A partire dal 15 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, sul proprio sito internet, il modello 730 precompilato. Si tratta di una vera e propria dichiarazione dei redditi nella quale l’Agenzia ha già inserito i dati su redditi, ritenute, versamenti e alcune spese detraibili o deducibili.

Il contribuente che accede al 730 precompilato deve solo verificare se i dati inseriti sono corretti. Quindi, a seconda dei casi, può

  • accettare la dichiarazione senza fare modifiche;
  • rettificare i dati non corretti;
  • integrare la dichiarazione per inserire, ad esempio, altre spese deducibili o detraibili.

La dichiarazione dei redditi 730 precompilato 2016 deve essere presentata entro il 7 luglio 2016. E’ questa la scadenza del termine per la presentazione. L’invio del 730 precompilato potrà essere effettuato a partire dal 2 maggio 2016.

Ecco il link per accedere al 730 precompilato.

La dichiarazione 730 precompilata è comunque facoltativa. E’ sempre possibile presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (modello 730 o modello Unico) tramite CAF o professionisti abilitati (Consulenti del Lavoro o Dottori Commercialisti). Ecco una guida completa sul 730 precompilato.

SOMMARIO:
Cosa è
A chi arriva
Cosa contiene
Come scaricare il 730 precompilato
Come richiedere il PIN all’Agenzia delle Entrate (Fisconline)
Come richiedere il PIN all’Inps
Come richiedere il 730 precompilato tramite CAF, Commercialista e Consulenti del Lavoro
Cosa contiene il 730 precompilato
Istruzioni operazioni da eseguire
Modificare, integrazioni e correzione del 730 precompilato
730 precompilato congiunto
Scadenza presentazione 730 precompilato
Rimborsi e pagamenti
Vantaggi del 730 precompilato
Visto di conformità del CAF e sistema sanzionatorio

Cosa è il 730 precompilato.

Ad introdurre la dichiarazione dei redditi precompilata è stato il Decreto semplificazioni (D. Lgs. n. 175/2014), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014. Tale decreto, ha infatti introdotto, in via sperimentale, il modello 730 precompilato, che l’Agenzia delle entrate rende disponibile, in via telematica, entro il 15 aprile di ogni anno, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati.

Dove l’Agenzia delle entrate reperisce i dati reddituali. Il 730 precompilato dall’Agenzia delle entrate è stato predisposto da quest’ultima sulla base delle informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati relativi ad alcuni oneri trasmessi dai soggetti terzi entro il 28 febbraio di ogni anno, nonché i dati contenuti nelle certificazioni uniche (la Certificazione Unica è il nuovo modello CUD), trasmesse all’Agenzia entro il 7 marzo di ogni anno da ogni sostituto d’imposta (quindi il datore di lavoro o l’Inps ad esempio).

Nella Certificazione Unica dei redditi trasmessa all’Agenzia delle Entrate dal datore di lavoro o dall’Inps sono indicati tutti i dati relativi ai redditi percepiti dal lavoratore o pensionato o percettore di prestazioni da parte dell’Inps. Questi dati reddituali sono poi stati inseriti dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato.

Oltre alle Certificazioni uniche, l’Agenzia delle Entrate riceve anche le comunicazioni da parte dei soggetti terzi, con particolare riguardo ai dati relativi agli interessi passivi per contratti di mutuo, ai contratti e ai premi assicurativi, ai contributi previdenziali, alle spese sanitarie, ecc.. Anche questi dati sono inseriti nel 730 precompilato poi ricevuto dal contribuente (o per meglio dire, scaricabile dal contribuente).

I contribuenti infatti possono accedere al modello 730 precompilato direttamente, attraverso il sito internet dell’Agenzia delle entrate, ovvero, conferendo apposita delega, tramite il proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale o tramite un intermediario (Caf e professionisti abilitati).

La dichiarazione precompilata scaricata dal contribuente può essere accettata senza modifiche, o modificata, o integrata con dati ulteriori rispetto a quelli proposti dall’Agenzia. Anche tali attività possono essere svolte direttamente dal contribuente o delegate al proprio sostituto d’imposta o ad un Caf o ad un professionista abilitato.

A seconda che il contribuente accetti o modifichi la dichiarazione proposta dall’Agenzia delle entrate, direttamente o tramite i soggetti di cui sopra, è previsto un diverso iter dei controlli documentali di cui all’articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché un diverso livello di responsabilità per CAF e professionisti abilitati che appongono il visto di conformità sul modello 730.

A chi arriva il 730 precompilato.

A partire dall’anno di imposta 2015, sono destinatari della dichiarazione 730 precompilata i contribuenti che hanno percepito, per l’anno d’imposta 2015, redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati agli articoli 49 e 50, comma 1, lettere a), c), cbis), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo, i) e l), del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 nonché i contribuenti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 13, comma 4, del decreto del Ministro delle Finanze 31 maggio 1999, n. 164.

Sostanzialmente il 730 precompilato arriva a tutti i lavoratori dipendenti, ai pensionati e ai percettori di prestazioni previdenziali.

Cosa contiene il 730 precompilato.

Per l’anno d’imposta 2015 l’Agenzia delle entrate inserisce nella dichiarazione 730 precompilata i dati dei seguenti oneri detraibili e deducibili, trasmessi da soggetti terzi

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • spese sanitarie e relativi rimborsi;
  • spese universitarie (università pubbliche) e relativi rimborsi;
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
  • spese funebri;
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico.

