trattenute pensione addizionali conguagli Irpef

Nonostante l'annuncio della circolare Inps relativo all'aumento delle pensioni lorde mensili da gennaio 2020, molti pensionati, dopo aver ricevuto l’accredito della pensione di gennaio 2020 o averla incassata tramite Posta o banche, lamentano di una pensione di gennaio 2020 più bassa o diminuita. Si tratta del netto incassato, che in alcuni casi è più basso.

La colpa è delle trattenute nella pensione di gennaio 2020 per effetto dei:

  • ricalcoli della tassazione nel conguaglio fiscale di fine anno;
  • e soprattutto per l’addebito delle prime rate delle addizionali regionali e comunali calcolate dall'Inps in sede di conguaglio stesso e più alte.

Il conguaglio negativo Irpef è in realtà dovuto nella maggior parte dei casi alle altre imposte collegate all'Irpef: le trattenute delle rate delle addizionali regionali e comunali superano l'aumento della pensione lorda mensile da gennaio 2020.

E per questo nonostante l’annunciato aumento della pensione lorda da gennaio 2020 fino al 2022, che è effettivamente è avvenuto con l'accredito della pensione di gennaio 2020 il giorno 3 gennaio, il pensionato si ritrova in alcuni casi una pensione di gennaio 2020 netta più bassa, anche se effettivamente la sua pensione lorda da gennaio 2020 e fino a dicembre 2020 è aumentata.

In realtà la pensione aumenterà anche nel 2021 e per alcuni dal 2022 aumenterà anche in maniera più consistente. Ma questo aumento di pensione lorda riuscirà a far aumentare la pensione netta percepita, che è quello che interessa poi al pensionato?

Si tratta di un situazione matematica di aumento e diminuzione che fa arrabbiare i pensionati. E la motivazione per certi versi sta negli indicatori degli aumenti del costo della vita.

Siccome l’aumento della pensione lorda da gennaio 2020 non è più calcolata secondo l'indice di rivalutazione dell’1,1% ma dello 0,40% (da riparametrare tra l'altro in base all'entità della pensione mensile lorda e che può scendere fino allo 0,16%) proprio perché il Decreto 14 novembre 2019, che fissa la rivalutazione delle pensioni in base al costo della vita, tale aumento non riesce a compensare, le trattenute di Irpef e addizionali regionali e comunali, con l’effetto di una diminuzione della pensione netta percepita. Ma l'aumento della pensione lorda c'è stato e si può facilmente controllare.

Pensione di gennaio è più bassa: trattenute per addizionali regionali e comunali

I pensionati che hanno modo di accedere alla loro posizione previdenziale e che possono scaricare il prospetto rilasciato dall'Inps sulla rata di pensione di dicembre, compreso tredicesima, potranno notare che nella rata di pensione di dicembre sono indicati dati importanti che poi a gennaio successivo determinano la pensione poi percepita.

PAL (ossia pensione annua lorda)

Sulla pensione annua lorda, indicata nelle varie rate di pensione e a dicembre di ogni anno, viene calcolato il conguaglio fiscale di fine anno, quindi conguaglio Irpef e le addizionali che poi sono addebitate da gennaio.

La pensione annua lorda diviso tredici fa la pensione lorda mensile effettivamente percepita. Ed è proprio la pensione mensile percepita che sale a gennaio per effetto dell'aumento delle pensioni in seguito alla rivalutazione delle pensioni comunicata dall'Inps nella consueta circolare di fine anno.

La pensione annua lorda del 2020 è superiore alla pensione annua lorda del 2019, per effetto dell'aumento delle pensioni dallo 0,16% allo 0,40% da gennaio 2020.

I pensionati potranno controllare tale aumento anche nella pensione lorda mensile di gennaio 2020 che è più alta della pensione lorda mensile di dicembre 2019.

Tassazione della pensione

Accanto all'indicazione della PAL ci sono le indicazioni dell'aliquota Irpef massima e l'aliquota media. Se il pensionato trova indicato 23,00 in entrambi casi, allora la PAL (pensione annua lorda) è inferiore a 15 mila euro anni. Se invece trova indicato come aliquota massima 27,00 e come aliquota media una cifra inferiore tra 23,01 e 27,00 allora il pensionato ha una pensione annua lorda tra 15.000,01 e 28.000 euro. Analogo discorso vale per chi trova indicato come aliquota massima il 38,00 ossia 38% e come aliquota media una cifra inferiore, in questo caso siamo nella fascia di pensione annua lorda tra 28 mila e 55 mila. In sostanza, è la conseguenza dell'applicazione delle aliquote Irpef al reddito da pensione:

  • 23% fino a 15.000 euro;
  • 27% da 15.001 fino a 28.000 euro;
  • 38% da 28.001 fino a 55.000 euro;
  • 41%  da 55.001 fino a 75.000 euro;
  • 43% oltre 75.000 euro.

Ovviamente l'aumento lordo della pensione da gennaio 2020 sconta l'aliquota Irpef massima. Quindi la tassazione massima. E questo non per colpa dell'Inps ma per colpa del calcolo dell'imposta Irpef per scaglioni di reddito (quelli nell'elenco puntato).

