Preavviso nel contratto commercio

I lavoratori del settore commercio in caso di dimissioni sono tenuti ad osservare un termine di preavviso stabilito nel CCNL commercio. Analogamente, in caso di licenziamento, i datori di lavoro sono tenuti concedere il periodo di preavviso al lavoratore prima dell’ultimo giorno di lavoro indicato nella lettera di licenziamento.

Entrambe le parti sono quindi obbligate dalla legge, e più precisamente dall’art. 2118 del codice civile, e dal contratto del commercio, a concedere all’altra parte, in caso di recesso, un termine di preavviso, ossia un periodo congruo di tempo per organizzarsi visto l’insorgenza della risoluzione del rapporto di lavoro.

Il preavviso va concesso sia in caso di dimissioni che di licenziamento. Le disposizioni del contratto commercio riguardano sia coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato che un contratto di apprendistato. Diverso è il discorso per chi intende informarsi sul preavviso nel commercio per il tempo determinato.

In caso di inosservanza dei termini di preavviso, scatta il diritto, per l’altra parte, all’indennità sostitutiva del preavviso che si concretizza, nel caso di licenziamento senza preavviso, in una indennità che spetta in busta paga al lavoratore; mentre nel caso di dimissioni senza osservanza del periodo di preavviso, in una trattenuta in busta paga pari all’indennità sostitutiva del preavviso prevista dal CCNL.

Vediamo quindi quali sono i termini di preavviso nel CCNL Commercio e più precisamente nel CCNL Terziario, Distribuzioni e Servizi Confcommercio e quale è e come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso nel caso il rapporto di lavoro termini prima che sia stato osservato quest’ultimo periodo di preavviso.

 

Preavviso licenziamento contratto commercio

La prima cosa da precisare che i termini di preavviso riguardano il recesso, quindi la dimissione del lavoratore o licenziamento del datore di lavoro, da un contratto a tempo indeterminato. Per l'apprendista c'è una norma a parte, così come per il tempo determinato, che vedremo.

Il contratto collettivo fa una distinzione tra licenziamento e dimissione.

In caso di licenziamento i termini di preavviso che il datore deve concedere per cessare il rapporto di lavoro sono maggiori. 

Per tale CCNL i termini di preavviso del contratto commercio in caso di licenziamento sono disciplinati dall’art. 234 del CCNL:

I termini di preavviso, a decorrere dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese, sono stabiliti in base all’anzianità di servizio (rilevabile in busta paga). Pertanto tutti i termini di preavviso che ora elenchiamo possono essere superiori nel conteggio effettivo perché partono dal giorno 1 o dal giorno 16 del mese. In seguito vedremo il calcolo.

Preavviso licenziamento – Fino a cinque anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 60 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 30 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 20 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 15 giorni di calendario.

Preavviso licenziamento – Oltre cinque anni e fino a dieci anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 90 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 45 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 30 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 2o giorni di calendario.

Preavviso licenziamento – Oltre dieci anni e fino a dieci anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 120 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 60 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 45 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 2o giorni di calendario.

Molti lavoratori cercano sul web i termini di preavviso per il 2° livello, 3° livello, 4° livello e 5° livello del commercio, probabilmente intenzionati a capire se il licenziamento dà loro diritto all'indennità sostitutiva del preavviso. Per valutare questa cosa, i termini di cui sopra sono indicativi, ma bisogna poi considerare le modalità di calcolo. Se invece il lavoratore che si interessa ai termini di preavviso per la propria dimissione deve osservare i termini che ora dettaglieremo e non quelli appena descritti.

Preavviso dimissioni contratto Commercio

I termini di preavviso in caso di dimissioni sono cambiati dall'accordo di rinnovo del 26 febbraio 2011. Le dimissioni telematiche obbligano il lavoratore a trasmettere le proprie dimissioni tramite un PIN dispositivo, se posseduto, o tramite Patronati, Consulenti del Lavoro, Caf, ecc. Ma occorre star attenti alla decorrenza della dimissione (primo giorno di non lavoro) considerando i termini di preavviso.

Per tale CCNL i termini di preavviso del contratto commercio in caso di dimissioni volontarie sono disciplinati dall’art. 241 del CCNL.

In caso di dimissioni, sarà corrisposto al lavoratore dimissionario il trattamento di fine rapporto di cui all'art. 236.

Anche in questo caso occorre fare attenzione che, secondo il CCNL, "i termini di preavviso decorrono dal giorno 1° o dal giorno 16° di ciascun mese", quindi, ripetiamo, occorre fare attenzione alla data dell'ultimo giorno di lavoro (data di decorrenza è il giorno dopo) indicata nelle dimissioni telematiche.

Preavviso dimissioni commercio – Fino a cinque anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 45 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 20 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 15 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 1o giorni di calendario.

Preavviso dimissioni commercio – Oltre cinque anni e fino a dieci anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 60 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 30 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 20 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 15 giorni di calendario.

Preavviso dimissioni commercio – Oltre dieci anni e fino a dieci anni di servizio compiuti:

  • Quadri e 1° livello: 90 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 45 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 30giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 15 giorni di calendario.

Ove il dipendente non abbia dato il preavviso, il datore di lavoro ha facoltà di ritenergli dalle competenze nette una somma pari all’importo della retribuzione di fatto di cui all’art. 195 corrispondente ai periodi di cui al comma precedente, comprensiva dei ratei di 13^ e 14^ mensilità.

Su richiesta del dimissionario, il datore di lavoro può rinunciare al preavviso, facendo in tal caso cessare subito il rapporto di lavoro. Ove invece il datore di lavoro intenda di sua iniziativa far cessare il rapporto prima della scadenza del preavviso, ne avrà facoltà, ma dovrà corrispondere al lavoratore l’indennità sostitutiva nelle misure di cui al comma precedente per il periodo di anticipata risoluzione del rapporto di lavoro.

Calcolo decorrenza e giorni di preavviso e di calendario

Sono due gli aspetti importanti ora da capire. Una volta individuato il termine del preavviso da riconoscere al datore di lavoro in caso di dimissioni o al lavoratore in caso di licenziamento, bisogna capire come conteggiare i giorni di calendario del termine del preavviso.

Come si calcolano i giorni di preavviso nel contratto commercio. Prima di tutto va detto che l’articolo del CCNL prevede che la decorrenza sia dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese.

Esempio 1: Ciò significa che se la dimissione o il licenziamento avviene in data 10 del mese, il preavviso da rispettare dalla parte recedente (onde evitare l’indennità sostitutiva del preavviso da concedere all’altra parte) decorrerà dal giorno 16.

Esempio 2: Viceversa se la dimissione o il licenziamento avviene ad esempio il giorno 25 del mese, il termine di preavviso decorrerà dal giorno 1 del mese successivo.

Come si calcolano i giorni di calendario per il preavviso nel contratto commercio. Un'altra considerazione importante riguarda “i giorni di calendario” indicati. Ciò vuol dire che calcola meramente un numero di giorni di calendario, compreso sabato e domenica o giorni comunque di riposo o non lavorati, pari a quelli indicati. Nel senso che se il preavviso da rispettare è di 20 giorni e il giorno successivo alla data di dimissione o licenziamento è un sabato o domenica, si conterà nel calcolo.

Indennità sostitutiva preavviso contratto commercio

L’indennità sostitutiva del preavviso nel contratto commercio è disciplinata dall’art. 235 che recita: "Ai sensi del secondo comma dell'art. 2118 c.c. in caso di mancato preavviso al lavoratore sarà corrisposta una indennità equivalente all'importo della retribuzione di fatto di cui all'art. 195 corrispondente al periodo di cui all'articolo precedente, comprensiva dei ratei di 13a e 14a mensilità".

Tale articolo del CCNL fa riferimento a quanto disciplinato dall’art. 2118 del codice civile, che tratta il recesso dal contratto a tempo indeterminato. Tale articolo legittima il preavviso nel contratto collettivo laddove precisa che “Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti”.

E al comma 2 richiamato dall’art. 235 del CCNL stabilisce che “In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso”.

