Cos'è il Reddito di Cittadinanza e chi può richiederlo?

Molti italiani si trovano ad attraversare un periodo di difficoltà economica: il Reddito di cittadinanza è un sostegno che punta al reinserimento nel mondo del lavoro e all'inclusione sociale, permettendo di integrare il reddito di famiglie in difficoltà. Il Reddito di cittadinanza ha inoltre gli obiettivi di migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l'occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze. Possono richiedere il Reddito di cittadinanza i cittadini italiani ed europei, o chi risiede in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.

Qual è la differenza tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza?

La Pensione di cittadinanza è un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà in cui tutti i componenti abbiano un'età pari o superiore a 67 anni. Le regole generali e di funzionamento della Pensione sono analoghe a quelle del Reddito di cittadinanza, ma la misura è più semplice perché non sono previsti gli adempimenti legati al lavoro.

Quali sono i requisiti e come si presenta la domanda?

Per beneficiare del Reddito di cittadinanza è necessario avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui; possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso. È inoltre necessario avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.
La domanda può essere presentata in modalità cartacea presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019 (e da ogni giorno 6 del mese). La domanda verrà inserita subito nel portale del Ministero del Lavoro dall’operatore di sportello di Poste. La procedura può essere eseguita anche on-line, direttamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID (informazioni sul sito www.spid.gov.it). In alternativa è possibile rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Cosa fare dopo aver presentato la domanda?

Dopo aver esaminato la domanda, l'INPS comunicherà il suo accoglimento o il rigetto. Nel primo caso, entro 30 giorni, i componenti del nucleo familiare (a esclusione di minorenni, pensionati, soggetti oltre i 65 anni di età, soggetti con disabilità, soggetti già occupati o frequentanti un corso di formazione) devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro (DID) presso i Centri per l'impiego o i patronati convenzionati con l'ANPAL. Nel frattempo si riceverà da parte di Poste un appuntamento presso l'ufficio postale per il ritiro della Carta Rdc con il relativo PIN. In funzione dei propri requisiti si verrà convocati dai Centri per l'impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro o dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l'Inclusione sociale.

A quanto ammonta il Reddito di cittadinanza?

L'ammontare del Reddito (o della Pensione) di cittadinanza è dato dalla somma di due componenti, una quota a integrazione del reddito, che può arrivare fino a un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione) e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (es. maggiorenni e minorenni), e un contributo per l'affitto o il mutuo. In caso di locazione della casa di abitazione, il contributo non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Rdc (oppure fino a un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo della casa di abitazione, il contributo corrisponde a un massimo di 150 euro mensili sia per Rdc che per Pdc.

Per quanto tempo lo si riceve?

Il Reddito di cittadinanza viene erogato per 18 mesi. Può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa sospensione dell’erogazione del beneficio di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista per la Pensione di cittadinanza che quindi si rinnova automaticamente.

Come avviene l'erogazione?

La somma corrispondente al Reddito di cittadinanza viene accreditata mensilmente sulla Carta Rdc a partire dal mese successivo a quello della presentazione della domanda.

Come si può utilizzare?

Il reddito di cittadinanza può essere utilizzato ad esempio per acquistare beni di consumo, pagare utenze, prelevare mensilmente una somma in contanti in proporzione al numero e alla tipologia dei componenti del nucleo familiare, effettuare un bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione o della rata del mutuo della casa di abitazione.

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa?

Sì è compatibile, ma se l’attività è iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018, oppure nei primi mesi del 2019 ed è in corso al momento di presentazione della domanda, occorre compilare il modello Rdc/Pdc–Com, recandosi ai CAF convenzionati con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Se, invece, l’attività lavorativa è iniziata dopo la presentazione della domanda di Rdc, le variazioni devono essere comunicate all’Inps che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio. La comunicazione relativa alla variazione e il relativo reddito viene inoltrata all'INPS recandosi di persona ai Centri per l’impiego oppure, quando sarà istituita, attraverso la Piattaforma “SIUPL” entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Il Reddito di cittadinanza si può perdere?

Il Reddito di cittadinanza si può perdere in alcuni casi, ad esempio se non è stata presentata la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro (DID), se manca la sottoscrizione del Patto per il lavoro oppure del Patto per l’inclusione sociale; se chi riceve il Reddito non partecipa alle iniziative formative o di riqualificazione; se non viene accettata nessuna delle tre offerte di lavoro congrue o se non si effettuano le comunicazioni previste in caso di variazioni di lavoro o del nucleo e non presenta la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE.