quota 100 e quota 41

Torna al centro dei lavori per la prossima Legge di Bilancio l’accesso alla pensione attraverso la quota 100. Dalle ultime notizie si parla di due requisiti per il cumulo tra età anagrafica ed anni di contributi per l’accesso alla pensione con quota 100: minimo 64 anni di età e massimo 2 anni di contributi figurativi per il raggiungimento della quota 100 tra età anagrafica e anni di contributi versati.

Si parla di una spesa di 4 miliardi di lire e di un potenziale di beneficiari di 400 mila futuri pensionati. Viene invece messo in secondo piano il percorso per la quota 41 (di anni di contributi per la pensione anticipata indipendentemente dall'età anagrafica).

Occorre però ragionare sull’ipotesi di quota 100 che trapela in queste ore.

Si parla quindi di un’età anagrafica minima di 64 anni, vuol dire che al raggiungimento dell’età anagrafica di 64 anni, il lavoratore per poter andare in pensione di fatto anticipata con quota 100 dovrà avere almeno 36 anni di contributi versati, con un massimo di 2 anni di contributi figurativi nel conteggio dei 36 anni.

Probabili requisiti per quota 100

Il nodo principale da sciogliere, dato che si parla di 64 anni di età minima e massimo 2 anni di contributi figurativi versati, riguarda proprio la presenza o meno di un minimo di anni di contributi versati.

Il paletto nuovo del tetto di 2 anni di contributi figurativi accreditati nell’estratto conto contributivo del lavoratore, fa pensare che, accanto all’età anagrafica minima di 64 anni non verrà inserito un numero di anni di contributi versati pari a 35 (come originariamente previsto), ma solo il paletto di un numero di anni di contributi figurativi non superiore a 2.

Laddove invece vi fosse il triplo paletto (almeno 64 anni di età, almeno 35 anni di contributi e massimo 2 anni di contributi figurati considerati nel calcolo), la platea dei beneficiari sarebbe molto esigua. Si parla infatti di soli 400 mila beneficiari per una spesa di 4 miliardi.

Resta da capire se sono automaticamente esclusi dall’accesso pensionistico anticipato coloro che hanno superato i 2 anni di contributi figurativi, a prescindere dagli altri requisiti, oppure, com’è probabile, vi sarà comunque il via libera al prepensionamento anche per coloro che comunque posseggono l’età anagrafica ed un numero di anni di contributi tale consentire il raggiungimento di quota 100 senza contare i contributi figurativi.

In ogni caso, stante le ultime notizie su quota 100, che parlano di due requisiti quali almeno 64 anni di età e massimo due anni di contributi figurativi nel computo, laddove non vi fosse un minimo di 35 anni di contributi versati, i requisiti di quota 100 sarebbero:

  • 64 anni di età e 36 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi);
  • 65 anni di età e 35 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi);
  • 66 anni di età e 34 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi);
  • E così via.

Laddove fosse inserito il paletto di almeno 35 anni di contributi versati, di cui al massimo 2 anni di contributi figurativi, avremmo una situazione in cui i requisiti sarebbero:

  • 64 anni di età e 36 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi);
  • 65 anni di età e 35 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi);
  • Quota 101: 66 anni di età e 35 anni di contributi versati (di cui massimo 2 anni di contributi figurativi).

Chiaramente, l’inserimento del paletto dei due anni di contributi figurativi conteggiabili nel numero di anni di contributi, che uniti all’età anagrafica portano a quota 100 per l’accesso pensionistico, è una riduzione importante della platea dei beneficiari.

Lo stesso Governo fa trapelare l’intenzione di non introdurre quota 41 come numero di anni di contributi versati necessari ai lavoratori per l’accesso pensionistico indipendentemente dall’età anagrafica. Si ragionerebbe invece su una quota 41,5. Ricordiamo che ad oggi, per l’accesso alla pensione anticipata è raggiunto con il possesso di 42 anni e 10 mesi di contributi versati nel 2018, 43 anni e 3 mesi dal 2019 e fino al 2020 e 43 anni e 6 mesi dal 2021.

Tornando alle ipotesi legate a quota 100, vediamo ora quali sono i contributi figurativi da togliere dal conteggio dei contributi versati utili per quota 100 e quali sono gli attuali requisiti pensionistici, che sono validi per coloro che non raggiungeranno quota 100 laddove fossero in possesso di un numero di anni di contributi (anche figurativi) inferiore a quelli previsti per la quota 100.

Quali sono i contributi figurativi per quota 100

I contributi figurativi di quota 100 dovrebbero essere quelli ordinariamente previsti dalla legislazione previdenziale dell’Inps. Si tratta di quei contributi che spettano nella Gestione lavoratori dipendenti che sono accreditati d’ufficio o su domanda del lavoratore, senza onere a carico dei lavoratori. I contributi figurativi sono quindi gratis e sono riferiti a periodi, tassativamente individuati dalla legge, durante i quali, nonostante si sia verificata una interruzione o una riduzione dell'attività lavorativa, viene comunque garantita la copertura contributiva.

Questi periodi, salvo specifiche eccezioni, sono utili sia per il conseguimento del diritto alla pensione sia per il suo calcolo.