Spese presenti solo nel foglio informativo:

  • Spese per università private;
  • Spese per lavori di ristrutturazione;
  • Spese per il risparmio energetico.

Spese non inserite nel 730 precompilato che dovranno essere caricate dal contribuente

  • Spese per asili nido;
  • Assegno all'ex coniuge;
  • Spese per iscrizione figli ad attività sportive;
  • Spese per le locazioni fuori sede.

L’Agenzia delle entrate, inoltre, utilizza ai fini della elaborazione della dichiarazione precompilata i dati relativi alle spese da ripartire su diverse annualità desumibili dalla dichiarazione presentata dal contribuente per l’anno precedente.

Con riferimento agli oneri che possono essere portati in detrazione o deduzione anche se sostenuti nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, l’Agenzia delle entrate individua i familiari da considerare fiscalmente a carico esclusivamente sulla base delle informazioni, anche reddituali, comunicate dai sostituti d’imposta con le Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle entrate

Se nelle comunicazioni trasmesse dai soggetti terzi non è individuato il soggetto che ha sostenuto la spesa, l’onere è inserito nelle dichiarazioni dei redditi dei soggetti dei quali il familiare a cui la spesa si riferisce risulta fiscalmente a carico, in proporzione alle percentuali di carico. In tal caso, l’onere è riportato nell’elenco delle informazioni attinenti al 730 precompilato sia del familiare fiscalmente a carico sia dei soggetti di cui il familiare a cui la spesa si riferisce risulta fiscalmente a carico.

Resta fermo l’obbligo per il contribuente di modificare la dichiarazione proposta dall’Agenzia delle entrate se il familiare non è in possesso dei requisiti per essere considerato fiscalmente a carico o se la spesa è stata sostenuta da un soggetto diverso o in una percentuale diversa rispetto a quella risultante dal prospetto dei familiari a carico.

La dichiarazione precompilata scaricata dal contribuente può essere accettata senza modifiche, o modificata, o integrata con dati ulteriori rispetto a quelli proposti dall’Agenzia. Anche tali attività possono essere svolte direttamente dal contribuente o delegate al proprio sostituto d’imposta o ad un Caf o ad un professionista abilitato. 

Come scaricare il 730 precompilato.

Il modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 15 aprile 2016, in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Per accedere a questa sezione è necessario essere in possesso, in alternativa

  • del codice PIN di Fisconline;
  • del codice PIN di tipo dispositivo dell’Inps;
  • la Carta Nazionale dei servizi;
  • Identità digitale SPID.

Il codice Pin dell’Agenzia delle Entrate è utile non solo per scaricare il modello 730 precompilato ma anche per controllare il proprio cassetto fiscale. Mentre il codice PIN dell’Inps è utile al cittadino per scaricare la propria Certificazione Unica (CU 2016) se si è stati destinatari di una prestazione economica erogata dall’Inps: dalla pensione alle prestazioni a sostegno del reddito, ad esempio. Ma è anche utile per controllare il proprio estratto conto contributivo con tutta la propria carriera lavorativa ed i propri contributi versati. 

Per tanti motivi quindi è utile avere i due codici PIN.

Come richiedere il codice Pin all’Agenzia delle Entrate (Fisconline)

Prima di tutto va detto che abilitarsi a Fisconline e ottenere la password e il Pin per utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia, incluso il 730 precompilato, è semplice e gratuito. L’abilitazione al servizio telematico Fisconline (password e PIN) può essere richiesta

  • online, seguendo la procedura ordinaria disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate, anche tramite soggetto appositamente delegato;
  • telefonando al numero 848.800.444 da telefono fisso (tariffa urbana a tempo), oppure allo 06 96668907 da telefono cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore). in questo caso, è necessario digitare il tasto 2 del servizio automatico senza operatore;

Per la registrazione via telefono occorre avere a portata di mano il proprio codice fiscale e la dichiarazione presentata nel 2015 (se è stata presentata). Infatti, occorrerà indicare come è stato presentato il modello e il reddito complessivo dichiarato, cioè

  • l'importo esposto nel modello 730/2015 – 3 "prospetto di liquidazione" – rigo 11 – Reddito Complessivo, se è stato presentato il 730/2015;
  • l'importo relativo al rigo RN1 – colonna 5 del modello UnicoPF/2015, se è stato presentato il modello Unico Persone Fisiche 2015.

Il sistema automatico fornirà subito la prima parte del Pin (prime 4 cifre); poi, entro 15 giorni, il contribuente riceverà al domicilio conosciuto dall'Agenzia delle Entrate, una lettera con le ultime 6 cifre del Pin e la password per il primo accesso.

Codice Pin: la richiesta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. L'abilitazione a Fisconline può essere richiesta presso qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate. È sufficiente presentarsi con un documento di riconoscimento e compilare il modulo – pdf disponibile anche nella versione in tedesco – pdf .

Dopo averne verificato l'identità, il funzionario dell'ufficio consegnerà al contribuente le prime 4 cifre del codice Pin e la password di primo accesso, insieme alle istruzioni per prelevare la seconda parte del codice Pin, direttamente online, accedendo all'area telematica del sito dell'Agenzia all'indirizzo https://telematici.agenziaentrate.gov.it .

