Aliquote IMU TASI delibera comunale

Può capitare che un contribuente al momento in cui abbia da pagare l'IMU e la TASI abbia bisogno di controllare le aliquote IMU e TASI del proprio Comune, onde verificare se il calcolo dell'imposta è fatto correttamente. In molti poi vogliono anche conoscere come funziona il calcolo IMU e TASI per controllare quanto effettivamente hanno versato. E la base di partenza non è solo la base imponibile, ma sono soprattutto le aliquote. Per controllarle occorre reperire le informazioni giuste relative alla delibera comunale,

La scadenza per il pagamento del saldo Imu e Tasi è fissata il 16 di dicembre (17 di dicembre laddove la scadenza cada di domenica).

L’acconto IMU e TASI invece è dovuto ogni anno entro il 16 giugno. Il calcolo di queste due imposte sulla casa si basa essenzialmente sul determinare la base imponibile e sul riconoscere l’aliquota da applicarvi, in relazione alla tipologia di immobile.

Le aliquote IMU e TASI vengono stabilite dai Comuni così come le detrazioni, nel rispetto delle aliquote massime stabilite dalla legge (generalmente il 10,6 per mille).

I Comuni, quindi, ogni anno deliberano aliquote e detrazioni e pubblicano tali delibere sui loro siti istituzionali e sul sito del Mef.

L’Imu e la Tasi si pagano in acconto (a giugno) ed in saldo (a dicembre), l’acconto viene calcolato facendo riferimento ai parametri dell’anno precedente, mentre per il saldo il calcolo va fatto sulle aliquote e sulle detrazioni approvate, tramite delibera nell’anno e, pubblicate entro il 28 ottobre di ogni anno.

Nel caso per l’anno 2018 (ma il discorso vale per ogni anno) non vi sia alcuna delibera, per il calcolo di Imu e Tasi, si utilizza la delibera dell’anno precedente.

Aliquote Imu

La prima cosa da dire in relazione alle aliquote Imu è che tale imposta non si paga sulle abitazioni principali, a meno che non abbiano categoria catastale A/1, A/8, A/9.

Le aliquote sono sì stabilite dai Comuni ogni anno, ma nel rispetto di quanto stabilito dalla legge.

Abitazioni principali A/1, A/8 e A/9. Per le abitazioni principali non esenti, quindi rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, l’aliquota stabilita dalla legge è pari allo 0,4% e i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali.

L’aliquota può, pertanto, oscillare da un minimo di 0,2% ad un massimo di 0,6%. La legge, inoltre, prevede una detrazione di euro 200, con facoltà per il comune di elevarla fino a concorrenza dell’imposta dovuta.

Altri fabbricati. L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari allo 0,76% e i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.

L’aliquota quindi può oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%.

Invece per alcune fattispecie come: immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti dai soggetti passivi dell'IRES e immobili locati, l’aliquota può essere diminuita fino allo 0,4%.

Aree fabbricabili. L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge per gli le aree fabbricabili è pari allo 0,76% e i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.

L’aliquota quindi può oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%.

Terreni agricoli. L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge per i terreni agricoli è pari allo 0,76% e i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.

L’aliquota quindi può oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%.

Tuttavia, è prevista l’esenzione dal pagamento dell’Imu per determinate categorie di terreni e cioè:

terreni agricoli ubicati nei comuni compresi nell’elenco di cui alla circolare Ministero delle finanze n. 9 del 14 /6/1993; terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali ex art. 1 del D. Lgs. n. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola; terreni agricoli ubicati nei comuni delle isole minori di cui all'allegato A annesso alla legge n. 448 del 2001; terreni agricoli a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Fabbricati di categoria D. L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge per i fabbricati di categoria D è pari allo 0,76% ed è riservata allo Stato.

L’aliquota può oscillare da un minimo di 0,76% ad un massimo di 1,06% di cui lo 0,76% riservato allo Stato.

Per i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (fabbricati merce) e per i fabbricati rurali strumentali non è stata prevista alcuna aliquota in quanto tali fabbricati sono esenti.

Si ricorda che i vincoli imposti in termini di aliquote sono limiti invalicabili per il Comune, quindi non può andare sopra o sotto a tali limiti.

Aliquote Tasi

La base imponibile di Imu e Tasi coincide, per il calcolo dell’imposta da pagare alla base imponibile verrà applicata un’apposta aliquota stabilita dal comune per la particolare fattispecie.

Per l’applicazione della corretta aliquota Tasi bisogna fare attenzione all’aliquota Imu applicata. Infatti, i comuni incontrano il limite massimo secondo cui la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale

La legge determina limiti massimi di aliquota dati dalla somma tra l’aliquota Imu e l’aliquota Tasi: il 6‰ per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e il 10,6‰ per gli altri immobili.

In merito alla Tasi c’è da dire che il Comune può decidere di ridurre l’aliquota fino all’azzeramento della stessa.

Anche la Tasi non si paga sulle abitazioni principali, a meno che non abbiano categoria catastale A/1, A/8, A/9.

Abitazioni principali A/1, A/8 e A/9. Per le abitazioni principali non esenti, quindi rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, l’aliquota stabilita dalla legge è pari all’1 per mille. Dalla somma IMU e TASI deve risultare al massimo un’aliquota del 6 per mille (6,8‰ in caso di utilizzo della maggiorazione dello 0,8‰).

Altri fabbricati. L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge per tutti gli immobili soggetti alla TASI è pari all’1 per mille, ma i comuni possono ridurla fino all’azzeramento.

Fabbricati rurali strumentali. Per i fabbricati rurali strumentali l’aliquota della TASI non deve in nessun caso superare l’1 per mille.

Fabbricati merce. Per i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, l’aliquota Tasi non può eccedere il 2,5 per mille.

Aree fabbricabili. Per le aree fabbricabili l’aliquota TASI non deve superare l’1 per mille. Dalla somma IMU TASI deve risultare al massimo un’aliquota del 10,6 per mille (11,4‰ in caso di utilizzo della maggiorazione dello 0,8‰).

Immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti dai soggetti passivi dell'IRES, immobili locati. Per tali immobili l’aliquota TASI non deve superare l’1 per mille. Dalla somma IMU TASI deve risultare al massimo un’aliquota del 10,6 per mille (11,4‰ in caso di utilizzo della maggiorazione dello 0,8‰).

Fabbricati di categoria D. L’aliquota ordinaria Tasi stabilita dalla legge per i fabbricati di categoria D è pari all’1‰ e l’aliquota massima data dalla somma Imu e Tasi non può superare il 10,6 per mille (11,4‰ in caso di utilizzo della maggiorazione dello 0,8‰).

I terreni agricoli sono esenti dal pagamento della Tasi.

Aliquote Imu e Tasi delibera del Comune: dove trovarle

Le aliquote Imu e Tasi possono essere verificate consultando le delibere dei comuni attraverso il sito internet di ogni singolo comune oppure attraverso il sito del Ministero delle Finanze (Mef) che mette a disposizione di tutti un utile strumento per il controllo delle aliquote Imu e Tasi 2018.

Attraverso il sito del Mef, una volta scelta la regione, la provincia ed il comune di interesse si scegli l’anno di delibera che si vuole controllare. Qualora per quell’anno che nel nostro caso sarà il 2018 si controlla se per quell’anno il comune ha deliberato si utilizza la delibera dell’anno in corso, altrimenti la delibera dell’anno precedente.