La normativa italiana prevede che il lavoratore ha diritto ad una serie di festività durante l’anno, segnate in rosso sul calendario, tra le quali rientra anche il 1 maggio, che è la festa dei lavoratori. Quest’anno la festività del 1 maggio 2017 è cadente di lunedì, che è un giorno considerato festivo.

Vediamo quale è la normativa, come funziona secondo il CCNL e come viene quindi retribuita in busta paga.

Festività 1 maggio: la normativa.

Le festività nazionali, civili e religiose sono previste dalla legge. Oltre alla domenica, il lavoratore ha diritto ad assentarsi durante le festività nazionali (che sono appunto il 25 aprile, il 1 maggio e 2 giugno) e durante le festività infrasettimanali (Ferragosto, Natale, Capodanno, ecc.).

A prevedere la giornata del 1 maggio come Festa del lavoro e come festività nazionale è l'art. 2 della Legge n. 260 del 27 maggio 1949. Tale norma, unitamente ai contratti collettivi nazionali del lavoro disciplina il trattamento economico e normativo spettante per le festività, ivi compreso il 1 maggio.

Festività 1 maggio goduta: retribuzione in busta paga

La festività del 1 maggio 2017 è cadente quest'anno di lunedì.

Ebbene, la festività che non coincida con la domenica (lo era il 1 maggio dello scorso anno che capitò di domenica) non comporta un trattamento aggiuntivo per gli impiegati e gli altri lavoratori retribuiti in misura fissa mensile in quanto detta festività è già compresa nello stipendio o salario mensile.

In sostanza gli impiegati hanno diritto ad assentarsi il giorno del primo maggio ed a ricevere, nonostante il giorno del lunedì 1 maggio in cui sono assenti dal lavoro, la normale retribuzione mensile, quindi lo stipendio in misura fissa poi erogato effettivamente in busta paga in 26 o 30 giornate lavorative.

Agli operai invece spetta il pagamento della giornata in più. Quando le festività sono godute, quindi senza prestazione lavorativa, deve essere corrisposto ai lavoratori non retribuiti in misura fissa mensile (ossia agli operai) un trattamento economico di festività rapportato a un 1/6 della retribuzione settimanale.

In altre parole, ad esempio, un operaio che lavora full-time a 40 ore settimanali, per il giorno di lunedì 1 maggio 2017, dove ha goduto della festività, avrà diritto ad 1/6 delle 40 ore contrattuali, ossia 6,667 ore retribuite in busta paga.

Perché agli operai spetta una giornata pagata in più. La ratio di tale disposizione sta nel fatto che gli operai non sono retribuiti in misura fissa ma in base alle ore lavorate. Ma anche loro hanno diritto a godere delle festività e quindi secondo la norma hanno diritto ad una giornata pagata con calcolo delle ore convenzionale pari ad 1/6 dell'orario settimanale previsto dal contratto stipulato con il datore di lavoro.

In ogni caso per poter controllare in maniera dettagliata il diritto retribuito sulla festività del 1 maggio 2017, è bene controllare il proprio CCNL di settore. Alcuni contratti collettivi infatti prevedono norme migliorative rispetto alla legge.

Tassazione in busta paga e assegni familiari.

La giornata della festività del 1 maggio 2017 cadente di lunedì, per la quale i lavoratori hanno diritto ad un assenza giustificata da lavoro, è di fatto una normale giornata retribuita e pertanto il regime previdenziale e fiscale, ossia il trattamento pensionistico e fiscale in busta paga non cambia.

Nel senso che il compenso erogato dal datore di lavoro per la festività del 1 maggio in busta paga è normalmente compreso nell'imponibile previdenziale sul quale viene poi calcolato il 9,19% (nella maggior parte dei casi) a carico dei lavoratori, nonché nell'imponibile fiscale sul quale è applicata la normale tassazione prevista (aliquote Irpef e detrazioni fiscali).

In sostanza la retribuzione erogata per le festività è tassata normalmente.

Per quanto riguarda gli assegni familiari, o per meglio dire gli ANF o assegni per il nucleo familiare, la normativa Inps prevede che è riconosciuto il diritto agli assegni, quindi quel giorno del 1 maggio 2017 è compreso nel calcolo degli ANF. La normativa prevede altresì, per i lavoratori con contratto part-time inferiore a 24 ore settimanali che non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Lavoro durante la festività del 1 maggio

Diverso è il caso della festività del 1 maggio 2017 lavorata. Nel caso in cui il lavoratore abbia lavorato il giorno della festa dei lavoratori, il trattamento retributivo è ovviamente diverso in quanto ci troviamo di fronte ad un lavoro festivo oltre che ad una festività nazionale lavorata.

Quindi se il lavoratore per esigenze aziendali è stato chiamato ad effettuare una giornata lavorativa durante il giorno di festività del 1 maggio, abbiamo un caso di lavoro festivo con il diritto ad una maggiorazione, che è quella prevista nel CCNL di settore.

Per i lavoratori retribuiti in maniera fissa, ossia gli impiegati, il lavoro festivo viene retribuito con una quota giornaliera di retribuzione (un giorno di lavoro pagato) con la maggiorazione per il lavoro festivo.

Mentre per i lavoratori retribuiti ad ore di lavoro effettuate, ossia gli operai, vengono corrisposte le quote di retribuzione oraria con la maggiorazione per il lavoro festivo (cioè le ore lavorate pagate con la percentuale di maggiorazione).

Festività del 1 maggio durante ferie, malattia o infortunio

Se durante il 1 maggio di quest’anno, il lavoratore si trova in una condizione di assenza giustificata quale sono le ferie, i permessi e la malattia o l’infortunio, avrà comunque diritto a fruire della festività nazionale e del trattamento retributivo previsto, come tutti gli altri lavoratori.

Lavoratori in cassa integrazione.

Quando la festività nazionale (come il 1 maggio o anche altre festività) cade in un periodo di intervento della cassa integrazione guadagni, il trattamento economico inerente tale festività non rientra fra gli elementi integrabili da parte della Cassa, in quanto a carico dell'azienda, per i seguenti lavoratori

  • ad orario ridotto e cioè che lavorano parte della settimana;
  • sospesi a zero ore settimanali (CIG a zero ore), se si tratta di lavoratori retribuiti non in misura fissa mensile ma ad ore.

Per gli impiegati il trattamento economico relativo alla festività nazionale del 1 maggio non è a carico dell'azienda. Esso è integrabile dalla Cassa, sempre nei limiti previsti, per i lavoratori in CIG a zero ore.