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Andare in pensione oggi: requisiti di vecchiaia e anzianità, finestre di uscita e mobili

Guida alle pensioni di vecchiaia e di anzianità sulla base delle più recenti riforme del regime pensionistico. Scopriamo finestre di mobilità e di uscita, sistema retributivo/misto e contributivo.

Andare in pensione oggi: requisiti di vecchiaia e anzianità, finestre di uscita e mobili.

Per conoscere requisiti, finestre ed altre informazioni sulla propria pensione, può essere utile – ma non sufficiente – aprire il sito ufficiale dell’Inps. Quello della pensione, infatti, è uno dei discorsi più complessi di tutto il percorso lavorativo. Per motivi semplicissimi. In primo luogo perché si pone alla fine di tutto il percorso lavorativo e, in quanto tale, si tratta di tirare le somme di decine di anni di impiego e di regalarsi (in realtà guadagnarsi) un meritato riposo. E’ ovvio, dunque, che si tratta di un argomento che può toccare corde emotive particolarmente sensibili.

Altro motivo che rende ogni trattazione sulla pensione particolarmente complessa e spigolosa è dovuta alle continue modifiche che vengono apportate a requisiti e parametri. Contingenze economiche e politiche, infatti, hanno portato a spostare costantemente i requisiti in un futuro sempre più lontano, assegnando alle nuove generazioni il peso delle precedenti.

Come premessa necessaria, bisogna distinguere la pensione di vecchiaia da quella di anzianità. La prima si riferisce a requisiti accumulati esclusivamente in base all’età anagrafica, mentre la seconda fa riferimento ad un incrocio di variabili che guardano sia all’età anagrafica che a quella cotributiva. A parte questa distinzione di carattere generico, bisogna tenere presente il decreto 78/2010 e le più recenti riforme.

In ogni caso, una volta maturati i requisiti per la pensione di vecchiaia o di anzianità, bisogna attendere un periodo di tempo scaduto il quale si può andare in pensione (bisogna cioè attendere il cosiddetto “trattamento pensionistico” vero e proprio). Questo periodo di tempo varia in base alla propria condizione lavorativa (dipendente/autonoma) ed in base all’anno entro cui si sono maturati i requisiti.

Finestre di Uscita e Mobili Delle Pensioni

Sempre più difficile arrivare alla pensione... e quando ci si arriva...

Considerate le variabili “tempo” e “condizione lavorativa” potremo vedere a quale regime pensionistico dobbiamo riferirci per il trattamento pensionistico. Avremo così le finestre di uscita stabilite dalla legge n. 247 del 2007 per chi ha realizzato i requisiti entro il 31 dicembre 2010; mentre le finestre mobili si “apriranno” a chi avrà maturato i requisiti dopo il 1 gennaio 2011, secondo quanto stabilito dalla legge n. 122 del 2010. Il trattamento pensionistico inizierà il:

1 Ottobre 2010 per:

  • dipendenti di 57 anni entro il 30 settembre 2010, con 40 anni di contributi entro il 30 giugno 2010;
  • autonomi con almeno 40 anni di contributi maturati entro il 31 marzo 2010;

1 Gennaio 2011 per:

  • dipendenti di 59 anni, contribuenti per 35 con requisiti maturati entro il 30 giugno 2010 e dipendenti con oltre 40 anni di contributi con requisiti maturati entro il 30 settembre 2010;
  • autonomi di 60 anni, contribuenti per 35 con requisiti maturati entro il 31 dicembre 2009 e autonomi con più di 40 anni di contributi con requisiti maturati entro il 30 giugno 2010;

1 Aprile 2011 per:

  • dipendenti con oltre 40 anni di contributi e requisiti maturati entro il 31 dicembre 2010;
  • autonomi con oltre 40 anni di contributi e requisiti maturati entro il 30 settembre 2010;

1 Luglio 2011 per:

  • dipendenti di 59 anni, contribuenti per 35 con requisiti accumulati entro il 31 dicembre 2010;
  • autonomi di 60 anni, contribuenti da 35 con requisiti maturati entro il 30 giugno 2010, o autonomi con almeno 40 anni di contributi e requisiti maturati entro il 31 dicembre 2010.

