chi paga tasi, calcolo, versamento f24

A partire dall’anno 2014 un nuovo tributo locale affianca l’IMU tra le imposte comunali. Va pagata in acconto e saldo a giugno e dicembre di ogni anno. Si tratta della tassa sui servizi indivisibili, meglio conosciuta come TASI. Vediamo cosa è la TASI, chi deve pagarla, come si calcola e quando si versa.

Cosa è la TASI. Come abbiamo detto è la tassa sui servizi indivisibili. E’ stata istituita dalla Legge di Stabilità 2014 e il suo introito, destinato ai comuni, serve a pagare alcuni servizi offerti alla cittadinanza dal Comune in cui l’immobile è sito. Servizi quali le manutenzioni stradali o l’illuminazione comunale, ma anche l’anagrafe e tutte le attività che non vengono offerte a domanda ma alla generalità dei cittadini. In ogni caso la legge n. 147 del 2013 prevede che il regolamento comunale debba individuare i servizi indivisibili, indicando analiticamente per ciascuno di tali servizi quali sono i costi, che la TASI va a coprire.

SOMMARIO:
Chi deve pagare la TASI
Esclusi ed esentati
Calcolo TASI
Scadenza acconto e saldo
Codici tributo e compilazione F24
Casi particolari

Chi deve pagare la TASI

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale come definita ai fini dell'imposta municipale propria, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti.

La TASI è dovuta per l’abitazione principale e relative pertinenze, ed è versata dal possessore a qualsiasi titolo (proprietà, usufrutto, abitazione o altro diritto reale minore) di fabbricati a tale fine destinati. Sono soggetti passivi della nuova tassa, secondo le stesse norme che regolano l’IMU:

  • tutti i proprietari o possessori a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compreso l’abitazione principale;
  • tutti i proprietari di aree scoperte e aree edificabili;
  • l’affittuario e tutti i soggetti diversi dal titolare del diritto reale.

Sono invece esclusi i terreni agricoli e i terreni incolti, in quanto non sono fabbricati o immobili.

Paga la TASI anche l’inquilino. Riguardo l’ultimo punto, L’inquilino occupante l’immobile è infatti titolare di un’autonoma obbligazione tributaria, ossia deve versare una parte del totale della TASI dovuta per l’immobile locato. E’ previsto il pagamento di una percentuale compresa tra il 10% e il 30% del totale a carico dell’inquilino. La percentuale precisa è stabilita dal Comune nella delibera comunale. In caso poi di mancato versamento della propria quota da parte dell’inquilino, il proprietario non sarà mai indicato responsabile.

La delibera comunale, come vedremo, è centrale nella normativa della TASI. Con la delibera i Comuni decidono la percentuale dell’aliquota dovuta, nonché le detrazioni per l’abitazione principale e tutto il regolamento relativo alla TASI comunale.

Quali sono gli immobili sui quali si versa la TASI. Dal 1° gennaio 2014, agli immobili di categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 destinati ad abitazione principale si applica solo il Tributo sui Servizi Indivisibili (TASI), per i beni classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sono dovuti sia TASI, sia IMU.

Chi non paga la TASI

Ci sono degli immobili, dei fabbricati e delle aree edificabili che non sono assoggettate al pagamento della tassa sui servizi indivisibili (TASI) perché esentati o esclusi dalla base imponibile. Vediamoli.

Le esenzioni decise dai Comuni: dalle abitazioni con unico occupante ai fabbricati rurali. Come abbiamo già detto sono esclusi dal pagamento della TASI tutti i terreni agricoli e i terreni incolti.  La centralità del ruolo dei Comuni nell’applicazione della TASI si evince anche dalla facoltà, loro concessa dalla legge, di deliberare delle riduzioni o esenzioni relative alla tassa comunale sui servizi indivisibili.

Possono ridurre la tassa o decidere per l’esenzione nei confronti delle abitazioni con unico occupante, le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, le abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero.

Possono altresì deliberare la riduzione della TASI o l’esenzione della TASI per i locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente. Infine per i fabbricati rurali ad uso abitativo.

Sono inoltre esentati dal versamento della Tasi:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali (sarebbero gli immobili appartenenti agli Enti Locali, i consorzi fra questi enti, gli enti del servizio sanitario nazionale, ecc.).
  • i fabbricati della Chiesa, degli Stati esteri e le organizzazioni internazionali;
  • i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e recuperati al fine di essere destinati ad attività assistenziali e gli immobili utilizzati da enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, ecc…, per la parte dell’immobile utilizzata per queste attività.

