I lavoratori e pensionati contribuenti che presentano un 730 con rimborso Irpef superiore a 4.000 euro riceveranno il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, dopo alcuni controlli, ed entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. A tal fine è bene comunicare l’IBAN al Fisco. Tali controlli non scattano solo se il contribuente accetta il 730 precompilato inviato dal Fisco direttamente o presenta il 730 tramite CAF o professionisti abilitati, quali sono il Consulente del Lavoro o il Commercialista.

Il modello 730, come sappiamo, ha nei suoi principali vantaggi la possibilità di ricevere gli eventuali rimborsi Irpef direttamente in busta paga, per i lavoratori dipendenti, oppure nella rata di pensione, per i pensionati. Si tratta di uno degli aspetti più importanti di quella che è la dichiarazione dei redditi più scelta dagli italiani (rispetto al modello Unico, usato dai titolari di partita Iva). Con il modello 730 la novità, da qualche anno, è che coloro che hanno un Irpef a credito superiore a 4.000 euro, non possono ricevere il rimborso a partire da luglio a agosto in busta paga o rata di pensione, ma sono assoggettati a controllo dell’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi e quest’ultima poi provvede ad erogare il rimborso direttamente sul conto corrente, se il contribuente fornisce l’Iban, o tramite vaglia della Banca d’Italia.

Si tratta di una variazione importante per quella fetta di contribuenti che con il 730 hanno molta imposta da recuperare, ossia hanno pagato in busta paga o nella pensione, durante l'anno d'imposta dello scorso anno, un’imposta Irpef molto più alta di quella che effettivamente avrebbero dovuto pagare, tenendo conto anche delle detrazioni fiscali, degli oneri deducibili e di tutte le voci che con il 730 permettono un credito Irpef.

La normativa.

A stabilire l’intervento diretto dell’Agenzia dell’Entrate è stata la Legge di Stabilità 2014, la n. 147 del 2013, che all’art. 1 comma 586 ha disposto: “Al  fine di contrastare l'erogazione di indebiti rimborsi dell'imposta sul reddito delle persone fisiche da parte dei sostituti d'imposta nell'ambito dell'assistenza fiscale, l'Agenzia delle entrate, entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, ove questa sia successiva alla scadenza di detti termini, effettua controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d'imposta derivanti da precedenti dichiarazioni”. L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è un più diretto e rafforzato controllo preventivo sulla reale consistenza del credito del contribuente.

Da alcuni anni c'è il 730 precompilato accanto al 730 ordinario presentabile tramite CAF e professionisti. Vediamo in quali casi scatta il controllo automatico dell'Agenzia delle Entrate sul 730 con rimborsi Irpef superiori a 4.000 euro.

Le istruzioni del modello 730.

Le istruzione del modello 730 stabiliscono solo che: "Nei casi previsti dalla legge, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi sul modello 730 presentato, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate (con le stesse modalità, di seguito descritte, previste nel caso di 730 presentato dai contribuenti privi di sostituto d’imposta) entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine".

Nelle istruzioni del modello 730 dello scorso anno infatti c’è scritto: “Nel caso di presentazione del modello 730 direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate oppure determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal 7 luglio (oppure entro quattro mesi dalla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio)".

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate (con le stesse modalità, di seguito descritte, previste nel caso di 730 presentato dai contribuenti privi di sostituto d’imposta) entro il sesto mese successivo al 7 luglio (oppure entro il sesto mese successivo alla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio).

Come evitare il controllo sul 730 con rimborsi oltre 4.000 euro

Le stesse istruzioni del modello 730 dello scorso chiariscono che “I controlli preventivi non vengono effettuati se il modello 730 è stato presentato tramite un Caf o un professionista abilitato, tenuto all’apposizione del visto di conformità, oppure se il 730 precompilato è stato presentato senza modifiche, direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta”.

Pertanto, se il contribuente accetta il 730 precompilato senza modifiche dovrebbe avere la possibilità di ricevere il rimborso Irpef oltre 4.000 euro in busta paga o nella rata di pensione. Analogo discorso se si presenta il 730 tramite CAF o professionisti abilitati (Consulente del Lavoro, Commercialisti, ecc.), in quanto quest’ultimi rilasciano il visto di conformità.

Gli elementi fondamentali del controllo dell’Agenzia delle Entrate sono i seguenti:

  • Il controllo avviene entro dicembre o entro 6 mesi;
  • Il controllo è di natura preventiva, anche documentale;
  • Il controllo è sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia.

Le istruzioni del 730 di quest'anno, così come quelle dello scorso anno, fanno riferimento alle stesse modalità di rimborso per i contribuenti privi di sostituto d’imposta, ossia coloro che sono senza datore di lavoro o senza ente previdenziale che agisce come sostituto d’imposta.

Quali sono le modalità di rimborso: va comunicato l’Iban al Fisco.

Ecco quali sono le modalità di rimborso. Se dalla dichiarazione presentata emerge un credito Irpef (come nel caso di coloro che superano i 4.000 euro rimborso spettante per l’anno d’imposta dello scorso anno, il rimborso è eseguito direttamente dall’Amministrazione finanziaria.

Se il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale (codice IBAN), il rimborso viene accreditato su quel conto. La richiesta di accredito può essere effettuata online tramite la specifica applicazione disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (chi è già registrato ai servizi telematici può farlo attraverso il canale Fisconline) oppure presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere: per importi inferiori a 1.000 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale dove potrà riscuotere il rimborso in contanti, mentre per importi pari o superiori a 1.000 euro il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.