Contributi figurativi accreditati su domanda all’Inps. Nelle Gestioni pensionistiche dei lavoratori privati, ad esempio, si possono accreditare a domanda i seguenti periodi:

  • servizio militare obbligatorio;
  • servizio militare volontario;
  • servizio civile;
  • riposi giornalieri;
  • maternità al di fuori di un rapporto di lavoro;
  • congedo parentale durante il rapporto di lavoro;
  • malattia del bambino;
  • malattia e infortunio;
  • aspettativa per cariche sindacali;
  • aspettativa per cariche elettive;
  • assenza dal lavoro per donazione sangue.

Contributi figurativi accreditati d’ufficio. Si tratta dei seguenti periodi di sospensione del rapporto di lavoro:

  • Cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • contratto di solidarietà difensivi;
  • progetti di lavori socialmente utili per i quali il sussidio denominato “Assegno ASU” è corrisposto dall’INPS nei casi e con le modalità previste dalle specifiche disposizioni legislative e amministrative in materia;
  • indennità di mobilità;
  • indennità di disoccupazione;
  • indennità in ambito ASPI e NASPI;
  • assistenza antitubercolare a carico dell'INPS.

Nei confronti dei lavoratori iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici, per esempio, sono accreditabili a domanda i periodi in cui l'assenza dal lavoro è per i seguenti motivi:

  • aspettativa non retribuita per cariche pubbliche elettive;
  • aspettativa sindacale non retribuita o fruita in misura parziale;
  • astensione obbligatoria per maternità (congedo di maternità o di paternità) al di fuori del rapporto di lavoro.

Mentre, ad esempio, sono accreditabili d'ufficio i periodi di astensione facoltativa per maternità (congedo parentale) durante il periodo lavorativo, nei casi in cui non ci sia retribuzione o, per la parte differenziale, in caso di retribuzione ridotta, nonché i periodi di assenza dal lavoro per malattia del bambino, nei casi in cui non ci sia retribuzione. 

Il potenziale beneficiario della quota 100 al superamento dei 64 anni di età deve verificare, quindi, nel proprio estratto conto contributivo quante settimane o mesi o anni di contributi figurativi sono accreditati e depennare il numero di contributi figurativi oltre le 104 settimane dal calcolo del requisito minimo di 36 o 35 anni di contributi versati. In altre parole, è necessario avere almeno 34 anni, se non 33 anni, di contributi ordinari da lavoro.

Requisiti per la pensione anticipata e di vecchiaia

L’accesso alla pensione di vecchiaia, con 20 anni di contributi minimi, che è poi la modalità di accesso alla pensione più raggiungibile dopo i forti aumenti dei requisiti della riforma Fornero, non è stato oggetto di dichiarazioni né di annunci. Laddove fosse confermato, per accedere alla pensione in ogni caso sarebbero necessari:

  • 67 anni nel 2019 e 2020,
  • 67 anni e 3 mesi nel 2021 e 2022,
  • 67 anni e 4 mesi nel 2023-2024;
  • E il requisito sale fino ai 68 anni dal 2031.

Quindi da una prima analisi, coloro che hanno o avranno 64 anni di età ma non raggiungono i requisiti per quota 100 (36 anni di contributi, di cui massimo 2 anni di contributi figurativi), dovranno attendere probabilmente il compimento dei 67 anni di età della pensione di vecchiaia.

Quindi potenziali altri 3 anni di attesa per l’accesso alla pensione. Ovviamente coloro che non hanno il requisito minimo dei 20 anni di contributi accreditati per l’accesso alla pensione di vecchiaia, potranno ambire all’assegno sociale.

L’accesso alla pensione anticipata è ancor più ardua in quanto sono necessari, come abbiamo già accennato, i seguenti requisiti contributivi:

  • 42 anni e 10 mesi nel 2018,
  • 43 anni e 3 mesi dal 2019 e fino al 2020;
  • e 43 anni e 6 mesi dal 2021.

Pertanto coloro che hanno un’anzianità contributiva vicina ai 40 anni dovranno valutare se raggiungono prima i 43 anni e 3 mesi di contributi versati o i 64 anni di età di una ipotetica quota 100, che sarebbe frutto del cumulo di almeno 64 anni di età e un ammontare di contributi pari a36 anni, di cui 2 anni massimo di contributi figurativi.

In questo caso, così come in tutti i casi, il potenziale pensionato dovrà pesare il proprio estratto conto contributivo verificando se nello stesso vi sono contributi figurativi e per quanti anni e mesi ammontano. Non è raro che la posizione lavorativa di 40 anni (ed oltre) possa contenere un numero consistente di settimane accreditate dal punto di vista figurativo ben superiore alle 104 settimane di soglia che sarebbe prevista per quota 100. Molti lavoratori infatti hanno tra i contributi accreditati il servizio militare, i periodi di malattia, i periodi di cassa integrazione nonché i periodi di percezione dell’ex indennità di disoccupazione ora comunemente chiamata Naspi.

E allora al potenziale pensionato non resta che sperare, laddove non abbia i 43 anni e 3 mesi di contributi o i 64 anni di età, che passi la quota 41, o meglio la quota 41,5 ipotizzata dal Governo. Anche in questo caso si tratterebbe di un ritorno al passato. Dai 40 anni di contributi previsti nel 2011, dopo esser passati ad una riforma Fornero che ha aumentato fino a 43 anni di contributi per la pensione anticipata, si tornerebbe a quota 41 per tutti, con un solo anno in più rispetto ai requisiti in vigore fino al 2011. Ma con almeno la prospettiva che tra il compimento dei 64 anni o il raggiungimento dei 41,5 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, la pensione (anticipata) sia più vicina.