la prestazione lavorativa per ferie, permessi, gravidanza e in tutte le ipotesi diverse dalla malattia o infortunio, che sono le uniche assenze per le quali è ammesso il prolungamento del periodo di prova.

Recesso durante il periodo di prova senza preavviso

Nel CCNL Telecomunicazioni, come per gli altri contratti collettivi, viene stabilito che le passi possono risolvere il contratto di lavoro in qualsiasi momento, quindi sia datore di lavoro che lavoratore possono interrompere il contratto e tale decisione non fa ricorrere il reciproco obbligo di preavviso né il riconoscimento all'altra parte dell'indennità sostitutiva del preavviso. 

Il CCNL TLC prevede, giustamente, che in caso di risoluzione del contratto di lavoro, sia per decisione del lavoratore che del datore di lavoro, il lavoratore ha diritto alla normale retribuzione, parametrata al livello di inquadramento (anche in caso di apprendistato) e per il periodo di servizio prestato, che è quindi va dalla data di assunzione alla data dell'ultimo giorno di lavoro.