L’importo dell’assegno per il nucleo familiare spettante può essere reperito consultando le apposite tabelle ANF pubblicata annualmente dall’Inps, muniti dei dati relativi al reddito familiare. Non per tutti i lavoratori quello è l’importo mensile degli assegni familiari spettante in busta paga. Per alcuni lavoratori spetta un importo inferiore calcolato sulla base di un numero di assegni  giornalieri ANF moltiplicato per le giornate di effettivo lavoro prestato.

Gli assegni familiari nel part-time spettano in misura piena solo se il lavoratore supera un determinato numero di ore settimanali, così come per coloro che sono a tempo pieno spetta al superamento di un determinato numero di ore mensili. Particolarità sono previste nel settore agricolo e nel lavoro domestico. Vediamo tutti questi aspetti.

Nei settori dell’industria, artigianato, commercio, arti e professioni, l’assegno per il nucleo familiare viene riconosciuto in misura intera solo al superamento di un determinato numero di ore lavorate. Questi limiti di prestazione lavorativa sono mensili e settimanali. In caso contrario l’importo spettante, secondo il numero di componenti e il reddito familiare, estrapolato dalle tabelle ANF, va ricalcolato in quanto spettano tanti assegni giornalieri per quante sono le giornate di lavoro. Vediamo quali sono i limiti mensili e settimanali e le regole per stabilire quale importo percepisce il lavoratore.

Limiti mensili. Per i settori elencati sopra quindi gli assegni spettano nella misura intera indicata nelle tabelle ANF se nel periodo di paga mensile sono stati raggiunti i seguenti limiti minimi di prestazione

  • 104 ore mensili per gli operai;
  • 130 ore mensili per gli impiegati e i quadri.

Se il numero di ore sopra elencato non viene raggiunto nel mese, gli assegni familiari vanno calcolati secondo le prestazioni effettuate dal lavoratore nelle singole settimane del mese. A questo punto vengono calcolati secondo il rispetto dei limiti settimanali.

Limiti settimanali: almeno 24 ore di lavoro. Questi limiti riguardano i lavoratori con contratto part-time. Ai lavoratori spettano gli assegni per il nucleo familiare nella misura intera settimanale per tutte le settimane nelle quali sono state effettuate almeno 24 ore di prestazione per gli operai, per gli impiegati e i quadri.

ANF per i lavoratori a tempo pieno. Alla luce di quanto detto, i lavoratori dipendenti a tempo pieno hanno quindi diritto all’importo degli ANF in misura totale, secondo le tabelle, se lavorano almeno 104 ore mensili (operai) o 130 ore mensili (impiegati). In caso di periodi di paga inferiori al mese (settimanali, quattordicinali, quindicinali) l’assegno spetta nell’intera misura corrispondente al periodo di paga qualora siano state compiute per ogni settimana, quattordicina, quindicina, rispettivamente, almeno 24, 48, 52 ore lavorative se si tratta di operai, o 30, 60, 65 ore lavorative se si tratta di impiegati. Accertato che non si sia verificata nessuna delle ipotesi appena citate, spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, a prescindere dal numero di ore lavorate in ciascuna di esse.

Assegni familiari e part-time. Per i lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo parziale, quindi part-time verticale, orizzontale e misto, va considerato l’orario settimanale. Se è di almeno 24 ore settimanali sia come impiegato che come operaio, l’assegno per il nucleo familiare spetta in misura intera. Basterà quindi verificare l’importo spettante nelle tabelle ANF.  Le 24 ore settimanali sono raggiungibili anche cumulando più rapporti di lavoro a tempo parziale. Se il numero delle ore lavorate è inferiore alle 24 ore settimanali (es. un part-time di 18 ore), spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, indipendentemente dal numero delle ore lavorate in ciascuna delle giornate stesse.

Quindi l’assegno può essere corrisposto anche per l’intero periodo di paga purché siano state lavorate tutte le giornate lavorative in esso comprese.

In ogni caso non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese. Il cumulo delle ore non può essere effettuato con le attività svolte in qualità di operaio agricolo o di addetto ai servizi domestici o familiari, essendo queste categorie soggette a propria specifica normativa.

Alcuni esempi: al lavoratore part-time che lavora 4 ore al giorno per 6 giorni lavorativi a settimana, accumulando 24 ore, spetta l’assegno in misura intera. Al lavoratore part-time che presta attività per 5 ore da lunedì al venerdì, quindi 5 giorni a settimana, accumulando 25 ore settimanali, ha diritto agli assegni familiari in misura intera. Il lavoratore a tempo parziale che lavora 4 ore al giorno per 5 giorni lavorativi, (dal lunedì al venerdì, sabato escluso), quindi ha un contratto di lavoro part-time a 20 ore settimanali, non spettano gli assegni per il nucleo familiare in misura intera ma spettano tanti assegni giornalieri per quante giornate di lavoro effettivamente ha prestato quindi 5 assegni giornalieri. Gli assegni giornalieri vanno calcolati dividendo l’importo mensile spettante secondo tabelle ANF per 26 giornate.

