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In Italia c'è la volontà del Governo di una profonda riforma del sistema fiscale italiano, soprattutto riguardo alla tassazione delle famiglie, all'imposta Irpef. Dal programma di Governo sulla Flat tax alla volontà di Salvini di introdurre il quoziente familiare, con riferimento al modello francese o comunque dei paesi del nord Europa. Ma cosa è il quoziente familiare? come funziona la tassazione in Francia?

Si tratta di un sistema di imposizione fiscale basato sulle famiglie molto diverso da quello italiano, soprattutto nel concetto alla base: in Italia la tassazione Irpef è per singolo contribuente, singola persona fisica, mentre il quoziente familiare parte dalla somma dei redditi della famiglia. Quindi da un lato un reddito tassato singolarmente per ogni persona fisica, dall'altro lato un reddito di natura familiare, con la tassazione che viene calcolata in primis sommando i redditi di tutta la famiglia, per poi applicare anche in quel caso dei sistemi di deduzione.

Con la sostanziale differenza che il quoziente familiare attribuisce dei coefficienti ad ogni componente familiare, assicurando in questo modo una sorta di progressività dell'imposizione fiscale tale da assicurare minor tasse pagate dalla famiglia al crescere dei figli e dei componenti del nucleo familiare.

Sistema fiscale italiano

Anche in Italia, secondo l'art. 53 della Costituzione, "il sistema tributario è informato a criteri di progressività" e non solo, sempre secondo l'art. 53 della carta costituzionale "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". La conseguenza dell'applicazione di tali principi costituzionali è appunto la presenza nell'ordinamento italiano del TUIR, il Testo unico delle imposte sui redditi, che è il D.P.R. 917/1986.

Come tantissimi lavoratori e pensionati (o in generale contribuenti) sanno, l'applicazione dell'imposta Irpef sui redditi è basata su aliquote fiscaloi crescenti al crescere del reddito (dal 23% fino a 15.000 euro, al 27% da 15.000,01 a 28.000 euro, fino al 43% per i redditi oltre i 75.000 euro). Ed è basato soprattutto su una serie di detrazioni fiscali e oneri deducibili dal reddito. Molte famiglie italiane pagano quindi un aliquota del 23% o del 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro di reddito, ma poi attraverso le detrazioni per lavoro dipendente, per redditi da lavoro autonomo, le detrazioni per spese sanitarie e tante altre spese detraibili, l'effettiva aliquota Irpef pagate, al netto di deduzioni e detrazioni, è inferiore al 23%.

Ed il sistema italiano non somma i redditi, quindi ogni contribuente percettore di un reddito è tenuto a presentare la propria dichiarazione dei redditi e pagare una imposizione fiscale ad personam.

Come funziona il quoziente familiare francese

Quando parliamo di quoziente familiare, si inizia subito a ricondurre il reddito alla base dell'imposizione fiscale al concetto di reddito familiare, quindi bisognerà sommare i redditi di tutta la famiglia. Questa è la base di partenza. Al reddito della famiglia viene riservato un trattamento fiscale unico, tenendo appunto conto dei carichi familiari.

I redditi della famiglia una volta sommati, laddove anche l'Italia applicasse il sistema francese, vanno divisi per il numero dei componenti della famiglia stessa, ma ogni componente ha un peso specifico. Si applica infatti un coefficiente attribuito ad ogni componente che appunto forma il quoziente familiare.

Come funziona il calcolo della tassazione col quoziente familiare. L’imposta si calcola a partire dal reddito complessivo familiare dividendolo per il numero delle parti (quoziente). In altre parole, una volta ottenuto il reddito di tutta la famiglia (sommando i redditi di ogni componente), andrà individuato il divisore che il quoziente familiare.

La formula è: reddito familiare diviso quoziente familiare = reddito a base di calcolo della tassazione.

A quel punto si applicano le aliquote (Irpef) sul reddito di fatto medio della famiglia. E si moltiplicano per il numero di componenti della famiglia.

Il sistema prevede, poi, un plafond che è il tetto massimo del quoziente familiare, nonché uno sconto sui redditi minimi.

Le detrazioni fiscali (per redditi da lavoro dipendente, spese sanitarie, ecc.) sono sostituite da una deduzione forfettaria del 10%.

Prima di fare un esempio, visto che sono decisivi, dettagliamo i coefficienti per il calcolo del quoziente familiare, che sono:

  • 1 per single;
  • 2 per coppia sposata o convivente;
  • 0,5 per primo e secondo figlio;
  • 1 per ogni figlio dopo il secondo.

Sono considerati figli a carico un qualsiasi figlio con età inferiore a 25 anni. Gli altri familiari a carico sono esclusi dall'aumento del quoziente.

Poi vi è un aumento del quoziente:

  • di 0,5 per i genitori soli con almeno un figlio a carico;
  • e di 1 per le vedove/i con almeno un figlio a carico.

Applicando il sistema avremo ad esempio i seguenti quozienti familiari:

  • celibe quoziente familiare 1;
  • celibe + 1 figlio: quoziente 1,5;
  • coniugi + 1 figlio: quoziente 2,5;
  • coniuge + 2 figli: quoziente 3;
  • coniugi + 3 figli: quoziente 4;
  • divorziato + 3 figli: quoziente 3,5;
  • coniugi + 4 figli: quoziente 5.

