Attraverso il modello 730 2016 è possibile recuperare una parte dei premi per polizie vita e contro gli infortuni attraverso la detrazione del 19% sui premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni. Nel quadro E – Oneri e spese del modello è possibile recuperare il 19%, ma fino ad un massimo di spesa di 530 euro. Questo importo massimo è stato dimezzato: nel 2013 infatti il limite massimo era di 1.291,14 euro, mentre dal 2014 in poi il limite è sceso prima a 630 euro e poi a 530 euro.

La detrazione Irpef sull’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni consente di detrarre dall’imposta lorda Irpef calcolata sul reddito complessivo, il 19% delle spese sostenute per i premi di assicurazione aventi ad oggetto

  • il rischio di morte;
  • di invalidità permanente non inferiore al 5%, derivante da qualsiasi causa;
  • il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana.

La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto.

Per poter beneficiare della detraibilità delle polizze vita e infortuni è necessario compilare il modello 730. E più precisamente il quadro E – Oneri e spese del modello 730, nel quale vanno indicate tutte le spese sostenute nell’anno d’imposta (nel caso del 730 2016, l’anno d’imposta è il 2015) per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19% o del 26% per quanto riguarda la sezione I (quella relativa alla detrazione sulle polizze vita e infortuni, appunto), oppure le spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo. Il quadro E è completato da altre sezioni che riguardano gli interventi di natura edile.

Nella sezione I vanno indicate quindi tutte le detrazioni fiscali e nel caso dei premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni la misura è del 19% della spesa sostenuta. In sostanza si può recuperare il 19% della polizza vita pagata nel 2015, consentendo in questo modo una riduzione dell’imposta Irpef lorda calcolata sui redditi posseduti, e le detrazioni spettanti, e dichiarata al Fisco attraverso la presentazione del modello 730. Il recupero della detrazione sulle spese relative premi è stato quindi limitato, o meglio il limite massimo è stato ridotto.

Per l’anno d’imposta 2015, da dichiarare nel modello 730 del 2016, o anche nel modello Unico PF 2016 per chi ne è obbligato (si pensi ai possessori di partita Iva o a coloro che hanno redditi d’impresa), come abbiamo detto l’importo massimo della spesa sostenuta per le polizze vita e contro gli infortuni sul quale calcolare la detrazione del 19% è pari a 530 euro riconosciuti dall’art. 15, lettera f) del TUIR .

L’importo massimo dal 730 2016. La riduzione riguarda tutte le polizze di assicurazione già coperte dalla disciplina precedente. Oltre alla riduzione che riguarda tutti i tipi di polizza, e che riguarda il periodo d’imposta del 2013 fino a 630 euro, a partire dal 2014 (730 2015) è stato previsto che l’importo massimo spettante dipenderà dal tipo di contratto di assicurazione stipulato.

Come abbiamo detto il limite è passato da 1.291,14 euro del 730/2013 agli attuali 530 euro massimo di quest’anno. La conseguenza è che se nel modello 730 del 2013 era possibile recuperare un massimo di detrazione pari al 19% di 1.291,14 euro, quindi fino ad una cifra di 245,32 euro, dal 2014 e quindi anche per l'anno d'imposta 2015 con la presentazione del modello 730 2016 o Unico PF 2016, la detrazione massima spettante è il 19% di 530 euro, ossia 100,7 euro.

Per quali contratti spetta la detrazione. La normativa dice che la detrazione del 19% della spesa sostenuta per i premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni e riguarda

  • per i contratti stipulati o rinnovati fino al 31 dicembre 2000, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati all’estero o a compagnie estere. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a cinque anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;
  • per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5 per cento (da qualunque causa derivante), di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani. 

Solo in quest’ultimo caso la detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto.

Nel contratto di assicurazione il contraente è il soggetto che stipula il contratto con l’assicuratore e che sostiene l’onere, l’assicurato è il soggetto la cui vita o invalidità è oggetto di assicurazione, il beneficiario è il soggetto al quale è dovuta la prestazione assicurativa. In genere contraente e assicurato sono la stessa persona, ma il diritto alla detrazione spetta anche se il contribuente stipula un’assicurazione e versa i premi in favore di un familiare a carico. Lo precisano diverse circolari dell’Agenzia delle Entrate.

