trattenute pensione febbraio 2020

La data di pagamento della pensione di febbraio 2020 è sabato 1 febbraio 2020 per le pensioni pagate tramite Poste Italiane e lunedì 3 febbraio 2020 per le pensioni pagate tramite le banche, ossia gli Istituti di credito. La normativa sul pagamento delle pensioni, ed il conseguente calendario pagamento pensioni 2020, prevede infatti che la pensione di febbraio, a differenza di quella di gennaio, venga pagata il primo giorno bancabile del mese. E per le Poste Italiane può coincidere con il sabato.

La pensione di febbraio 2020 dovrebbe contenere per alcuni pensionati il recupero degli arretrati sulla pensione dovuti all'errore commesso dall'Inps nel calcolo e pagamento della pensione di gennaio 2020 (e di dicembre 2019).

Molti pensionati, infatti, si sono ritrovati con la pensione di gennaio più bassa. La motivazione sta nell'errata disapplicazione degli aumenti da rivalutazione delle pensioni del Decreto n. 65/2015 contenente il vecchio bonus Poletti. Ciò ha determinato errori dell'Istituto nel calcolo della rata di pensione di dicembre 2019, nel conguaglio degli importi pensionistici del 2019 e nella determinazione della nuova rata di pensione di gennaio 2020, non adeguatamente rivalutata secondo legge.

Non solo, da gennaio tanti pensionati, nonostante l'annuncio dell'aumento delle pensioni dal 2020 e dal 2022, lamentano comunque una pensione più bassa sia a gennaio che a febbraio. In questo caso non vi sono errori ma effetti negativi dell'aumento ridotto delle pensioni. Il minor netto percepito viene causato infatti da conguagli fiscali e addebito di addizionali regionali e comunali.

Pensione di febbraio: arretrati dopo errori Inps a gennaio 2020

Dopo alcune proteste di pensionati, sindacati e patronati, l'Inps ha ammesso che durante le operazioni di rinnovo delle pensioni di gennaio, degli errori che hanno generato errati debiti di alcuni pensionati nella pensione di gennaio 2020. 

Nel concreto, per l'anno 2019 la quota di pensione relativa all'incremento derivante dall'applicazione della sentenza n. 70/2015 non è stata ricompresa nell'importo lordo della pensione stessa, dando luogo a una diminuzione dell'importo mensile della pensione di dicembre 2019, e di conseguenza della pensione di gennaio 2020, e a un debito per l'anno 2019.

L'Inps ha comunicato che provvederà d'ufficio a riesaminare le pensioni interessate, a ricostruirle con una lavorazione centrale dedicata per ripristinare il pagamento di quanto dovuto ai pensionati interessati sia con riferimento alla rata corrente che alla restituzione delle somme relative al 2019.

Pensione di dicembre 2019 e gennaio 2020 errata: ecco perché

A seguito della sentenza n. 70/2015, con la quale la Consulta bocciò la mancata rivalutazione delle pensioni 2012-2013, nel 2015 il Governo con il Decreto n. 65/2015, da un lato erogò ai pensionati un bonus Poletti (restituendo parte della rivalutazione) e dall'altro lato introdusse una rivalutazione automatica delle pensioni. Quest'ultima rivalutazione, per errore dell'Inps, è stata tagliata nel calcolo della pensione di dicembre 2019 e lo stesso errore ha generato un errato calcolo della pensione di gennaio, con una triplice conseguenza: diminuzione rata di pensione di dicembre, debito a conguaglio per l'anno 2019 ed errata determinazione della rata pensione di gennaio 2020.

Chi sono i pensionati interessati

Le proteste sono state tante, tantissimi lamentano la pensione di gennaio più bassa, ma non tutti hanno subito l'errore da parte dell'Inps. La risposta su chi sono i pensionati interessati non è semplice, dovrebbe trattarsi dei pensionati che hanno un importo della pensione compreso tra 3 e 4 volte l'assegno sociale (fascia di pensione da 1.539,03 euro e 2.052,04 euro).

Come controllare il calcolo della pensione

In ogni caso è facile controllare, occorre prima di tutto controllare se la pensione di febbraio 2020 è decisamente più alta d quella di gennaio 2020, è indice dell'arrivo della restituzione delle trattenute in eccesso effettuate dall'Inps nei mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020. Ma in ogni caso i pensionati possono controllare la pensione lorda di novembre 2019 e verificare se si discosta sensibilmente dalla pensione lorda di dicembre 2019 e gennaio 2020 (quest'ultime sono più basse, ovviamente).