A base del calcolo dell'imposizione fiscale con il quoziente familiare è proprio la composizione del nucleo familiare, con l'obiettivo di assicurare una progressività dell'imposizione fiscale ed anche una tassazione basata sulla capacità contributiva, ma che nel sistema francese è parametrata sulla famiglia e non sul singolo contribuente.

Quoziente familiare: esempi di tassazione

Concludiamo con un paio di esempi di calcolo della tassazione con il quoziente familiare francese.

Un contribuente celibe con reddito di 25.000 euro avrà:

  • reddito familiare imponibile = 25.000 euro – deduzione forfettaria del 10% = 22.500 euro;
  • Su tale reddito viene calcolata l'imposta da pagare, applicando le aliquote. In Francia tali aliquote sono più basse che in Italia. Per il contribuente in questione in Francia l'aliquota è del 14%, ma solo per la quota di reddito eccedente i 9.690 euro (fino a quella cifra il reddito è esentasse). Mentre in Italia è del 23% fino a 15.000 euro e per la parte eccedente fino a 22.500 euro è del 27%. Quindi in Francia pagherebbe il 14% di 22.500 – 9.690 euro, ossia 2.143,50 euro;
  • In Italia lo stesso contribuente pagherebbe la tassazione su 25.000 euro che, applicando le aliquote Irpef, è pari a 6.150 euro.  Ma attenzione, perché in Italia si parla di imposta lorda di 6.150 euro e su quel reddito vanno poi sottratti gli oneri deducibili, ma soprattutto sull'imposta lorda vanno sottratte tutte le detrazioni fiscali, a cominciare dalla detrazione per lavoro dipendente (che nel caso in questione è 1.113 euro, quindi l'imposta scende da 6.150 a 5.037 euro), fino alle detrazioni per spese sanitarie, per ristrutturazioni edilizie ecc. L'effettivo ammontare della tassazione dovrebbe comunque assestarsi, salvo casi eccezionali, su valori superiori rispetto al sistema francese.

Una coppia con due figli, che ha un reddito familiare di 25.000 euro avrà:

  • reddito familiare imponibile = 25.000 euro – deduzione forfettaria del 10% = 22.500 euro;
  • Su tale reddito bisognerà applicare il quoziente familiare, che nel caso di una coppia con due figli è pari a 3, quindi il reddito da considerare per il calcolo delle imposte sarebbe pari a 22.500 diviso 3, ossia 7.500 euro. A quel punto, scatta in Francia l'aliquota dello 0% fino a 9.690 euro. Quindi la famiglia non paga imposizione fiscale;
  • In Italia laddove la famiglia fosse monoreddito, quindi con un solo genitore che percepisce 25.000 euro come reddito da lavoro dipendente, il calcolo sarebbe uguale a quello di sopra, ossia 6.150 euro di imposizione fiscale, ma come prima bisognerebbe applicare una serie di detrazioni fiscali, compreso quella per coniuge a carico e per figli a carico, che in caso di reddito di 25.000 euro sono pari rispettivamente di 690 euro e 1.468 euro. A queste detrazioni va aggiunta la detrazione per lavoro dipendente di 1.113 euro. Quindi solo con le tre detrazioni fiscali di 690 euro, 1.468 euro e 1.113 euro, l'effettiva imposizione fiscale pagata dal contribuente (e in questo caso dalla famiglia), l'Irpef è pari a 2.879 euro. Dalla stessa vanno però sottratte tutte le altre detrazioni fiscali. E dal reddito del contribuente, laddove fossero presenti, andrebbero dedotti gli oneri deducibili.

Tornando al sistema del quoziente familiare francese, anche laddove la stessa famiglia avesse avuto un reddito di 36 mila euro, la tassazione applicando le aliquote francesi sarebbe stata molto bassa in quanto, per effetto del quoziente familiare il reddito di riferimento per il calcolo delle aliquote sarebbe stato di 36.000 euro diviso 3, ossia 12.000 euro. Di questo reddito, l'imposta sarebbe stata del 14% sulla parte eccedente i 9.690 euro, ossia una imposta lorda di 971 euro. Ma nel sistema francese, come abbiamo detto c'è uno sconto sui redditi minimi chiamato "décote" che nello specifico caso abbatte l'effettiva imposta da pagare della differenza tra 1.870 euro e 917 euro, ossia di 899 euro. Con la conseguenza che la stessa famiglia con 36.000 euro di reddito paga una imposizione fiscale pari a 971 euro – 899 euro, ossia 72 euro.

Per una analisi completa comparativa tra il sistema fiscale del quoziente familiare basato sul reddito familiare ed il sistema italiano dell'imposta Irpef ai sensi del TUIR andrebbero considerate le singole posizioni di ogni contribuente che compone la famiglia, per avere un quadro sulla convenienza tra i due sistemi. Una cosa è certa, ogni sistema fiscale e tributario ha pregi e difetti.