Per quanto riguarda il regime delle finestre mobili, bisogna ricordare che si applica alle pensioni i cui requisiti vengono maturati a partire dal 1 gennaio 2011. Il trattamento pensionistico inizierà 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti. Per i lavoratori autonomi – in cui rientrano anche artigiani, coltivatori diretti, commercianti, lavoratori a progetto, co. co. co. ed altri parasubordinati – devono trascorrere 18 mesi dal giorno in cui si sono maturati i requisiti.

Pensione di Vecchiaia e Pensione di Anzianità

Innalzamento dell'età pensionabile anche per l'universo femminile

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, facciamo riferimento alla legge n. 122 del 2010 e distinguiamo quelle liquidate secondo i sistemi retributivi e misti da un lato, e quelle secondo il sistema contributivo.

Circa le pensioni liquidate in base al sistema retributivo/misto, i requisiti si maturano:

  • fino al 9 gennaio 2015 a 65 anni per gli uomini, 60 per le donne con almeno 20 anni di anzianità di servizio (che si riducono a 15 per coloro che erano in servizio al 31 dicembre 1992);
  • dal 10 gennaio 2015 si stabilisce un aggiornamento triennali in base agli eventuali incrementi della speranza di vita sui calcoli dell’Istat (va ricordato, di passaggio, che la vita si allunga sempre sul lato della vecchiaia, mai su quello della giovinezza).

Guardando all’altro metodo di versamento – il sistema contributivo – possiamo prendere in considerazione soltanto i requisiti maturati entro il 9 gennaio 2015, in virtù dei quali con 5 ani di versamento scatta l’età di pensionamento a 65 ani per gli uomini e a 60 per le donne. In alternativa i requisiti si ritengono raggiunti con 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età. Per quanti andranno in pensione dopo il 10 gennaio 2015, bisognerà affidarsi (anche qui) agli aggiornamenti triennali fatti sulle ipotesi di vita dell’Istat.

Un discorso totalmente a parte va fatto per le donne che lavorano nel settore pubblico. Per loro, infatti, i requisiti di età si alzano leggermente: dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2011 il requisito è raggiunto a 61 anni di età; dal 1 gennaio 2012 a 65 anni di età.

Passiamo ora alla pensione di anzianità, detta anche “pensione anticipata” in virtù del suo raggiungimento prima della maturazione dei requisiti anagrafici o di servizio necessari alla pensione di vecchiaia. Anche in questo caso, proprio come per la pensione di vecchiaia, si è previsto con la legge 122/2010 un sistema automatico di adeguamento dell’età pensionabile in base dei calcoli sulla speranza di vita effettuati dall’Istat.

Un automatismo che, inoltre, corregge ed integra il meccanismo preesistente, modellato su scalini e quote. Questo sistema individua un numero di anni per la pensione, che è il risultato della somma tra età anagrafica e quella di servizio. Ricordando che al di là dell’età anagrafica si matura sempre (previe riforme ed adeguamenti Istat) l’età per la pensione con 40 anni di contributi, vediamo adesso quali sono gli scalini, in base all’anno in cui si può cominciare a contare il versamento dei contributi. A partire dal:

  • 2008 si raggiunge la pensione con 35 anni di contributi e 58 di età (59 per i lavoratori autonomi);
  • 1 luglio 2009 si va in pensione a somma 95 (minimo 35 anni di contributi e 59 anni di età, 60 per i lavoratori autonomi);
  • 2011, quota 96 (minimo 60 anni dipendenti, 61 autonomi);
  • 2013, quota 97 (minimo 61 anni dipendenti, 62 autonomi);
  • 2015, nuovo incremento di 3 mesi per ottenere la pensione;
  • 2019 e 2022, nuovi aumenti sulla base dei dati forniti dall’Istat (ma già si stabilisce che cresceranno i requisiti);
  • dal 2025 in poi (a meno di nuove e probabili riforme) revisione dei requisiti, sempre sulla base dei dati Istat.
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