assegno ordinario FIS e ANF

Gli assegni familiari in cassa integrazione spettano durante la CIGO, la CIG in deroga, non sono erogati a chi percepisce l'assegno ordinario FIS, Fondo di integrazione salariale. Il Governo italiano con il Decreto n. 18/2020, infatti, ha deciso di estendere gli ammortizzatori sociali ordinari ai lavoratori per l'emergenza Covid-19, non ha previsto un ammortizzatore sociale unico con pari diritti per i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, in CIG in deroga e in assegno ordinario FIS.

Gli ammortizzatori sociali ordinari (CIGO, FIS e CIGD), secondo legge, contendono delle differenze e tra queste c'è anche il diritto agli assegni per il nucleo familiare, che spetta ai lavoratori in CIGO e CIG in deroga per Coronavirus, ma non verrà erogato dall'Inps per il lavoratori che percepiscono l'assegno ordinario FIS.

Si tratta di una importante discriminazione, che è già esistente da tempo, e che non è stata corretta dal Governo nel Decreto Cura Italia, il D. L. n. 18/2020. E quindi, di conseguenza, non è stata prevista dall'Inps, neanche per l'emergenza Covid-19. Anzi la circolare Inps n. 47 del 28 marzo 2020 ha laconicamente confermato l'esclusione.

I lavoratori destinatari dell'assegno ordinario FIS per causale Covid-19, quindi che non prenderanno la cassa integrazione ma tale prestazione, sono quelli del settore Commercio, Terziario, Servizi, nelle aziende da 6 dipendenti in poi.

Secondo i dati del CNEL in questi settori sono impiegati 6 milioni di lavoratori.

Come funzionano gli ammortizzatori sociali Covid-19

Il Governo poteva risolvere la questione semplificazione e diritti dei lavoratori prevedendo un ammortizzatore sociale unico di natura speciale, ma ha preso una strada diversa: ha introdotto una causale Covid-19 agli ordinari ammortizzatori sociali.

Quindi la parità di trattamento è solo nella motivazione (la causale Covid-19), che come tutti sanno è uguale per tutta l'Italia, l'emergenza Coronavirus ma restano le differenze tra i vari ammortizzatori sociali, in termini di procedure di attivazione (diversificate, con varie complicazioni) e diritti dei lavoratori.

La conseguenza è che le aziende hanno richiesto diversi ammortizzatori sociali:

L'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale spetta ad una vastissima platea di lavoratori, perché abbraccia il settore del Commercio, del Terziario, del Turismo e Servizi dai 6 dipendenti in poi. Esiste una deroga solo per le aziende oltre i 50 dipendenti.

Assegni familiari e stipendio durante cassa integrazione: come funziona

La conseguenza del ricorso agli ammortizzatori ordinari per causale Covid-19, come confermato anche dall'Inps nella circolare attuativa, circolare Inps n. 47 del 28 marzo 2020, è che gli assegni familiari in cassa integrazione in realtà spettano e sono erogati in caso di:

  • cassa integrazione ordinaria CIGO causale Covid-19,
  • CIG in deroga causale Covid-19,
  • ma non sono erogati ai lavoratori che percepiscono l'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS).

La motivazione è che il diritto agli assegni per il nucleo familiare è previsto dal Decreto Legislativo n. 148 del 2015 per la CIGO e la CIGS, è esteso alla CIG in deroga dal Decreto Legge n. 18/2020, ma non all'assegno ordinario FIS, perché nel Decreto Legge n. 18/2020 non è stata prevista l'estensione dell'erogazione.

Vista la situazione di emergenza in Italia, considerato che gli annunci in TV forniscono una informazione generale sulla cassa integrazione, occorre che i lavoratori sappiano che per moltissimi non è vero che la cassa integrazione è pari all'80% dello stipendio, in quanto tale percentuale è solo una base di partenza del calcolo, anzi i lavoratori nella maggior parte dei casi percepiranno 5,29 euro lordi ad ora.

Questo perché facendo ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari (CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario FIS), e non prevedendo un ammortizzatore sociale unico con intervento uguale per tutti (come poi ha fatto con i 600 euro ai lavoratori autonomi), il Governo non ha derogato neanche agli importi massimi CIG, previsti per legge, e stabiliti ogni anno da una circolare dell'Inps (quest'anno la circolare Inps n. 20/2020).

Così come non è vero che tutti i lavoratori percepiranno la cassa integrazione, perché non tutte le aziende vanno in cassa integrazione ordinaria (CIGO). Anche se da più parti viene citata la CIG in deroga, sostanzialmente per le realtà fino a 5 dipendenti, compreso i pubblici esercizi, negozi ecc., c'è una grande fetta di lavoratori che pensa di andare in cassa integrazione ma andrà a percepire l'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale. E vedrà non riconoscersi l'erogazione degli ANF.