Sono escluse dalla TASI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Calcolo della TASI

Anche per la tassa sui servizi indivisibili, ossia la TASI, c’è una base imponibile, delle aliquote da applicare, delle agevolazioni fiscali consistenti in apposite detrazioni, e quindi un determinato calcolo del tributo da effettuare.

La base imponibile della TASI è la stessa prevista per l’applicazione dell’IMU, l’imposta municipale propria. Essa è data dalla rendita catastale che risulta al 1 gennaio dell’anno d’imposta, aumentata del 5% e moltiplicata per il coefficiente 160 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9 e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

Una volta determinata la base imponibile, il contribuente deve consultare la delibera comunale relativa alla TASI per individuare l’aliquota TASI prima di tutto, ma anche l’ammontare delle detrazioni per l’abitazione principale e relative pertinenze, nonché il regolamento comunale. Le delibere sono pubblicate su un apposito elenco contenuto sul sito del ministero delle finanze.

L’aliquota TASI è appunto individuata dal Comune e comunicata nella delibera. Per legge la forbice di variazione entro la quale possono deliberare i Comuni, sull’abitazione principale e le relative pertinenze, va dall’1 per mille fino al 2,5 per mille (ed anche il 3,3 per mille in alcuni casi). Questa aliquota percentuale va applicata sulla base imponibile determinata secondo le regole precedentemente descritte.

L’aliquota può arrivare fino al 3,3 per mille considerando l’addizionale dello 0,8 per mille previsto dalla legge n. 68 del 2014. Tale addizionale è introdotto dalla Legge di Stabilità 2014, ma può essere introdotto dal Comune solo se si concedono ai cittadini le detrazioni sulla TASI per l’abitazione principale e le relative pertinenze.

Per gli immobili che non sono abitazione principale va effettuata e considerata la somma delle aliquote TASI e IMU. C’è un tetto massimo del 10,6 per mille che il Comune non può superare. Tale tetto va elevato all’11,4 per mille se si considera sempre l’addizionale dello 0,8 per cento). Per i fabbricati rurali strumentali l’aliquota massima della TASI non può eccedere l’1 per mille.

Senza la delibera comunale TASI da pagare all’1 per mille. La delibera comunale è importante per il gettito di entrata del Comune stesso, in quanto la normativa prevede che in caso di mancata deliberazione per la TASI, il pagamento della TASI va effettuato applicando l’aliquota minima dell’1 per mille.

Per abitazione principale, che comporta la possibilità di beneficiare delle detrazioni TASI stabilite dal singolo Comune nella delibera comunale, si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare con categoria catastale da A/1 ad A/9, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.

Scadenza versamenti acconto e saldo della TASI

Abbiamo visto che l’aliquota della TASI viene comunicata dal Comune e può arrivare fino al 2,5 o 3,3 per mille, mentre l’aliquota minima per i Comuni che non deliberano è dell’1 per mille. I Comuni con le loro delibere incidono anche sulle scadenze per i versamenti degli acconti, saldi e versamenti in unica soluzione della TASI dipendono dalla delibera comunale. Fondamentale è la data in cui è stata pubblicata la delibera.

Le scadenze per il versamento dell’acconto e del saldo TASI o della TASI in unica soluzione sono le seguenti:

  • acconto o versamento in unica soluzione entro il 16 giugno;
  • saldo entro il 16 dicembre.

I Comuni possono variare le delibere. In questo caso varia anche la TASI dovuta a saldo. Va ricordato che se la delibera comunale ha subito modifiche, il versamento del saldo entro dicembre ne dovrà tenere conto, quindi attenzione a controllare nuovamente le delibere comunali sul sito del Ministero delle Finanze, anche per coloro che hanno immobili nei Comuni che hanno già deliberato nel corso del 2015 o 2014.

Come pagare la TASI: i codici tributo da utilizzare

Per quanto riguarda le modalità di pagamento della TASI, il contribuente deve utilizzare il modello F24 effettuando il pagamento tramite banche, uffici postali o gli intermediari Entratel abilitati (Caf, Commercialisti, Consulenti del Lavoro, ecc.). Per il pagamento della TASI è possibile utilizzare il modello "F24 Ordinario" ed il modello "F24 Semplificato".