La richiesta può essere effettuata anche tramite un delegato munito di procura speciale. In questo caso, però, al delegato sarà fornita una comunicazione da consegnare al delegante, con la prima parte del codice Pin; la seconda parte e la password di primo accesso saranno poi inviate al domicilio del contribuente.

Le credenziali di Fisconline sono costituite dal "Nome utente", cioè il proprio codice fiscale, dalla password (richiesta per accedere all'area autenticata) e dal codice Pin di 10 cifre (da inserire per fruire dei servizi presenti nell'area autenticata; nel caso del 730 precompilato, il Pin sarà necessario per inviare la dichiarazione).

Il contribuente può ottenere immediatamente le credenziali per l'accesso a Fisconline

  • quando presenta la richiesta in ufficio, personalmente (senza delegare altra persona) e munito di documento di identità; in questo caso, il contribuente ottiene subito la prima parte del codice Pin, la password per il primo accesso e le istruzioni per prelevare dal sito dell'Agenzia la seconda parte del codice Pin;
  • quando l'abilitazione è effettuata tramite CNS; il contribuente inserisce la Carta nel lettore e il sistema, dopo aver eseguito i necessari controlli, restituisce il codice Pin completo.

A garanzia della reale identità dell’utente, in caso di richiesta online, per telefono, oppure in ufficio tramite soggetto delegato, la procedura prevede che la prima parte del PIN sia rilasciata immediatamente, mentre la seconda parte del PIN, unitamente alla password di primo accesso, sia inviata per posta presso il domicilio del contribuente registrato in Anagrafe tributaria.

In caso di richiesta effettuata dal diretto interessato presso gli uffici dell’Agenzia, viene rilasciata immediatamente la prima parte del codice PIN e la password di primo accesso; la seconda parte del codice PIN potrà immediatamente essere prelevata dal contribuente direttamente via internet.

Infine, per agevolare coloro che non dispongono delle credenziali rilasciate dall’Agenzia delle entrate, è prevista la possibilità di accedere direttamente all’area autenticata del sito internet dell’Agenzia delle entrate riservata alla dichiarazione precompilata, anche tramite il portale dell’INPS, utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’INPS. 

Come ottenere il codice PIN dell’Inps di tipo dispositivo.

Oltre alla possibilità di utilizzare l’accesso a Fisconline, per scaricare il 730 precompilato ma anche l’eventuale Certificazione Unica rilasciata dall’Inps, il contribuente può richiedere il codice PIN dell’Inps. Per la registrazione ai servizi telematici dell'Inps, occorre seguire le istruzioni riportate alle pagine del sito dell'Inps .

Nel caso si intenda accedere utilizzando il Pin dell'Inps, occorre tener presente che l'Inps rilascia due tipi di Pin: uno che permette solo di consultare le informazioni, l'altro "dispositivo", col quale l'utente può effettivamente eseguire operazioni. Per accedere ai servizi del 730 precompilato il Pin deve essere del tipo "dispositivo".

Il PIN è il codice personale che ti consente di accedere ai servizi telematizzati dell'INPS. Il PIN iniziale è composto da 16 caratteri. I primi 8 ti sono inviati via SMS, email o posta elettronica certificata; i secondi 8 con posta ordinaria all'indirizzo di residenza. Al primo utilizzo, il PIN iniziale di 16 caratteri viene sostituito con uno di 8 caratteri, da conservare per i successivi utilizzi.

730 precompilato pensionati: necessaria la Certificazione Unica. Per quanto riguarda la Certificazione Unica dei redditi, i pensionati e gli assistiti Inps possono riceverla facilmente e gratuitamente sia online, sul sito dell’Inps, se dispongono del codice Pin rilasciato dall’ente previdenziale, sia presso i patronati. Presso Caf e altri intermediari specializzati la procedura è altrettanto semplice, ma in alcuni casi a pagamento. Per maggiori informazioni vediamo la Certificazione Unica Inps, come ottenerla.

Certificazione unica online senza costi. Per i pensionati, oltre che per i lavoratori che hanno ottenuto nel 2014 una prestazione di sostegno al reddito da Inps (cassintegrati, disoccupati, etc.) il modello di Certificazione Unica, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi, è disponibile online sul sito istituzionale dell’Inps, alla voce “Servizi al cittadino”. Per questo servizio è necessario avere il PIN. Per chi non è dotato di PIN, la Certificazione Unica può essere richiesta a costo zero presso i patronati. E’ possibile ottenere lo stesso certificato anche presso i Caf e gli altri intermediari autorizzati, ma alcuni di questi fanno pagare il servizio. In seguito ad un incontro fra il presidente dell’Inps e la Consulta Nazionale dei Caf si è stabilito che tutti i Caf che appartengono alla Consulta Nazionale offriranno la possibilità di ottenere la Certificazione Unica a titolo gratuito.

730 precompilato tramite CAF, Commercialista o Consulente del Lavoro.

Il contribuente che necessita di assistenza fiscale o non ha dimestichezza con gli strumenti informatici come detto può accedere alla dichiarazione precompilata non provvedendo direttamente, ma tramite altri soggetti autorizzati. Può rivolgersi al CAF, al Commercialista o al Consulente del Lavoro. Anche il datore di lavoro può scaricare il 730 precompilato per i propri dipendenti, ma solo se presta assistenza fiscale. In ogni caso è necessario che il contribuente firmi una delega per l’accesso.