Ai lavoratori in assegno ordinario FIS spettano sempre i 5,29 euro lordi ad ora, perché secondo la normativa il sistema di calcolo mensile e orario è uguale alla CIGO, quindi andranno a percepire in caso di "CIG a zero ore" un importo massimo mensile di 939,89 euro compreso di ratei di tredicesima e quattordicesima, ma a differenza dei lavoratori in CIGO e CIG in deroga, la cifra percepita mensilmente non è integrata dall'assegno per il nucleo familiare, che quindi non sarà erogata.

E a loro come vedremo non spetta neanche la quota di TFR per le 9 settimane di integrazione salariale.

Normativa assegni familiari durante cassa integrazione

Abbiamo capito che in realtà "andare in cassa integrazione per Coronavirus" non è uguale per tutti e che le prestazioni sono CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario FIS. Vediamo ora la normativa sugli assegni familiari durante queste prestazioni spettanti per Covid-19.

Assegni familiari nel D. Lgs. n. 148/2015

Gli ammortizzatori sociali in Italia sono disciplinati dal Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148, che è uno dei decreti del Jobs Act. Il Decreto prevede un Titolo I – Trattamenti di integrazione generale e un Capo I – Disposizioni generali. In questa sezione viene disciplinata la normativa sulla cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e la normativa sulla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS). Solo queste due, attenzione.

Tra le disposizioni generali all'art. 1 viene elencato i lavoratori beneficiari (assunti con contratto di lavoro subordinato, indeterminato o determinato, ivi compreso apprendisti, escluso dirigenti e lavoratori a domicilio), all'art. 2 la sezione relativa agli apprendisti e all'art. 3 la misura del trattamento di integrazione salariale.

L'articolo 3 del D. Lgs. n. 148/2015 stabilisce sia che spetta l'80% della retribuzione globale (comma 1) che al comma 5 e 6 la disciplina dei massimali CIG (e per questo spettano 5,29 euro ad ora). Al comma 7 viene indicato la normativa sulla malattia durante la CIGO-CIGS, al comma 8 la normativa sulle festività e assenze non retribuite durante la CIGO-CIGS e al comma 9 la normativa sugli assegni familiari durante la CIGO-CIGS:

"9. Ai lavoratori beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori a orario normale, l'assegno per il nucleo familiare di cui all'articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, e successive modificazioni".

Gli assegni familiari, tra l'altro, durante la CIGO e la CIGS spettano anche in caso di pagamento diretto da parte dell'Inps. All’articolo 7, comma 4, viene previsto che

“nel caso delle integrazioni salariali ordinarie, la sede dell'Inps territorialmente competente può autorizzare il pagamento diretto, con il connesso assegno per il nucleo familiare, ove spettante, in presenza di serie e documentate difficoltà finanziarie dell'impresa, su espressa richiesta di questa”.

L'art. 3 comma 9 fa parte delle disposizioni generali del Capo I del Titolo I – Trattamenti di integrazione salariale, quindi riguarda il Capo II – Integrazioni salariali ordinarie (sarebbe la CIGO) e il Capo III – Integrazioni salariali straordinarie (sarebbe la CIGS). Quindi la normativa sugli ANF dell'art. 3 del D. Lgs. n. 148 del 2015 riguarda solo la CIGO e la CIGS.

L'assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS) è una prestazione rientrante nel Titolo II – Fondi di solidarietà del Decreto Legislativo n. 148 del 2015. E non vi è traccia dell'estensione del diritto agli assegni per il nucleo familiare ai lavoratori.

Assegni familiari nel Decreto Legge n. 18/2020

Per l'emergenza Coronavirus il Governo ha adottato misure contenute nel Decreto Legge n. 18 del 2020. Più precisamente gli articoli da 19 a 22, contenute nel Titolo II – Misure a sostegno del lavoro – Capo I –
Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

L'articolo 19 prevede norme speciali per la cassa integrazione ordinaria per Covid-19 e misure straordinarie per l'assegno ordinario FIS per Covid-19. Non contiene alcuna norma riguardo agli assegni per il nucleo familiare estesi ai beneficiari di assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale.

L'articolo 22 disciplina la cassa integrazione in deroga (CIG in deroga) per Covid-19 e prevede al comma 1 la dicitura "Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori".

Assegni familiari nella circolare Inps n. 47/2020

Il Decreto Legislativo n. 148/2015 garantisce l'assegno per il nucleo familiare ai lavoratori in cassa integrazione ordinaria (CIGO), anche per causale Covid-19 per emergenza Coronavirus, così come per la cassa integrazione straordinaria (CIGS).

La circolare Inps n. 47 del 28 marzo 2020 sulle "Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale, assegno ordinario, cassa integrazione in deroga" in riferimento al Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, nella specifica sezione C relativa alla "Disciplina dell’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS)" laconicamente chiude la porta ai lavoratori percettori di assegno ordinario FIS per causale Covid-19 riguardo agli ANF:

"Durante il periodo di percezione dell’assegno ordinario non è erogata la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare".