Due opzioni per fornire l’Iban: i servizi telematici o gli uffici dell’Agenzia – Comunicare l’Iban è necessario per poter ricevere le somme con accredito sul proprio conto corrente. Per evitare il rischio di phishing, l’Agenzia non accetta Iban per posta, email o via Pec. Questi canali sono invece utilizzati dalle Entrate per informare i cittadini sulle uniche due modalità ammesse per comunicare il codice Iban del conto corrente bancario o postale

  • utilizzando i servizi online disponibili sul sito www.agenziaentrate.it. Per comunicare il codice (o modificare quello precedentemente fornito) basta accedere alla propria area autenticata, riservata agli utenti abilitati ai servizi telematici;
  • rivolgendosi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate e presentando il modello per la richiesta di accreditamento disponibile presso gli stessi uffici o sul sito www.agenziaentrate.it, al percorso: Home > Cosa devi fare > Richiedere > Rimborsi > Accredito rimborsi su conto corrente.

Sempre per motivi di sicurezza, l’Agenzia non invia mail o messaggi cui sono allegati file da compilare e trasmettere, né software e applicazioni da scaricare su computer o dispositivi mobili.

Con l’Iban, rimborsi più veloci e sicuri. Fornire all’Agenzia l’Iban è il modo migliore per accelerare i tempi del rimborso: anziché impiegare alcuni mesi per arrivare a destinazione, arriva sul conto del beneficiario in maniera veloce e sicura, senza alcun aggravio economico per il contribuente. Un’opportunità sempre valida per cittadini e società, anche in assenza di una esplicita richiesta da parte dell’Agenzia.

La presentazione del 730 e l’iter che porta alla prospetto con il rimborso Irpef spettante. Coloro che hanno presentato il modello 730 al datore di lavoro o all’ente pensionistico ricevono una copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione Mod. 730-3, con l’indicazione delle trattenute o dei rimborsi che saranno effettuati, entro il 31 maggio. Mentre coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale di un CAF o di un professionista, presentando il modello 730, ricevono la consegna della copia e del modello 730-3. Nel prospetto di liquidazione mod. 730-3 sono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista abilitato e sono indicati i rimborsi o le trattenute che saranno effettuati dal sostituto d’imposta.

Coloro che hanno un imposta Irpef a debito, così come coloro che hanno un Irpef a credito fino a 4.000 euro, ricevono i rimborsi o effettuano i pagamenti dell’Irpef a debito direttamente in busta paga senza l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate, a partire dalla retribuzione di competenza del mese di luglio, per i lavoratori dipendenti, oppure la rata di pensione di agosto, per i pensionati. Questo meccanismo cambia per i contribuenti che hanno una risultanza della dichiarazione, certificata nel modello 730-3 di un Irpef a credito di oltre 4.000 euro.

Quando si può superare 4.000 euro di rimborso Irpef.

Sicuramente quando nella busta paga non sono inserite, soprattutto perché non è possibile farlo, importanti cifre come oneri deducibili o importanti spese per le quali spettano le detrazioni d’imposta. Può capitare cioè che tra i carichi familiari, quindi le detrazioni per mogli e figli a carico, o altri parenti, e le detrazioni fiscali spettanti per la compilazione del quadro E – Oneri e spese dove ci sono elencate tutte le detrazioni e deduzioni d’imposta, il contribuente abbia diritto, per effetto del ricalcolo dell’Irpef per l’anno scorso, a più di 4.000 euro di Irpef a credito.

Le deduzioni dal reddito complessivo comportano il maggior abbattimento dell’Irpef da pagare. Si pensi al rigo E22 della sezione II che riguarda l’assegno al coniuge, oppure al rigo E23 per i contributi versati per addetti ai servizi domestici e familiari, o le erogazioni liberali. Influiscono nel calcolo anche i contributi per la previdenza complementare. In tutti questi casi non spetta un detrazione, ossia una riduzione dell’imposta lorda nella misura del 19%, ma spetta una deduzione. Gli oneri deducibili riducono il reddito complessivo, quindi incidono nel loro ammontare completo riducendo quel reddito sul quale si applicano le aliquote Irpef. Quindi il risparmio, non considerato nelle buste paga per l’anno 2015, per il contribuente può salire al 23% o 27% o 38% o 41%, sulla base delle aliquote Irpef.

L’Amministrazione Finanziaria però pone il proprio accento sul controllo dei carichi familiari, quindi sulle detrazioni per familiari a carico. Anche se hanno un incidenza non considerevole nei 4.000 euro poi risultanti a credito.

Quali sono i familiari a carico. I familiari fiscalmente a carico sono quelli indicati nell’art. 433 del codice civile ossia i seguenti soggetti

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli compresi quelli naturali riconosciuti;
  • I figli adottivi e gli affidati o affiliati;
  • i genitori, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

Le detrazioni per familiari a carico spettano se il familiare non supera i 2.840,51 euro di reddito nell’anno 2015. Per maggiori informazioni vediamo lo status di familiare a carico.

A questi abbattimenti di reddito o di imposta Irpef da pagare, derivanti da familiari a carico, da oneri deducibili dal reddito o da detrazioni d’imposta del quadro E del modello 730, si aggiungono, e l’Agenzia delle Entrate le richiama, anche eventuali eccedenze di imposta derivanti da precedenti dichiarazioni, che possono ulteriormente aumentare l’Irpef a credito nel 730, facendo superare la soglia di 4.000 euro di crediti verso il Fisco. Determinando un canale di rimborso diverso, non per il tramite del sostituto d’imposta, ossia il datore di lavoro o l’ente pensionistico. Al rimborso pensa l’Agenzia delle Entrate, dopo aver effettuato il controllo. Sempre che non si presenti il 730 precompilato senza modifiche oppure si presenti il 730 ordinario tramite CAF o professionisti abilitati.