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Le festività nazionali, infrasettimanali e soppresse: guida alla retribuzione

Il lavoratore ha diritto ad assentarsi per dei giorni di festività, stabiliti dalla legge. Vediamo la retribuzione nei vari casi: lavoro festivo, le ex-festività soppresse ed i festivi durante la domenica, la CIG e le altre assenze da lavoro.

Le festività nazionali, infrasettimanali e soppresse: guida alla retribuzione.

Il lavoratore subordinato nell’esercizio della propria attività lavorativa deve rispettare un orario di lavoro, che è l’unità di tempo considerata in ciascun giornata di lavoro per commisurare sia la durata della prestazione lavorativa, sia la retribuzione dovuta al lavoratore da parte del datore di lavoro. Durante l’anno, il lavoratore ha diritto a delle sospensioni dal rapporto di lavoro. Oltre al riposo giornaliero, settimanale, alle ferie, al lavoratore spetta la sospensione dal lavoro anche in occasione delle festività nazionali, civili e religiose.

Il lavoratore durante le ricorrenze festive, ha diritto ad astenersi dal lavoro ed a ricevere la retribuzione. Per esigenze aziendali, il lavoratore può essere chiamato dal datore di lavoro a prestare l’attività lavorativa, in tal caso si parla di lavoro festivo, che deve essere retribuito con una retribuzione giornaliera comprensiva di una maggiorazione, stabilita dai  contratti collettivi, i CCNL.

Nell’arco dell’anno sono considerate giornate festive, oltre alle domeniche (riposo settimanale), anche le festività nazionali e infrasettimanali. Esse sono individuate dalla legge o stabilite nel contratto collettivo.

Le festività nazionali e infrasettimanali sono individuate dalla Legge 27 maggio 1949 n. 260, dalla Legge 5 marzo 1977 n. 54 e dal D.P.R. 28 dicembre 195 n. 792. Durante queste giornate al lavoratore spetta l’astensione dal lavoro.

Le festività nazionali sono:

  • 25 aprile (ricorrenza della Liberazione);
  • 1° maggio (festa del lavoro);
  • 2 giugno (fondazione della Repubblica);

Le festività infrasettimanali sono:

  • Primo giorno dell’anno (capodanno, 1 gennaio);
  • Il giorno dell’Epifania (6 gennaio);
  • Il giorno di lunedì dopo Pasqua (c.d. pasquetta);
  • Il giorno dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto, c.d. ferragosto);
  • Il giorno di Ognissanti (1 novembre);
  • Il giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre);
  • Il giorno di Santo Stefano (26 dicembre).

Oltre alle festività nazionali e infrasettimanali, i contratti collettivi considerano come festività anche il giorno del Santo Patrono del comune in cui è ubicata l’unità lavorativa (Es. San Gennaro a Napoli). Per i lavoratori che lavorano nel Comune di Roma, il giorno del Santo Patrono ricorre il 29 giugno (Santi Apostoli Pietro e Paolo). Speciali disposizioni sono previste anche per i lavoratori ebrei.

Festività del 17 marzo. Si tratta di un giorno festivo istituito per i festeggiamenti del 150° anniversario dall’Unità d’Italia e riguarda il solo anno 2011 nel quale sono trasferiti al 17 marzo i trattamenti della festività del 4 novembre, che viene trattata in maniera differente nei vari settori.  In alcuni casi il 4 novembre viene retribuito come una giornata aggiuntiva (o ore aggiuntive retribuite), in altri casi vengono riconosciuti dei permessi retribuiti, mente per i dipendenti di regioni e enti locali dà diritto ad un giorno di ferie in più.

La retribuzione della festività e del lavoro festivo

Per i giorni di festività ai lavoratori spetta la retribuzione, che per i lavoratori retribuiti in maniera fissa è la normale retribuzione, per i lavoratori retribuiti ad ore, è la retribuzione giornaliera globale di fatto, ragguagliata ad un sesto dell’orario settimanale di lavoro.

Se il lavoratore, invece, presta la propria attività durante il giorno di festività ha diritto al pagamento di una giornata di lavoro festivo, che consiste in una retribuzione maggiorata, spesso con una percentuale (es. nel CCNL Commercio il lavoro festivo è retribuito con una maggiorazione del 20% della retribuzione giornaliera). E’ ammesso il patto di conglobamento con il quale si includono nei compensi corrisposti, anche le retribuzioni per tredicesima, quattordicesima e le festività. Per approfondimenti, vediamo il lavoro festivo e la retribuzione delle festività.

Giorno festivo di sabato o domenica o durante le assenze

Il giorno festivo può capitare di sabato o domenica. Nel caso di coincidenza della festività con la domenica, il lavoratore retribuito in maniera fissa avrà diritto ad una quota aggiuntiva di retribuzione che normalmente è una giornata pagata in più (1/26 della retribuzione mensile). Se la festività coincide con il sabato invece, al lavoratore non spetta alcuna quota aggiuntiva, salvo diversa previsione nei CCNL. Questo vale anche per le aziende che effettuano la settimana corta di lavoro, dal lunedì al venerdì.

La festività può cadere anche durante i periodi di assenza dal lavoro. Si tratta delle assenze per ferie, per i permessi retribuiti, per un periodo di malattia, di maternità o di infortunio. In questi casi il lavoratore ha diritto al trattamento previsto per la festività ed il giorno festivo non si conteggia tra quelli rientranti per l’assenza. Vediamo l’approfondimento sul giorno festivo durante le assenze da lavoro.

La festività e la cassa integrazione

Il trattamento della Cassa Integrazione guadagni è diverso, a seconda che il lavoratore sia retribuito in maniera fissa o ad ore. Il lavoratore retribuito in maniera fissa ha sempre diritto alla retribuzione della festività all’interno della CIG. Analogamente gli operai con paga mensilizzata.

Il lavoratore retribuito ad ore (es. operai) invece non ha diritto al trattamento CIG per le giornate di festività nazionale e non hanno diritto alla retribuzione delle festività infrasettimanali, se ricadono nelle prime due settimane di sospensione lavorativa (CIG a zero ore). In questi casi sarà sempre il datore a dover retribuire la festività. Nel caso di riduzione dell’attività lavorativa (CIG con ore lavorate), sarà sempre il datore di lavoro a dover retribuire i lavoratori. Vediamo l’approfondimento sulle festività e CIG.

Le ex festività soppresse e le 32 ore di permessi retribuiti

Le festività di San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e SS. Pietro e Paolo (quest’ultima ad eccezione del Comune di Roma), sono state soppresse ed ai lavoratori generalmente spettano 32 ore aggiuntive di permessi retribuiti, con maturazione annua.

I permessi retribuiti per le ex festività maturano in proporzione al periodo di lavoro effettuato nell’anno, con il criterio di calcolo per dodicesimi. Vale a dire che viene considerato come mese intero la frazione di mese superiore ai 15 giorni. I contratti collettivi prevedono per il giorno 4 novembre, non più festivo, l’erogazione del trattamento spettante per la festività coincidente con la domenica.

Sanzioni

In caso di mancata corresponsione del trattamento per le festività ed in caso di mancata erogazione della maggiorazione per le prestazioni i lavoro festivo effettuate dai lavoratori, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa da € 700 a € 4.645.

[foto di Giuseppe Nicoloro]

Consulente del lavoro in Napoli. Esperto di diritto del lavoro e previdenza, di buste paga e vertenze di lavoro. Ama districarsi nell’area fiscale e occuparsi di lavoratori, imprese e contribuenti. Email: abarbato@fanpage.it.

Approfondimenti: festività, retribuzione

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