In altre parole, l'Inps non pagherà, con pagamento diretto, gli assegni familiari durante la sospensione dal lavoro e durante le 9 settimane di percezione dell'assegno ordinario FIS.

Non viene chiarito se il diritto agli ANF si perde nel periodo, oppure sono recuperabili nei mesi successivi.

Tale esclusione dall'erogazione degli assegni familiari non è una novità. La circolare Inps n. 130 del 15 settembre 2017 prevede il seguente punto 4 – Prestazioni garantite dal FIS, assegno al nucleo familiare e T.F.R.: 

"Durante il periodo di percezione sia dell’assegno di solidarietà che dell’assegno ordinario il Fondo non eroga la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare e del T.F.R., in quanto prestazioni non previste dal D.I. n. 94343/2016".

Quindi doppia notizia negativa, ai lavoratori in assegno ordinario FIS per emergenza Covid-19 non spetta l'erogazione, durante il periodo di percezione, né degli assegni familiari né la retribuzione percepita (sempre 5,29 euro lordi da tassare compreso ratei di tredicesima e quattordicesima) è valida per il calcolo del TFR.

Il problema degli assegni per il nucleo familiare quindi non è stato risolto dal Governo nel Decreto Legge n. 18 del 2020 e l'Inps applica l'esclusione dall'erogazione già prevista.

Diverso è il trattamento dei lavoratori in cassa integrazione in deroga o CIG in deroga per emergenza Covid-19.

Nel Decreto Legge n. 18 del 2020 all'articolo 22 è presente questa norma al comma 1 "Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori".

Cosa vuol dire l'ha chiarito l'Inps nella circolare n. 47 del 28 marzo 2020, sempre per l'emergenza Covid-19. La sezione F della circolare chiarisce ciò:

"La disposizione riconosce ai beneficiari dei trattamenti in argomento la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori (ANF) ove spettanti".

Pertanto ai lavoratori in cassa integrazione in deroga o CIG in deroga per Coronavirus verranno riconosciuti gli assegni per il nucleo familiare durante le 9 settimane di integrazione salariale in deroga.

Perché gli assegni familiari spettano ai lavoratori in FIS

Il quadro normativo è stato chiarito, ma sussistono dubbi interpretativi. E la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro in un proprio approfondimento chiarisce il motivo della necessità di una modifica alla normativa o di un chiarimento.

L’Inps, con la circolare n. 47 del 28 marzo 2020, ribadendo un orientamento già espresso con la n. 130/2017, afferma che “Durante il periodo di percezione dell’assegno ordinario non è erogata la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare”.

La posizione dell’Istituto viene giustificata dalla considerazione che il decreto interministeriale 3 febbraio 2016 n. 94343, istitutivo del FIS, non prevede espressamente il pagamento dell’ANF per i lavoratori che siano destinatari dell’assegno ordinario o di solidarietà.

Invero, il citato D.I. non contiene alcuna previsione volta ad escludere l’erogazione dalla prestazione degli assegni al nucleo familiare (semplicemente non ne fa menzione) e questa omissione risulta sufficiente all’Istituto per affermare l’esclusione del diritto alla maturazione degli ANF in capo al lavoratore.

Per sostenere la tesi che gli assegni familiari spettano ai lavoratori percettori di assegno ordinario FIS, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro però pone l'attenzione su quanto previsto dall'art. 30 del D. Lgs. n. 148 del 2015 che al comma 1 stabilisce che “all'assegno ordinario si applica, per quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie”.

E tale previsione è replicata dall'art. 7, comma 9 del decreto interministeriale 30 marzo 2016, n. 94343, che prevede che all’assegno ordinario, per quanto compatibile, si applica la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie.

Data la natura fortemente emergenziale, la previsione sostanzialmente per tutti i lavoratori in Italia di un ammortizzatore sociale per Covid-19, considerato che gli oneri sono a carico dello Stato, viene fortemente sostenuta la tesi che gli art.19-22 del Decreto Legge n. 18 del 2020 devono essere interpretati come norme di carattere speciale (causale Covid-19) con diritto dei lavoratori, durante la sospensione del rapporto di lavoro, all'erogazione degli assegni per il nucleo familiare.

Ma in tal senso è auspicabile un intervento del Governo in una prossima disposizione normativa per emergenza Covid-19, anche in sede di conversione del D. L. n. 18/2020. Anche se la questione potrebbe essere definitivamente risolta estendendo quanto previsto dall'art. 3, comma 9, del Decreto Legislativo n. 148 del 2015 a tutte le prestazioni del Titolo II del Decreto stesso, che appunto riguarda i Fondi di solidarietà, ivi compreso l'assegno ordinario e l'assegno di solidarietà del Fondo di integrazione salariale.