L’accesso alle dichiarazioni precompilate da parte di sostituti, Caf e professionisti può essere effettuato tramite l’invio al Fisco di un file contenente l’elenco dei contribuenti per i quali si richiedono le dichiarazioni precompilate. I Caf e i professionisti possono anche effettuare l’accesso ad una singola dichiarazione via web.

L’accesso è consentito fino al 10 novembre, al fine di permettere l’utilizzo dei dati indicati nelle dichiarazioni 730 precompilate per la predisposizione di eventuali dichiarazioni rettificative o integrative. 

Delega per l’accesso. Per accedere alla dichiarazione precompilata del contribuente, nonché per consultare gli ulteriori dati messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate insieme alla dichiarazione precompilata (foglio informativo), il datore di lavoro sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, il Caf o il professionista abilitato devono preventivamente acquisire dallo stesso contribuente un’apposita delega, unitamente alla copia di un documento di identità del delegante, in formato cartaceo o in formato elettronico.

La delega contiene l’indicazione del codice fiscale del contribuente, dell’anno d’imposta cui si riferisce il modello 730 precompilato, della data di conferimento della stessa e la precisazione che la stessa vale, oltre che per l’accesso alla dichiarazione 730 precompilata, anche per la consultazione del foglio informativo.

La delega ha valore per la dichiarazione precompilata relativa a una sola annualità e può essere revocata con le medesime modalità del conferimento.

Nel caso in cui il contribuente che richiede assistenza fiscale non intenda utilizzare la dichiarazione 730 precompilata, il Caf o il professionista abilitato acquisisce idonea documentazione da cui si evince la mancata autorizzazione da parte del contribuente all’accesso al modello 730 precompilato. 

Conservazione delle deleghe. I Caf e i professionisti conservano le deleghe ricevute fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione cui si riferiscono. I sostituti d’imposta, conservano le deleghe ricevute fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione cui si riferiscono. Per quanto riguarda le modalità di conservazione delle deleghe, si evidenzia che le stesse possono essere conservate in formato cartaceo ovvero in formato elettronico (file PDF o TIFF). 

Come viene scaricato il 730 precompilato. Il Caf, il professionista abilitato e il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale accedono a una o più dichiarazioni precompilate mediante la trasmissione all’Agenzia delle entrate, attraverso il servizio telematico Entratel, ovvero Fisconline per i sostituti di imposta con un numero massimo di 20 percipienti, di un file contenente l’elenco dei contribuenti per i quali richiedono le dichiarazioni precompilate. Entro cinque giorni dall’invio della richiesta il sistema telematico fornisce una ricevuta di accoglimento.

In via del tutto residuale, per gestire eventuali richieste di assistenza non programmate, i Caf e i professionisti abilitati, sempre previa acquisizione della delega del contribuente, possono accedere ad una singola dichiarazione precompilata via web, mediante la compilazione di un apposito modulo. La dichiarazione precompilata, richiesta via web, viene resa disponibile in tempo reale.

Quando il datore di lavoro non può scaricare il 730 precompilato per il dipendente. Il datore di lavoro è tra coloro che possono agevolare il lavoratore scaricando per lui la dichiarazione precompilata. Ma esistono dei casi in cui ciò non è possibile. In particolare, il datore di lavoro sostituto d’imposta può accedere alle dichiarazioni precompilate dei sostituiti solo se dal modello 770 Semplificato dell’anno precedente risulta aver prestato l’assistenza fiscale ed esclusivamente con riferimento ai contribuenti per i quali ha trasmesso, entro i termini, la Certificazione Unica all’Agenzia delle entrate.

Di conseguenza, se il contribuente lavoratore ha cambiato datore di lavoro nel corso dell’anno 2016, il nuovo sostituto d’imposta, pur prestando l’assistenza fiscale, non può accedere alla dichiarazione precompilata del dipendente assunto nel 2015, in quanto non ha trasmesso all’Agenzia delle entrate la sua Certificazione Unica relativa ai redditi dell’anno 2015.

In tal caso, il contribuente può presentare il modello 730 al nuovo sostituto con le modalità ordinarie (non precompilato) oppure rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato per accedere alla propria dichiarazione precompilata.

La sezione sul 730 precompilato.

Nella sezione del sito internet dedicata al 730 precompilato è possibile visualizzare

  • il modello 730 precompilato;
  • l’esito della liquidazione (il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga);
  • il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione;
  • un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione (per esempio i dati del sostituto che ha inviato la Certificazione Unica oppure i dati della banca che ha comunicato gli interessi passivi sul mutuo).

L’Agenzia delle Entrate raccomanda: se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate risultano incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione, ma sono esposte nell'apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato.

Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente. Ad esempio non vengono inseriti nel 730 precompilato gli interessi passivi comunicati dalla banca se sono di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella dichiarazione dell’anno precedente (gli interessi passivi pagati per i mutui ipotecari infatti generalmente diminuiscono nel corso degli anni). 

Dati inseriti nel 730 precompilato.