Due o più contratti di lavoro. Se il lavoratore presta la propria attività presso diversi datori di lavoro (due o più contratti part-time contemporanei), il pagamento deve essere effettuato dal datore di lavoro presso cui si svolge l’attività principale, ossia quell’attività che impegna il lavoratore per maggior tempo o costituisce la sua fonte principale di guadagno. Il lavoratore deve indicare la circostanza al datore di lavoro presso il quale esercita l’attività secondaria. Qualora non si possa individuare l’attività principale, l’assegno è corrisposto direttamente dall’Inps.

Periodi di assenza per ferie, malattia, infortunio, gravidanza e altre. Oltre che per i periodi di lavoro effettivamente prestato, l’assegno spetta anche in caso di assenze da lavoro giustificate e tutelate dalla legge, ossia le assenze per ferie, infortunio, malattia, gravidanza, cassa integrazione guadagni, congedo matrimoniale, festività ed ex festività soppresse, aspettativa per funzioni pubbliche elettive, cariche sindacali, permessi per dirigenti di rappresentanze sindacali e per lavoratori eletti a cariche pubbliche. Per maggiori informazioni vediamo gli ANF in caso di assenze da lavoro.

Il conteggio delle ore di cui sopra per il diritto alla misura piena degli ANF non interessa queste ore di assenze, nel senso che va considerato il periodo contrattuale del lavoratore, cioè se il contratto o i contratti di lavoro del lavoratore consentono il superamento delle 104 o 130 ore mensili o le 24 ore settimanali. Non contano le assenze da lavoro che per altro danno diritto alla retribuzione. Al lavoratore che ha un contratto superiore alle 24 ore settimanali, pur se assente per uno dei motivi appena elencati, spetta comunque l’assegno per il nucleo familiare mensile in misura piena.

Importo assegni familiari e settimana corta. Le aziende adottano anche la settimana corta, generalmente dal lunedì al venerdì con il sabato non lavorativo. In questo caso gli assegni spettano comunque anche per la giornata di sabato, anche se il lavoratore fosse assente durante la settimana e non avesse raggiunto le 24 ore settimanali. Se però il lavoratore non raggiunge le 24 ore settimanali con un contratto che prevede la settimana corta, come abbiamo visto già nell’esempio delle 20 ore settimanali distribuite su 5 giorni alla settimana, spettano tanti assegni giornalieri per quante giornate sono lavorate, escluso il sabato. Se il part-time di 20 ore ad esempio è distribuito su 4 giorni e non su 5 giorni, allora spettano 4 assegni giornalieri dell’importo mensile dell’ANF secondo tabella (diviso ovviamente per 26 giornate).

Inizio o cessazione del rapporto di lavoro. Il contratto di lavoro può partire o finire durante la settimana. In questo caso spettano tanti assegni giornalieri quanti sono i giorni di prestazione lavorativa, ancorché sia stato raggiunto nell’arco della settimana il numero minimo di ore richiesto per il diritto all’intero assegno settimanale.

Lavoratori domestici e agricoli.

Abbiamo già visto i limiti per gli operai e gli impiegati, con contratto part-time o a tempo pieno, e quindi la generalità dei lavoratori dipendenti. Vediamo ora i limiti per due categorie particolari, i lavoratori domestici e agricoli, in quanto per loro ci sono specifiche regole di calcolo dell’importo degli assegni familiari spettante.

Lavoratori domestici e assegni per il nucleo familiare. Ai lavoratori domestici spettano tanti assegni giornalieri quanti ne risultano dal quoziente che si ottiene dividendo per quattro il numero delle ore di lavoro risultanti dalla contribuzione complessivamente versata nel trimestre, da uno o più datori di lavoro, e per un massimo di 6 assegni giornalieri per ogni settimana. L’eventuale residuo darà diritto ad un assegno giornaliero solo nel caso che non risulti inferiore alle 2 ore. Gli assegni sono pagati direttamente dall’Inps dietro presentazione della domanda di liquidazione con procedura telematica.

Lavoratori agricoli e assegni familiari: almeno 101 giornate lavorate annue. Agli operai agricoli a tempo determinato (O.T.D.) iscritti negli elenchi nominativi per almeno 101 giornate di lavoro annue, l’assegno per il nucleo familiare spetta per l’intero anno. Se invece, sono iscritti negli elenchi nominativi per meno di 101 giornate annue di lavoro, tale assegno spetta per le giornate effettivamente lavorate, maggiorate della percentuale delle giornate spettanti a titolo di ferie e festività (13,78%). Agli O.T.D. l’assegno per il nucleo familiare spetta, inoltre, per tutte le giornate di disoccupazione coperte da contribuzione figurativa.

Agli operai agricoli a tempo indeterminato (O.T.I.), iscritti per l intero anno, l’assegno per il nucleo familiare spetta in ragione di 26 giornate mensili per il solo periodo di occupazione, qualunque sia il numero di giornate effettivamente lavorate.

In caso di iscrizione limitata a parte dell’anno, se è stato raggiunto il requisito minimo di 101 giornate di effettivo lavoro, l’assegno per il nucleo spetta per l’intero anno; altrimenti spetta per il solo periodo di occupazione.

Agli impiegati dell’agricoltura l’assegno spetta in ragione di 26 giornate per ciascun mese ed è corrisposto direttamente dal datore di lavoro, salvo che per le giornate di integrazione salariale per le quali è corrisposto direttamente dall’Inps.