4 Dicembre 2014
19:32

Jobs Act: Indennità di disoccupazione Aspi anche ai collaboratori a progetto

Nel testo definitivo del Jobs Act ci sono importanti novità. Tra queste, l’indennità di disoccupazione Aspi sarà erogata anche ai collaboratori coordinati e continuativi, e con contratto a progetto, che godranno anche dell’automaticità delle prestazioni. Previsto anche che l’Aspi sarà di durata rapportata alla carriera contributiva del lavoratore. Più contributi versati, più mesi di ex indennità di disoccupazione. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.
A cura di Antonio Barbato
Aspi e contratto a progetto Jobs Act

Con l’ok definitivo al Jobs Act di Renzi, il Governo è stato delegato in materia di riforma degli ammortizzatori sociali. Uno degli scopi è assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori. A tal fine il Governo emanerà uno i più decreti. Nell’ambito degli strumenti a sostegno in caso di disoccupazione involontaria sono state definiti una serie di obiettivi da raggiungere. E molti obiettivi riguardano l’ex indennità di disoccupazione ora ASpI. Una delle novità più importanti è che tra i beneficiari ci saranno anche i collaboratori coordinati e continuativi, e quindi anche i collaboratori con contratto a progetto.

Il Governo punta ad una rimodulazione dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI), con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi (quindi la Mini Aspi), rapportando la durata dei trattamenti alla pregressa storia contributiva del lavoratore.

Quindi l’ex indennità di disoccupazione avrà una durata che sarà legata al numero di mesi e anni di contributi versati dal lavoratore. Quindi avremo probabilmente una unica prestazione di indennità di disoccupazione Aspi, e non più sia l’Aspi che la Mini Aspi. L’Aspi, come detto, avrà una durata collegata ai mesi di contributi inseriti nell’estratto conto contributivo.

Il Governo in tal senso ha uno specifico obiettivo: l’incremento della durata massima per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti. Quindi chi avrà più anni di contributi potrebbe beneficiare di oltre 12 mesi di indennità di disoccupazione ASpI in caso di perdita del posto di lavoro.

Un altro obiettivo importantissimo del Governo è “l’universalizzazione del campo di applicazione dell'ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, fino al suo superamento, e con l'esclusione degli amministratori e sindaci, mediante l'abrogazione degli attuali strumenti di sostegno del reddito, l'eventuale modifica delle modalità di accreditamento dei contributi e l'automaticità delle prestazioni, e prevedendo, prima dell'entrata a regime, un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite”.

Quindi l’obiettivo del Governo è probabilmente l’eliminazione dell’una tantum co.co.pro. destinata ai titolari di un contratto a progetto, ma verrà erogata l’indennità di disoccupazione ASpI ai collaboratori coordinati e continuativi, e quindi anche ai titolari di un contratto a progetto.

Si tratta di una importante novità in arrivo vista la vasta platea di soggetti che lavorano attualmente con contratti collaborazione coordinata e continuativa o con contratti a progetto, che per loro natura hanno una scadenza del termine. I contratti a progetto, tra l’altro, vengono ultimati alla realizzazione del progetto stesso e quindi sono molti i soggetti che hanno bisogno di prestazioni a sostegno del reddito dopo la scadenza del proprio contratto di lavoro.

Un ulteriore punto che potrebbe essere fondamentale è il richiamo, nella norma programmatica inserita nel Jobs Act, alle modifiche di accreditamento dei contributi e all’automaticità delle prestazioni. Potrebbe trattarsi, se il riferimento è al principio di automaticità delle prestazioni in materia previdenziale, dell’abbattimento di un ulteriore ostacolo che differenzia di molto i collaboratori a progetto dai lavoratori dipendenti. E che ha creato non pochi problemi a quest’ultimi.

Attualmente i lavoratori dipendenti godono del principio dell’automaticità delle prestazioni, mentre i collaboratori a progetto no. Con questo principio il rapporto previdenziale tra lavoratore e Inps è indipendente dal rapporto previdenziale tra datore di lavoro e Inps in materia di prestazioni.

Ne consegue che il lavoratore dipendente ha diritto ad ogni prestazione previdenziale da parte dell’Inps indipendentemente se il datore di lavoro versa i contributi o meno all’Inps stessa, mentre nel caso dei collaboratori a progetto ciò non avviene e quindi quest’ultimi non hanno diritto ad esempio all’una tantum co.co.pro., alle prestazioni relative alla maternità, ecc. se non risultano accreditati i contributi. E ciò è legato all’effettivo versamento dei contributi da parte del datore di lavoro.

In sostanza, se il datore di lavoro non versa i contributi, il lavoratore non riceve l’accredito dei contributi e il diritto alle prestazioni. Mentre il lavoratore dipendente sì, le riceve. Dalla lettura della norma nel Jobs Act sembra intenzione del Governo l’estensione dell’automaticità delle prestazioni anche ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Un altro obiettivo è l’introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa.

Dopo l’Aspi un ulteriore prestazione a chi ha ISEE a valori ridotti. Un altro obiettivo è “l’eventuale introduzione, dopo la fruizione dell'ASpI, di una prestazione, eventualmente priva di copertura figurativa, limitata ai lavoratori, in disoccupazione involontaria, che presentino valori ridotti dell'indicatore della situazione economica equivalente, con previsione di obblighi di partecipazione alle iniziative di attivazione proposte dai servizi competenti”.

Infine un ulteriore obiettivo è l’eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l'accesso a servizi di carattere assistenziale.

Il Governo poi intende cercare di attivare per il soggetto beneficiario dell’indennità di disoccupazione Aspi degli interventi che incentivino la ricerca attiva di una nuova occupazione.

Il coinvolgimento attivo del soggetto beneficiario dell’Aspi può consistere anche nello svolgimento di attività a beneficio delle comunità locali, con modalità che non determinino aspettative di accesso agevolato alla pubblica amministrazione.

Previste infine delle sanzioni per il lavoratore beneficiario della prestazione a sostegno del reddito che non si rende disponibile ad una nuova occupazione, a programmi di formazione o alle attività a beneficio di comunità locali.

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