Per quanto riguarda il contenuto della dichiarazione precompilata, la dichiarazione 730/2016 precompilata contiene

  • i dati contenuti nella Certificazione Unica – che ha preso il posto del Cud – consegnata al dipendente o pensionato dal sostituto d'imposta (datore di lavoro, ente pensionistico) e inviata da quest'ultimo all'Agenzia delle entrate. Nella Certificazione Unica è indicato, per esempio, il reddito di lavoro dipendente o di pensione, le ritenute Irpef, le trattenute di addizionale regionale e comunale, i compensi di lavoro autonomo occasionale e i dati dei familiari a carico;
  • i dati relativi agli interessi passivi sui mutui, ai premi assicurativi e ai contributi previdenziali, che vengono comunicati all'Agenzia delle Entrate da banche, assicurazioni ed enti previdenziali;
  • alcuni dati contenuti nella dichiarazione dei redditi dell'anno precedente (per esempio le spese che danno diritto a una detrazione da ripartire in più anni, come quelle sostenute per interventi di ristrutturazione);
  • altri dati presenti nell'Anagrafe tributaria (per esempio i versamenti effettuati con il modello F24, le compensazioni eseguite e i contributi versati per lavoratori domestici).

Fra tutte le informazioni in possesso dell'Agenzia delle Entrate alcune potrebbero non essere state inserite direttamente nella dichiarazione precompilata, in quanto necessitano di ulteriori verifiche da parte dei contribuenti, ad esempio perché incomplete o incoerenti.

Può, per esempio, accadere che dall'Anagrafe Tributaria risulti l'atto di acquisto di un fabbricato, di cui però l'Amministrazione finanziaria non conosce ancora la destinazione (concesso in comodato, tenuto a disposizione, ecc.); oppure, che gli interessi passivi per il mutuo comunicati dalla banca siano di importo superiore a quelli indicati nella dichiarazione dell'anno precedente (di norma, accade il contrario). I dati di questo tipo sono comunque riportati in un prospetto riepilogativo, in modo da poter essere verificati ed eventualmente riportati in dichiarazione da parte del contribuente.

Nel 730 precompilato niente spese mediche. Detrazioni o deduzioni non presenti. Per l’anno 2014 l’Agenzia non ha inserito nella dichiarazione alcune spese, perché non è in possesso delle relative informazioni. Tra queste

Pertanto il contribuente che ha sostenuto queste spese deve inserirle di proprio pugno secondo le modalità in seguito descritte.

Oltre al modello 730 precompilato, online il contribuente troverà anche l’esito della liquidazione. In alcuni casi, se per l’Agenzia delle Entrate non è stato possibile procedere alla liquidazione della dichiarazione perché manca un elemento essenziale, ad esempio il codice di utilizzo di un immobile acquistato nel 2014, il contribuente può visualizzare il modello 730 precompilato e il foglio informativo, mentre l’esito della liquidazione sarà disponibile immediatamente dopo la necessaria integrazione della dichiarazione e comunque prima dell’invio della dichiarazione stessa.  Analogamente, se il contribuente intende modificare la dichiarazione proposta, l’esito della liquidazione, già disponibile alla prima visualizzazione, viene ricalcolato in tempo reale dopo la modifica e nuovamente messo a disposizione prima dell’invio della dichiarazione stessa. 

730 precompilato: cosa fare, ecco le operazioni da eseguire.

Una volta visualizzata la dichiarazione precompilata con tutti gli esiti indicati dal Fisco, il contribuente potrà decidere se accettarla e inviarla senza modifiche. Oppure potrà modificarla (inserendo, per esempio, le spese mediche o altri redditi) ed inviarla dopo averla modificata. Il 730 precompilato va presentato entro il 7 luglio, sia nel caso di presentazione diretta all'Agenzia delle Entrate sia nel caso di presentazione al sostituto d'imposta oppure al Caf o al professionista.

Vediamo una volta effettuato l’accesso alla dichiarazione precompilata, quali sono le operazioni che può eseguire il contribuente. Quest’ultimo, utilizzando le funzionalità rese disponibili all’interno dell’applicazione web dedicata alla dichiarazione precompilata, può anzitutto visualizzare e stampare il proprio modello 730 precompilato e il relativo foglio informativo.

Dopo aver verificato la correttezza e la completezza della dichiarazione, il contribuente può accettarla oppure modificarla. Infine, il contribuente può inviare la dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia delle entrate.

Il contribuente che rientra tra i destinatari della dichiarazione precompilata ma non ha un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio (ad esempio, perché ha perso il lavoro nel corso del 2016), tramite un’apposita funzionalità può versare le somme eventualmente dovute con il modello F24, che viene reso disponibile già precompilato, oppure indicare il conto corrente bancario sul quale ricevere l’eventuale rimborso da parte dell’Agenzia delle entrate.

Inoltre, nell’applicazione web è possibile consultare la dichiarazione trasmessa e la ricevuta telematica dell’avvenuta presentazione.

Al fine di ricevere eventuali comunicazioni relative alla propria dichiarazione precompilata, il contribuente è tenuto ad indicare un indirizzo di posta elettronica valido, che provvede a tenere aggiornato, in un’apposita sezione dell’applicazione web.