La circolare 137/E del 1997 dell’Agenzia delle Entrate precisa che possono essere portati in detrazione anche i premi versati a compagnie assicurative estere. La risoluzione n. 391 del 2007 permette inoltre di considerare, fringe benefit concorrenti al reddito di lavoro dipendente, e detraibili come premi assicurativi, anche i contributi versati a carico delle imprese di assicurazione al Fondo Unico Nazionale Long Term Care (L.T.C.) dei dipendenti delle assicurazioni, per la copertura contro il rischio di insufficienza di atti di vita quotidiana a causa di malattie o infortuni.

Assicurazioni stipulate dopo il 2001.

I premi per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1 gennaio 2001 danno diritto alla detrazione Irpef soltanto se riconducibili ad assicurazioni aventi oggetto, come già elencato,  il rischio di morte, il rischio di invalidità permanente non inferiore al 5%, derivante da qualsiasi causa, il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana. E senza facoltà di recedere da parte dell’impresa di assicurazione.

La detrazione spetta in particolare per i seguenti contratti di assicurazione

  • di tipo “misto” (aventi ad oggetto il rischio di morte);
  • c.d. rischio di morte a vita intera;
  • per il rischio di invalidità permanente derivante da “qualsiasi causa”rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana.

I contratti di assicurazione aventi oggetto il rischio di morte di tipo “misto” prevedono l’erogazione della prestazione sia in caso di morte sia in caso di permanenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato. In questa ipotesi mista il premio detraibile è solamente quello riferibile al rischio morte. Il c.d. rischio di morte a vita intera, invece, prevede l’erogazione esclusivamente in caso di morte.

Il contratto di assicurazione avente per oggetto il rischio di invalidità permanente derivante da “qualsiasi causa”, per fruire della detrazione fiscale sui premi, deve comportare una invalidità non inferiore al 5% ma può derivare sia da infortuni che da malattia. E’ possibile anche la stipula di polizze che coprono anche il rischio di invalidità inferiore al 5%, ma in questo caso il premio è non detraibile. Resta detraibile solo per la parte relativa all’invalidità non inferiore al 5%.

Per il  contratto di assicurazione avente per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana, la detrazione d’imposta sui premi spetta se i contratti coprono il rischio riguardante la non autosufficienza dei seguenti atti: assunzione di alimenti, deambulazione, espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale, indossare gli indumenti.

Assicurazioni stipulate prima del 2001.

I premi per i contratti stipulati o rinnovati sino al 31 dicembre 2000 danno diritto alla detrazione Irpef se riconducibili ad assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni. La detrazione è ammessa a condizione che

  • il contratto abbia una durata non inferiore a 5 anni;
  • non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima (5 anni).

Se ci sono questi due requisiti il diritto alla detrazione permane fino alla scadenza del contratto.

Riscatto e decesso prima dei cinque anni. Se l’assicurazione è riscattata nel periodo di durata minima di 5 anni, l’ammontare dei premi per i quali si è usufruito della detrazione d’imposta costituisce reddito da assoggettare a tassazione separata. Il decesso invece non costituisce riscatto (circolare 95/E del 2000).

La detrazione nel modello 730 2016.

Nel quadro E – Oneri e Spese del modello 730 2016 ci sono dei nuovi righi da E8 a E12 – Altre spese. Si tratta di un elenco di spese contraddistinte dai codici da 8 a 35 e 99, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento e le spese contraddistinte dai codici 41 e 42, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 24 per cento. All’interno dell’elenco dei codici c’è il “codice 36” che riguarda appunto i “premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni”.

Per quanto riguarda la compilazione, nella colonna 1 va indicato il codice spesa (in questo caso il 12) e nella colonna 2 la spesa sostenuta.

L’importo non deve complessivamente superare 530,00 euro e deve comprendere anche i premi di assicurazione indicati nella sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica con il codice onere 36.

Si ricorda che i contributi previdenziali non obbligatori per legge sono interamente deducibili e pertanto vanno indicati nel rigo E21.

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