Come diventare avvocati

A giudicare dall’affollamento delle aule di giurisprudenza di tutto il paese, una delle maggiori aspirazioni dei giovani italiani è lavorare nell’ambito della giustizia. In effetti questa facoltà può aprire la strada a professioni che possono rivelarsi non solo particolarmente interessanti, ma anche significativamente remunerative.

Ottenuta la laurea specialistica in giurisprudenza si può intraprendere la carriera come magistrato, avvocato o notaio. Ovviamente queste stesse strade professionali aprono ventagli di possibilità ulteriori, in base alle specializzazioni e ai settori di “mercato” scelti. Da ricordare, tuttavia, la scelta residuale di giurisprudenza compiuta da molti giovani diplomati che, essendo indecisi sulla strada da percorrere, guardano alla facoltà di legge come luogo privilegiato per apprendere tutte quelle discipline particolarmente apprezzate non solo nel privato, ma anche nel pubblico.

Per quanto gli sbocchi “naturali” dei laureati in giurisprudenza conducano ai diversi ambiti professionali della Legge, è statisticamente maggioritaria la parte di coloro che vengono poi impiegati in altri settori. Significativa, infine, la parte di coloro che, cercando un lavoro nei corpi armati, guarda a questa facoltà come soluzione idonea per procurarsi qualche chanches in più per l’assunzione.

Eppure, a parte tutte queste possibilità, quella che riesce a congiungere meglio la propensione individuale all’indirizzo degli studi è chiaramente la professione dell’avvocato. Con il desiderio di rappresentare la legge – e al contempo con l’immagine di certe sequenze filmiche nel cuore – i giovani che intraprendono questa esperienza di studi mirano ad una professione, probabilmente libera, nel civile o nel penale.

Ovviamente la laurea in sé non basta, e gli stessi numeri di dottori in giurisprudenza freschi di laurea rende particolarmente complessa la carriera in questo settore. Non solo, infatti, ci si troverà a dover competere con milioni di coetanei e con un numero maggiore di avvocati esperti, ma prima di poter essere avvocati in piena regola bisognerà continuare a studiare, magari svolgendo contemporaneamente un’esperienza lavorativa in uno studio.

E se proprio la gavetta non si può evitare – a meno di particolari fortune – ciò che forse ci si può esimere dal dover affrontare è l’esame di abilitazione per esercitare la professione. Ovviamente a patto di svolgere determinate pratiche, oneste ma non sempre corrette, che ci porteranno in altro paese. Per i dettagli rinviamo ai nostri approfondimenti.

Avvocati in Spagna

Andare in Spagna e laurearsi – o, preferibilmente, "finire di laurearsi" – può essere la soluzione idonea a chi proprio non voglia affrontare la trafila dell'abilitazione.

Avvocati matrimonialisti

La crisi della coppia porta alla ribalta questa particolare figura di avvocato. Ovviamente, nel maggior numero dei casi si tratta di dover rappresentare una delle due parti in una causa di divorzio, ma non è il solo atto che rientra nelle proprie competenza.

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