Accettazione della dichiarazione precompilata. L’Agenzia delle entrate considera il 730 precompilato come dichiarazione “accettata” se è trasmessa senza modifiche dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ovvero con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta. Sono considerate tali le seguenti operazioni

  • indicazione o modifica dei dati anagrafici del contribuente, ad eccezione del comune del domicilio fiscale, che potrebbe incidere sulla determinazione delle addizionali regionale e comunale all’Irpef;
  • indicazione o modifica dei dati identificativi del soggetto che effettua il conguaglio;
  • indicazione o modifica del codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico;
  • compilazione del quadro I per la scelta dell’utilizzo in compensazione, totale o parziale, dell’eventuale credito che risulta dal modello 730;
  • scelta di non versare o di versare in misura inferiore a quanto calcolato da chi presta assistenza fiscale gli acconti dovuti, mediante la compilazione dell’apposito rigo del quadro F;
  • richiesta di suddivisione in rate mensili delle somme dovute a titolo di saldo e acconto nei casi consentiti dalla normativa vigente, mediante la compilazione dell’apposito rigo del quadro F.

Nelle suddette ipotesi, nel prospetto di liquidazione del modello 730 deve essere barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Accettata”.

Integrazioni e correzioni: Come modificare i dati del 730 precompilato.

Per molti non sarà possibile accettare il 730 precompilato perché incompleto. Vediamo quindi in quali casi la dichiarazione si considera “modificata”. Le operazioni di modifica possono essere eseguite direttamente dall’interessato oppure anche tramite un soggetto delegato (sostituto d’imposta, Caf o professionista).

La dichiarazione precompilata è trasmessa con modifiche se si effettuano variazioni o integrazioni dei dati indicati nella dichiarazione che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, comprese le variazioni che, pur non modificando il risultato finale della dichiarazione, intervengono sui singoli importi del modello 730 precompilato (ad esempio l’eliminazione di un reddito o di un onere e l’aggiunta di un reddito o di un onere di altro tipo di pari importo).

In tutte le ipotesi di modifica nel prospetto di liquidazione del modello 730 deve essere barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Modificata”.

Ovviamente, chi possiede altri redditi che non si possono dichiarare con il modello 730 (per esempio, redditi d’impresa) non può utilizzare la dichiarazione eventualmente predisposta dall’Agenzia, ma deve presentare il modello Unico.

Conferma del maggior credito derivante dalla dichiarazione precedente.  Poniamo il caso di una dichiarazione presentata per l’anno d’imposta 2013 per la quale l’attività di liquidazione automatizzata ai sensi dell’articolo 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 ha evidenziato un maggior credito da confermare rispetto al dichiarato. Se il maggior credito è stato già oggetto di conferma da parte del contribuente prima della elaborazione della dichiarazione precompilata questo confluisce direttamente nel quadro F della dichiarazione. Se il maggior credito non è stato ancora confermato dal contribuente, lo stesso non è inserito nella dichiarazione ma viene riportato nel foglio informativo contenente gli elementi a base della dichiarazione, con la precisazione che, per confermare tale credito, il contribuente può inserirlo autonomamente nel quadro F della dichiarazione prima di procedere all’invio, senza la necessità di rivolgersi a un ufficio dell’Agenzia delle entrate o a un centro di assistenza multicanale per richiedere la conferma del maggior credito calcolato.  La conferma del maggior credito in sede di dichiarazione precompilata costituisce sempre una modifica della dichiarazione precompilata.

Nel caso di presentazione della dichiarazione tramite sostituto d’imposta, Caf o professionista, come si esprime la scelta del contribuente in ordine all’accettazione o alla modifica della dichiarazione?

La scelta è espressa mediante la sottoscrizione della dichiarazione da parte del contribuente. Il sostituto, il Caf e il professionista evidenziano la situazione che si verifica in relazione alla dichiarazione precompilata compilando una delle quattro caselle presenti nel prospetto di liquidazione del modello 730

  • Dichiarazione Precompilata – Accettata;
  • Dichiarazione Precompilata – Modificata;
  • Dichiarazione non Precompilata – Sostituto, CAF o professionista non delegato;
  • Dichiarazione non Precompilata – Dichiarazione precompilata non presente.

730 precompilato e 730 congiunto.

In base al provvedimento n. 52443 del 2016 dell’Agenzia delle Entrate, il modello 730 precompilato congiunto può essere presentato in caso di doppia conferma. Entrambi i coniugi dovranno indicare nel rispettivo modello il codice fiscale del consorte e il consenso alla presentazione di un’unica dichiarazione dei redditi.

Compilazione delle caselle del prospetto di liquidazione in caso di dichiarazione congiunta. Nel caso di un 730 congiunto  le caselle presenti nel prospetto di liquidazione del modello 730 vanno compilate in base alle varie ipotesi.

In caso di assistenza prestata dal Caf o dal professionista

  • se risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante o del coniuge o di entrambi va barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Modificata”;
  • se non risulta disponibile la dichiarazione precompilata né del dichiarante né del coniuge va barrata la casella “Dichiarazione precompilata non presente”;
  • se il dichiarante o il coniuge o entrambi non hanno delegato il Caf o il professionista all’accesso alla dichiarazione precompilata va barrata la casella “Sostituto, Caf o professionista non delegato”.

In caso di Assistenza prestata dal sostituto d’imposta

  • se risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante va barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Modificata”;
  • se non risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante va barrata la casella “Dichiarazione precompilata non presente”;
  • se il dichiarante non ha delegato il sostituto all’accesso alla dichiarazione precompilata va barrata la casella “Sostituto, Caf o professionista non delegato”.

Modalità e scadenza per la presentazione del 730 precompilato.