L’elenco dei "Codici tributo" da utilizzare per le diverse tipologie di immobile è il seguente:

  • "3958"  – tributo per i servizi indivisibili su abitazione principale e relative pertinenze;
  • "3959"  – tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • "3960"  – tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili;
  • "3961"  – tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati.

Il versamento dell’imposta  deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Non si procede al versamento qualora l’imposta dovuta complessivamente per l’anno, e non per le singole rate di acconto e di saldo, sia uguale o inferiore a 12 euro.

Il modello F24 consente di utilizzare i crediti erariali in compensazione dei debiti TASI.

Per quanto riguarda la compilazione dell’F24 per il pagamento della TASI, la sezione da utilizza la “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI, le somme devono essere indicate esclusivamente nella colonna “Importi a debito versati” con le seguenti indicazioni:

  • Codice catastale: il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, dovrà essere indicato nello spazio "Codice ente/codice comune" (es. "H501" per il Comune di Roma),reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate;
  • Ravvedimento: qualora il pagamento si riferisca ad un "Ravvedimento" dovrà essere barrata l'apposita casella ("Ravv");
  • Numero immobili: nello spazio "Numero immobili", il contribuente dovrà indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • Anno di riferimento: nello spazio "Anno di riferimento", il contribuente dovrà indicare l'anno d'imposta cui si riferisce il pagamento; nel caso in cui sia barrato lo spazio "Ravv." indicare l'anno in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata. 

dati anagrafici ed il Codice Fiscale devono essere riferiti al contribuente ed indicati nella apposita sezione del modello F24 (sezione "contribuente" nella parte superiore del modello F24). Il codice tributo va individuato nell’elenco di cui sopra. L'importo totale da versare deve essere arrotondato all'euro, come già detto. Ossia fino a 49 centesimi si arrotonda per difetto e oltre 49 centesimi si arrotonda per  eccesso.

E' possibile effettuare il versamento in un'unica soluzione, barrando entrambe le caselle acconto e saldo presenti sul modello F24 ("Acc" e "Saldo") oppure in due rate, barrando la casella "Acc" se il pagamento si riferisce all'acconto (prima rata) e la casella "Saldo" se il pagamento si riferisce al saldo (seconda rata).

Casi particolari di possesso dell’immobile

La normativa della TASI segue quella dell’Imu. Se l’immobile è posseduto o detenuto da più di una persona, quindi in caso di più proprietari dell’abitazione, quest’ultimi sono tenuti in solido ad adempiere al pagamento della TASI, che è da intendersi unica obbligazione tributaria.

TASI in caso di assegnazione della casa coniugale da parte del giudice. In caso di assegnazione della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la TASI è versata in proporzione alle quote di possesso su tale bene.

In caso di decesso di uno dei coniugi, al coniuge superstite è riservato per legge il diritto reale di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare. Il coniuge superstite è quindi il solo soggetto tenuto al versamento per l’immobile costituente la ex casa coniugale.

Alcune particolarità riguardanti l’abitazione principale, e quindi la possibilità di fruire delle detrazioni deliberare dal Comune da applicare nel calcolo della TASI riguardano gli anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente. Si considera direttamente adibita ad abitazione principale la loro unità immobiliare, a condizione che non risulti locata.

E’ considerata adibita ad abitazione principale anche l’unità immobiliare concessa in comodato a parenti in linea retta entro il 1° grado che la utilizzano come abitazione principale. L’agevolazione opera nel solo caso in cui il comodatario (ossia colui che utilizza l’immobile) appartenga a un nucleo familiare con certificazione ISEE non superiore a 15.000 euro annui.

In caso di locazione finanziaria, la TASI è dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto; per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna.

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie. Esempio: in caso di abitazione locata con un inquilino per 6 mesi e un altro inquilino per 6 mesi restanti, la TASI va pagata dal proprietario.

Esempio di abitazione locata per 8 mesi con un inquilino e 4 mesi con altro inquilino: il proprietario paga la TASI al 100% per 4 mesi e al 70% (o altra percentuale deliberata) per 8 mesi. L'inquilino di 8 mesi paga il 30% (o altra percentuale) per 8 mesi. L'inquilino di 4 mesi non paga nulla.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della TASI dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.