A questo punto non resta che determinare a quanto ammonta l’indennità sostitutiva del preavviso.

L’art. 234 del contratto commercio stabilisce che va erogata al lavoratore, in caso di licenziamento senza rispetto del preavviso, o va trattenuta al lavoratore, in caso di dimissione senza rispetto del preavviso, “un’indennità pari alla retribuzione di fatto di cui all’art. 195″

Ecco l'art. 195 del CCNL Commercio:

La retribuzione di fatto è costituita dalle voci di cui al precedente art. 193 nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge”.

Ed è proprio l’art. 193 del CCNL che parla delle voci del cedolino paga che vanno incluse nel calcolo dell’indennità sostitutiva del preavviso. E più precisamente:

La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:

a) paga base nazionale conglobata;

b) indennità di contingenza (con conglobamento dell’EDR);

c) terzi elementi nazionali o provinciali ove esistenti;

d) eventuali scatti di anzianità per gli aventi diritto ai sensi del precedente art.192;

e) altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva.

In sostanza per il numero di giorni di preavviso sopra stabiliti al lavoratore, in caso di licenziamento senza preavviso, spetta una misura dell’indennità pari alla normale retribuzione in busta paga, che è generalmente indicata nella parte alta del cedolino dove ci sono gli elementi fissi e continuativi della retribuzione.

Il CCNL esclude, come si può leggere dall’art. 195, i rimborsi spese, il lavoro straordinario, i compensi una tantum e i compensi esclusi dall’imponibile previdenziale Inps.

Va sottolineato che la normativa sul preavviso dice che al lavoratore spetta un'indennità sostitutiva del preavviso che comprende il rateo di tredicesima e quattordicesima mensilità.

Preavviso CCNL commercio: contratto a tempo determinato

In questo specifico caso il lavoratore, così come il datore di lavoro, deve sapere che il preavviso non è contemplato nel contratto a tempo determinato, che è un contratto nel quale viene apposto un termine, una data di fine contratto.

In caso di recesso anticipato dal contratto a termine, anche nell’ambito del CCNL Commercio, si osservano le regole generali che prevedono che in caso di recesso da parte del datore di lavoro, il lavoratore ha diritto ad essere risarcito con tutte le retribuzioni che gli sarebbero spettate fino alla scadenza del contratto.

E che prevedono altresì in caso di dimissioni da contratto a tempo determinato, anche per un lavoratore del CCNL Commercio, il lavoratore debba risarcire il danno al datore di lavoro

In generale va infatti osservato che il contratto a termine, cioè il contratto a tempo determinato, può risolversi prima del termine, con le dimissioni per giusta causa, come descritto nell'articolo 2119 del codice civile, oppure per risoluzione consensuale del contratto (quindi accordo tra lavoratore e datore di lavoro), oppure per fallimento o chiusura attività da parte del datore di lavoro.

Preavviso apprendistato CCNL Commercio

Il contratto di apprendistato nel CCNL Commercio (generalmente il più diffuso è il contratto di apprendistato professionalizzante) è un contratto di lavoro che prevede nella sua normativa la possibilità di recedere da parte delle parti durante il periodo formativo e di apprendistato. Ma in ogni caso vanno osservati i termini di preavviso, che sono gli stessi previsti per i lavoratori in forza fino a cinque anni di servizio compiuti e ossia:

In caso di recesso del datore di lavoro, quindi in caso di licenziamento apprendista commercio li riportiamo:

  • Quadri e 1° livello: 60 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 30 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 20 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 15 giorni di calendario.

In caso di recesso del lavoratore, quindi dimissione dell'apprendista del commercio:

  • Quadri e 1° livello: 45 giorni di calendario;
  • 2° livello e 3° livello: 20 giorni di calendario;
  • 4° livello e 5° livello: 15 giorni di calendario;
  • 6° livello e 7° livello: 1o giorni di calendario.

Ricordiamo che anche in questo caso i termini di preavviso decorrono dal giorno 1 o dal giorno 16 di ciascun mese e quindi l'effettivo preavviso da riconoscere va conteggiato tenendo conto di tali indicazioni del contratto commercio.