Il modello 730 precompilato 2016 (accettato, modificato o integrato) deve essere presentato entro il 7 luglio 2016. Il contribuente può scegliere se presentare la dichiarazione precompilata, a partire dal 2 maggio 2016

  • direttamente all’Agenzia delle entrate, attraverso il sito internet dell’Agenzia;
  • al sostituto di imposta, se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale;
  • ad un Caf o ad un professionista abilitato (Consulente del Lavoro o Commercialista).

730 precompilato congiunto. È possibile presentare la dichiarazione precompilata in forma congiunta?

La dichiarazione 730 precompilata è presentata in forma congiunta, ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto n. 164 del 1999, esclusivamente al sostituto che presta assistenza fiscale, al CAF o al professionista abilitato. E' consentita la presentazione della dichiarazione precompilata in forma congiunta direttamente in via telematica all’Agenzia delle entrate.

Presentazione diretta. Il contribuente che intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate deve indicare i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio e compilare la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, anche se non esprime alcuna scelta. Occorre poi verificare la correttezza e la completezza dei dati già indicati. A questo punto, se non c'è bisogno di alcuna correzione o integrazione, il contribuente può accettare il 730 senza modifiche.

Se, invece, alcuni dati del 730 precompilato risultano non corretti o incompleti, il contribuente deve modificare o integrare il modello 730 (per esempio, aggiungendo un reddito oppure degli oneri – come le spese mediche – non presenti. In questo caso, sarà elaborato e messo a disposizione un nuovo 730 e un nuovo modello 730-3 (con i risultati della liquidazione effettuata in seguito alle modifiche operate). Una volta accettato o modificato, il modello 730 precompilato può essere presentato. Dopo la presentazione, nella stessa sezione del sito internet, viene messa a disposizione del contribuente la ricevuta di avvenuta presentazione.

Presentazione tramite sostituto d’imposta, Caf o professionista abilitato.  In alternativa alla presentazione diretta tramite il sito internet, il modello 730 precompilato può essere presentato al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale, oppure a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale). Il contribuente deve consegnare al sostituto d’imposta, al Caf o al professionista un’apposita delega per l’accesso al proprio modello 730 precompilato.

Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta datore di lavoro deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 in busta chiusa. Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza indicando “Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. In caso di dichiarazione in forma congiunta le schede per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef sono inserite dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, e comunque entro il 7 luglio, il sostituto d’imposta consegna al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, con l’indicazione del rimborso che sarà erogato e delle somme che saranno trattenute.

Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 in busta chiusa. Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione. Il contribuente conserva la documentazione in originale, mentre il Caf o il professionista ne conserva copia che può essere trasmessa, su richiesta, all’Agenzia delle Entrate.

I documenti relativi alla dichiarazione di quest’anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2019, termine entro il quale l’amministrazione fiscale può richiederli. Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, e comunque entro il 7 luglio, il Caf o il professionista consegna al contribuente una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente. Nel prospetto di liquidazione sono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista e sono indicati i rimborsi che saranno erogati dal sostituto d’imposta e le somme che saranno trattenute. 

I contribuenti senza datore di lavoro sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio possono presentare il 730 precompilato direttamente via web ovvero rivolgersi ad un Caf o professionista abilitato. Per tali contribuenti i rimborsi sono eseguiti direttamente dall’Amministrazione finanziaria, sulla base del risultato finale delle dichiarazioni. Se dalle dichiarazioni presentate emerge un debito, il contribuente effettua il pagamento con le modalità indicate nell’articolo 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale.

Modello 730 ordinario non precompilato. È sempre possibile, per i contribuenti in possesso dei requisiti per la presentazione del modello 730, presentare tale dichiarazione con le ordinarie modalità, anche in forma congiunta. Il termine per la presentazione del 730 ordinario è lo stesso previsto per il modello 730 precompilato (7 luglio).

In caso di presentazione diretta della dichiarazione, l’Agenzia delle entrate rende disponibile il risultato contabile della dichiarazione al sostituto d’imposta indicato dal contribuente nella dichiarazione quale soggetto che effettuerà il conguaglio fiscale e che ha comunicato la sede telematica dove ricevere il flusso contenente il risultato stesso.  Se non è possibile raggiungere il sostituto d’imposta, ancorché questi abbia comunicato la sede telematica per la ricezione dei risultati contabili relativi alle dichiarazioni dei propri dipendenti, l’Agenzia delle entrate informa il contribuente mediante un avviso nell’area autenticata dei servizi telematici. Inoltre, invia un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail indicato dal contribuente in sede di presentazione della dichiarazione via web per segnalare l’accaduto ed invitare il contribuente a prendere visione dell’avviso nell’area autenticata dei servizi telematici.

Rimborsi e pagamenti.

Il rimborso o il pagamento delle imposte risultante dal prospetto di liquidazione del modello 730 precompilato avviene con le stesse modalità del 730 ordinario.

Pertanto, a prescindere dal fatto che la dichiarazione sia stata accettata o modificata, quando emerge un credito da rimborsare la somma si otterrà direttamente dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o settembre).

Quando, invece, dalla dichiarazione precompilata emerge un debito, entro gli stessi termini il datore di lavoro o l'ente pensionistico effettuerà la trattenuta. 

Contribuenti che non hanno un sostituto d’imposta. Quando dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso sarà eseguito direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se il contribuente comunica le coordinate del conto corrente bancario o postale, la somma spettante sarà accreditata su quel conto. Se, invece, l’Agenzia delle Entrate non dispone delle coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere

  • per importi inferiori a 1.000 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale dove potrà riscuotere il rimborso in contanti;
  • per importi pari o superiori a 1.000 euro, il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia. 

