estratto conto certificativo

Chi ha maturato il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 può chiedere al proprio ente previdenziale la certificazione del diritto a pensione. Tale certificazione, che dà la certezza di aver raggiunto i requisiti per la pensione con il sistema in vigore fino al 2011, è stata prevista dal decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, la cosiddetta riforma delle pensioni voluta dal governo Monti. Fin qui nulla di strano.

Il problema è che con la manovra Monti il sistema pensionistico è stato radicalmente modificato, è stata cancellata la pensione di anzianità, è stata modificata la pensione di vecchiaia, così come è stata introdotta una nuova pensione anticipata. Di fatto sono stati innalzati i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva per avere diritto a pensione, e molti cittadini spaventati dalle riforme e dal possibile allontanamento della pensione si sono recati immediatamente all’Inps e agli altri enti previdenziali per ottenere questa certificazione quasi come una caccia allo scampato pericolo.

Tale afflusso di gente ha indotto l’Inps a pubblicare un messaggio, il 24126 del 2011, al fine di chiarire che il diritto a pensione resta pur se non si è in possesso della certificazione, la cosa importante è che nel proprio estratto conto risulti una situazione contributiva tale da rientrare nei requisiti per l’accesso alla pensione fino al 2011.

L’Inps comunica in fatti che “il conseguimento del diritto alla prestazione pensionistica secondo la normativa previgente all’entrata in vigore del decreto in oggetto è subordinato alla maturazione entro il 31 dicembre 2011 dei requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla predetta normativa, a prescindere dall’avvenuta certificazione di tale diritto. Infatti detta certificazione ha una funzione dichiarativa e non costitutiva del diritto”.

Pertanto, alla luce della vigente normativa, anche in caso di mancata certificazione del diritto alla prestazione pensionistica, il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima dell’entrata in vigore del decreto in esame, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa. Chiarito questo, molti cittadini si sono tranquillizzati, ma veniamo al consiglio loro riservato.

Chiedete la certificazione del diritto a pensione. Chiarito che la certificazione non è un obbligo ai fini del diritto a pensione che comunque viene garantito a chi ne ha i requisiti, resta il fatto che, secondo quanto previsto dall’art. 24 comma 3 del Decreto Legge n. 201 (Riforma Monti), il lavoratore ha la facoltà e il diritto di richiedere ed ottenere la certificazione del diritto alla prestazione pensionistica.

Quindi è consigliabile richiedere la certificazione per i lavoratori prossimi alla pensione o che hanno diritto a pensione sulla base degli anni di contributi versati o dell’età anagrafica raggiunta o delle quote raggiunte. E’ consigliabile anche per coloro che hanno accesso tramite pin alla propria situazione contributiva sul sito dell’Inps (o Inpdap o altri enti) e possono stampare il proprio estratto conto direttamente online. Un documento che ti dà la certezza assoluta del diritto a pensione acquisito è anche una soddisfazione dopo tanti anni di lavoro. Ma in realtà ha soprattutto una funzione molto utile per il lavoratore.

La certezza dei contributi versati. La certificazione del diritto a pensione prevista dalla Manovra Monti è un qualcosa di più, vi dà la certezza garantita dall’ente del raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o la pensione di anzianità (secondo il sistema in vigore fino al 2011). E, soprattutto, vi dà la certezza dei contributi che risultano effettivamente accreditati sulla vostra posizione contributiva.  In questo modo, eventualmente ci fossero dei mesi mancati, il lavoratore può risolvere il problema perché ha la certezza che c’è la situazione contributiva da sistemare. Inoltre, se l’ente previdenziale commettere un errore nel certificare il diritto a pensione, è responsabile del risarcimento del danno all’interessato.

L’estratto conto certificativo. Al cittadino prossimo alla pensione, oltre alla nuova certificazione, era ed è già consentito fare un’ulteriore richiesta, cioè l’estratto conto certificativo, che è un documento analitico della posizione assicurativa del lavoratore, che ha valore appunto certificativo e può essere rilasciato solo a coloro che sono prossimi alla pensione. Anche in questo caso il documento ha qualcosa in più rispetto al normale estratto conto prelevabile tramite pin e accesso alla propria posizione contributiva presso l’Inps.

Questo documento contiene i dettagli di tutta la contribuzione ed è appunto certificativo. Contiene sia un estratto sintetico che elenca per tipo di contribuzione (come lavoratore dipendente, come lavoratore autonomo, i contributi figurati, la disoccupazione, la malattia, ecc) tutte le settimane utili per il diritto a pensione, sia un estratto conto analitico che contiene i contributi registrati negli archivi per giorni, settimane e mesi, le settimane utili per il raggiungimento del diritto a pensione, le settimane che sono utili per il calcolo della pensione stessa, tutte le retribuzioni o il reddito utile per il montante contributivo e le eventuali note sui casi particolari.