Addizionali regionali e comunali trattenute nelle pensione di 2020

Il motivo della pensione netta di gennaio 2020 più bassa è nella maggior parte nel sistema delle trattenute delle addizionali regionali e comunali, che sono addebitate nelle rate di pensione da gennaio a novembre del 2020. Nel seguente modo:

  • 11 rate di pari importo da gennaio a novembre 2020: addebito addizionale regionale 2019, calcolato su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (e sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota regionale (o aliquote regionali differenziate) dell’anno 2019;
  • 11 rate di pari importo da gennaio a novembre 2020: addebito saldo del 70% addizionale comunale 2019, calcolato sempre su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota comunale dell’anno 2019, al netto dell’acconto del 30% trattenuto da marzo a dicembre 2019 a sua volta calcolato come il punto successivo ma sul reddito del 2018;
  • 9 rate di pari importo da marzo a novembre: addebito acconto del 30% addizionale regionale 2020, calcolato su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota dell’anno 2019. L’acconto sarà scomputato dal saldo dell’addizionale comunale 2020, calcolato a dicembre 2020, sul reddito del pensionato nella rata di pensione di dicembre 2020 (con conguaglio fiscale di fine anno 2020) e aliquota addizionale comunale 2020 ed addebitato a sua volta in 11 rate da gennaio a novembre 2021.

Se la pensione del 2018 era più bassa di quella del 2019, perché quest'ultima è stata rivalutata con un indice dell'1,1% è normale che l'addizionale regionale è più alto e lo è anche il saldo dell'addizionale comunale, che viene calcolato sul reddito 2019 scomputando l'acconto calcolato però sul minor reddito del 2018.

Se poi il pensionato ha presentato una dichiarazione dei redditi, il modello 730 per intenderci, indicando ulteriori redditi, la tassazione sale.

Detrazione per reddito da pensione e per nucleo familiare

Sia nella rata di pensione di dicembre 2019 che nelle rate di pensione da gennaio 2020 c'è indicata la detrazione per reddito da pensione. Si tratta della detrazione fiscale che spetta nelle seguenti misure annuali:

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;
b) 1.297 euro, aumentata del prodotto fra 583 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.297 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro.

La rata di pensione di dicembre 2019 prevede una detrazione per reddito da pensione con un importo mensile superiore alla detrazione spettante da gennaio 2020.

Per un semplice motivo: la detrazione per reddito da pensione di dicembre 2019 è calcolata sulla PAL (Pensione annua lorda) del 2019, mentre la detrazione per reddito da pensione da gennaio 2020 e fino a dicembre 2020 è calcolata sulla PAL (Pensione annua lorda) del 2020, post aumenti previsti da gennaio. Per effetto dell'aumento del reddito potrebbe diminuire la detrazione spettante per coloro che percepiscono una pensione annua lorda (PAL) superiore a 8.000 euro lordi annui.

Per analogo discorso anche la detrazione per familiari a carico può subire una riduzione.

Rivalutazione pensione lorda da gennaio 2020: nessun conguaglio

L'Inps nella circolare sull'aumento della pensione 2020 comunicato che la rivalutazione provvisoria delle pensioni per l’anno 2020 è scesa dall’1,1% allo 0,4%. Anzi, leggendo bene lo speciale sull’aumento della pensione lorda da gennaio 2020 e da gennaio 2022, pur se il Governo ha modificato in aumento per alcuni pensionati la rivalutazione delle pensioni, la rivalutazione effettiva va dal 0,16% allo 0,40%.

E non riesce in nessun caso a compensare le trattenute delle addizionali regionali e comunali. In realtà, per onore di verità, compensa l’aumento delle trattenute delle addizionali stesse dovute all’aumento del reddito del pensionato tra il 2018 e il 2019.

Per la pensione di gennaio 2020, l’Istituto ha comunicato che, non essendo variato il tasso di rivalutazione provvisorio dell’1,1%, nessun conguaglio positivo sarà erogato ai pensionati e nessuna trattenuta a titolo di conguaglio negativo della pensione lorda sarà effettuato nelle pensioni del 2020.

Nella pensione di gennaio 2019 ci fu da un lato la rivalutazione dell’1,1% e dall’altro lato l’annuncio dell’Inps sui conguagli negativi sulla pensione perché vi fu differenza tra il tasso di rivalutazione provvisorio e quello definitivo (più basso).

Conguagli Irpef nella pensione: come controllarli

In questo caso si parla dei conguagli Irpef di fine anno effettuati dall'Inps nella rata di pensione di dicembre. Scaricando il prospetto dell'Inps si trovano le voci Irpef netta e Irpef netta tredicesima. La trattenuta Irpef netta non è solo quella di dicembre, ma è quella a conguaglio di tutto l'anno. Quindi l'Inps somma le undici rate di pensione erogate da gennaio a novembre, ci aggiunge la rata di pensione di dicembre e la tredicesima e calcola l'Irpef dovuta totale. Ovviamente nella voce Irpef netta c'è l'ammontare dell'Irpef dovuta scomputando la voce Irpef netta tredicesima che viene esposta a parte.

La voce Irpef netta tredicesima è più alta perché è il calcolo dell'Irpef sulla tredicesima, secondo le aliquote Irpef ma senza considerare le detrazioni fiscali per redditi da pensione e carichi familiari, che invece vengono scalate sul ricalcolo della tassazione a seguito di conguaglio e che poi confluiscono nella voce "Irpef netta", che è appunto Irpef lorda meno detrazioni.

Tutti questi calcoli sono evidenziati nella sezione di dettaglio del calcolo Irpef.

Da notare che nella rata di pensione di dicembre non ci sono le addizionali regionali e comunali, che vengono calcolate in sede di conguaglio ma poi trattenute a rate nell'anno successivo.

In conclusione se qualche pensionato accede alla pagina Inps sui conguagli dei contributi previdenziali, va evidenziato che si tratta delle regole per il calcolo dei contributi previdenziali da parte dei datori di lavoro e non c'entra nulla sui conguagli Inps riguardo ai pensionati.