Nuove risorse e rilancio della CIG e mobilità in deroga nella Regione Campania. Presso l’Assessorato al lavoro regionale è stato siglato un’integrazione all’Accordo Quadro per gli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016. Le risorse stanziate sono pari a 28 milioni di euro e hanno consentito all’Assessore Palmeri e alle parti sociali di stipulare un accordo che, tra le altre misure, consente la proroga della CIG in deroga fino a fine 2016, la concessione di ulteriori 4 mesi, sempre di cassa integrazione guadagni in deroga, per le imprese che fanno domanda entro il 16 dicembre 2016, nonché la concessione di nuove risorse per la mobilità in deroga, che consentono la fruizione per ulteriori 6 mesi per i lavoratori senza indennità di mobilità dal 30 giugno scorso.

Previsti inoltre lavori di pubblica utilità, retribuiti 580 euro per 6 mesi, per alcuni lavoratori che hanno ultimato la percezione della mobilità negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.

L’accordo. La Regione Campania in data 11/11/2016 ha approvato un’integrazione all’Accordo Quadro per gli Ammortizzatori sociali in deroga, in attuazione di quanto disposto dal D. Lgs. n. 185/2016 che, all’art. 2, lettera f), ha concesso alle Regioni nell’anno 2016 di un surplus di risorse finanziarie pari al 50% delle risorse residue (31 milioni in Campania). Per gli ammortizzatori sociali in deroga le risorse sono state quindi integrate con ulteriori 16 milioni, da utilizzarsi per delle misure da attuarsi, da parte dell’Assessorato del lavoro della Regione Campania, entro il prossimo 31 dicembre.

Dopo una riunione di confronto con le parti sociali, tenutasi il 10/11, sono state approvate le seguenti misure

La proroga della CIG in deroga fino al 31 dicembre 2016.

Per l’anno 2016, alle imprese e/o studi professionali che hanno già utilizzato il periodo massimo di 3 mesi nell’anno 2016, un ulteriore periodo di CIG in deroga fino al 31 dicembre. Il periodo ulteriore di Cassa integrazione guadagni in deroga potrà essere richiesto dalla data di sottoscrizione dell’accordo, 11 novembre, ed entro e non oltre il 31 dicembre. A tal fine i datori di lavoro richiedenti dovranno dichiarare la impossibilità del ricorso ai Fondi di integrazione salariale.

La sanatoria delle CIG in deroga parzialmente inevase nel 2015. Per l’anno 2015, è stata approvata la concessione oltre il limite massimo di 5 mesi per le aziende e i lavoratori che avevano presentato domanda per un numero di mensilità superiore al predetto limite e comunque entro il limite massimo indicato nel verbale di accordo sindacale sottoscritto. Il tutto con previa rinuncia al contenzioso legale eventualmente già attivato.

Viene risolto così, dall’Assessore Sonia Palmeri e dalla Giunta De Luca il problema relativo alle istanze parzialmente inevase in quanto tecnicamente non conformi con le direttive nazionali vigenti. Le imprese avevano presentato le istanze secondo il vecchio Accordo-quadro e Linee guida del 27 gennaio 2015, quando c’era in Campania la precedente amministrazione, che però comportava uno sforamento rispetto al limite massimo di 5 mesi. E ciò aveva determinato un grave danno sia ai lavoratori che alle imprese, che avevano accumulato oltre un milione di ore e, di conseguenza, alcune, avevano agito per le vie legali. Con il provvedimento approvato l’11 novembre, ora tali imprese e lavoratori potranno beneficiare del trattamento di integrazione salariale in deroga, rinunciando al contenzioso.

CIG in deroga per 4 mesi: domande entro il 16 dicembre.

L’integrazione dell’Accordo quadro prevede anche la possibilità per le imprese che non hanno fatto ricorso all’ammortizzatore sociale in deroga, di poter presentare domanda ed ottenere 4 mesi di trattamento.