Quantificare a quanto ammonta l'importo della restituzione o dell'errore dell'Inps è difficile, perché dipende da pensionato a pensionato, perché l'Istituto non ha comunicato in maniera precisa per quali fasce di pensionati è avvenuto l'errore. Potrebbe comunque trattarsi di una cifra che va dai 60 euro ai 300 euro, in base all'importo della pensione.

Pensione di febbraio più bassa: trattenute e addizionali

Chiarito il problema dell'errore di calcolo da parte dell'Inps, molti pensionati si sono lamentati della pensione di gennaio più bassa e probabilmente noteranno una pensione di febbraio 2020 netta più bassa.

Questo non è dovuto ad errori da parte dell'Inps ma alle trattenute nella pensione che superano l'effetto positivo dell'aumento delle pensioni lorde mensili da gennaio 2020.

La colpa è delle trattenute nella pensione di febbraio 2020 per effetto dell'addebito della seconda rata delle addizionali regionali e comunali calcolate dall'Inps in sede di conguaglio stesso e più alte.

Pensione lorda di febbraio 2020 e trattenute Irpef

I pensionati devono sapere che sulla PAL, la pensione annua lorda di dicembre 2019, viene calcolato il conguaglio fiscale di fine anno, ma nella stessa rata di pensione viene determinato l'esatto ammontare delle addizionali regionali e comunali.

La pensione annua lorda per il 2020, che poi diviso tredici fa la rata di pensione lorda mensile percepita da gennaio a dicembre, è stata aumentata per effetto del rinnovo delle pensioni con aumento dallo 0,16% allo 0,40% da gennaio 2020.

Ma poi sulla pensione lorda mensile viene applicata la tassazione Irpef con le seguenti aliquote (23% fino a 15.000 euro; 27% da 15.001 fino a 28.000 euro; 38% da 28.001 fino a 55.000 euro; 41%  da 55.001 fino a 75.000 euro; 43% oltre 75.000 euro). Ovviamente l'aumento lordo della pensione da gennaio 2020 sconta l'aliquota Irpef massima. Quindi la tassazione massima. E questo perché lo prevede il TUIR.

Detrazione per reddito da pensione

Nella rata di pensione di febbraio 2020 c'è indicata la detrazione per reddito da pensione. Si tratta della detrazione fiscale che spetta nelle seguenti misure annuali:

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;
b) 1.297 euro, aumentata del prodotto fra 583 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.297 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro.

Addizionali regionali e comunali trattenute nella pensione di febbraio di 2020

Il motivo della pensione netta di febbraio 2020 più bassa è nella maggior parte nel sistema delle trattenute delle addizionali regionali e comunali, che sono addebitate nelle rate di pensione da gennaio a novembre del 2020. Nel seguente modo:

  • 11 rate di pari importo da gennaio a novembre 2020: addebito addizionale regionale 2019, calcolato su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (e sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota regionale (o aliquote regionali differenziate) dell’anno 2019;
  • 11 rate di pari importo da gennaio a novembre 2020: addebito saldo del 70% addizionale comunale 2019, calcolato sempre su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota comunale dell’anno 2019, al netto dell’acconto del 30% trattenuto da marzo a dicembre 2019 a sua volta calcolato come il punto successivo ma sul reddito del 2018;
  • 9 rate di pari importo da marzo a novembre: addebito acconto del 30% addizionale regionale 2020, calcolato su reddito del pensionato, determinato nel conguaglio fiscale di fine anno nella rata di pensione di dicembre 2019 (sulla pensione annua lorda del 2019), e aliquota dell’anno 2019. L’acconto sarà scomputato dal saldo dell’addizionale comunale 2020, calcolato a dicembre 2020, sul reddito del pensionato nella rata di pensione di dicembre 2020 (con conguaglio fiscale di fine anno 2020) e aliquota addizionale comunale 2020 ed addebitato a sua volta in 11 rate da gennaio a novembre 2021.

Siccome l'aumento della pensione da gennaio 2020 rientra nella fascia dallo 0,16% allo 0,40%, quindi esigua, le trattenute delle addizionali regionali e comunali, tenuto conto anche delle detrazioni per redditi da pensione che riducono l'imposta Irpef lorda, comunque comportano una diminuzione della pensione netta percepita, perché le trattenute superano gli aumenti. E qui non vi sono errori di calcolo dell'Inps, ma effetti negativi dell'abbassamento del costo della vita che è l'indicatore applicato per l'aumento e il rinnovo delle pensioni anno per anno.