E’ in rampa di lancio la Legge di Bilancio 2018. E tra le novità che trapelano dai tavoli tecnici, c’è uno sgravio contributivo del 50% sui contributi dovuti dai giovani lavoratori autonomi professionisti senza cassa. Contributi Inps dimezzati per giovani e professionisti, quindi. L’idea del Governo è quella di concedere degli sgravi contributivi in favore di tutti i giovani, sia dipendenti che autonomi, inseriti nel mondo del lavoro e per i primi anni di attività.

Previsto anche uno sconto del 50% sui contributi Inps per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato. Sgravio che diventa esonero contributivo al 100% in caso di assunzione di giovani NEET, che non lavorano e non studiano.

Il Governo infatti è intenzionato a confermare l’incentivo occupazione giovani under 29 nell’ambito del programma nazionale ed europeo Garanzia giovani.

Dovrebbe essere confermato anche l’incentivo occupazione sud.

Si va verso una decontribuzione per tutti i giovani, dagli autonomi ai dipendenti.

Sconto del 50% sui contributi dei giovani lavoratori autonomi.

Il Governo, dopo aver concesso alle imprese italiane, negli ultimi anni, un’agevolazione contributiva per l’assunzione di giovani under 29, quale è l’incentivo occupazione giovani nell’ambito del programma nazionale Garanzia giovani, ha inteso ampliare le agevolazioni in favore dei giovani.

Garanzia giovani, infatti, è un programma che va a sostenere l’occupazione dei giovani NEET, ossia coloro che non studiano e non lavorano. La conseguenza era, ed è, che basta che il giovane sia universitario o studente, anche fuori corso, anche fermo nella sua carriera universitaria o di studio, che è escluso dal programma. Analogo discorso per chi ha aperto una partita IVA nel tentativo di avviare un’iniziativa imprenditoriale.

Ebbene, per ovviare a tale situazione, il Governo sta pensando di introdurre nella Legge di bilancio 2018 il dimezzamento dei contributi dei giovani lavoratori autonomi, che sono professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata.

Quindi tale intervento normativo non riguarda i giovani professionisti iscritti alle casse professionali, i quali già beneficiano dalle rispettive casse dei liberi professionisti delle agevolazioni contributive per i primi anni di attività professionale. Quasi tutte le casse infatti prevedono un dimezzamento dei contributi per chi si mette in proprio, in molti casi per i primi 5 anni di esercizio della professione.

A chi spetta il dimezzamento dei contributi. Tale intervento normativo è volto a ridurre del 50% l’aliquota contributiva della Gestione Separata per i professionisti senza cassa e più precisamente per i giovani under 29 che si avviano in un’attività di lavoro autonomo con apertura di partita IVA, con iscrizione alla Gestione Separata Inps quali professionisti senza cassa.

Attualmente un professionista senza cassa dell'Gestione Separata Inps deve una contribuzione annuale pari a 25,72%, ossia 2.572 euro di contributi Inps ogni 10.000 euro di reddito. Il dimezzamento comporta che l'aliquota Inps si ridurrà al 12,86%, con un notevole risparmio dei contributi per il giovane.

Restano da sciogliere alcuni nodi, uno su tutti la platea destinataria di tale incentivo, in quanto da più parti si invoca un innalzamento del limite di età a 35 anni, in linea con il percorso di lancio nel lavoro autonomo dei giovani italiani, che spesso avviene oltre i 30 anni. Il Governo in ogni caso vorrebbe destinare a tale misura una dote di 250 – 300 milioni di euro.

Il dimezzamento dei contributi è per i primi 3 anni di attività. Il Governo infatti intende agevolare i giovani lavoratori autonomi, con la stessa agevolazione che intende lanciare appunto per le assunzioni di giovani non NEET, ossia per i primi tre anni di attività. Vediamola.

Sgravio contributivo del 50% per 3 anni per assunzione di giovani.

Il Governo dovrebbe introdurre un taglio dei contributi previdenziali del 50% per l’assunzione di giovani under 29 in tutta Italia. Tale misura va a colmare il vuoto lasciato dall’incentivo occupazione giovani nell’ambito del programma nazionale Garanzia giovani.

Lo sgravio contributivo del 50% per assunzione dei giovani è concesso ai datori di lavoro per tre anni e per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato di giovani con meno di 30 anni, ivi compreso coloro che sono universitari, studenti. L’agevolazione ha un tetto massimo di 4 mila euro e nella norma dovrebbe essere inserita anche una clausola anti-licenziamento, secondo la quale il lavoratore dovrà essere mantenuto in organico per un periodo minimo, pena la restituzione dei sgravi contributivi all’Inps.

Sgravio contributivo al 100% per l’assunzione di giovani disoccupati non studenti.

Nel pacchetto delle misure del Governo dovrebbe esserci anche la conferma dell’Incentivo occupazione giovani, destinato ai giovani iscritti al programma Garanzia giovani.

L’incentivo occupazione giovani prevede un esonero contributivo del 100% dai contributi previdenziali, per un solo anno, per i datori di lavoro che assumono giovani NEET (che non studiano e non lavorano) con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato professionalizzante.

La decontribuzione al 100% di Garanzia giovani agevola quindi i giovani, iscritti a Garanzia giovani, che sono disoccupati ma che non sono studenti iscritti all’università o che hanno un percorso formativo in corso.

Proroga incentivo occupazione SUD per lavoratori di qualsiasi età.

Il Governo intende inoltre confermare l’incentivo occupazione SUD (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), quindi prorogare di un altro anno l’esonero contributivo che spetta per le assunzioni di lavoratori di qualsiasi età, che siano in stato di disoccupazione (ossia abbiano reso la Dichiarazione di immediata disponibilità, ex attestato di disoccupazione, al Centro per l’Impiego o in via telematica all’ANPAL) e che, se di età superiore a 25 anni, siano “primi di un impiego regolarmente retribuito di almeno 6 mesi” negli ultimi 6 mesi”, ossia che abbiano una posizione lavorativa nel proprio C2 storico, richiesto al centro per l’impiego, laddove risulti che “negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione”.

Tale incentivo è presente anche nel 2017 ed è stato ampiamente utilizzato per l’assunzione stabile di personale al SUD.