Alle imprese e/o studi professionali che non hanno ancora presentato alcuna domanda di CIG in deroga alla data dell’11 novembre 2016, viene concessa la possibilità di presentare la domanda entro il 16 dicembre, godendo un periodo di CIG in deroga di 4 mesi, scadente quindi anche nel 2017. La sospensione dal rapporto di lavoro (ossia il collocamento dei lavoratori in cassa integrazione in deroga) deve avvenire entro il 2016.

La concessione funzionerà così: viene concesso un trattamento di CIG in deroga fino al 31 dicembre 2016, finanziato con le risorse ordinarie della Regione Campania. E per il periodo ricadente nel 2017, sempre dei 4 mesi richiesti, il trattamento di CIG in deroga viene finanziato con le nuove risorse provenienti dal 50% di surplus concesso alle regioni dal D. Lgs. n. 185/2016. Anche in questo caso l’azienda deve dichiarare l’impossibilità del ricorso ai Fondi di Integrazione Salariale. Si sottolinea che la domanda deve essere presentata entro le ore 24:00 del giorno 16 dicembre 2016.

L’Accordo stipulato l’11 novembre prevede anche l’estensione della possibilità di concessione della CIG in deroga per ulteriori causali e riferibili ad aziende sottoposte a procedure concorsuali ed a provvedimenti preventivi.

Come funziona la CIG in deroga.  La CIG in deroga spetta ai lavoratori con qualifica di operaio, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno dodici mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga, che sono sospesi dal lavoro o effettuano prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell'attività produttiva per le seguenti causali

a) situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;

b) situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

c) crisi aziendali;

d) ristrutturazione o riorganizzazione.

In nessun caso il trattamento di CIG in deroga può essere concesso in caso di cessazione dell’attività di impresa o di parte di essa.

Non vi sono invece requisiti dimensionali per il datore di lavoro richiedente. Le causali di cui sopra dovranno essere dichiarate in un accordo sindacale.

Mobilità in deroga: arriva la proroga per 6 mesi.

Per la mobilità in deroga relativa all’anno 2015, viene concesso il trattamento ai lavoratori per i quali nell’anno 2015 non risulta individualmente raggiunto il limite massimo dei 3 anni e 4 mesi, disposto dal D.I. 83473/14, dalla data di scadenza del trattamento e fino al raggiungimento di detto limite, e comunque non oltre il 31 dicembre 2015.

Per la mobilità in deroga relativa all’anno 2016, ai percettori della mobilità scaduta il 30 giugno 2016, che risultano avere un’età anagrafica di 60 anni, compiuti entro il giorno 11 novembre 2016, o età superiore, viene concessa la proroga della indennità di mobilità per ulteriori 6 mesi dal 1 luglio 2016 al 31 dicembre 2016. Si tratta di 61 lavoratori.

Lavori di pubblica utilità: 580 euro per 6 mesi ai lavoratori in mobilità.

Il Decreto Legislativo n. 185 del 2016 concede la possibilità di utilizzare alcune risorse per le politiche attive e la Regione Campania ha utilizzato tali risorse per progetti territoriali di pubblica utilità, che non prevedono l’instaurazione di un rapporto di lavoro. Viene concesso un aiuto ai lavoratori che risultano avere difficoltà di reinserimento occupazionale, come i soggetti risultanti ancora disoccupati, non più percettori di alcun ammortizzatore sociale con indennità di mobilità ordinaria scaduta negli anni 2013 e 2014, che non hanno usufruito della mobilità in deroga. E come i soggetti ancora disoccupati con indennità di mobilità scaduta negli anni 2015 e 2016, che non risultano destinatari di alcuna attività di politica attiva.

Per questi soggetti è prevista l'attuazione di iniziative finalizzate all'utilizzo temporaneo e straordinario in attività di pubblica utilità, presso enti pubblici, a 580 euro al mese per 6 mesi, assicurando nel contempo un sostegno al reddito per i soggetti interessati e riducendo i tempi di inattività durante la permanenza dello stato di disoccupazione.

I lavoratori interessati dovranno presentare entro il 28 febbraio 2017 una specifica istanza, nella quale venga manifestata espressamente la disponibilità, al predetto utilizzo al competente Centro per l’Impiego, unitamente alla disponibilità a partecipare alle iniziative di reinserimento lavorativo attivate dalla Regione Campania.