Se invece il contribuente senza sostituto d’imposta deve eseguire un pagamento delle imposte, il contribuente che invia direttamente la dichiarazione potrà pagare

  • tramite la stessa applicazione online, indicando le coordinate del conto sul quale effettuare l’addebito;
  • mediante il modello F24, che può essere stampato e che viene proposto già compilato con i dati relativi al pagamento da eseguire.

Il contribuente che si rivolge a Caf o professionista potrà

  • trasmettere in via telematica il modello F24 all'Agenzia delle Entrate tramite lo stesso intermediario;
  • versare con il modello F24 che gli sarà consegnato dall’intermediario.

Vantaggi del 730 precompilato: chi lo accetta non subisce controlli dal Fisco.

Oltre al vantaggio di avere a disposizione un modello in cui sono stati già inseriti la maggior parte dei dati, per i contribuenti che presentano la dichiarazione precompilata sono previsti importanti vantaggi sui controlli. Infatti, a seconda che il contribuente accetti o modifichi la dichiarazione proposta dall’Agenzia, direttamente o tramite un soggetto delegato (sostituto, Caf o professionista), è prevista una diversa procedura sui controlli documentali.

Vediamo quali vantaggi ci sono sotto il profilo dei controlli nel caso in cui la dichiarazione precompilata sia accettata senza modifiche. Nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, senza modifiche ovvero con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta

  • non si effettua il controllo documentale ai sensi dell’articolo 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973 sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali);
  • non si applica il controllo preventivo sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d'imposta.

730 precompilato con modifiche o integrazioni. Nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia o al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, con modifiche e o integrazioni che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta

  • si effettua il controllo documentale anche sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali);
  • si applica il controllo preventivo sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta.

Quali sono i vantaggi, sotto il profilo dei controlli documentali, nel caso in cui la dichiarazione precompilata sia presentata, con o senza modifiche, ad un Caf o ad un professionista abilitato? 

Nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata, con o senza modifiche, tramite un intermediario

  • il controllo documentale si effettua nei confronti del Caf o del professionista che ha apposto il visto di conformità sulla dichiarazione, ed è esteso anche ai dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi;
  • non si applica il controllo preventivo sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta.

Controlli nel caso di dichiarazione non precompilata. Se il modello 730 è presentato con le modalità ordinarie ad un Caf o ad un professionista abilitato, quali sono i vantaggi sotto il profilo dei controlli documentali? In caso di presentazione del modello 730 con le modalità ordinarie ad un Caf o a un professionista si applicano, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto semplificazioni, le stesse disposizioni previste nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata tramite un intermediario.

Controllo sui contribuenti.  La verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle diverse agevolazioni fiscali è sempre effettuata nei confronti del contribuente, a prescindere dall’accettazione o modifica della dichiarazione precompilata e dalla modalità di presentazione della stessa. Per requisiti soggettivi si intendono, ad esempio, quelli per i quali, ai fini dell’apposizione del visto di conformità da parte di Caf e professionisti abilitati, viene acquisita dal contribuente una dichiarazione sostitutiva attestante la loro sussistenza. A titolo esemplificativo, come evidenziato nella circolare n. 14/E del 9 maggio 2013, vi rientrano

la destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo;la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per il riconoscimento della condizione di portatore di handicap per il contribuente e per i familiari a carico risultanti dalla documentazione sanitaria rilasciata dagli organi abilitati all’accertamento dell’invalidità;la tipologia di intervento di ristrutturazione edilizia e la data di inizio lavori, nelle ipotesi in cui la normativa edilizia vigente non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di interventi comunque agevolati dalla normativa fiscale.

Visto di conformità del CAF  e sistema sanzionatorio 

Vediamo ora quali conseguenze derivano dall’apposizione di un visto di conformità infedele da parte dei Caf e dei professionisti che prestano l’assistenza fiscale. In base a quanto disposto dall’articolo 6 del decreto semplificazioni, se dalle verifiche emerge l’apposizione di un visto di conformità infedele, ad esempio in caso di non corretto riscontro della documentazione giustificativa di spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni che si rivelino in tutto o in parte non spettanti, i Caf e i professionisti abilitati sono direttamente tenuti al pagamento di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. 

In tal modo viene salvaguardato il legittimo affidamento dei cittadini che si rivolgono ad operatori specializzati circa la definitività del loro rapporto con il Fisco. La responsabilità degli intermediari è però esclusa nel caso in cui l’infedeltà del visto sia stata determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente, ad esempio nel caso in cui questi abbia presentato un documento contraffatto per poter beneficiare di una detrazione d’imposta.

Il Caf e il professionista che dopo l’invio della dichiarazione riscontrano errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele sulla dichiarazione, devono avvisare il contribuente al fine di procedere all’elaborazione e trasmissione all’Agenzia delle entrate della dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata l’assistenza.

Se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, il Caf e il professionista possono comunicare entro la stessa data all’Agenzia delle entrate i dati rettificati.

In entrambi i casi, la responsabilità del Caf o del professionista è limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente, sanzione che può essere ridotta nella misura prevista dall’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 se il versamento è effettuato entro la medesima data del 10 novembre.